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Oggi, 26 Aprile, la Chiesa celebra la Quarta Domenica di Pasqua e Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni |
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Scritto da Giancarlo D'Amico
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Domenica 26 Aprile 2026 07:30 |
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La quarta Domenica di Pasqua è detta del Buon Pastore, sia perché ci viene proposto il testo del Vangelo che ci parla di Gesù Cristo, buon pastore e sia perché nel contesto della Pasqua siamo tutti invitati a pregare il Buon pastore che mandi alla sua chiesa pastori buoni, generosi e santi, che vadano alla ricerca della pecorella smarrita e si assumano tutte le responsabilità in ordine al loro ministero a servizio delle anime, della comunità dei credenti e della stessa umanità. Oggi siamo invitati a pregare particolarmente per le vocazioni alla vita sacerdotale, religiosa e missionaria. Dobbiamo avere a cuore questa preghiera, perché il Signore faccia dono alla sua Chiesa di tanti santi e zelanti sacerdoti e religiosi. L'opera del buon pastore deve essere un'opera di risanamento morale, mediante l'annuncio della passione, morte e risurrezione di Cristo. Ma il buon pastore che non dà il buon esempio è meglio per lui non dire cose se poi non le mette in pratica. Papa Francesco nei suoi numerosi discorsi si questo tema ha sollecitato un impegno più ampio dei sacerdoti che devono sentire l'odore delle pecore, piuttosto che allontanarsi da esse e non curarle per nulla, impegnati come sono in cose futili e insignificanti per delle persone che hanno deciso liberamente di donarsi a Dio con tutto il cuore, la mente, le energie e per sempre. Si celebra oggi la 63ª Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni sul tema: «Aspirate alla santità, ovunque siate». “Guidati e custoditi da Gesù Risorto - scrive Papa leone nel suo Messaggio - , celebriamo nella IV domenica di Pasqua, detta “domenica del buon Pastore”, la LXIII Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. È un’occasione di grazia in cui condividere alcune riflessioni sulla dimensione interiore della vocazione, intesa come scoperta del dono gratuito di Dio che sboccia nel profondo del cuore di ciascuno di noi. Percorriamo allora insieme la via di una vita veramente bella, che il Pastore ci indica!” (...) "Cari fratelli e sorelle, carissimi giovani, vi incoraggio a coltivare la vostra relazione personale con Dio attraverso la preghiera quotidiana e la meditazione della Parola. Fermatevi, ascoltate, affidatevi: in questo modo, il dono della vostra vocazione maturerà, vi renderà felici e porterà frutti abbondanti per la Chiesa e per il mondo. La Vergine Maria, modello di accoglienza interiore del dono divino e maestra dell’ascolto orante, vi accompagni sempre in questo cammino!".
Dagli Atti degli Apostoli 2,14.36-41
Dio lo ha costituito Signore e Cristo.
Rit. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. dal salmo 22
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo 2, 20-25
Siete tornati al pastore delle vostre anime.
Dal Vangelo secondo Giovanni 10, 1-10
Io sono la porta delle pecore.

Il Vangelo contiene la risposta alla fame di vita che tutti ci portiamo dentro e che ci incalza.
Il primo gesto che caratterizza il pastore bello, datore di vita, è quello di entrare nel recinto delle pecore, chiamare ciascuna per nome (Gesù usa qui una metafora eccessiva, illogica, impossibile per un pastore "normale", ma il gesto sottolinea il di più, l'amore esagerato del Signore) e poi di condurle fuori.
Gesù porta le sue pecore fuori dal recinto, un luogo che dà sicurezza ma che al tempo stesso toglie libertà. Non le porta da un recinto ad un altro, dalle istituzioni del vecchio Israele a nuovi schemi migliori. No, egli è il pastore degli spazi aperti, quello che lui avvia è un processo di liberazione interminabile, una immensa migrazione verso la vita. Per due volte assicura: «io sono la porta», la soglia sempre spalancata, che nessuno richiuderà più, più forte di tutte le prigioni (entrerà e uscirà e troverà...), accesso a una terra dove scorrono latte e miele, latte di giustizia e innocenza, miele di libertà. Più vita.
La seconda caratteristica del pastore autentico è quella di camminare davanti alle pecore. Non abbiamo un pastore di retroguardie, ma una guida che apre cammini e inventa strade. Non un pastore che grida o minaccia per farsi seguire, ma uno che precede e convince, con il suo andare sicuro, davanti a tutti, a prendere in faccia il sole e il vento, pastore di futuro che mi assicura: tu, con me appartieni ad un sistema aperto e creativo, non a un vecchio recinto finito, bloccato, dove soltanto obbedire. Vivere è appartenere al futuro: lo tiene aperto lui, il pastore innamorato, «il solo pastore che per i cieli ci fa camminare».
Gesù, il buon Pastore, passa lungo le strade della nostra vita, ci vede immersi nelle nostre attività, con i nostri desideri e i nostri bisogni, continua a rivolgerci la sua parola, ci chiama a realizzare la nostra vita con Lui, il solo capace di appagare la nostra sete di speranza. Grati per questo dono, rivolgiamo la nostra preghiera a Dio Padre e diciamo insieme:
Donaci la tua vita in abbondanza, Pastore divino.
Perché la Chiesa, accogliendo la chiamata di Dio, viva una generosa testimonianza di adesione al Vangelo e una passione missionaria che induca molti giovani al dono totale di sé per il Regno di Dio. Preghiamo.
Perché i presbiteri e i religiosi, chiamati a donarsi in modo incondizionato al Popolo di Dio, aiutino i giovani ad accogliere e realizzare i valori, la speranza, le mète alte, le scelte radicali, per un servizio agli altri sulle orme di Gesù. Preghiamo.
Perché non manchino cristiani adulti che sappiano accompagnare i giovani aiutandoli a riconoscere il Cristo, Via, Verità e Vita, e proponendo loro, con coraggio evangelico, la bellezza del servizio a Dio, alla comunità cristiana e ai fratelli. Preghiamo.
Perché tutti noi, accogliendo l'amore del Padre che interpella la nostra esistenza, sappiamo rispondere a questo appello e diveniamo disponibili a mettere in gioco la nostra vita per realizzarla pienamente. Preghiamo.
O Dio, tu non ci lasci mai soli e sei fedele alla parola data. Affidiamo con sicura speranza le necessità della Chiesa e del mondo intero al tuo cuore misericordioso perché non manchino mai vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata a servizio dell'intera umanità. Amen.
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LITURGIA DELLE ORE - Volume II
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Prima Lettura
Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni, apostolo (12, 1-18)
Il segno della donna
Seconda Lettura
Dalle «Omelie sui Vangeli» di san Gregorio Magno, papa (Om. 14, 3-6; PL 76, 1129-1130)
Cristo, buon pastore
Domenica della IV settimana, ufficio proprio della IV Domenica di Pasqua. Te Deum.
Impegno di vita
In questo giorno di festa in cui siamo chiamati a pregare per le vocazioni alla vita sacerdotale, in un momento difficile come quello che stiamo vivendo, pregherò per i sacerdoti e per coloro che sono avviati al sacerdozio.
INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO
Per le famiglie cristiane, perchè formino, nella personalità dei giovani, le condizioni necessarie alla scoperta e alla maturazione della vocazione.
MESSAGGIO DEL GIORNO
Cari giovani, non abbiate paura di seguire Gesù e di percorrere le vie esigenti e coraggiose della carità e dell'impegno generoso! Così sarete felici di servire, sarete testimoni di quella gioia che il mondo non può dare, sarete fiamme vive di un amore infinito ed eterno, imparerete a «rendere ragione della speranza che è in voi» (1Pt 3,15). Benedetto XVI

Domenica 26 Aprile 2026
- Alle ore 9 il Santo Padre Leone XIV presiede la Celebrazione Eucaristica nella Basilica Vaticana con il rito di Ordinazione di 10 Presbiteri (4 del Seminario Romano Maggiore; 4 del Collegio Diocesano «Redemptoris Mater e 2 di altri collegi).
- Alle ore 12 il Santo Padre Leone XIV presiede la recita del Regina caeli in Piazza San Pietro.

Domenica 26 Aprile 2026
Il Vescovo Guglielmo partecipa a San Piero Patti alla Giornata Diocesana dei Giovani e alle ore 17,30 presiede l'Eucaristia della Quarta Domenica di Pasqua.
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Oggi, 25 Aprile, la Chiesa celebra la festa di San Marco, Evangelista |
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Scritto da Giancarlo D'Amico
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Sabato 25 Aprile 2026 07:48 |
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Ebreo di origine, nacque probabilmente fuori della Palestina, da famiglia benestante. San Pietro, che lo chiama «figlio mio», lo ebbe certamente con sè nei viaggi missionari in Oriente e a Roma, dove avrebbe scritto il Vangelo. Oltre alla familiarità con san Pietro, Marco può vantare una lunga comunità di vita con l'apostolo Paolo, che incontrò nel 44, quando Paolo e Barnaba portarono a Gerusalemme la colletta della comunità di Antiochia. Al ritorno, Barnaba portò con sè il giovane nipote Marco, che più tardi si troverà al fianco di san Paolo a Roma. Nel 66 san Paolo ci dà l'ultima informazione su Marco, scrivendo dalla prigione romana a Timoteo: «Porta con te Marco. Posso bene aver bisogno dei suoi servizi». L'evangelista probabilmente morì nel 68, di morte naturale, secondo una relazione, o secondo un'altra come martire, ad Alessandria d'Egitto. Gli Atti di Marco (IV secolo) riferiscono che il 24 aprile venne trascinato dai pagani per le vie di Alessandria legato con funi al collo. Gettato in carcere, il giorno dopo subì lo stesso atroce tormento e soccombette. Il suo corpo, dato alle fiamme, venne sottratto alla distruzione dai fedeli. Secondo una leggenda due mercanti veneziani avrebbero portato il corpo nell'828 nella città della Venezia.
Dalla prima lettera di san Pietro, apostolo 5, 5-14
Terminata la preghiera, tutti furono colmati di Spirito Santo e proclamavano la parola di Dio con franchezza.
Rit. Canterò in eterno l'amore del Signore. dal salmo 88
Dal Vangelo secondo Marco 16, 15-20
Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.

In comunione con la Chiesa copta e bizantina, celebriamo oggi la festa di san Marco evangelista, discepolo fedele di Pietro, di cui raccoglie la predicazione sui detti e sui fatti di Gesù. In particolare, del tempo pasquale l'evangelista riferisce l'episodio dell'Ascensione del Signore, preceduta dal mandato missionario rivolto agli Undici: "Andate,...predicate il Vangelo!", cui segue l'elenco dei segni che accompagneranno la loro missione: scacciar demoni, parlare lingue nuove, guarire i malati, essere invulnerabili ai veleni, 'addomesticare' serpenti, per la potenza del Signore crocifisso e risorto. Un elenco emblematico di situazioni irrisolvibili, che ogni epoca potrebbe stendere, anche la nostra.
Il messaggio è chiaro: la presenza efficace del Signore opera in coloro che credono e vanno nel suo nome. Dunque anche in noi che, sulla scia degli Undici, formiamo quella "nuova umanità" che cammina alla sequela di Gesù. Non a caso l'evangelista precisa: "Questi saranno i segni che accompagneranno coloro che credono". Dunque non solo la Chiesa nascente, ma ogni uomo, di ogni tempo e ad ogni latitudine, che crede in Cristo e, in forza di questa fede, si fa corresponsabile alla salvezza del mondo. Quel mondo che - non dimentichiamolo - comincia sempre alle porte di casa nostra.
In san Marco la Chiesa saluta l'evangelista che raccolse direttamente l'insegnamento di Pietro. Preghiamo Dio Padre per le esigenze missionarie e apostoliche della Chiesa, dicendo insieme: Santifica il tuo popolo, Signore.
Per la Chiesa, perchè senta l'urgenza di andare ad annunziare ad ogni creatura Gesù Figlio di Dio, rivelato dal Padre. Preghiamo:
Per i missionari, perchè abbiano la stessa concretezza ed efficacia di Marco nel proclamare la buona novella. Preghiamo:
Per la Chiesa copta, fondata in Egitto da san Marco, perchè sia fermento evangelico nelle regioni islamiche. Preghiamo:
Per la nostra comunità, perchè senta la grave responsabilità di evangelizzare, con la parola e con la testimonianza, il proprio ambiente. Preghiamo:
Per i gruppi missionari della nostra diocesi, perchè amino la Parola che vogliono contribuire a diffondere nel mondo. Preghiamo:
Ascolta, Padre, le preghiere che ti rivolgiamo nella festa di san Marco: esaudiscile secondo la tua volontà e facci testimoni del Cristo messia e salvatore che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
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LITURGIA DELLE ORE - Volume II
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Prima Lettura
Dalla lettera agli Efesini di san Paolo, apostolo (4, 1-16)
La distribuzione dei vari doni nell'unico corpo
Seconda Lettura
Dal trattato «Contro le eresie» di sant'Ireneo, vescovo (Lib. 1, 10, 1-3; PG 7, 550-554)
La proclamazione della verità
Ufficio della festa (fino all'Ora Nona) con parti proprie. Te Deum. Primi Vespri della IV Domenica Domenica di Pasqua.
Impegno di vita
Nell'ambiente di vita o di lavoro, con qualche gesto o parola, farò un servizio al Vangelo.
INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO
Perchè ogni battezzato raccolga e dia compimento all'invito di Cristo e si faccia annunciatore del suo messaggio di salvezza.
MESSAGGIO DEL GIORNO
Sii magnanimo, misericordioso, senza malizia, tranquillo, buono e temi sempre le parole che hai udito. Non ti innalzerai, né consegnerai la tua anima all'insolenza.
La tua anima non si unirà agli alteri, ma frequenterai i giusti e gli umili. Accoglierai come beni gli eventi che ti accadono, sapendo che senza Dio non avviene nulla. Didaché

Sabato 25 Aprile 2026
Il Santo Padre Leone XIV riceve questa mattina in Udienza:
- S. E. Mons. Filippo Iannone, O. Carm., Prefetto del Dicastero per i Vescovi;
- S.E. Mons. Eric Soviguidi, Arcivescovo tit. di Cerenza, Nunzio Apostolico in Burkina Faso e Niger;
- L’On. Hans-Gert Pöttering, già Presidente del Parlamento Europeo;
- S.E. Mons. George Antonysamy, Arcivescovo di Madras and Mylapore (India);
- Membri del Partito Popolare Europeo al Parlamento Europeo;
- Partecipanti al Meeting nazionale degli Insegnanti di religione cattolica, promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana.

Sabato 25 Aprile 2026
- Alle ore 11.30, nella Chiesa Madre di Acquedolci, il Vescovo Guglielmo presiede l'Eucaristia in occasione della Giornata diocesana dei Ministranti.
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Oggi, 24 Aprile, la Chiesa ricorda San Fedele da Sigmaringen, sacerdote e martire |
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Scritto da Giancarlo D'Amico
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Venerdì 24 Aprile 2026 07:44 |
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Marco Reyd - il futuro cappuccino fra Fedele - nato a Sigmaringen, in Germania, nel 1578, si era laureato in filosofia e in diritto all'università di Friburgo in Svizzera, e aveva intrapreso la carriera forense a Colmar in Alsazia. Accolse con entusiasmo l'invito del conte di Stotzingen, che gli affidava i figli e un gruppo di giovani perché li avviasse agli studi. Soggiornando per ben sei anni nelle diverse città dell'Italia, della Spagna e della Francia, impartì ai giovani e nobili allievi ammaestramenti che lo fecero ribattezzare col nome di "filosofo cristiano". Poi all'età di 34 anni, abbandonò ogni cosa e tornò a Friburgo, stavolta al convento dei cappuccini. Fu guardiano al convento di Weltkirchen. Dalla Congregazione di Propaganda Fide ebbe l'incarico di recarsi poi nella Rezia, in piena crisi protestante. Le conversioni furono numerose, ma attorno al santo predicatore si creò un'ondata di ostilità. Nel 1622, a Séwis, durante la predica, si udì qualche sparo. Fra Fedele portò ugualmente a termine la predica e poi si riavviò verso casa. All'improvviso gli si fecero attorno una ventina di soldati. Gli intimarono di rinnegare quanto aveva predicato poco prima e, al suo rifiuto, lo uccisero con le spade.
Dagli Atti degli Apostoli 9, 1-20
Egli è lo strumento che ho scelto per me, affinchè porti il mio nome dinanzi alle nazioni.
Rit. Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo. dal salmo 116
Dal Vangelo secondo Giovanni 6, 52-59
La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

Gesù parte dal pane distribuito, per parlare di un altro pane che lui darà e che è la sua carne da mangiare per dimorare in lui. Come non pensare all'ultima cena? Gesù dice che cibarsi del pane che darà ci rende simili a lui, opera in noi una "cristificazione", un cambiamento. Oggi Gesù parla di ciò che ogni domenica, stancamente il più delle volte, facciamo nelle nostre assopite comunità. Ci credete che grazie alla preghiera della comunità, al dono dello Spirito e all'imposizione delle mani di un prete (il più delle volte inconsapevole) Gesù si rende cibo? Gesù parla di questo dono semplice e tremendo, gioioso e durissimo, che ci obbliga alla fede, che ci scardina dalle abitudini. Ogni domenica ci raduniamo per ripetere la cena, un gesto di caldo affetto e di obbedienza al Maestro, ogni domenica ci nutriamo del pane della Parola e del pane Eucaristico, custodiamo questo pane nelle nostre Chiese per i nostri malati, per segnalare una Presenza. Siamo qui per questo, per questo ci raduniamo, perché affamati, perché abbiamo urgente bisogno di saziare il cuore, di illuminare il cammino, di credere, finalmente, senza ambiguità, senza ritrosia. Credere, fratelli, credere con tutto il cuore e con tutta l'anima. Gesù svela un mistero: non solo cibarsi di lui ci nutre il cuore, non solo ci dona la vita vera, la vita eterna, ma cibarsene con consapevolezza ci porta a vivere per lui.
Gesù si è manifestato a Paolo come il Signore perseguitato nei fratelli credenti, per inculcarci il senso del corpo mistico. La nostra preghiera diventa universale, dicendo:
Signore della gloria, salva tutti gli uomini.
Per la Chiesa, perchè rimanga sempre in stato di conversione vera, e lo manifesti in tutte le sue strutture e le sue opere. Preghiamo:
Per tutti coloro che continuano a perseguitare i credenti, perchè la luce del Signore risorto li folgori anche attraverso la testimonianza eroica dei martiri. Preghiamo:
Per le istituzioni e le iniziative catecumenali delle nostre comunità, create per l’evangelizzazione dei credenti, perchè siano veramente ispirate al modello biblico della Chiesa delle origini. Preghiamo:
Per i giovani dei nostri gruppi ecclesiali, perchè si accostino con frequenza all’eucaristia, e da essa siano stimolati a una più profonda comunione tra di loro e a una disponibilità maggiore verso tutti. Preghiamo:
Per noi che partecipiamo all’Eucaristia, perchè facciamo di essa una rinnovata esperienza di comunione trinitaria ed ecclesiale. Preghiamo:
O Padre, che continui ad attrarre al tuo Figlio coloro che si lascino ammaestrare direttamente da te e dalla tua Parola, fa' che nessun ostacolo c’impedisca di partecipare pienamente al dono di comunione eucaristica offerto per la vita del mondo. Per Cristo nostro Signore. Amen.
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LITURGIA DELLE ORE - Volume II
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Prima Lettura
Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni, apostolo (9, 13-21)
«Devi profetizzare ancora su molti popoli…»
Seconda Lettura
Dai «Discorsi» di sant'Efrem, diacono (Disc. sul Signore, 3-4. 9; Opera, ed. Lamy, 1, 152-158. 166-168)
La croce di Cristo, salvezza del mondo
Venerdì della III settimana, ufficio della feria del tempo di Pasqua.
Impegno di vita
Sia che io possa o no accostarmi all'Eucarestia, l'esercizio spirituale di oggi è il rinnovarmi nella fede in questo enorme dono, con l'entrare nei sentimenti di Gesù. E' con la tenerezza, la misericordia, la pazienza di Gesù che mi rapporterò oggi a chi dovrò avvicinare.
INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO
Per tutti gli uomini e le donne nei quali Cristo continua ad essere umiliato e oppresso, perchè partecipando alle sue sofferenze sperimentino la forza della sua presenza viva nella loro storia di dolore.
MESSAGGIO DEL GIORNO
Tu vuoi onorare il corpo del Salvatore? Non onorarlo con paludamenti di seta in chiesa, mentre fuori lo lasci intirizzito dal freddo e nudo. Colui che ha detto: «Questo è il mio corpo» e che con la sua parola ha operato la cosa, quegli ha detto: «Mi avete visto affamato e non mi avete dato da mangiare. Ciò che non avete fatto a uno dei più umili, lo avete rifiutato a me!». Onoralo dunque dividendo il tuo patrimonio con i poveri: perché a Dio non occorrono calici d'oro, ma anime d'oro. San Giovanni Crisostomo
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