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Oggi, 1 Maggio, la Chiesa celebra la memoria di San Giuseppe, Lavoratore |
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Scritto da Giancarlo D'Amico
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Venerdì 01 Maggio 2026 07:45 |
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Nel Vangelo Gesù è chiamato "il figlio del carpentiere". In modo eminente in questa memoria di san Giuseppe si riconosce la dignità del lavoro umano, come dovere e perfezionamento dell'uomo, esercizio benefico del suo dominio sul creato, servizio della comunità, prolungamento dell'opera del Creatore, contributo al piano della salvezza (cfr Conc. Vat. II, 'Gaudium et spes", 34). Pio XII (1955) istituì questa memoria liturgica nel contesto della festa dei lavoratori, universalmente celebrata il 1° maggio. San Giuseppe il lavoratore esprime e richiama l'opera di Dio che si realizza nella storia umana, a favore della quotidianità che riceve una luce e un orientamento nuovo per procedere lungo la strada della vita nuova in Cristo. San Giuseppe esprime anche come il suo operare e il suo operato siano conformi alla volontà di Dio nella storia, permettendo alla grazia di entrare nella quotidianità attraverso l'opera delle mani dell'uomo, santificata dall'intervento di Dio. Il lavoro delle azioni umane diventa con san Giuseppe l'opera di disponibilità alla grazia di Dio, permettendo all'azione dello Spirito di essere sempre vicina all'umanità attraverso l'azione del fare quotidiano.
Dal libro della Genesi 1, 26 - 2, 3
Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona.
Rit. Rendi salda, Signore, l’opera delle nostre mani. dal salmo 89
Dal Vangelo secondo Matteo 13, 54-58
Non è costui il figlio del falegname?

Gesù è ricordato come figlio del falegname, del carpentiere. Come accade ancora oggi tra gli artigiani, Gesù ha imparato il proprio mestiere sin da adolescente, nella bottega del padre. Commuove immaginare la piccola stanza di Nazareth invasa dai trucioli e dall'odore delle resine, vedere il robusto Giuseppe insegnare al piccolo Gesù ad usare con delicatezza la pialla per togliere ogni asprezza dalla venatura del legno. Dio ha conosciuto la fatica del lavoro, la soddisfazione di toccare con mano l'opera del proprio ingegno ma anche, come lasciano intendere i vangeli, sa delle mille piccole preoccupazioni di chi vive di un lavoro autonomo, sempre in balia degli eventi storici (e, oggi, del mercato!). Il tempo che viviamo, tempo di globalizzazione e di grandi risorse, in teoria, sta sperimentando nuove forme di lavoro che, ci assicurano, sono necessarie per restare concorrenziali in un mondo sempre più piccolo. Come cristiani, inascoltati proprio nei paesi di tradizione cristiana, continuiamo a chiedere che sia l'uomo al centro, non il profitto, che il lavoro sia sempre a servizio del bene comune, non del guadagno di pochi eletti, che leggi del mercato le fanno gli uomini! O il mondo del lavoro ritrova la sua umanizzazione profonda o i conflitti sociali sono destinati ad esplodere. Viviamo oggi con dignità e consapevolezza il nostro lavoro, sapendo che stiamo aiutando Dio a completare la Creazione.
Rivolgiamo la nostra preghiera a Cristo, che non ha disdegnato di essere chiamato il figlio del falegname, e con la sua opera ha elevato a nuova dignità il lavoro dell'uomo. Diciamo insieme:
Signore, benedici il nostro lavoro.
Signore Dio, che hai creato la terra perchè diventasse la dimora dell'uomo, aiutaci a renderla, col nostro lavoro, sempre più umana e abitabile. Preghiamo:
Signore, che hai nobilitato l'opera delle mani dell'uomo facendoti tu stesso lavoratore, fà che non diventiamo mai schiavi del lavoro e del guadagno, ma ce ne serviamo come mezzo di liberazione a gloria del tuo nome. Preghiamo:
Signore, che hai manifestato la tua predilezione per i poveri e gli oppressi, aiuta i disoccupati ad avere un lavoro sicuro e una condizione degna di uomini liberi. Preghiamo:
Signore, che hai scelto una famiglia povera e un villaggio sconosciuto per la tua dimora fra noi, fà che non disprezziamo le cose umili e semplici, perchè attraverso di esse tu ci porti la salvezza. Preghiamo:
Padre santo, che hai rivelato a san Giuseppe il mistero di tuo Figlio e lo hai affidato alla sua guida e custodia, donaci di poter sempre più comprendere il mistero della sua incarnazione. Per Cristo nostro Signore. Amen.
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LITURGIA DELLE ORE - Volume II
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Prima Lettura
Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo (17, 1-18)
Babilonia la grande e condannata
Seconda Lettura
Dalla Costituzione pastorale «Gaudium et spes» del Concilio ecumenico Vaticano II sulla Chiesa nel mondo contemporaneo (Nn. 33-34)
L'attività umana nell'universo
Venerdi della IV settimana, ufficio della memoria con parti proprie.
Impegno di vita
Oggi contemplerò Giuseppe, il maestro artigiano, considerando l'unità di chi, come scrive una contemplativa dei nostri giorni, "si concede alla pienezza del momento presente in cui compie la propria attività sotto lo sguardo Dio". E al Figlio apprendista ricorderò il disagio di chi non ha lavoro ed ha famiglia.
INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO
Perchè tutti i lavoratori del mondo siano consapevoli di essere in qualche modo i continuatori della creazione a beneficio dell'intera umanità.
MESSAGGIO DEL GIORNO
Il lavoro di San Giuseppe esprime il segno dell'operato dell'uomo credente che vede l'azione di Dio nella storia lungo la propria vita. Ogni volta che il lavoro nobilita l'umanità nel presente, anche la storia del Regno di Dio si attua con efficacia e con giusto valore nella vita. Ecco perché il lavoro di Giuseppe, uomo giusto, ci aiuta a recuperare il senso e il valore della nostra azione per il Regno, affinché sia sempre nel progetto di Dio e rientri nella sua azione di salvezza. Luciano Sanvito
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Mese di Maggio
Il mese di maggio è il periodo dell’anno che più di ogni altro abbiniamo alla Madonna. Un tempo in cui si moltiplicano i Rosari a casa e nei cortili, sono frequenti i pellegrinaggi ai santuari, si sente più forte il bisogno di preghiere speciali alla Vergine Maria.
Fioretto: Spesso rifletterò sullo scopo della mia vita.
Giaculatoria: Maria, stella e guida della nostra vita, prega per noi.
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Venerdì 1 Maggio 2026
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Venerdì 1 Maggio 2026
Oggi ricorre il 47° anniversario della Dedicazione della Basilica Santuario della Madonna del Tindari.
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Oggi, 30 Aprile, la Chiesa ricorda il Papa San Pio V |
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Scritto da Giancarlo D'Amico
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Giovedì 30 Aprile 2026 07:54 |
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Tra le più grandi glorie del Piemonte rifulge il grande pontefice San Pio V, al secolo Antonio Michele Ghisleri, nativo di Bosco Marengo (Alessandria) ove vide la luce il 27 gennaio 1504 da una nobile famiglia. Per sopravvivere fece il pastore, finché all’età di quattordici anni entrò tra i Domenicani di Voghera. Nel 1519 professò i voti solenni a Vigevano, poi completò gli studi presso l’università di Bologna e nel 1528 ricevette l’ordinazione presbiterale a Genova. Per ben sedici anni insegnò filosofia e teologia e successivamente fu priore nei conventi di Vigevano e di Alba, rigorosissimo con sé stesso e con i confratelli nell’osservanza religiosa. L’episodio più celebre della vita di questo grande pontefice, unico piemontese ad essere stato elevato al soglio di Pietro in duemila anni di cristianesimo, è sicuramente il suo intervento in favore della battaglia di Lepanto. Il fatale scontro con i Turchi, allora all’apogeo della loro potenza, avvenne il 7 ottobre 1571 nel golfo di Lepanto, durò da mezzodì sino alle cinque pomeridiane e terminò con la vittoria dei cristiani. Alla stessa ora Pio V, preso da altri impegni, improvvisamente si affacciò alla finestra, rimase alcuni istanti in estasi con lo sguardo rivolto ad oriente, ed infine esclamò: “Non occupiamoci più di affari. Andiamo a ringraziare Dio perché la flotta veneziana ha riportato vittoria”. A ricordo del felice avvenimento che cambiò il corso della storia, fu introdotta la festa liturgica del Santo Rosario, al 7 ottobre, preghiera alla quale sarebbe stata attribuita dal papa la vittoria. Spirò il 1° maggio 1572. La sua salma riposa ancora oggi nella patriarcale Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma. Papa Clemente X beatificò il suo predecessore cent’anni dopo, il 27 aprile 1672, e solo Clemente XI lo canonizzò poi il 22 maggio 1712.
Dagli Atti degli Apostoli 13, 13-25
Dalla discendenza di Davide Dio inviò come salvatore Gesù.
Rit. Canterò in eterno l’amore del Signore. dal salmo 88
Dal Vangelo secondo Giovanni 13, 16-20
Chi accoglie colui che manderò, accoglie me.

Gesù è il rivelatore del Padre, perché lui e il Padre sono una cosa sola. Dopo la lavanda dei piedi, che nel vangelo di Giovanni sostituisce l'ultima cena, Gesù cerca ancora, inutilmente, di preparare i suoi a ciò che sta per accadere e che essi neppure lontanamente immaginano. Gesù è "Io sono", e per dimostrarlo non propone più grandi segni, non chiama a testimone la Scrittura o la profezia del Battista, non più. Ora Gesù pone come segni della rivelazione della sua identità due fatti: il servizio umile che ha appena reso ai propri discepoli, lavando loro i piedi, e il tradimento di Giuda che sta per avvenire. Due segni sconcertanti, imbarazzanti, che quasi negano la grandezza di Dio e che, invece, se letti bene, ne svelano l'inaudita profondità. Il nostro Dio è il Dio che serve gli uomini, che si umilia, che si consegna, che dona la propria vita per amore a persone che non capiscono il valore di questo dono infinito. Quanto è distante questo volto di Dio da quello piccino che portiamo nel cuore! Paolo, avvinto dallo Spirito, inizia il suo viaggio missionario ad Antiochia, la sua prima comunità, dove, rileggendo la sua esperienza, giunge a confessare la fede nel Gesù crocefisso e risorto.
Gesù ha affermato che l'accoglienza dei suoi inviati corrisponde all'accoglienza della sua stessa persona. Con fiducia preghiamo: Signore, accresci in noi l'efficacia del mistero pasquale.
Per i membri del popolo ebraico, perchè possano riconoscere nel Cristo il compimento di tutta la loro storia salvifica. Preghiamo:
Per tutti coloro che esercitano un'autorità o una missione, perchè siano disponibili al servizio dei più umili e bisognosi. Preghiamo:
Per coloro che si sono consacrati a Cristo con la professione dei consigli evangelici, perchè sappiano seguire il loro Maestro sulla via del servizio e della croce. Preghiamo:
Per coloro che sono tentati di tradire la loro vocazione e di disertare la loro missione, perchè siano perseveranti nelle loro prove. Preghiamo:
Per noi, chiamati a seguire l'esempio del nostro Maestro e Signore nel suo servizio di amore, perchè siamo capaci di accoglierci nella nostra vera identità e differenza. Preghiamo:
O Signore, che conosci coloro che hai scelto per mandarli in missione, fa' che accogliamo con umiltà e fiducia gli apostoli e i profeti di oggi che testimoniano con la loro vita la tua presenza fra noi. Per Cristo nostro Signore. Amen.
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LITURGIA DELLE ORE - Volume II
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Prima Lettura
Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo (15, 5 - 16, 21)
Le sette coppe dell'ira di Dio
Seconda Lettura
Dai «Trattati su Giovanni» di sant'Agostino, vescovo (Tratt. 65, 1-3; CCL 36, 490-492)
Il comandamento nuovo
Giovedì della IV settimana, ufficio della feria del tempo di Pasqua.
Impegno di vita
Oggi medito quanto e in che modo Gesù ci ha amati. Di fronte a ciò, io come amo gli altri? Cosa posso fare concretamente?
INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO
Per i gruppi giovanili, perchè amino la Parola e contribuiscano a diffonderla nel mondo con il loro entusiasmo e la loro gioia.
MESSAGGIO DEL GIORNO
Dio infonde amore in un'anima, pur amandone un'infinità di altre, come se non avesse che quella sola, perché la forza della sua elezione non diminuisce per il numero dei raggi che diffonde, ma rimane sempre colma della sua immensità. San Francesco di Sales

Giovedì 30 Aprile 2026
Il Santo Padre Leone XIV riceve questa mattina in Udienza:
- Em.mo Card. Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede;
- S.E. Mons. Leopoldo Girelli, Arcivescovo tit. di Capri, Nunzio Apostolico in Croazia;
- Delegazione della “Weltkirche & Dialog” dell’Arcidiocesi di Colonia;
- Vescovi della Conferenza Episcopale delle Antille, in Visita “ad Limina Apostolorum.

Giovedì 30 Aprile 2026
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Oggi, 29 Aprile, si celebra la festa di Santa Caterina da Siena, dottore della Chiesa, patrona d'Italia e d'Europa |
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Scritto da Giancarlo D'Amico
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Mercoledì 29 Aprile 2026 07:20 |
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«Niuno Stato si può conservare nella legge civile in stato di grazia senza la santa giustizia»: queste alcune delle parole che hanno reso questa santa, patrona d'Italia, celebre. Nata nel 1347 Caterina non va a scuola, non ha maestri. I suoi avviano discorsi di maritaggio quando lei è sui 12 anni. E lei dice di no, sempre. E la spunta. Del resto chiede solo una stanzetta che sarà la sua cella di terziaria domenicana (o Mantellata, per l'abito bianco e il mantello nero). La stanzetta si fa cenacolo di artisti e di dotti, di religiosi, di processionisti, tutti più istruiti di lei. Li chiameranno "Caterinati". Lei impara a leggere e a scrivere, ma la maggior parte dei suoi messaggi è dettata. Con essi lei parla a papi e re, a donne di casa e a regine, e pure ai detenuti. Va ad Avignone, ambasciatrice dei fiorentini per una non riuscita missione di pace presso papa Gregorio XI. Ma dà al Pontefice la spinta per il ritorno a Roma, nel 1377. Deve poi recarsi a Roma, chiamata da papa Urbano VI dopo la ribellione di una parte dei cardinali che dà inizio allo scisma di Occidente. Ma qui si ammala e muore, a soli 33 anni, il 29 aprile 1380. Sarà canonizzata nel 1461 dal papa senese Pio II. Nel 1939 Pio XII la dichiarerà patrona d'Italia con Francesco d'Assisi. Il Papa San Giovanni Paolo II l'ha proclamata Compatrona d'Europa il 1° ottobre 1999 insieme a Santa Brigida di Svezia e a Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein). Il suo corpo riposa nella basilica di Santa Maria sopra Minerva a Roma. Oggi ricorre il 646° anniversario della morte.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo 1, 5 - 2, 2
Il sangue di Gesù ci purifica da ogni peccato.
Rit. Benedici il Signore, anima mia. dal salmo 102
Dal Vangelo secondo Matteo 11, 25-30
Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.
Santa Caterina, patrona d'Italia. Una santa lontana nel tempo e nella nostra sensibilità, vissuta in un medioevo pieno di luce e di ombre che ancora molto può dirci. Caterina: donna di religione, cioè consacrata alla preghiera e all'azione nel neonato ordine domenicano, scelta ritenuta sconvenientissima per una così giovane donna. Donna interventista, cosa del tutto inusuale per un'epoca dominata da imperante maschilismo, ha agito nella vita politica del tempo con inattesa efficacia, richiamando tutti (anche il papa!) all'essenzialità. Contro il rischio di una Chiesa troppo compromessa e timorosa nell'agire politico Caterina richiama il papa al suo dovere di restare nella propria Diocesi - Roma - abbandonando la provvisoria anche se più sicura Avignone. Abbiamo bisogno di donne del genere, la Chiesa ha bisogno di lasciare più spazio (e molto!) al carisma femminile della Parola di Dio, di profetesse che richiamino la Chiesa e la nazione italiana alle proprie origini, dicendo ancora e ancora che solo la fede e la preghiera e il silenzio possono plasmare caratteri e situazioni. A lei affidiamo la nostra nazione, un tempo terra di santi poeti e navigatori, oggi sempre più omologata ad un pensiero globale dominante gretto ed egoista. Che Caterina, col suo piglio deciso di donna toscana, ci richiami all'essenziale!
Celebriamo la festa di santa Caterina da Siena, una santa mistica di eccezionale sapienza e concretezza. Nel presentare le nostre intenzioni a Dio Padre, chiediamo la sua intercessione per noi e per l'Italia, dicendo:
Ascoltaci, Signore.
Per la Chiesa, perchè seguendo l'esempio delle vergini sagge del Vangelo sia sempre pronta nell'accogliere il Signore che viene. Preghiamo:
Per il dialogo tra gerarchia, teologi e fedeli, perchè nel rispetto dei ruoli, si costruisca nella comunione, il futuro della Chiesa e del mondo. Preghiamo:
Per gli uomini di fede, perchè non abbiano paura di intervenire nella scena politica italiana e mondiale, portando coraggiosamente il loro contributo. Preghiamo:
Per la nostra nazione, perchè vi siano incrementate le libertà fondamentali dell'uomo e la ricerca della giustizia e della pace. Preghiamo:
Per il ruolo della donna nella Chiesa e nella società, perchè siano accolti con serenità e gioia i valori della sua intelligenza e sensibilità. Preghiamo:
O Dio, che in santa Caterina da Siena hai donato alla tua Chiesa un faro di sapienza evangelica e di santità, ascolta le nostre preghiere perchè, sul suo esempio, possiamo crescere nell'amore e nel rispetto dei fratelli. Per Cristo nostro Signore. Amen.
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LITURGIA DELLE ORE - Volume II
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Prima Lettura
Dal libro della Sapienza (7, 7-16. 22-30)
I giusti trovano gioia nella conoscenza del Signore
Seconda Lettura
Dal «Dialogo della Divina Provvidenza» di santa Caterina da Siena, vergine (Cap. 167, Ringraziamento alla Trinità; libero adattamento; cfr. ed. I. Taurisano, Firenze, 1928, II, pp. 586-588)
Ho gustato e veduto
Ufficio della festa con parti proprie. Te Deum. All'Ora media antifona del tempo di Pasqua e salmi del mercoledì della IV settimana.
Impegno di vita
Oggi chiedo al Signore di continuare a mandare donne come Caterina da Siena, nel mondo e nella Chiesa, che sappiano rinvigorire la nostra fede annacquata e impoverita. Che il fuoco dell'amore di Cristo torni a divampare nei cuori dei cristiani italiani ed europei.
INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO
Perchè come santa Caterina da Siena, i battezzati vedano nel Papa che sarà eletto nelle prossime settimane la presenza del Cristo sulla terra e quindi avvertano l'esigenza di accogliere il suo insegnamento e di seguirlo.
MESSAGGIO DEL GIORNO
Tutti i vizi sono conditi dalla superbia, sì come le virtù sono condite e ricevono vita dalla carità. Santa Caterina da Siena

Mercoledì 29 Aprile 2026
Alle ore 10 Udienza Generale tenuta dal Santo Padre Leone XIV in Piazza San Pietro.
Il Santo Padre Leone XIV riceve questa mattina in Udienza:
- S.E. Mons. Salvatore Joseph Cordileone, Arcivescovo di San Francisco (Stati Uniti d’America)
- S.E. Mons. Horacio del Carmen Valenzuela Abarca, Vescovo emerito di Talca (Cile)
- S.E. Mons. Frédéric Pierre Rossignol, C.S.Sp., Vescovo di Tournai (Belgio).

Mercoledì 29 Aprile 2026
Il Vescovo Guglielmo alle ore 18.30 presiede la Celebrazione Eucaristica nella Chiesa Concattedrale e l'Adorazione Eucaristica per la pace con la presenza dei Movimenti e Gruppi ecclesiali della città di Patti.
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Oggi, 28 Aprile, la Chiesa ricorda Santa Gianna Beretta Molla |
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Scritto da Giancarlo D'Amico
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Martedì 28 Aprile 2026 07:21 |
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Limpida e graziosa. Così appare la dottoressa Gianna Beretta all'ingegnere Pietro Molla nei primi incontri. Si conoscono nel 1954 e si sposano a Magenta il 24 settembre 1955. Gianna, la penultima degli otto figli sopravvissuti della famiglia Beretta, nata a Magenta, è medico chirurgo nel 1949 e specialista in pediatria nel 1952. Continua però a curare tutti, specialmente chi è vecchio e solo. «Chi tocca il corpo di un paziente - diceva - tocca il corpo di Cristo». Gianna ama lo sport (sci) e la musica; dipinge, porta a teatro e ai concerti il marito, grande dirigente industriale sempre occupato. Vivono a Ponte Nuovo di Magenta, e lei arricchisce di novità gioiose anche la vita della locale Azione cattolica femminile. Nascono i figli: Pierluigi nel 1956, Maria Rita (Mariolina) nel 1957, Laura nel 1959. Settembre 1961, quarta gravidanza, ed ecco la scoperta di un fibroma all'utero, con la prospettiva di rinuncia alla maternità per non morire. Mettendo al primo posto il diritto alla vita, Gianna decide di far nascere Gianna Emanuela. La mamma morirà il 28 aprile 1962. Il 24 aprile 1994 il Papa Giovanni Paolo II la proclama beata e il 16 maggio 2004 la proclama santa in piazza San Pietro. Chi scrive ha avuto l'opportunità e la gioia di essere presente, fra i cantori del coro-guida "Mater Ecclesiae", alla cerimonia di Canonizzazione, salutando, al termine, anche il marito della nuova Santa, l'ing. Pietro Molla.
Dagli Atti degli Apostoli 11, 19-26
Cominciarono a parlare anche ai Greci, annunciando che Gesù è il Signore.
Rit. Genti tutte, lodate il Signore. dal salmo 86
Dal Vangelo secondo Giovanni 10, 22-30
Io e il Padre siamo una cosa sola.

«No, nessuno mi rapirà dalla Sua mano». È una preghiera, un'invocazione che consiglio a chi viene a scaricare la sua angoscia e la sua fatica nelle mie povere mani di prete. Ci sono situazioni, molte, troppe, in cui non si sa più che fare: un matrimonio sbagliato, un figlio con cui non si dialoga, un cancro incurabile, una morte improvvisa. Troppe volte ci scontriamo, nella nostra vita, con la miseria delle situazioni impossibili, insostenibili e, smarriti, rischiamo di scivolare nel profondo baratro dello scoraggiamento e della disperazione. In quei momenti, come una notte del cuore, smarriamo la fiducia in Dio. Allora, proprio in quei momenti, abbiamo bisogni di sederci, con calma, e di riprendere in mano questa pagina piena di tenerezza. Gesù è morto per affermare il volto di Dio e ci svela che il Padre è più grande. È più grande dei nostri sbagli, più grande dei nostri limiti, più grande di ogni malattia, più grande della nostra solitudine, più grande, più grande. Come un Pastore, buono, straordinariamente buono, ci dice, ci garantisce, ci assicura che siamo nella sua mano e non andremo mai perduti, mai rapiti, mai lontano. Restiamo saldamente abbracciati a colui che, solo, ci protegge da ogni pericolo e, nel momento della tribolazione e della disperazione, sentiremo che niente e nessuno potrà mai separarci dalla sua mano...
In virtù del nome di cristiani, che indica seguaci di Cristo al di là di ogni barriera nazionale o culturale, possiamo rivolgere a Dio una preghiera veramente universale, dicendo:
Convertici a te, Signore.
Per tutti i credenti in Cristo, perchè si sentano missionari ed evangelizzatori superando ogni pregiudizio culturale o razziale. Preghiamo:
Per tutti i fratelli di fede che portano il nome di cristiani, perchè siano consapevoli del significato e delle esigenze di questo nome missionario. Preghiamo:
Per tutti coloro che in buona fede sono lontani da Cristo, perchè sappiano riconoscere le sue opere compiute nel nome del Padre. Preghiamo:
Per noi qui radunati attorno alla mensa del Signore, perchè nell'Eucaristia facciamo esperienza viva di Cristo e siamo pronti a seguirlo nella via dell'obbedienza al Padre e dell'amore ai fratelli. Preghiamo:
Per l'intercessione di santa Gianna Beretta Molla, concedi, o Dio misericordioso, ai coniugi, cui elargisci il dono della fecondità, di essere fedeli al tuo originario disegno di grazia, perché possano manifestare con luminosa chiarezza nel mondo il mistero di amore che unisce Cristo, tuo Figlio, alla Chiesa sua sposa.
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LITURGIA DELLE ORE - Volume II
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Prima Lettura
Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni, apostolo (14, 1-13)
Il canto nuovo per l'Agnello vittorioso
Seconda Lettura
Dai «Discorsi» di san Pietro Crisologo, vescovo (Disc. 108; PL 52, 499-500)
Sii sacrificio e sacerdote di Dio
Martedì della IV settimana, ufficio della feria del tempo di Pasqua.
Impegno di vita
Anche io posso annunciare che Gesù è il Signore, con le parole, ma soprattutto con il mio atteggiamento di cura e attenzione verso il prossimo. Quest'oggi non perderò le occasioni di annuncio.
INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO
Per i medici e per quanti operano nella vita sociale portando il peso di responsabilità diverse; sull'esempio di santa Gianna Molla trovino il coraggio della generosità nel difendere la dignità di chi è malato, povero e bisognoso.
MESSAGGIO DEL GIORNO
È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, renderti grazie, qui e in ogni luogo, celebrando la tua potenza di Signore e Padre del genere umano. Tu, per moltiplicare i tuoi figli a immagine di Cristo, con sapiente disegno hai mirabilmente associato, come ministri, alla tua opera di Creatore coloro che chiami alla nobile missione di genitori; e fin dai suoi inizi guardi e accompagni con provvido e paterno amore la vita da loro trasmessa, disponendo di circondarla di tenero affetto e di cura sollecita, nel rispetto della sua dignità inviolabile e sacra.
In questa nobile dedizione rifulse nella tua Chiesa santa Gianna Beretta Molla, che oggi onoriamo. Essa accolse con animo gioioso i doni che le furono elargiti dalla grazia divina e lieta li fece fruttificare con alacre impegno. Si prodigò esemplarmente nella sua professione prendendosi cura dei fratelli più bisognosi, con generosa dedizione.
Visse mirabilmente il mistero dell'amore sponsale, sorretta dallo Spirito santo; rimase eroicamente fedele alla tua legge, e per l'incolumità del frutto del suo grembo, non esitò a donare, come segno di singolare affetto materno, la propria vita con fede intrepida e ardente. Uniti a questa tua serva beata e a tutte le madri sante nei cieli, con gioia ti innalziamo, o Padre, l'inno della
tua gloria. (dal Prefazio della Messa propria di Santa Gianna Beretta Molla)
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