NOTIZIE DI ATTUALITA'
Oggi, 15 Settembre, la Chiesa celebra la memoria della Beata Vergine Maria Addolorata PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Martedì 15 Settembre 2026 07:22

 

La memoria della Vergine Addolorata ci chiama a rivivere il momento decisivo della storia della salvezza e a venerare la Madre associata alla passione del figlio e vicina a lui innalzato sulla croce. La sua maternità assume sul calvario dimensioni universali. Questa memoria di origine devozionale fu introdotta nel calendario romano dal papa Pio VII (1814). Maria ha vissuto la sua passione di madre come condivisione della Passione redentrice del Figlio. In questa stessa Passione, sofferta da Gesù, vi è il dolore del figlio che guarda la madre. Il momento più toccante della Passione di Cristo è proprio in questa intima comunione di madre-Figlio che si risolve nell'affidamento di Maria a Giovanni. In questa forte comunione d'amore tra madre e Figlio, scopriamo una caratteristica particolare al valore ecclesiale dell'affidamento di Maria a Giovanni, il discepolo prediletto. Sulla croce noi possiamo affidare tutti i nostri amori perché diventino, nelle sofferenze, fonte di redenzione.  

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Prima lettura

Dalla lettera agli Ebrei         5, 7-9


Imparò l’obbedienza e divenne causa di salvezza eterna.

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Salmo responsoriale

Rit. Salvami, Signore, per la tua misericordia.          dal salmo 30

 

Sequenza: Stabat Mater dolorosa…
  

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Giovanni         19, 25-27  

Ecco tuo figlio! Ecco tua madre!  

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Meditiamo insieme

 

Maria, annota Giovanni, sta sotto la croce. "Sta", dimora, irremovibile, nella sua fede nel Dio dell'impossibile. "Sta", immobile, tassellata, inchiodata alla sua fede. È sola, ora, l'unica a credere. Tutti sono fuggiti, tutti se ne sono andati, anche i discepoli che l'avevano seguito. Resta lei, la madre, a fare memoria delle parole dell'angelo, accolte molti anni prima. Resta lei a cercare nella memoria i segni della realizzazione della promessa, a discernere, a capire. Capire l'incomprensibile, credere nell'impossibile, credere ancora in Dio. Quanti genitori ho incontrato che hanno perso un figlio! E quanti, fra di essi, hanno perso la fede? Maria "sta", crede ancora, anche se il suo cuore è in tumulto. Dov'è, ora, la promessa della salvezza? Dove la realizzazione del Regno? Maria, scossa fino alla sua ultima fibra interiore, è tenace, resiste alla tentazione della disperazione, ancora crede. In quell'istante, sotto la croce, Maria è l'unica discepola rimasta, la Chiesa, in quell'istante, è una sola persona. Perciò, oggi, celebriamo la dignità e la forza di Maria, la fede incrollabile della madre dei discepoli. E a lei affidiamo la nostra giornata e i nostri dolori, a lei affidiamo, in particolar modo, tutti i genitori che hanno perso un figlio e, con esso, la fede. Maria, madre degli addolorati e dei perduti, ricolmi il cuore di ogni sofferente con la sua compassione che salva.  

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Preghiamo insieme

 

Per intercessione di Maria che ebbe gli stessi sentimenti di Cristo, chiediamo al Signore di darci un cuore capace di soffrire con chi soffre, e di amare dimenticando noi stessi. Diciamo insieme:

Salvaci, Signore, perchè speriamo in te.

Perchè la Chiesa sia madre di fede e di amore per tutti gli uomini. Preghiamo:

Perchè la società civile sia attenta alle sofferenze e ai bisogni dei più diseredati. Preghiamo:

Perchè le famiglie dei disabili, dei drogati e dei carcerati, trovino nei vicini affetto e aiuto. Preghiamo:

Perchè chi piange la morte di una persona cara sperimenti l'amore di Dio e la speranza della risurrezione. Preghiamo:

Perchè tutti noi che partecipiamo all'Eucaristia, impariamo da Maria a fare la volontà del Padre. Preghiamo:

Signore, che hai voluto associare alla passione del tuo Figlio il dolore di Maria, accogli le nostre preghiere, e rendici degni di completare in noi le sofferenze di Cristo a vantaggio di ogni uomo. Egli è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
 

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

 

 Prima Lettura

Dal libro del profeta Ezechiele   (8, 1-6. 16 - 9, 11)

Giudizio contro Gerusalemme peccatrice

Seconda Lettura 


Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate  (Disc. nella domenica fra l'ottava dell'Assunzione 14-15; Opera omnia, ed. Cisterc. 5 [1968] 273-274)
 


La Madre di Gesù stava presso la croce


Martedì della IV settimana, ufficio della memoria con parti proprie. Alle Lodi mattutine antifone proprie e salmi della domenica della I settimana. Ai Vespri antifone proprie e salmi dal Comune della B. V. Maria. 

 

Impegno di vita


Oggi, vivrò questa memoria di Maria Addolorata nelle profondità del mio cuore. Lì troverò un momento per stare con Lei semplicemente, da figlio che sa quanto la vita spirituale è dono anche di questa Madre, prezzo del suo soffrire. 

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO

Per le mamme che piangono la sorte dei figli, perchè in Maria ai piedi della croce possano trovare conforto e sostegno e da lei imparino a fare la volontà del Padre.

MESSAGGIO DEL GIORNO

 

Una spada ha trapassato veramente la tua anima, o santa Madre nostra! Del resto non avrebbe raggiunto la carne del Figlio se non passando per l'anima della Madre. Nel Figlio operò l'amore superiore a ogni altro amore. Nella Madre operò l'amore, al quale dopo quello di Cristo nessuno altro amore si può paragonare. San Bernardo
 

 

 

Martedì 15 Settembre 2026

Il Santo Padre Leone XIV trascorre la giornata nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo e stasera rientra in Vaticano. 

 

 

Martedì 15 Settembre 2026

- Ricorre oggi il 60° compleanno del nostro Vescovo Mons. Guglielmo Giombanco; lo accompagniamo con la preghiera nel suo ministero di Padre e Pastore.

- Il Vescovo Guglielmo, nella Cappella del Seminario estivo di Castell'Umberto, presiede alle ore 11.30 la Concelebrazione Eucaristica con i Sacerdoti della diocesi; al termine agape fraterna per il suo 60° compleanno.

- Ricorre oggi il 33° anniversario del martirio del Beato Giuseppe Puglisi, sacerdote palermitano.

Oggi, 14 Settembre, la Chiesa celebra la festa dell'Esaltazione della Santa Croce PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Lunedì 14 Settembre 2026 07:33

 

La festa in onore della Croce venne celebrata la prima volta nel 335, in occasione della “Crucem” sul Golgota, e quella dell'«Anàstasis», cioè della Risurrezione. La dedicazione avvenne il 13 dicembre. Col termine di "esaltazione", che traduce il greco hypsòsis, la festa passò anche in Occidente, e a partire dal secolo VII, essa voleva commemorare il recupero della preziosa reliquia fatto dall'imperatore Eraclio nel 628. Della Croce trafugata quattordici anni prima dal re persiano Cosroe Parviz, durante la conquista della Città santa, si persero definitivamente le tracce nel 1187, quando venne tolta al vescovo di Betlem che l'aveva portata nella battaglia di Hattin. La celebrazione odierna assume un significato ben più alto del leggendario ritrovamento da parte della pia madre dell'imperatore Costantino, Elena. La glorificazione di Cristo passa attraverso il supplizio della croce e l'antitesi sofferenza-glorificazione diventa fondamentale nella storia della Redenzione: Cristo, incarnato nella sua realtà concreta umano-divina, si sottomette volontariamente all'umiliante condizione di schiavo (la croce, dal latino "crux", cioè tormento, era riservata agli schiavi) e l'infamante supplizio viene tramutato in gloria imperitura. Così la croce diventa il simbolo e il compendio della religione cristiana.  

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Prima lettura

Dal libro dei Numeri         21, 4-9


Chiunque sarà stato morso e guarderà il serpente, resterà in vita.

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Salmo responsoriale

Rit. Non dimenticate le opere del Signore!     dal salmo 77

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Giovanni         3, 13-17  

Bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo.  

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Meditiamo insieme

 

La croce non è da esaltare, la sofferenza non è mai gradita a Dio, toglietevi dalla testa, subito, la tragica inclinazione all'autolesionismo tipica del cattolicesimo, inclinazione che crogiuola il cristiano nel proprio dolore pensando che questo lo avvicini a Dio. La nostra è una Religione che rischia di fermarsi al venerdì santo, perché tutti abbiamo una sofferenza da condividere e ci piace l'idea che anche Dio la pensi come noi. No, lo ripeto alla nausea: la felicità cristiana è una tristezza superata, una croce abbandonata perché ormai inutile e questa croce vuota - oggi - viene esaltata. La croce non è il segno della sofferenza di Dio, ma del suo amore. La croce è epifania della serietà del suo bene per ciascuno di noi. Fino a questo punto ha voluto amarci, perché altro è usare dolci e consolanti parole, altro appenderle a tre chiodi, sospese fra il cielo e la terra. La croce è il paradosso finale di Dio, la sua ammissione di sconfitta, la sua ammissione di arrendevolezza: poiché ci ama lo possiamo crocifiggere. Esaltare la croce significa esaltare l'amore, esaltare la croce significa spalancare il cuore all'adorazione e allo stupore. Innalzato sulla croce (Giovanni non usa mai la parola "crocifisso" ma "osteso" cioè mostrato) Gesù attira tutti a sé. Davanti a Dio nudo, sfigurato, così irriconoscibile da necessitare di una didascalia sopra la sua testa, possiamo scegliere: cadere nella disperazione o ai piedi della croce.  

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Preghiamo insieme

 

Come popolo redento invochiamo Dio nostro Padre che nell'albero della croce ci ridona il frutto della vita in Cristo suo Figlio. Preghiamo insieme e diciamo:
Per il mistero della Croce, salvaci, Signore.

Per la santa Chiesa, perché in ogni suo gesto, parola, opera annunzi l'immenso amore del Padre, che ha il segno più eloquente nella Croce del suo Figlio, preghiamo.

Per i vescovi, i presbiteri e i diaconi, perché siano servi e testimoni della sapienza dello Spirito, che scaturisce dalla Croce, preghiamo. 

Per tutti i membri del popolo di Dio, perché nella vita di ogni giorno esprimano la realtà della Messa, memoriale perenne della morte e risurrezione del Signore, preghiamo.   

Per i perseguitati a causa della fede e della giustizia, perché dalla Croce di Cristo attingano la certezza della vittoria dell'amore sull'odio e del bene sul male, preghiamo.

Padre ricco di misericordia, che hai esaltato il tuo Figlio fatto obbediente fino alla morte, infondi in noi la forza dello Spirito, perché possiamo portare quotidianamente il peso e la gloria della Croce. Per Cristo nostro Signore.
  

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

 

 Prima Lettura

Dalla lettera ai Galati di san Paolo, apostolo   (2, 19 - 3, 7. 13-14; 6, 14-16)

La gloria della croce

Seconda Lettura

Dai «Discorsi» di sant'Andrea di Creta, vescovo
  (Disc. 10 sull'Esaltazione della santa croce; PG 97, 1018-1019. 1022-1023)
 


La croce è gloria ed esaltazione di Cristo


Ufficio della festa. Te Deum. All'Ora media antifona propria e salmi del lunedì della IV settimana. 

 

Impegno di vita


Oggi, contemplo con cuore silenzioso l'immagine del Crocifisso e faccio dapprima emergere il chiasso delle mie ribellioni al dolore, alla contraddizione e anche le freddezze dell'abitudinarietà nella mia vita di fede.

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO

Perchè dal sangue di Cristo versato sulla Croce attingiamo nuovo slancio per amare Dio e i fratelli. 

MESSAGGIO DEL GIORNO

Festeggiare la Croce è mettersi dalla parte dei sofferenti, di quanti sono nell'assoluta disperazione per far sì che la gioia della redenzione portata a compimento da Gesù Cristo, mediante la sua morte in croce e la sua risurrezione, possa raggiungere ogni uomo di questa terra, dove a piantare le croci di morte e di dolore sono altri uomini che uccidono, ammazzano, distruggono, violentano, offendono, privano di ogni dignità e libertà altri fratelli che vivono su questa terra. Festeggiare la croce, è festeggiare l'amore, la gioia e la giustizia, perché su quella Croce è salito il Figlio di Dio e da quella croce ci ha dettato una lezione di amore che nessuno potrà mai uguagliare nella sostanza e nella forma. Antonio Rungi

   

 

 

Lunedì 14 Settembre 2026 - 71° Compleanno del Santo Padre Leone XIV; ad multos annos!

 

- Il Santo Padre Leone XIV riceve questa mattina in Udienza:

- Sua Beatitudine Youhanna X, Patriarca Greco-Ortodosso di Antiochia e di Tutto l'Oriente, e Seguito;

- S.E. Mons. Arnaldo Catalan, Arcivescovo tit. di Apollonia, Nunzio Apostolico in Rwanda;

- S.E. Mons. Giorgio Lingua, Arcivescovo tit. di Tuscania, Nunzio Apostolico in Israele; Delegato Apostolico in Gerusalemme e Palestina;

- Delegazione della Lega Italiana Fibrosi Cistica.


Attività del Santo Padre questa mattina:


- Inaugurazione della Mostra "AQVA. Catastrofe e meraviglia".

Nel pomeriggio il Santo Padre Leone XIV si trasferisce nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo dove rimane si a domani sera.

 

 

 

 

Lunedì 14 Settembre 2026

 

- Il Vescovo Guglielmo, alle ore 17.30, presiede l'Eucaristia nella Chiesa Madre di Ucria in occasione dei festeggiamenti patronali in onore del Santissimo Cristo della Pietà.

Oggi, 13 Settembre, la Chiesa celebra la XXIV Domenica del tempo ordinario PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Domenica 13 Settembre 2026 07:40

  Celebriamo oggi la XXIV Domenica del Tempo Ordinario. Dopo l’invito di Domenica scorsa alla correzione fraterna, la Liturgia odierna ci consegna l’impegno forte del perdono. La nostra storia, tanto amara e dolorosa, trafitta dal peccato e dalla morte, dalla guerra e dalla violenza, dalla furbizia e dalla disonestà, dall’opulenza e dall’oppressione, dal desiderio di vendetta e di giustizia alla maniera degli uomini… ha tanto bisogno di riscoprire la gioia del Perdono e della Riconciliazione. Tutti siamo chiamati a costruire il mondo nuovo della giustizia e dell’Amore, della pace e della vita, della libertà e della fraternità. Celebrando l’Eucaristia, sacramento di riconciliazione e di pace, chiediamo al Signore di riuscire — forti del suo perdono — a consegnare alla storia gesti di amore e di fraternità, nella certezza di vivere nel perdono del Signore. 

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Prima lettura

Dal libro del Siracide          27, 33- 28,9


Se tu non parli al malvagio, della sua morte domanderò conto a te.

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Salmo responsoriale

Rit. Il Signore è buono e grande nell’amore.           dal salmo 102

 

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Seconda lettura

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani        14, 7-9


Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore.
 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Matteo           18, 21-35


Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
 

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Meditiamo insieme


  La parola di Dio della XXIV domenica del tempo ordinario ci invita al perdono reciproco da attuare in ogni situazione e sempre, senza limiti di numeri, di persone, di spazio e di consistenza del danno ricevuto o dell'offesa avuta. Bisogna perdonare, ma anche chiedere perdono se siamo stati noi ad offendere gli altri, a provocare nel loro animo e cuore il dolore e l'angoscia. Ecco perché oggi, come inizio della nostra preghiera assembleare, troviamo questa bellissima orazione, attinente al tema della giornata: "O Dio di giustizia e di amore, che perdoni a noi se perdoniamo ai nostri fratelli, crea in noi un cuore nuovo a immagine del tuo Figlio, un cuore sempre più grande di ogni offesa, per ricordare al mondo come tu ci ami".
L'amore di Cristo è arrivato all'estremo limite delle possibilità umane. Egli ci ha perdonati dalla croce, comprendendo i nostri peccati, perché non sappiamo riconoscere la verità, la giustizia e l'amore ed abbiamo bisogno di un'educazione all'amore che porta per sua natura al perdono. Sappiamo benissimo come è difficile perdonare chi ci ha fatto del male. E tutti, chi più chi meno, sono passati per questa triste esperienza dell'offesa ricevuta e a volte data, dalla quale solo la grazia di Dio e sincero pentimento può sanare definitivamente sa un punto di vista interiore, ma non umano e fisico.

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Preghiamo insieme

 

Cristo, il santo dei santi, ha operato tra l'incomprensione e le opposizioni. Chiediamo con fiducia al Padre di non lasciarci intimorire dalle opposizioni e dalle difficoltà, ma di testimoniare con coraggio la nostra fede, dicendo: Donaci, o Padre, la forza del tuo Spirito.

Sostieni la Chiesa nel suo compito profetico di richiamare gli uomini al vero Dio e di abbandonare i falsi valori del mondo. Noi ti invochiamo:

Concedi al Papa Francesco e al nostro vescovo Guglielmo la luce per riconoscere le necessità del nostro tempo, e dona loro una grande sollecitudine verso i poveri. Noi ti invochiamo:

Aiuta i perseguitati e i prigionieri politici, incarcerati per la ricerca di verità e libertà, perché si sentano confortati da Cristo crocifisso. Noi ti invochiamo:

Guida le famiglie del nostro paese verso rapporti di vero amore, che rafforzi la libertà interiore dei loro componenti. Noi ti invochiamo:

Donaci la capacità di correggerci l'un l'altro fraternamente, senza cedere alla critica maligna e alla condanna del prossimo. Noi ti invochiamo:

Per le famiglie colpite da disgrazie e da lutti. Perché siamo consapevoli dell'immenso valore della messa.

O Padre nostro e nostro Signore, ti presentiamo con piena confidenza le necessità di tutti gli uomini e il nostro sforzo di costruire una società più umana: vieni a salvarci con la tua grazia onnipotente perché ci accostiamo al tuo Cristo, perfetto sacrificio per i secoli eterni. Amen.

 

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

 Prima Lettura

Dal libro del profeta Ezechiele        (1, 3-14. 22-28)


Visione della gloria di Dio in terra d'esilio

Seconda Lettura

Inizio del «Discorso sui pastorii» di sant'Agostino, vescovo  (Disc. 46, 1-2; CCL 41, 529-530)
 

Pastori siamo, ma prima cristiani


Domenica della IV settimana, ufficio della XXIII Domenica del tempo ordinario; Te Deum. Antifone al Benedictus e al Magnificat anno A.


Impegno di vita

 

Con umiltà e delicatezza cercherò di esercitare il difficile compito della correzione fraterna.

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO


Per questo nostro mondo, minato dalla guerra, dalla violenza, dall’odio, dal terrorismo e dalla vendetta, perché ogni uomo sappia trovare in Cristo la forza e la gioia del perdono, per fermare la mano assassina di chi vuole distruggere il creato e le creature
 

MESSAGGIO DEL GIORNO

Morire all'odio e vivere nella gioia del perdono, questo è l'invito che ci viene rivolto e che vogliamo accogliere, oggi e sempre, superando le barriere dei conflitti di ogni genere.  Antonio Rungi

 

 


  

 

Domenica 13 Settembre 2026

 

- Alle ore 12 Angelus recitato dal Santo Padre Leone XIV in Piazza San Pietro. 

   

 

Domenica 13 Settembre 2026

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Oggi, 12 Settembre, la Chiesa celebra la memoria del Santo Nome di Maria PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Sabato 12 Settembre 2026 08:08

La memoria del Santissimo Nome di Maria fu concessa da Roma, nel 1513, ad una diocesi della Spagna, Cuenca. Soppressa da san Pio V, fu ripristinata da Sisto V e poi estesa nel 1671 al Regno di Napoli e a Milano. Il 12 settembre 1683, avendo Giovanni III Sobieski coi suoi Polacchi vinto i Turchi che assediavano Vienna e minacciavano la cristianità, il Beato Innocenzo XI, in rendimento di grazie, estese la festa alla Chiesa universale e la fissò alla domenica fra l'Ottava della Natività. Il Papa San Pio X la riportò al 12 settembre. 

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Prima lettura

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi        10, 14-22


Noi siamo, benchè molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all'unico pane.

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Salmo responsoriale

Rit. A te, Signore, offrirò un sacrificio di ringraziamento.   dal salmo 115  

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca         6, 43-49

Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico?  

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Meditiamo insieme

 


Esiste una differenza sostanziale tra il parlare e l'agire, tra il credere di credere, e una fede che si esprime nella concretezza delle scelte; Gesù non ama l'esteriorità né i salamelecchi, non la pompa magna né la ritualità che non sia piena di desiderio e di verità e che non porti alla conversione della vita. Una fede che - almeno un poco - non inquieta, non smuove, non mette in discussione la quotidianità, è sospetta. Un Dio che conferma sempre le tue decisioni e non ti fa riflettere sulle tue scelte lavorative non è il Dio di Gesù Cristo. Mi vengono in mente stereotipi grazie al cielo superati ma sempre in agguato: persone devote attente all'esteriorità, a ciò che dice la gente, al mantenere un'aura di rispetto e di apparenza senza mai davvero incontrare Dio. Ne vedo ancora, purtroppo, alberi all'apparenza gustosi dai frutti acerbi, razza difficile a convertire, li vedo i volti distratti e superficiali di chi partecipa alle inutili celebrazioni di Natale, impermeabili a qualunque parola, assolutamente certi di sapere, di conoscere a sufficienza, di non avere bisogno. No, amici, pietà. Dio ti raggiunge solo se apri il cuore, non giudica ma ama, insegna ma zittisce davanti alla sufficienza e all'arroganza. Guardiamo ai frutti, amici, guardiamo alla concretezza delle nostre scelte. Una fede che resta chiusa in chiesa, che smette di esistere al lunedì mattina non cambierà mai né la nostra vita né la Storia. 

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Preghiamo insieme

  

Dio si dona a noi in Cristo Gesù per renderci santi e perfetti nell'amore. Confidenti nella sua mite onnipotenza, manifestiamo le nostre intenzioni, dicendo: Signore, insegnaci a servirti nella gioia!

Perché la Chiesa sia fedele nel custodire e condividere il buon tesoro della parola rivelata. Preghiamo:

Perché i credenti diano frutti di bontà e diffondano tra gli uomini la fragranza di Cristo. Preghiamo:

Perché il nostro amare sia puro, il nostro pensare sia vero e l'agire trasparente. Preghiamo:

Perché nessuno riceva scandalo dalla nostra fragilità e tiepidezza. Preghiamo:

Perché la partecipazione all'Eucaristia si traduca in novità di vita, a edificazione della comunità. Preghiamo:

O Dio, il cui unico Figlio, morente sulla croce, ha voluto darci come nostra madre la Vergine Maria eletta come sua madre, concedi a noi che ci affidiamo alla sua protezione, di sperimentare la forza e la dolcezza del suo nome. 

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

 Prima Lettura

Dal libro delle Lamentazioni   (5, 1-22)


Implorazione per la salvezza del popolo

Seconda Lettura


Dalla «Omelia in lode della Vergine Madre» di san Bernardo, abate  (Om. 2, 1-2, 4; Opera omnia, ed. Cisterc. 4 [1966] 21-23)
 

Preparata dall'Altissimo, prefigurata dai padri

Sabato della III settimana, ufficio della memoria dal Comune della B.V. Maria (fino all'Ora Nona) e dal Supplemento della Liturgia delle Ore a pag. 81 (2003); antifona propria al Benedictus. Primi Vespri della XXIV Domenica del tempo ordinario, antifona al Magnificat anno A.

 

Impegno di vita


Oggi offrirò al Signore un piccolo sacrificio e rivolgerò preghiere a Maria affinchè il cuore indurito o spaventato di chi attenta alla vita indifesa dei nascituri sia toccato dalla pietà divina.

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO

Perchè sull'esempio di Maria, umile serva del Signore, il popolo cristiano realizzi la sua missione di servizio e di salvezza verso il mondo.  

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

Chiunque tu sia, che nel flusso di questo tempo ti accorgi che, più che camminare sulla terra, stai come ondeggiando tra burrasche e tempeste, non distogliere gli occhi dallo splendore di questa stella,  se non vuoi essere sopraffatto dalla burrasca! Se sei sbattuto dalle onde della superbia, dell’ambizione, della calunnia, della gelosia, guarda la stella, invoca Maria. San Bernardo

 

 

 

Sabato 12 Settembre 2026

Il Santo Padre Leone XIV riceve questa mattina in udienza:

- S.E. Mons. Filippo Iannone. O. Carm., Prefetto del Dicastero per i Vescovi;

- La Reverenda Suora Alessandra Smerilli, F.M.A., Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale; e Mons. Jozef Barlaš, Segretario;

- Em.mo Card. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana;

- Partecipanti all’Incontro “Fratelli tutti: Dialogo socio-ambientale Nord-Sud”;

- Partecipanti al Simposio della “Communio Internationalis Benedictinarum”.

 

 

Sabato 12 Settembre 2026

- Oggi ricorre il 94° compleanno di S.E. Mons. Carmelo Ferraro, Vescovo di Patti dal 1978 al 1988, che risiede a Tindari presso la Casa del Clero.

Oggi, 11 Settembre, la Chiesa ricorda San Giacinto PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Venerdì 11 Settembre 2026 08:13

San Giacinto, insieme al fratello san Proto, fu sepolto nel cimitero di Bassilla (poi di San Ermete). Nel 1845 le loro ossa furono trovate in un cubicolo che papa Damaso aveva fatto ripulire dalla terra franata e in cui aveva fatto porre una lapide che ricordava come Proto e Giacinto fossero fratelli martiri. La tradizione narra la loro vita in modo leggendario. Essi sarebbero stati due fratelli cristiani eunuchi, schiavi di Eugenia, figlia del nobile romano Filippo, prefetto di Alessandria d'Egitto. Convertita al cristianesimo, Eugenia avrebbe ceduto i due giovani alla nobile Bassilla, convertitasi a sua volta grazie ai loro insegnamenti. Denunciati dal fidanzato di quest'ultima, sarebbero stati tutti martirizzati. Al di là della leggenda, è certo che la loro esistenza e il loro martirio sono stati storicamente comprovati. 

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Prima lettura

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi        9, 16-19.22-27


Mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno.

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Salmo responsoriale

Rit. Quanto sono amabili le tue dimore, Signore!           dal salmo 83
 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca         6,39-42  

Può forse un cieco guidare un altro cieco?  

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Meditiamo insieme

 

Prima di accusare gli altri e di ergerci a giudici, dice il Signore, dobbiamo guardare nelle profondità del nostro cuore, analizzare la nostra vita con obiettività, usando gli stessi criteri con cui stiamo guardando alla vita degli altri. Il rischio, molto diffuso, è quello di essere sempre molto accondiscendenti e tolleranti con noi stessi e severi ed impietosi con gli altri. Di essere delle guide cieche che pretendono di guidare altri ciechi, finendo tutti nel fosso. Quante travi facciamo finta di non vedere nei nostri occhi pretendendo di togliere la pagliuzza nell'occhio del fratello! Come se facessimo a gara nel vedere i limiti degli altri per sentirci migliori o, almeno, non peggiori degli altri. Se capissimo che nella fede non esiste nessuna gara del genere, che siamo tutti dei peccatori riconciliati, tutti dei ciechi che in Cristo hanno ritrovato la luce! Solo un cuore che ammette il proprio limite, che ha dolorosamente sperimentato la propria miseria, anche attraverso umiliazione e colpa, può essere in grado di riconoscere e compatire la miseria altrui. Non per consolarsi: mal comune difficilmente fa mezzo gaudio!, ma per crescere insieme nel perdono.   

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Preghiamo insieme

  

Dio, nel suo disegno di salvezza, ci ha donato Gesù Cristo come maestro perfetto e buon pastore. Con la sua intercessione, preghiamo insieme e diciamo: Guida il tuo popolo, Signore.

Perché la fedeltà al vangelo sia la sorgente che alimenta ogni azione della Chiesa, nei ministri come nei semplici fedeli. Preghiamo:

Perché dove la giustizia è lacerata, la ricomposizione avvenga nel segno del diritto ma anche della carità. Preghiamo:

Perché i confessori siano illuminati nel loro delicato compito di partecipare la verità e la misericordia divina. Preghiamo:

Perché gli educatori ispirino la loro azione all'unico maestro Gesù, umile, buono e compassionevole con tutti. Preghiamo:

Signore, osiamo rivolgere a te la nostra preghiera, guidati dallo Spirito che in noi ti chiama Padre. Tuo Figlio Gesù ci rinnovi nel corpo e nello spirito, affinchè possiamo piacere a te, che con lui vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen


LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

 Prima Lettura

Dal libro delle Lamentazioni     (3, 1-33)


 
Pena e speranza

Seconda Lettura


Dai «Discorsi» del beato Isacco, abate del monastero della Stella     (Disc. 11; PL 194, 1728-1729)
 

 
Cristo non vuole perdonare nulla senza la Chiesa

Venerdì della III settimana, ufficio della feria del tempo ordinario.

 

Impegno di vita


Mi ricorderò di iniziare la mia giornata facendomi il segno della croce, benedicendo il Signore e accogliendo, come un povero, tutto dalle sue mani.


 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO

Ricorre oggi il 25° anniversario dell'attentato alle Torri del World Trade Center di New York in cui morirono 2.752 persone, tra queste 343 vigili del fuoco e 60 poliziotti; preghiamo perchè nel mondo non si ripetano più simili stragi, frutto della follia umana.

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

Siamo seriamente invitati a ragionare in altro modo, a metterci dal punto di vista di Dio che vede con misericordia ciascuno di noi, che non si sofferma sulla miseria (che va riconosciuta e superata) ma sulla possibilità di conversione che ognuno di noi porta in se stesso. Coraggio, allora, convertiamoci!  Paolo Curtaz

 

 

 

 

 

Venerdì 11 Settembre 2026

 Il Santo Padre Leone XIV riceve questa mattina in Udienza:

- S.E. Mons. Pavlo Goncharuk, Vescovo di Kharkiv-Zaporizhia (Ucraina);

- Vescovi di El Salvador in Visita “ad Limina Apostolorum”;

- Em.mo Card. Arthur Roche, Prefetto del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

 

 

Venerdì 11 Settembre 2026

- Alle ore 10, a San Fratello, il Vescovo Guglielmo presiede il Ritiro spirituale mensile del Presbiterio diocesano che si svolge nella cittadina nebroidea per la presenza delle reliquie di San Benedetto il Moro, giunte ieri da Palermo.

- Alle ore 19 il Vescovo Guglielmo celebra l'Eucaristia nella Chiesa di Santa Caterina in Marina di Patti nel Settenario in preparazione alla festa della B.V. Maria Addolorata.

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