NOTIZIE DI ATTUALITA'
Oggi, 7 Ottobre, la Chiesa celebra la memoria della B. V. Maria del Rosario PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Mercoledì 07 Ottobre 2026 07:29

 

La celebrazione della festività odierna, istituita dal papa San Pio V per commemorare la vittoria riportata nel 1571 a Lepanto contro la flotta turca (inizialmente si diceva "Santa Maria della Vittoria"), il giorno 7 ottobre, che in quell'anno cadeva di domenica, venne estesa nel 1716 alla Chiesa universale, e fissata definitivamente al 7 ottobre dal papa San Pio X nel 1913. La "festa del santissimo Rosario", com'era chiamata prima della riforma del calendario del 1960, compendia in certo senso tutte le feste della Madonna e insieme i misteri di Gesù, ai quali Maria fu associata, con la meditazione di venti momenti della vita di Maria e di Gesù. Il Rosario è, nato dall'amore dei cristiani per Maria in epoca medioevale, forse al tempo delle crociate in Terrasanta. L'oggetto che serve alla recita di questa preghiera, cioè la corona, è di origine molto antica. Gli anacoreti orientali usavano pietruzze per contare il numero delle preghiere vocali. Nei conventi medioevali i fratelli laici, dispensati dalla recita del salterio per la scarsa familiarità col latino, integravano le loro pratiche di pietà con la recita dei "Paternostri", per il cui conteggio San Beda il Venerabile aveva suggerito l'adozione di una collana di grani infilati a uno spago. Poi, narra una leggenda, la Madonna stessa, apparendo a San Domenico, gli indicò nella recita del Rosario un'arma efficace per debellare l'eresia albigese.

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Prima lettura

Dagli Atti degli Apostoli        1, 12-14

Tutti erano assidui e concordi nella preghiera con Maria, la madre di Gesù.

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Salmo responsoriale

Rit. Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente.            dal salmo Lc 1, 46-55

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca        1, 26-38


Concepirai un figlio e lo darai alla luce. 

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Meditiamo insieme

 


Festa istituita dal Papa San Pio V nel 1572, a ricordo della vittoria navale del 7 ottobre 1571 riportata dalle forze cristiane sui turchi minacciosi, vittoria attribuita dal santo pontefice all'intercessione di "Maria aiuto dei Cristiani" invocata contemporaneamente dalle confraternite del Rosario. Il brano evangelico lucano che la liturgia propone per la memoria di oggi, ritrae Maria SS.ma nel momento inaspettato e incomprensibile da parte umana, in cui l'angelo Gabriele annuncia alla Vergine di Nazaret che sta per divenire la madre di Dio fatto uomo. E' il momento sublime della grandezza di Maria, "benedetta fra tutte le donne". E' l'inizio dell'interminabile catena delle "grandi cose" che l'Onnipotente ha compiuto in lei, nella sua assimilazione totale a Cristo suo figlio. San Giovanni Paolo II il 16 ottobre 2002 scrisse un'enciclica, intitolata "Rosarium Virginis Mariae", mettendoci con lui "alla scuola di Maria", perché occupi anche in noi un posto importante nella nostra vita spirituale. Ai noti cinque misteri della gioia, del dolore e della gloria il Papa, ha voluto aggiungere quelli della luce, anello mancante nella nostra meditazione sulla vita di Gesù. Rimettiamoci sotto il manto di Maria, "madre, maestra, guida", che sostiene il fedele con la sua intercessione potente.

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Preghiamo insieme

 

Preghiamo Cristo Gesù perchè, per l'intercessione della Vergine del Rosario, ci doni di partecipare attivamente al suo mistero di croce e risurrezione, per ottenere pienamente i doni della salvezza. Diaciamo insieme: Ascoltaci, Signore, per intercessione di Maria.

Perchè la Chiesa, sull'esempio di Maria, sappia prodigarsi per tutti i figli dispersi nel mondo, generandoli alla fede e raccogliendoli nell'unità. Preghiamo.

Perché tutti i cristiani comprendano che i misteri del Rosario sono i misteri della nostra vita umana e spirituale, nei suoi aspetti più veri e profondi. Preghiamo.

Perché seguiamo con fedeltà gli esempi dei misteri del Rosario e otteniamo i frutti che ci promettono. Preghiamo.

Perché la nostra vita spirituale segni e realizzi le tappe del suo cammino rivivendo i misteri del Rosario. Preghiamo.

O Dio, il tuo Figlio unigenito ci aprì la via dell'eterna salvezza con la sua vita, morte e risurrezione; fa' che celebrando con devota pietà i misteri del Rosario della Beata Vergine Maria, ne mettiamo in pratica l'insegnamento e ne conseguiamo le promesse. 

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

 

 Prima Lettura

Dalla prima lettera a Timoteo di san Paolo, apostolo   (4, 1-5, 2)

Il vescovo , maestro di sana dottrina e uomo di pietà 

Seconda Lettura

Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate  (Disc. «De aquaéductu»; Opera omnia, edit. Cisterc. 5 [1968] 282-283) 

Bisogna meditare i misteri della salvezza 

Mercoledì della III settimana, ufficio della memoria dal Comune della B.V. Maria con parti proprie. Alle Lodi mattutine salmi della domenica I settimana.

 

Impegno di vita 


In questo giorno con la corona del Rosario invoco la protezione della Madre di Dio per meditare sui misteri di Cristo, sotto la sua guida, che fu associata in modo tutto speciale alla vita del Figlio di Dio. 

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO

Perchè tutti i cristiani riconoscano nel Rosario uno dei mezzi più validi e pur tanto semplici per evangelizzare e stabilire il regno di Dio nel mondo. 

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

Recitare il Santo Rosario, quella corona meravigliosa che lega il mondo intero, significa mettersi alla scuola di Maria, apprendere da lei, Madre - Discepola, come vivere in profondità e in pienezza la fede. San Giovanni Paolo II

 

 

 

 

 

Mercoledì 7 Ottobre 2026

 

Alle ore 10 Udienza Generale tenuta dal Santo Padre Leone XIV in piazza San Pietro.

 

 

Mercoledì 7 Ottobre 2026

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Oggi, 6 Ottobre, la Chiesa celebra la memoria di San Bruno, monaco PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Martedì 06 Ottobre 2026 07:20

Nato in Germania nel 1030 e vissuto poi tra il suo Paese, la Francia e l'Italia, dove morì il 6 ottobre 1101, Bruno o Brunone, professore di teologia e filosofia, sceglie ben presto la strada della vita eremitica. Trova così sei compagni che la pensano come lui e il vescovo Ugo di Grenoble li aiuta a stabilirsi in una località selvaggia detta «chartusia» (chartreuse in francese). Lì si costruiscono un ambiente per la preghiera comune, e sette baracche dove ciascuno vive pregando e lavorando: una vita da eremiti, con momenti comunitari. Quando Bruno insegnava a Reims, uno dei suoi allievi era il benedettino Oddone di Châtillon. Nel 1090 se lo ritrova papa col nome di Urbano II, che lo sceglie come consigliere. Ottiene da lui riconoscimento e autonomia per il monastero fondato presso Grenoble, poi noto come Grande Chartreuse. In Calabria nella Foresta della Torre (ora in provincia di Vibo Valentia) fonda una nuova comunità. Più tardi, a poca distanza, costruirà un altro monastero per la vita comunitaria. È il luogo accanto al quale sorgeranno poi le prime case dell'attuale Serra San Bruno.

 

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Prima lettura

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Galati        1, 13-24

Dio si compiacque di rivelare in me il Figlio suo perché lo annunciassi in mezzo alle genti.

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Salmo responsoriale

Rit. Guidami, Signore, per una via di eternità.            dal salmo 138

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca        10, 38-42

Marta lo ospitò. Maria ha scelto la parte migliore.

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Meditiamo insieme

 

Marta e Maria sono le due dimensioni di ogni sana vita spirituale. In noi ci dev'essere Marta, con la sua voglia di mettersi al servizio del fratello, con la sua concretezza amorevole, col suo desiderio di rendersi utile. E ci dev'essere Maria, col suo desiderio di ascoltare lungamente il Maestro, di adorarlo, di accoglierlo. Non esiste Marta senza Maria e Maria senza Marta. Un servizio che non affondi le sue radici nella preghiera e nella contemplazione rischia di essere sterile e auto-celebrativo. Una preghiera che non diventi amorevole servizio è chiusa in se stessa e lontana da Dio. L'ascolto e il servizio, la stola e il grembiule, la corona del rosario e la pala, questi sono i due binari che ci danno equilibrio nella vita interiore. Prevedete sempre un tempo di preghiera quotidiana, anche minimo. Se potete, trovate un luogo dove svolgere volontariato o come tale vivete i tanti impegni di servizio famigliare che vivete. E facciamo delle nostre case delle nuove "Betania" dove il Signore sa che è accolto e ascoltato, facciamo delle nostre vite e delle nostre famiglie dei luoghi di accoglienza per il Signore. Gesù desidera fortemente essere accolto, riempire la nostra vita con la sua discreta presenza! Dedicare ogni giorno un momento, anche piccolo, in cui interrompere il flusso di parole che rivolgiamo a Dio per metterci in ascolto di ciò che lui, una volta tanto vuole dirci. Siamo la consolazione di Dio, amici, siamo la consolazione di Dio, ascoltiamo il Figlio dell'uomo che ci onora di essere suoi familiari?

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Preghiamo insieme

 

Supplichiamo Dio Padre onnipotente perché ci conceda aiuto e protezione per intercessione di San Bruno. Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore, per le preghiere di San Bruno.

Perché San Bruno ci ottenga la grazia di imitare le sue virtù, particolarmente la sua bontà, la sua obbedienza al Papa, e soprattutto il suo amore a Dio nel silenzio della contemplazione, preghiamo:

Perché‚ San Bruno faccia nascere in molte anime l'attrattiva e il desiderio di consacrarsi a Dio, in una vita tutta dedita alla contemplazione dei misteri divini, preghiamo:

Perché‚ nella realtà sociale, spesso lacerata da incertezze e da mancanza di valori spirituali, la vita contemplativa, ritmata dalla preghiera, sostenga ogni sforzo degli uomini di buona volontà e sia segno di speranza e di fiducia, preghiamo:

O Signore, per la preghiera incessante che San Bruno eleva per noi al tuo cospetto in aiuto e protezione nostra, concedi a noi tutti la fermezza della fede, la costanza nel bene e la bontà nella vita.
Amen.

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

 Prima Lettura

Dalla prima lettera a Timoteo di san Paolo, apostolo   (3, 1-16)

I ministri della Chiesa

Seconda Lettura

Dalla «Lettera ai suoi figli Certosini» di san Bruno, sacerdote  (Nn. 1-3; SC 88, 82-84) 

Il mio spirito esulti nel Signore

Martedì della III settimana, ufficio della memoria dal Comune dei santi religiosi. 

 

Impegno di vita 


Oggi chiederò al Signore di semplificare la mia vita: di potermi concentrare cioè solo in ciò che è essenziale, in ciò che vale e dà vita, liberandomi gradualmente dalla schiavitù di tanto fare, solo apparentemente necessario.

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO

Perché la nostra Chiesa diocesana prenda coscienza di essere popolo di Dio in cammino verso la salvezza attraverso il deserto della vita, e sostenuta dal pane della Parola e dell’Eucaristia, viva l’esperienza della comunione e della solidarietà.

MESSAGGIO DEL GIORNO

L'Onnipotente scrive con il suo dito nei vostri cuori non solo l'amore, ma anche la conoscenza della sua santa legge. Dimostrate con le opere ciò che amate e ciò che conoscete. San Bruno

 


 



Martedì 6 Ottobre 2026

Il Santo Padre Leone XIV trascorre la giornata nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo e stasera rientra in Vaticano.

 

 

 

Martedì 6 Ottobre 2026

- Il Vescovo Guglielmo, presso la Chiesa Concattedrale di Patti, alle ore 16.30 presiede la Celebrazione della Parola con la Consegna della Lettera Pastorale. 

Oggi, 5 Ottobre, la Chiesa ricorda San Placido, monaco PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Lunedì 05 Ottobre 2026 07:30

Fu, assieme a Mauro, uno dei più noti discepoli di san Benedetto. Dei due, Placido era forse il più giovane: poco più che un fanciullo, quando venne posto sotto la guida dell'abate Benedetto. Per questo viene considerato patrono dei novizi benedettini. A Placido, oltre che a Mauro, è attribuito un celebre episodio miracoloso narrato da san Gregorio Magno nei suoi Dialoghi. Mentre Benedetto era nella sua cella, un giorno, il giovane Placido si recò ad attingere acqua nel lago. Perse l'equilibrio e cadde nella corrente, che subito lo trascinò lontano dalla riva. L'abate, nella cella, conobbe per rivelazione l'accaduto. Chiamò Mauro e gli disse di correre in soccorso del confratello. Mauro si affrettò ad obbedire correndo sull'acqua, fino a raggiungerlo e trarlo in salvo. San Placido, invocato per tutto l'Alto Medioevo come Confessore,  venne trasformato in Martire alla fine dell'XI secolo. Un fantasioso biografo compose infatti un falso racconto della sua Passione, sofferta in Sicilia, per opera dei Saraceni. Ma è un'invenzione che contrasta non soltanto con la realtà storica, ma anche con il carattere stesso della santità di Placido, che preferiamo immaginare sempre umile e obbediente, pacifico e nascosto.
Benedetto da Norcia inviò a Messina il giovane monaco Placido per fondare il primo monastero dell'Ordine benedettino di Sicilia, con annessa la chiesa di San Giovanni Battista. L'aggregato fu eretto sulle rovine di una vasta necropoli romana nei pressi della foce del torrente Boccetta appena fuori dal nucleo della città, grazie alla dote corrisposta dalla madre Faustina appartenente alla gens Anicia. Il 28 luglio 540, la cerimonia di dedicazione presieduta dal vescovo Eucarpo II. Della prima fondazione recentemente nel limitrofo palazzo della prefettura è stato rinvenuto un capitello che attesterebbe la fondazione placidiana del complesso monumee. Il 5 ottobre del 541 sbarcò ad Acqualadroni, una frazione di Messina, una flotta di pirati vandali di religione ariana guidati da Mamuca. I pirati devastarono e saccheggiarono tutto quello che incontrarono sul loro cammino, sino a giungere alla chiesa. Placido venne legato ad un albero di ulivo e durante la tortura gli venne chiesto di rinnegare la sua fede, cosa che lui non fece. Per punirlo Mamuca ordinò ai suoi prima di tagliargli la lingua e poi di trucidarlo insieme ai fratelli Eutichio e Vittorino, alla sorella Flavia e a circa trenta monaci. I maschi vennero tutti decapitati, mentre Flavia fu trafitta al seno con una spada. Frate Gordiano, fuggito per tempo e scampato all'eccidio, ricompose i corpi provvedendo alle sepolture. Le testimonianze rese durante il soggiorno a Costantinopoli hanno permesso di ricostruire l'operato dei martiri e la futura localizzazione del sepolcreto. Nella diocesi di Patti è particolarmente venerato a Castel di Lucio.

 

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Prima lettura

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Galati        1, 6-12


Il Vangelo io non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo.

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Salmo responsoriale

Rit. Il Signore si ricorda sempre della sua alleanza.            dal salmo 110
 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca        10, 25-37


Chi è il mio prossimo?  

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Meditiamo insieme

 

Dio è amore, ovvio, lo sappiamo. Almeno questi duemila anni di cristianesimo a qualcosa sono serviti! Il nostro mondo parla e straparla dell'amore: di coppia, tra genitori e figli? Solo che, alla fine, ci rendiamo conto che non è semplice capire in che cosa consiste davvero l'amore. Così il simpatico dottore della legge fa una delle figure più meschine dell'intero vangelo: lui sa, conosce, sfida Gesù ma appena deve concretizzare l'amore resta impantanato, si ferma nelle secche della quotidianità. E Gesù racconta l'amore, l'amore più assurdo, inaudito: un uomo ferito e due devoti che non lo vedono neppure, che tirano diritto pur essendo stati al cospetto di Dio. Tragica farsa dell'essere umano che riesce a costruirsi una fede che lo allontana dal fratello! Ma l'inaudito è tutto in quel invece, un samaritano: un samaritano, cioè un nemico, un cane, uno di quelli da sbattere fuori, che vengono a rubarci il lavoro, si ferma e si prende in carico lo sconosciuto, gratuitamente, senza aspettarsi un premio o un riconoscimento. Ecco l'amore, dice Gesù, saper riconoscere il volto del fratello sempre e comunque, sapere cambiare i programmi della propria giornata sporcandosi le mani del sangue del ferito. E la conclusione, è tagliente: «Non chiederti chi è il tuo prossimo, ma a chi sei disposto a stare vicino?». Facciamoci carico di chi incontreremo, così come Gesù, si è fatto carico di ciascuno di noi!

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Preghiamo insieme

 

Il vangelo di oggi ci presenta il messaggio centrale di Cristo: l'amore verso Dio indissolubilmente legato a quello verso il prossimo. Per questo, preghiamo:
Signore, insegnaci ad amare.

Nella nostra società sempre più si parla di solidarietà, fraternità e giustizia, mentre si allarga il numero di coloro che negano Dio.
Preghiamo:

Aiutaci, Signore, a comprendere che soltanto dove ci sei tu vivono la carità e l'amore vero. Preghiamo:

I cristiani a volte, per una malintesa fedeltà alla legge, trascurano l'uomo che soffre. Liberaci, Signore, da ogni legalismo e rendici sempre più umani ed evangelici. Preghiamo:

Istintivamente siamo preparati a rivolgere la nostra attenzione alle persone che ci gratificano o ricambiano le nostre attenzioni. Facci comprendere, Signore, che il vero amore è dono gratuito che non attende ricompense. Preghiamo:

Non è certo facile offrire aiuto. Fà, o Signore, che questa nostra comunità, mentre si appresta ad alleviare i disagi economici dei suoi poveri, insieme sia attenta alla loro crescita umana e spirituale. Preghiamo:

Dinanzi alla sofferenza dei nostri fratelli può nascere un sentimento di paura o di impotenza. Infondi, o Signore, nel nostro cuore quell'amore che sa trovare sempre una parola o un gesto di solidarietà e di conforto. Preghiamo:

O Trinità santissima, aiutaci a superare i nostri egoismi e a vivere per Colui che è morto per noi e ci chiama a riconoscerlo e amarlo soprattutto nei poveri. Lui è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

 

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

 Prima Lettura

Dalla prima lettera a Timoteo di san Paolo, apostolo   (2, 1-15)

Esortazione alla preghiera

Seconda Lettura

Dal trattato «Caino e Abele» di sant'Ambrogio, vescovo
  (Lib. 1, 9. 34. 38-39; CSEL 32, 369. 371-372)
 


Si deve pregare in modo speciale per tutto il corpo della Chiesa

Lunedì della III settimana, ufficio della feria del tempo ordinario.

 

Impegno di vita 


Oggi, nella mia pausa contemplativa, chiederò al Signore di darmi un cuore nuovo, capace di cogliere i bisogni dei fratelli, un amore così riconoscente dell'amore da Lui ricevuto che desideri solo di amare ogni "prossimo".  
 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO

Perchè le nostre comunità e i singoli fedeli si facciano attenti per cogliere le nuove forme di povertà e di bisogno e si rendano disponibili ad offrire la loro opera di assistenza.

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

Il Samaritano che passa - ed è Cristo che veramente è in viaggio - vede il ferito. Non va oltre, poiché lo scopo del suo viaggio è quello di «visitare» noi; noi per i quali è sceso sulla terra e in mezzo ai quali ha abitato. Perciò non solo si è manifestato agli uomini, ma è stato veramente in mezzo a loro... "Sulle sue ferite ha versato del vino", il vino della parola... Severo di Antiochia

 

 

Lunedì 5 Ottobre 2026

Il Santo Padre Leone XIV riceve questa mattina in udienza:

- S.E. Mons. Paul Stagg Coakley, Arcivescovo di Oklahoma City (Stati Uniti d’America), Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti; con S.E. Mons. Daniel Ernest Flores, Vescovo di Brownsville, Vice Presidente; Mons. Michael J. K. Fuller, Segretario Generale; Rev. Paul B.R. Hartmann, Segretario Generale Aggiunto;

- S.E. Mons. Luis Antonio Scozzina, O.F.M., Vescovo di Orán (Argentina);

- S.E. Mons. Louis Tylka, Vescovo di Peoria (Stati Uniti d’America);

- S.E. il Signor Janez Janša, Primo Ministro della Repubblica di Slovenia, con la Consorte, e Seguito;

- S.E. Mons. Thomas Gerard Wenski, Arcivescovo di Miami (Stati Uniti d’America);

- S.E. il Signor Marcus Bergmann, Ambasciatore di Austria, in Visita di congedo;

- Delegazione dell’Associazione Dipendenti Laici Vaticani; e dell’Associazione Donne in Vaticano;

- Sacerdoti e Religiose della Corea residenti in Roma.

 

Nel pomeriggio il Santo Padre Leone XIV si trasferisce nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo dove rimane sino a domani sera.

 

 

 

Lunedì 5 Ottobre 2026

- Alle ore 16,30 il Vescovo Guglielmo presiede, nel Salone «San Giovanni Paolo II» a Rocca di Capri Leone, l'Assemblea Ecclesiale Diocesana; interverrà  il Cardinale Roberto Repole, Arcivescovo di Torino – Susa, con una relazione sul tema: «Prendiamo il largo e gettiamo le reti. La missione come stile del vivere cristiano».

Oggi, 4 Ottobre, la Chiesa celebra la XXVII Domenica del tempo ordinario PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Domenica 04 Ottobre 2026 07:54


Celebriamo oggi la XXVII Domenica del Tempo Ordinario e la parola di Dio ci invita ad accogliere il Regno di Dio e far tesoro di ogni occasione che arriva a noi perché questo Regno cresca dentro, fuori e intorno a noi. Il Vangelo di Matteo ci presenta oggi un'altra parabola di Gesù che illustra in modo circostanziato l'itinerario della salvezza che Dio ha posto in essere prima nei confronti del popolo eletto e successivamente per l'intera umanità. Nel preparare il terreno ad accogliere il suo regno pensa pure al momento in cui chiederà conto di come si è lavorato in questo regno, quali risultati si sono dati, se si sono accolti i suggerimenti. È evidente il discorso anche del rifiuto dei capi d'Israele della figura del messia individuata qui nel Figlio del padrone della vigna, che affida la custodia e lo sviluppo di essa a dei contadini e quindi a dei lavoratori che dovevano farla progredire. Invece alla fine, oltre a rifiutare tutti gli inviati di Dio, dai profeti a tutti gli altri, rifiutano anche il Figlio di Dio, che come ben sappiamo viene condannato a morte e crocifisso.

Ricorre oggi l'VIII Centenario della morte di San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia.

 

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Prima lettura

Dal libro del profeta Isaia          5, 1-7


La vigna del Signore degli eserciti è la casa d’Israele.

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Salmo responsoriale

Rit. La vigna del Signore è la casa d'Israele.           dal salmo 79

 

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Seconda lettura

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi        4, 6-9


Mettete in pratica queste cose e il Dio della pace sarà con voi.
 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Matteo           21, 33-43


Darà in affitto la vigna ad altri contadini.

 

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Meditiamo insieme


La parola di Dio di questa XXVII domenica del tempo ordinario è appropriata al momento che stiamo vivendo: ottobre, il mese missionario. In questa domenica, infatti, si ritorna sul tema della vigna, che è l'antico Israele ed è il nuovo Israele, ovvero la Chiesa. Nell'antico popolo di Israele come nella Chiesa ci sono vignaiuoli assassini che uccidono la speranza della grazia, della vita, della comunione, della carità e dell'amore. Perché il Regno di Dio è tutto questo: è verità, giustizia, pace, amore, unità. La parabola appunto dei vignaiuoli assassini ci fa riflettere su come siamo oggi nella Chiesa. Se dalla parte di coloro che vogliono far crescere il popolo di Dio in santità e in missionarietà oppure vogliamo uccidere ogni prospettiva di vita spirituale e apostolicità, pensando che il regno sia esclusivo possesso nostro e che non serve far conoscere il Vangelo della gioia ad un mondo distratto da tante cose che non sono Dio. Invece è esattamente il contrario quello che siamo chiamati a fare, essendo membri effettivi di questo regno, mediante il battesimo. Noi siamo chiamati a diffondere questo regno, parlando di Cristo con la testimonianza della nostra vita. Anche se gli altri profeti possono essere messi in discussione, Cristo non può essere eliminato nell'orizzonte della vita di fede. Far fruttificare questo Regno è dovere di tutti.

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Preghiamo insieme

 

San Paolo ci dice che quando siamo nella necessità dobbiamo esporre a Dio le nostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti. Preghiamo dunque il Signore, perché ci ascolti e ci dia ciò di cui abbiamo bisogno. Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

Perché la Chiesa rimanga sempre unita a Cristo, mostrando al mondo il volto splendente dell’amore misericordioso e provvidente di Dio. Preghiamo.

Per i governanti, perché sia forte in loro la consapevolezza che il loro compito è agire come amministratori in funzione del bene comune. Preghiamo.

Perché gli uomini non cadano nella tentazione di farsi dèi della loro vita, ma riconoscano nella volontà di Dio la via verso la piena realizzazione della loro umanità. Preghiamo.

Perché i cristiani si impegnino ad annunciare a tutti il Vangelo della salvezza, riconoscendosi inviati di un Padre che confida in loro. Preghiamo.

Per coloro che si sentono soli nell’affrontare i loro problemi, perché trovino nella preghiera un sostegno e un conforto, avvertendo la vicinanza e la consolazione di Dio. Preghiamo.

Padre giusto e misericordioso, che vegli incessantemente sulla tua Chiesa, non abbandonare la vigna che la tua destra ha piantato: continua a coltivarla e ad arricchirla di scelti germogli, perché innestata in Cristo, vera vite, porti frutti abbondanti di vita eterna.

 

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

 Prima Lettura

Dalla prima lettera a Timoteo di san Paolo, apostolo   (1, 1-20)

La missione di Timoteo.  Paolo ministro del Vangelo

Seconda Lettura

Dalla «Regola pastorale» di san Gregorio Magno, papa  (Lib. 2, 4 PL 77, 30-31)
 


Il pastore sia accorto nel tacere, tempestivo nel parlare


Domenica della III settimana, ufficio della XXVII Domenica del tempo ordinario; Te Deum. Antifone al Benedictus e al Magnificat anno A.

 

Impegno di vita

Oggi chiedo a Gesù di farmi tralcio fecondo dei frutti dello Spirito Santo: mitezza, bontà, amore, dominio di sè, benevolenza. 

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO


Per quanti sono chiamati a lavorare nella “vigna del Signore”: perché si considerino davvero partecipi di un servizio che li onora.


 

MESSAGGIO DEL GIORNO

Oggi la Parola di Dio presenta l’immagine della vigna come simbolo del popolo che il Signore si è scelto. Come una vigna, il popolo richiede tanta cura, richiede un amore paziente e fedele. Così fa Dio con noi, e così siamo chiamati a fare noi Pastori. Anche prendersi cura della famiglia è un modo di lavorare nella vigna del Signore, perché produca i frutti del Regno di Dio. Papa Francesco

 

 


  

 

Domenica 4 Ottobre 2026

 

- Alle ore 12 Angelus recitato dal Santo Padre Leone XIV in Piazza San Pietro.  

 

 

 

Domenica 4 Ottobre 2026

- In tutte le comuntà alle ore 12 si recita la Supplica alla Madonna di Pompei.

- Il Vescovo Guglielmo alle ore 10.30, nel Santuario di Sant'Antonio a Barcellona Pozzo di Gotto, presiede la solenne Celebrazione Eucaristica in occasione dei festeggiamenti in onore di San Francesco d'Assisi.

- Il Vescovo Guglielmo alle ore 18.30 presiede la Celebrazione Eucaristica nella Chiesa di San Nicolò di Bari in Patti in occasione dei festeggiamenti in onore di San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia.

Oggi, 3 Ottobre, la Chiesa ricorda San Gerardo, abate PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Sabato 03 Ottobre 2026 07:30

Nobile del Lomacensis, Gerardo, ancora giovanissimo, era stato preso da un grande ideale religioso. Dopo un'iniziazione alla vita monastica a Saint-Denis, presso Parigi, aveva fondato nelle proprie terre un'abbazia benedettina. Uomo virtuoso e monaco esemplare, conosciutissimo dalle famiglie potenti delle regioni vicine al suo monastero, attirò prestissimo l'attenzione dei principi, specialmente di Gisleberto di Lotaringia e di Arnaldo di Fiandra che lo chiamarono per risollevare i loro monasteri decaduti. Apostolo infaticabile, Gerardo percorse per venticinque anni la Lotaringia e la Fiandra riformando una dozzina di abbazie. Morí a Brogne il 3 ottobre 959. Il culto a Gerardo risale al 1131 e Brogne, oggi Saint-Gérard, divenne rapidamente un luogo di pellegrinaggio. La festa del santo è celebrata nelle diocesi di Namur, Gand e Liegi. Reliquie, considerate come autentiche, si conservano a Saint-Gérard (casa parrocchiale e convento dei Padri Assunzionisti), a Maredsous (abbazia), Aubange (casa parrocchiale) e Gand (chiesa di Notre-Dame).

 

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Prima lettura

Dal libro di Giobbe        42,1-3.5-6.12-16


Ora i miei occhi ti hanno veduto. Perciò mi ricredo.

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Salmo responsoriale

Rit. Fa’ risplendere il tuo volto sul tuo servo, Signore.            dal salmo 118
 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca        10, 17-24


Rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli.
 

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Meditiamo insieme

 


I discepoli tornano dalla loro prima missione. Sono elettrizzati, carichi di entusiasmo: hanno sperimentato l'inatteso, l'efficacia della Parola passare dalle loro povere parole. Hanno visto persone cambiare, illuminarsi, guarire, credere. Sono un fiume in piena mentre raccontano, ridono, scherzano, è un momento di intensa felicità. Gesù cerca di farli tornare con i piedi per terra, prova a fare un po' di catechesi su quanto hanno vissuto ma nulla, l'entusiasmo è un torrente in piena. Allora anche Gesù si lascia coinvolgere, lascia fluire lo Spirito, esulta e loda il Padre. Si aspettava fossero i farisei e gli scribi ad accogliere le sue parole, attenti com'erano alle cose di Dio. Invece, chiusi nella loro arroganza, non si schiodano dai loro pregiudizi. Sono i piccoli, i semplici ad accogliere le novità di Dio. La gioia è sempre contagiosa, la gioia più autentica e profonda, quella che ci deriva dall'incontro con il Vangelo. Ed è splendido iniziare la giornata pensando che Gesù gioisce per i nostri risultati, per le nostre conquiste, per le nostre gioie. Solo un grande cuore sa gioire della gioia altrui!


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Preghiamo insieme

 

Dio predilige gli umili e i piccoli e ad essi rivelerà il suo volto, come Cristo ha promesso. Con confidenza filiale, rivolgiamo a lui la nostra supplica, dicendo:
O Signore, mostraci la tua gloria.

Per la comunità dei credenti, perché sperimenti con gioia effusiva la sua vocazione battesimale e l'intimità con Cristo. Preghiamo:

Per la comunità degli uomini, perché vi abitino pace e giustizia, rispetto e amore per ogni persona. Preghiamo:

Per tutti i piccoli e i poveri del mondo, perché nella Vergine Maria vedano la protettrice e colei che insegna la via da seguire. Preghiamo:

Per chi è prigioniero di mali fisici o spirituali, perché apra un varco nella sofferenza e vi faccia penetrare la salvezza del Risorto. Preghiamo:

Per noi che qui pregustiamo il banchetto celeste, perché questa eucaristia sia pegno di comunione fraterna e conferma della vittoria sul male. Preghiamo:

Consegniamo a te, o Padre, le nostre intenzioni. Adoriamo in silenzio il mistero della croce, con cui Cristo, vita nostra, ci ha redenti per sempre e ha inaugurato il tuo regno. A te la lode nei secoli eterni. Amen.
  

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

 Prima Lettura

Dalla lettera ai Filippesi di san Paolo, apostolo   (3, 17 - 4, 9)

Generosità dei Filippesi verso Paolo


Seconda Lettura

Dal libro «La vita cristiana» di san Gregorio di Nissa, vescovo  (PG 46, 295-298)
 

Combatti la buona battaglia della fede

Sabato della II settimana, ufficio della feria del tempo ordinario (fino all'Ora Nona); Primi Vespri della XXVII Domenica del tempo ordinario, antifona al Magnificat anno A.

 

Impegno di vita 


Oggi, nella mia pausa contemplativa, rifletto sul male che provoca il rifiuto di Dio: mi strappa la mia eredità, conquistata da Gesù Cristo. È una tremenda responsabilità rifiutare l'Amore che diede origine al mio essere, alla mia vita. 
 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO

Oggi si celebra la Giornata in memoria per le vittime dell'immigrazione; il Signore li accolga nel suo regno e doni loro quella pace che la terra non ha saputo far germogliare.

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

L'Onnipotente scrive con il suo dito nei vostri cuori non solo l'amore, ma anche la conoscenza della sua santa legge. Dimostrate con le opere ciò che amate e ciò che conoscete. San Bruno

 


  

 

Sabato 3 Ottobre 2026

 

Il Santo Padre Leone XIV riceve questa mattina in udienza:

- S.E. Mons. Filippo Iannone. O. Carm., Prefetto del Dicastero per i Vescovi;

- S.E. il Signor Jakov Milatović, Presidente del Montenegro, e Seguito;

- S.E. Mons. Raimundo Vanthuy Neto, Vescovo di Saõ Gabriel da Cachoeira (Brasile);

- S.E. Mons. Timothy John Costelloe, S.D.B., Arcivescovo di Perth (Australia), Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici di Australia;

- Comunità del Pontificio Collegio Teutonico di Santa Maria in Campo Santo, nel 150° anniversario di fondazione.


 Attività del Santo Padre nel pomeriggio:


- Santa Messa per il Corpo della Gendarmeria alla Grotta di Lourdes dei Giardini Vaticani.

   

 

 

Sabato 3 Ottobre 2026

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