Venerdì 6 Ottobre: tre nuovi Sacerdoti per la Chiesa di Patti
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Scritto da Giancarlo D'Amico   
Giovedì 05 Ottobre 2023 12:22
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La Santa Chiesa di Patti si appresta a vivere un momento di grazia particolare: tre diaconi del nostro Seminario, Salvatore Montagno (della parrocchia Maria Santissima della Catena di Naso), Nuccio Patti (della parrocchia San Nicolò di Santo Stefano di Camastra), e Giuseppe Vivaldi (della parrocchia Santi Nicolò e Giacomo di Capizzi), riceveranno il secondo grado dell’ordine sacro, quello del presbiterato, per l’imposizione delle mani del Padre Vescovo Guglielmo Giombanco nella Basilica Santuario della Madonna di Tindari venerdì 6 ottobre alle ore 17.30; di seguito pubblichiamo quanto gli ordinandi hanno scritto nel nostro giornale dell'Estate 2023:

 

 

 

DON SALVATORE MONTAGNO

Cari lettori del giornale «In Cammino», mi chiamo Salvatore Montagno Capuccinello, ho 25 anni e provengo dalla comunità di Naso. Nel volervi esporre i sentimenti e le gioie che mi hanno condotto a questa meta, voglio ringraziare ancora una volta il Signore per avermi chiamato a seguirlo nella strada del Sacerdozio.  “Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato”. (Geremia 1,5). Ancora non riesco a scorgere per quale qualità il Signore mi abbia scelto, ma lo ringrazio perché, nella sua infinità bontà, ha voluto premiare la mia umile vita volendomi accanto a Lui, perché stessi con Lui, perché collaborassi insieme a Lui. Sin da bambino, grazie all’aiuto della mia cara nonna materna, ho imparato a conoscere il Signore Gesù attraverso le preghiere e la Messa  domenicale nella piccola chiesa della mia contrada. Con amore e sacrificio ogni domenica ci recavamo a piedi a Messa, per lodare il Signore e testimoniare con amore la mia Fede in Lui.
Lì ho iniziato a servire la Messa e, attraverso un contatto più vicino con l’altare, ho costatato la bellezza e l’amore che il sacerdote prova nel celebrare i Divini Misteri per la salvezza del popolo. Tutto questo grazie a Padre Gaetano Giarrizzo, uomo innamorato del Signore e che ha saputo offrire la sua vita a servizio di Dio e dei fratelli incontrati nel suo ministero. La sua testimonianza mi ha portato a pensare come fosse stata la mia vita tutta donata al Signore per servirlo nei fratelli, come sarebbe stato bello poter donare il pane di vita e i sacramenti al popolo di Dio, come sarebbe stata una vita donata a Lui per amore.
Cammin facendo la mia vicinanza in Chiesa si è resa sempre più presente attraverso la Messa quotidiana, nella quale chiedevo sempre al Signore di aiutarmi a comprendere se ciò  che sentivo nel cuore corrispondesse a ciò che Egli aveva pensato per me. Nel mese di maggio del 2017, durante la peregrinatio Mariae per le contrade del mio paese, ho percepito quel pensiero come una certezza alla quale il Signore Gesù mi chiamava, per donare tutto me stesso a Lui. Grazie al “Sì” della Vergine, che subito si mise in ascolto dell’invito di Dio a donarsi a Lui, anch’io ho detto il mio Sì a colui che mi ha amato e che mi ha chiamato per poter collaborare al suo disegno di amore. Così sono entrato in seminario, nel quale ho maturato questa chiamata come un piccolo seme, che giorno dopo giorno ho coltivato con la preghiera e la formazione per  poter crescere sempre secondo il volere di Dio. Mi sono messo in ascolto della Parola di Dio, perché  potesse aiutarmi a portare , attraverso il dono della mia vita, un buon frutto per il popolo di Dio. Questo frutto, offerto con amore e sacrificio a Dio, sarà l’ordinazione sacerdotale con la quale farò della mia vita un dono a Dio  che mi ha amato e voluto , sarà un «impegno d’amore nel pascere il gregge del Signore» ( Agostino, su Giovanni 123, 5). Con queste mie parole, voglio condividere con voi la mia esperienza di chiamato al Sacerdozio, un chiamata bella, ricca e impegnativa che Dio fa ai figli suoi per amore. Vorrei ringraziare tutti coloro che mi sono stati vicino in questi anni,  che mi hanno donato il loro affetto e la loro  preghiera,  senza i quali non sarei dove sono. Infine vorrei invitare tutti a pregare Dio che continui a chiamare tanti e santi sacerdoti, pronti a donare la propria vita a Lui e alla Chiesa, certi che la vita  non è persa o triste, ma guadagnata e bella per il bene che ognuno potrà fare. Come ci ricorda San Giovanni Bosco “ il più grande dono che Dio possa fare ad una famiglia è un figlio sacerdote”, perciò preghiamo il padrone della messa perché mandi tanti operai nella sua messe.

 

DON NUCCIO PATTI

Quando ripenso alla mia vocazione non sono solito andare alla ricerca di un momento preciso nel quale ho avvertito la chiamata, ma preferisco riflettere su di essa immaginandola come il frutto di molteplici momenti nei quali Cristo ha parlato al mio cuore invitandomi a seguirlo.
Tra questi momenti faccio cenno al percorso di fede compiuto sin dall’infanzia, il quale venne avviato e favorito dalla mia famiglia, che mi educò a seguire il Signore con la semplicità propria di un bambino. Penso al cammino intrapreso da giovane credente qualche anno più tardi, un po’ più consapevole della mia fede: è in questo periodo che capii che nella Chiesa c’è spazio per i giovani, anzi, per meglio dire, che siamo proprio i benvenuti all’interno di essa! Lo compresi in Parrocchia, impegnandomi come animatore dei campi parrocchiali - prima esperienza significativa di servizio disinteressato - come anche alla Giornata Mondiale dei Giovani di Cracovia del 2016, dove si fece sempre più vivo il desiderio di mettermi in ascolto e in dialogo con il Signore al punto da chiedergli: “Cosa vuoi che io faccia?”. Non vi nascondo che rispondere a questa domanda non mi è stato così immediato, ma dopotutto devo riconoscere che la questione non ha mai smesso di inquietarmi nel senso più bello del termine. Parlo, infatti, di quella inquietudine che sollecita il cuore e la mente perché il chiamato sappia lasciare tutto per seguire il Maestro. Credo, ad oggi, di essere capace di capire il perché quella domanda risuonasse spesso nella mia mente: non veniva da me, ma era Dio stesso che mi invitava a pormi questo interrogativo. Inutile dirvi che esso mi stava stretto, dal momento che come il giovane ricco non ero disposto a cambiare le mie abitudini e a lasciare tutto. Tuttavia, come vi dicevo, la domanda non fu mai accantonata, ma trovò una risposta: «Seguimi», alla quale succedette un’altra fase della mia vita che vorrei condividere con voi, cioè quella del discernimento.
È in quest’ultima fase che ho avuto modo di comprendere se quella voce che mi invitava a seguirlo fosse realmente frutto della volontà di Dio. Tutto ciò è stato possibile grazie all’aiuto di uomini e donne che il Signore ha posto sul mio cammino ma, soprattutto, grazie alla formazione ricevuta presso il nostro Seminario diocesano, luogo in cui, tra le gioie e le difficoltà del quotidiano, è cresciuta la consapevolezza del significato e dell’importanza della parola «Eccomi». Un «Eccomi» che il prossimo 6 ottobre pronuncerò in modo definitivo e che mi renderà sacerdote per sempre.
Pensando al grande dono del quale Cristo mi farà partecipe, non posso che ringraziarlo e chiedergli che la mia vita possa essere spesa a sua volta come dono. In effetti, penso al sacerdote come colui che si dona tutto a tutti a immagine di Cristo, e per tale ragione credo sia essenziale, in questo tempo di preparazione prossima all’Ordinazione, volgere il mio sguardo a colui che è Maestro e Signore. Condivido questi miei pensieri e sentimenti con voi, carissimi lettori de «In Cammino», perché possiate prendere a cuore l’impegno della preghiera per noi tre ordinandi e per le vocazioni al sacerdozio, perché nella nostra Chiesa di Patti non manchino mai operai al servizio del Vangelo.

 

DON GIUSEPPE VIVALDI

Carissimi amici de «In Cammino» è con grande piacere che voglio manifestarvi la mia gioia per la scelta vocazionale fatta verso la vita presbiterale. Posso affermare a viva voce che a seminare questo seme nel mio cuore è stato di certo il Signore Gesù, che chiama chi vuole e quando vuole. La ricerca del divino e in particolare della persona del Signore Gesù è stata sempre una costante nella mia esistenza, ponendomi dinanzi al grande mistero della Pasqua del Signore ho trovato nel mio cuore quel germoglio, quella chiamata verso il discepolato, cioè a stare con il Signore più da vicino. Sono cresciuto nel mio paese di Capizzi, una comunità ricca di tradizioni e di valori umani e cristiani. Dopo il diploma in Geometra ho studiato per due anni scienze agrarie e nel frattempo accolgo la proposta di lavorare come imbianchino lasciando gli studi. Ho lavorato per quasi dieci nel mio paese con onestà e rispetto, con dedizione e passione mettendo in atto idee, innovazione nelle tecniche di lavoro. Nel corso di questi anni cresceva dentro me una domanda fondamentale di fede: chi è Gesù? Ho iniziato così a leggere la Bibbia confrontandomi con il mio parroco e le catechiste che mi propongono di assisterli nell’ora di catechismo. Questo è un momento molto particolare della mia esistenza, la morte di mia madre mette in crisi la mia fede, crescono le domande sul senso della vita e sul perché vivo un tale dolore. In questo periodo così buio ho imparato a pregare, a stare in silenzio; ho sentito la presenza del Signore che mi chiama ad uscire per render la mia vita un dono per gli altri. Ho trovato in seno alla mia comunità la culla in cui è cresciuta nel segreto del mio cuore questa vocazione, ho svolto il compito di catechista, di ministro straordinario della comunione, sono stato referente parrocchiale per la pastorale giovanile, ho vissuto anche un’esperienza bella presso un movimento ecclesiale, ed in tutto ciò ho incontrato il Signore Gesù che mi invitava a seguirlo e a imitarlo. Rispondere a questa vocazione divina è stata l’evento più bello che ho vissuto, perché ha toccato tutte le dimensioni del mio essere per questo sono veramente felice di stare nella via del discepolato. Il 16 settembre del 2017 dopo un periodo intendo di discernimento, di preghiera e di confronto, inizio il mio percorso formativo presso il nostro seminario vescovile di Patti, dove ho vissuto anni intensi fatti di preghiera, di studio, di pastorale. La cosa più bella di questi anni di seminario è aver conosciuto i compagni di cammino, il quale condividiamo gioie, attese e desideri. Il 30 dicembre scorso, dopo gli anni di discernimento, il nostro vescovo mons. Guglielmo mi ha ordinato Diacono insieme ai miei fratelli di cammino, vivendo in questo modo il servizio alla Chiesa e ai fratelli più bisognosi. Pertanto carissimi amici vi chiedo di pregare per me che mi preparo alla prossima ordinazione Presbiterale che sarà il 6 ottobre nella nostra Basilica Santuario Maria Santissima del Tindari, affinché possa essere sacerdote secondo il cuore di Cristo, affido la mia vita nelle mani di Maria perché come Lei possa portare a tutti quel messaggio di salvezza e di verità: “fate quello che vi dirà”.




  da sinistra: Giuseppe Vivaldi, Salvatore Montagno e Nuccio Patti




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