NOTIZIE DI ATTUALITA'
Oggi, 16 Agosto, la Chiesa celebra la XX Domenica del tempo ordinario PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Domenica 16 Agosto 2026 07:12

 

La grandezza della fede di cui parla Gesù nel vangelo di questa domenica XX del tempo ordinario, nel quale ci viene presentata una mamma, di origine cananea, che chiede con insistenza a Gesù di salvare la sua figlia, posseduta dal demonio, non la si può misurare con metri umani e matematici o statistici, ma dalla grande del cuore. Gesù in un primo momento non ascolta la donna che chiede di essere aiutata, disperata come è di gestire una situazione impossibile come quella di una possessione diabolica. Poi l'ha ascolta e l'esaudisce, mettendo in risalto che la sua fede è grande. "Donna, grande è la tua fede". Quante volte Gesù nel suo ministero pubblico constatando la fede delle persone le guarisce e le esaudisce. Ma anche quante volte rimprovera proprio a chi gli sta più vicino, come i discepoli e gli apostoli, che la loro fede è fragile, è dubbiosa, non riconoscono in Cristo il Messia. Allora quando e come possiamo definire grande la nostra fede. Stando a questa lezione di vita, a questa catechesi di oggi fatta da Gesù stesso, la fede può classificarsi grande quando veramente la persona credente si affida totalmente nelle mani di Dio, riconosce in Gesù Cristo il salvatore. La professione della vera fede parte da Cristo ed approda a Cristo Redentore. La fede passa attraverso la richiesta di grazie e di interventi di Dio nella nostra vita.

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Prima lettura

Dal libro del profeta Isaia          56, 1.6-7


Condurrò gli stranieri sul mio monte santo.

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Salmo responsoriale

Rit. Popoli tutti, lodate il Signore.           dal salmo 66 

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Seconda lettura

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani        11,13-15.29-32


I doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili per Israele.

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Matteo           15, 21-28

Donna, grande è la tua fede!

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Meditiamo insieme


La cananea si avvicina a Gesù sbraitando, invocando una guarigone: non gli importa nulla di chi sia veramente Gesù, non è sua discepola, solo vuole il miracolo del guru di turno, le ha provate tutte, perché non tentare anche con la religione? La frase del Signore è uno schiaffo in pieno volto: «Bel cane che sei, non ti interessi di me, non segui la mia Parola, solo vuoi un miracolo. Io, prima, devo occuparmi dei miei discepoli». È esattamente ciò che accade a molti tra noi: viviamo la nostra vita con una vaghissima appartenenza al cristianesimo, ci sentiamo cristiani a Pasqua e a Natale, consideriamo la Chiesa e la comunità una specie di inutile complicazione per chi ha un sacco di tempo da perdere, poi, quando accade qualcosa, una malattia, un lutto, ci rivolgiamo a Dio sbraitando, esigendo, minacciando. Come avremmo reagito noi al posto della cananea? Io mi sarei offeso e me ne sarei andato, annegando nel mio dolore, maledicendo Dio e il suo disinteresse, chiudendo per sempre la porta della fede. La donna cananea no, riflette. La guancia ancora le fa male, mette da parte il suo amor proprio e confessa: «Hai ragione Signore, vengo da te solo ora che ho bisogno. Però, ti prego, fai qualcosa...» Mi vedo il volto duro di Gesù che si scioglie in un accogliente sorriso: «Risposta giusta, questa volta, la tua fede ora produce miracoli». Dio vuole essere trattato da adulto!

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Preghiamo insieme

 

La donna cananea ci ha insegnato, fratelli e sorelle, a pregare con convinzione e senza stancarci. Chiediamo al Signore di ascoltarci e di donarci ciò di cui abbiamo bisogno. Preghiamo dicendo: Signore, Figlio di Davide, ascoltaci.

Perché la Chiesa, corrispondendo al suo Signore che vuole la salvezza per tutti gli uomini, si ponga in atteggiamento di dialogo con ogni uomo, senza pregiudizi ed irrigidimenti irrispettosi della dignità di ciascuno. Preghiamo.

Perché le diverse confessioni cristiane trovino il coraggio dell’unità, evidenziando ciò che unisce piuttosto che ciò che divide. Preghiamo.

Perché i governanti si impegnino a combattere la miseria e la povertà, occupandosi specialmente delle persone più bisognose. Preghiamo.

Perché i missionari, che vivono tra popoli e religioni diverse, siano rispettosi delle varie culture, ma anche testimoni di una fede autentica. Preghiamo.

Perché nelle nostre comunità non si diffondano la mormorazione ed il giudizio, ma l’apertura e l’accoglienza verso tutti, anche verso coloro che hanno uno stile di vita e valori lontani dai nostri. Preghiamo.

Padre santo, benedici i tuoi figli adottivi, fai splendere il tuo volto nella nostra vita ed esaudisci le nostre preghiere, perché il mondo conosca la tua potenza e la tua bontà. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
 

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

 Prima Lettura

Dal libro del profeta Isaia   (6, 1-13)

Vocazione del profeta Isaia

Seconda Lettura

Dalle «Omelie sul vangelo di Matteo» di san Giovanni Crisostomo, vescovo   (Om. 15. 6, 7; PG 57,231-232)
 

Sale della terra e luce del mondo


Domenica della IV settimana, ufficio della XX Domenica del tempo ordinario; Te Deum. Antifone al Benedictus e al Magnificat anno A.

Impegno di vita 

L'esercizio dell'accoglienza dello straniero è una questione quotidiana; oggi la voglio attuare nei riguardi dei fratelli e sorelle che si trovano nella mia comunità.

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO

Per quanti sono vittime di discriminazione ed emarginazione, perchè vengano raggiunti da persone attente alla loro situazione e si sentano accolti e reintegrati nella loro dignità.

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

Con Cristo la salvezza diventa universale e raggiunge ogni uomo della terra. Tutte le nazioni saranno riunite nella Gerusalmme celeste, fondata sul Messia. Per potervi abitatre occorre una condizione: la fede. Nicola Gori

 

 

 

 

 

Domenica 16 Agosto 2026


- Alle ore 12 il Santo Padre Leone XIV recita l'Angelus nella piazza della Liberta, prospiciente il Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo.

 

 


 

Domenica 16 Agosto 2026

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Oggi, 15 Agosto, la Chiesa celebra la solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Sabato 15 Agosto 2026 07:00


Ancora una volta Maria ci è di esempio e di sprone con la sua presenza che ci si da nel titolo privilegiato di Assunta e la sua intercessione nei nostri riguardi diventa sempre più incontrovertibile e noi da questa onnipotenza di grazia siamo sostenuti e spronati verso il bene. Ma in Maria vi è soprattutto il protagonismo indiscusso di Dio, che nella semplicità di questa fanciulla dimostra la sua onnipotenza e la sua gloria, che si manifestano nella forma dell'amore e della misericordia nei nostri confronti.  L'Assunzione di Ma­ria al cielo in anima e corpo è l'icona del nostro futuro, anticipazione di un comune destino: an­nuncia che l'anima è santa, ma che il Creatore non spre­ca le sue meraviglie: anche il corpo è santo e avrà, trasfi­gurato, lo stesso destino del­l'anima. La festa dell'Assunta ci chia­ma ad aver fede nell'esito buono, positivo della storia: la terra è incinta di vita e non finirà fra le spire della vio­lenza; il futuro è minaccia­to, ma la bellezza e la vitalità della Donna sono più forti della violenza di qualsiasi drago. 

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Prima lettura

Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo   11, 19; 12, 1-6.10

Una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi.

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Salmo responsoriale

Rit. Risplende la regina, Signore, alla tua destra.           dal salmo 44 

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Seconda lettura

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi         15, 20-26

Cristo risorto è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca           1, 39-56

Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente: ha innalzato gli umili. 

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Meditiamo insieme


Ferragosto: il cuore dell'estate, la festa più grande delle vacanze. Per noi, però, ricorda la festa dell'Assunzione di Maria, che ci richiama all'opera di Dio in Maria di Nazareth, discepola del Signore.  Bella festa, quella di oggi, che porta con sé un rischio: quello di sottolineare le così tante straordinarietà della madre di Gesù dal finire coll'allontanarla anni luce dalla (povera) concretezza della nostra vita. Insomma: il più grande torto che possiamo fare a Maria è quello di metterla in una nicchia e incoronarla! Da ridere, al solito: (vuoi punto e virgola o due punti?) il Signore ci dona una discepola esemplare, una donna che, per prima, ha scoperto il volto del Dio incarnato, e noi subito a metterla sul piedistallo, santa stratosferica da invocare nei momenti di sofferenza... Per favore: no! Maria ci è donata come sorella nella fede, come discepola del Signore, come madre dei discepoli. Questa è la festa dell'Assunzione, la storia di una discepola che ha creduto davvero nella Parola del suo Dio, che insegna a noi, tiepidi credenti, l'ardire di Dio, la follia dell'Assoluto. Noi crediamo che questa donna, prima tra i credenti, dopo la sua lunga esperienza di una fede abitata dal Mistero, è andata al Dio che l'aveva chiamata. Non poteva conoscere la corruzione della morte colei che aveva dato alla luce l'autore della vita. Siamo in buona compagnia, amici! Grandi cose ha fatto Dio in Maria: grandi cose può fare in noi, se lo lasciamo fare...

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Preghiamo insieme

Maria, madre della Chiesa, assunta in cielo, è per noi modello di vita. Chiediamo a Dio Padre di sostenerci lungo il cammino verso la meta celeste a cui lei è giunta nella gloria. Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

Per la Chiesa, che come Maria cammina nella storia tra consolazioni e sofferenze, perché sappia confidare sempre in Dio e discernere la sua volontà nei segni dei tempi. Preghiamo.

Perché gli uomini attraversino il grande viaggio della vita avendo sempre presente la meta, che è la risurrezione e la vita eterna nella comunione beata con Dio. Preghiamo.

Perché sappiamo riconoscere la dignità del corpo umano, spesso disprezzato o profanato, riconoscendolo dono di Dio e tempio dello Spirito. Preghiamo.

Per tutte le donne, perché in Maria vedano un modello di vita cristiana, riconoscano in lei le virtù dell’umiltà, della pazienza, dell’amore gratuito e generoso. Preghiamo.

Perché le situazioni umane, come canta Maria, siano toccate dal dito provvidente di Dio e rovesciate a favore di chi soffre ed è umiliato. Preghiamo.

O Padre, contemplando il mistero di Maria, associata in corpo e anima al trionfo di Cristo salvatore, ci sentiamo famiglia, ci sentiamo figli che chiedono il tuo aiuto, sicuri che le nostre suppliche saranno ascoltate e accolte. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
 

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

 Prima Lettura

Dalla lettera agli Efesini di san Paolo, apostolo   (1, 16 - 2, 10)

Dio ci ha fatto seedere nei cieli, in Cristo Gesù

Seconda Lettura

Dalla Costituzione Apostolica «Munificentissimus Deus» di Pio XII, papa   (AAS 42 [1950], 760-762. 767-769)
 
Santità, splendore e gloria: il corpo della Vergine!


Ufficio della solennità. Te Deum. All'Ora media antifona propria e salmodia complementare. Secondi Vespri della Solennità. Compieta II della domenica con l'orazione Visita. Al termine antifona Ave, Regina dei cieli.


Impegno di vita


Vivrò con gioia fervida questa festa mariana; la Vergine Maria, che ci ha preceduti in cielo, è il segno già realizzato di questa nostra speranza.

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO


Per quanti stanno trascorrendo il tempo delle ferie, perchè cerchino ristoro e sollievo nella Parola di Dio e nei Sacramenti e, guardando a Maria, sappiano camminare sulla terra con gli occhi rivolti al Cielo.

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

La Chiesa celebra il mistero dell'Assunzione non come l'addio della Madre al mondo terreno, ma quale festa della sua presenza tra loro. Inseparabile dal Figlio, il suo cuore di Madre la rende inseparabile anche dai fedeli. Sergio Gaspari

 

 

 

 

Sabato 15 Agosto 2026

- Alle ore 10 il Santo Padre Leone XIV presiede la Celebrazione Eucaristica nella Chiesa parrocchiale di San Tommaso da Villanova a Castel Gandolfo in occasione della solennità dell'Assunta.

- Alle ore 12 il Santo Padre Leone XIV recita l'Angelus nella piazza della Liberta, prospiciente il Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo.

 

 

Sabato 15 Agosto 2026


- In tutte le comunità si festeggia solennemente l'Assunzione di Maria.

Oggi, 14 agosto, la Chiesa celebra la memoria di San Massimiliano Maria Kolbe, sacerdote e martire PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Venerdì 14 Agosto 2026 07:40

 

Massimiliano Maria Kolbe nasce nel 1894 a Zdunska-Wola, in Polonia. Entra nell'ordine dei francescani e, mentre l'Europa si avvia a un secondo conflitto mondiale, svolge un intenso apostolato missionario in Europa e in Asia. Ammalato di tubercolosi, Kolbe dà vita al «Cavaliere dell'Immacolata», periodico che raggiunge in una decina d'anni una tiratura di milioni di copie. Nel 1941 è deportato ad Auschwitz. Qui è destinato ai lavori più umilianti, come il trasporto dei cadaveri al crematorio. Nel campo di sterminio Kolbe offre la sua vita di sacerdote in cambio di quella di un padre di famiglia, suo compagno di prigionia. Muore pronunciando «Ave Maria». Sono le sue ultime parole, è il 14 agosto 1941. Giovanni Paolo II lo ha chiamato «patrono del nostro difficile secolo». La sua figura si pone al crocevia dei problemi emergenti del nostro tempo: la fame, la pace tra i popoli, la riconciliazione, il bisogno di dare senso alla vita e alla morte.

 

LITURGIA DELLA PAROLA - MESSA DEL MATTINO

 

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Prima lettura

Dal libro del profeta Ezechiele          16, 1-15.60.63

La tua bellezza era perfetta. Ti avevo reso uno splendore. Tu però ti sei prostituita.

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Salmo responsoriale

Rit. Rit. La tua collera, Signore, si è placata e tu mi hai consolato.           dal salmo Is 12, 2-6

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Matteo           19, 3-12

 Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così.

 


LITURGIA DELLA PAROLA PER LA
MESSA VESPERTINA DELLA VIGILIA DELLA SOLENNIT
A'  DELL'ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

 

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Prima lettura

Dal primo libro dellle Cronache        15,3-4.15-16; 16,1-2


Introdussero dunque l’arca di Dio e la collocarono al centro della tenda che Davide aveva piantata per essa.

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Salmo responsoriale

Rit. Sorgi, Signore, tu e l’arca della tua potenza.           dal salmo 131

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Seconda lettura

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi         15, 54-57


Dio ci dà la vittoria per mezzo di Gesù Cristo.

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca           11, 27-28

Beato il grembo che ti ha portato.

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Meditiamo insieme

 

Il vangelo della Messa mattutina ci presenta il turbamento degli apostoli, dalla destabilizzante risposta di Gesù al quesito sul ripudio. Una antica norma maschilista attribuita addirittura a Mosé: chi mai avrebbe osato contestarla? Gesù, ovviamente, che riporta alla sua origine il progetto che Dio ha sull'amore: nella Creazione il Signore ha pensato alla coppia come ad un'alleanza d'amore durevole. Che bello poter dire alle nostre coppie che la fedeltà per tutta la vita non è un'insensata norma vetero-cattolica ma il sogno di Dio! Certo: non conviene sposarsi se nella nostra testa ciò significa sistemarsi, o tenersi una via di fuga, amare col freno a mano tirato... Gesù punta in alto, fa vibrare i nostri cuori rendendo possibile ciò che il nostro mondo disincantato considera utopia infantile... E Gesù apre un altro orizzonte, innovativo nel mondo ebraico: il celibato per il Regno. Non esiste solo la possibilità di sposarsi ma anche quella di scegliere di donare la propria vita e le proprie energie a tempo pieno all'annuncio del Vangelo. Farsi eunuchi per il Regno significa scegliere di avere come famiglia una comunità, per ribadire che Dio è più di ogni legittima gioia che possiamo vivere. Oggi invochiamo san Massimiliano Maria Kolbe, uomo che accolse davvero il messaggio evangelico arrivando a incarnarlo nel dono più grande: quello della propria vita.

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Preghiamo insieme

 

 

Apriamo con fiducia l'animo a Dio nostro Padre, fonte di amore, perché sostenga la nostra povera capacità di amore. Preghiamo insieme e diciamo: Insegnaci ad amare, o Signore.

Per la santa Chiesa di Dio, perché ami sempre con castità e fedeltà, Cristo suo sposo. Preghiamo:

Per i coniugi, perché possano sentire che è possibile e bello vivere un amore fedele e indissolubile. Preghiamo:

Per tutte le famiglie provate dall'infedeltà, perché pensando alla bontà di Dio verso il suo popolo infedele, sappiamo far prevalere il perdono e l'amore reciproco. Preghiamo:

Per tutti coloro che hanno consacrato la propria vita al Signore, perché possano vivere con amore maturo il loro celibato. Preghiamo:

Per noi qui presenti, perché con affetto e comprensione, siamo vicini ai divorziati e a tutti coloro che si trovano in una situazione irregolare per la comunità della Chiesa.Preghiamo:

O Dio, che hai dato alla Chiesa e al mondo san Massimiliano Maria Kolbe, sacerdote e martire, ardente di amore per la Vergine Immacolata, interamente dedito alla missione apostolica e al servizio eroico del prossimo, per sua intercessione concedi a noi, a gloria del tuo nome, di impegnarci senza riserva al bene dell’umanità per imitare, in vita e in morte, il Cristo tuo Figlio.

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

 

 Prima Lettura

Dal libro del profeta Michea   (6, 1-15)

Il Signore giudica il suo popolo

Seconda Lettura

Dalle lettere di san Massimiliano Maria Kolbe         (Cfr. Scritti di Massimiliano M. Kolbe, traduzione italiana, Vol. I, Firenze 1975, pp. 44-46. 113-114) 


Zelo apostolico per la salvezza e la santificazione delle anime

Venerdì della III Settimana, ufficio della memoria dal Comune di un martire (fino all'Ora Nona); antifona propria al Benedictus. Primi Vespri della solennità dell'Assunzione della B.V. Maria. Compieta I della domenica con l'orazione Visita.

 

Impegno di vita


Rendo lode al Signore ringraziando le persone che oggi incontrerò e che mi aiuteranno ad affrontare gli impegni di questa giornata.

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO

 

Perché gli uomini, confidando nella Parola di Dio e nell'intercessione dei martiri, non amino a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità, imparando a donare la vita come fece san Massimiliano Kolbe.

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

 

San Massimiliano Maria Kolbe ha saputo rinunciare addirittura alla propria vita per offrirla in cambio di quella di un fratello che era nel bisogno. A noi non viene chiesto, probabilmente, di morire per qualcuno, ma di spendere la nostra vita per gli altri secondo la nostra specifica vocazione, nella fatica del vivere quotidiano, dando un senso anche alle difficoltà, con la speranza di chi sa di essere guidato dalla mano del Signore.  Cesare Contarini

 


 

 

 

 

Venerdì 14 Agosto 2026

I

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Venerdì 14 Agosto 2026



- Il Vescovo Guglielmo, alle ore 18.30, presiede nella Chiesa Madre di Randazzo il Solenne Pontificale nella vigilia della solennità dell'Assunzione della B. V. Maria, patrona della città.

- Gli uffici della Curia Vescovile rimarranno chiusi, per la pausa estiva, dal 10 al 23 Agosto.

Oggi, 13 Agosto, la Chiesa celebra la memoria dei Santi Ponziano papa e Ippolito sacerdote, martiri PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Giovedì 13 Agosto 2026 08:02

Ippolito viene celebrato assieme a un altro santo martire, Ponziano, alle cui vicende la sua vita fu drammaticamente legata. Ponziano sedeva sul soglio di Pietro, essendo succeduto a Urbano nel 230, mentre la comunità cristiana godeva di un periodo di relativa tranquillità; era imperatore Alessandro Severo. La chiesa viveva con gioia la ritrovata pace, quando un coltissimo prete, Ippolito appunto, moralista rigidissimo e sospettoso, cominciò ad accusare papa Ponziano di troppa indulgenza, di troppa tolleranza. E un giorno alle accuse fece succedere un'aperta ribellione, diventando il primo antipapa della storia del cristianesimo. Antipapa in buona fede, perché la sua ribellione era ispirata da zelo eccessivo. Però la divisione pesava nel cuore della cristianità. Ma ci pensò il nuovo imperatore, Massimino, a dirimere la questione. Per lui papa e antipapa erano ambedue nemici dell'impero, ed esiliò entrambi nelle miniere di Sardegna. Ponziano, più mite e umile di Ippolito, per non lasciar la chiesa senza guida, rinunziò subito al pontificato in favore del greco Antero. Il suo gesto fu presto seguito dallo stesso Ippolito che, capito l'errore, sciolse la sua chiesa invitando i fedeli a riunirsi alla vera comunità cristiana. Di lì a poco tempo, Ponziano e Ippolito finalmente pacificati, subivano la medesima sorte, morendo in seguito alle sofferenze patite nelle miniere di sale. La chiesa li venera ambedue come martiri.

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Prima lettura

Dal libro del profeta Ezechiele         12, 1-12


Di giorno, davanti ai loro occhi, emigrerai.

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Salmo responsoriale

Rit. Proclameremo le tue opere, Signore.           dal salmo 77
 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Matteo          18, 21 - 19, 1  

Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
 

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Meditiamo insieme

 

Il vangelo di oggi ci introduce nel difficile discorso sul perdono: siamo chiamati a perdonare come Dio perdona, siamo chiamati a perdonare perché noi per primi siamo stati perdonati. Il discepolo scopre di essere perdonato dal Padre senza condizioni e questa scoperta lo riempie di meraviglia e lo rende capace, a sua volta, di perdonare oltre ogni ragionamento umano. Non perdoniamo perché siamo migliori, né perdoniamo perché l'altro cambi in conseguenza al nostro perdono. Perdoniamo perché l'odio uccide noi che lo proviamo, non la persona verso cui lo indirizziamo! Perdoniamo per imitare il Padre, perdoniamo perché siamo tutti debitori gli uni verso gli altri e il perdono ci rende liberi. Il perdono non cancella il ricordo, non è un'amnesia. A volte si dice: perdono ma non dimentico. È ovvio che sia così! Se una persona ha rovinato la mia vita, il solo vederla mi scuote e mi fa soffrire. Il perdono non cancella l'esigenza della giustizia, ma non fa della giustizia un idolo. Pietro, e noi, siamo invitati ad imitare il padrone che condona il nostro debito immenso e perdonare coloro che a noi devono soltanto pochi soldi...   

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Preghiamo insieme

Rivolgiamoci a Dio Padre, che è più grande del nostro povero cuore e può aprire il nostro animo al perdono e all'amore. Preghiamo insieme e diciamo:
Aiutaci a perdonare, o Signore.

Per il Papa Leone XIV, i vescovi, i sacerdoti, perché siano sempre esempio e strumento di riconciliazione e di pace. Preghiamo: 

Per la nostra società, perché scompaia da essa l'assurda legge della vendetta organizzata e sostenuta dalla tradizione. Preghiamo: 

Per tutti i cristiani, perché pensando alla bontà di Dio che continuamente perdona, aprano il cuore alla tolleranza e alla comprensione. Preghiamo: 

Per i coniugi che si trovano in crisi, perché nel perdono reciproco possano riscoprire e approfondire il loro amore. Preghiamo: 

Per noi qui presenti, perché l'Eucaristia alla quale partecipiamo, liberi il nostro animo dall'indifferenza, dalla diffidenza e dal rancore. Preghiamo:

La preziosa passione dei tuoi santi martiri Ponziano papa e Ippolito sacerdote, ci ottenga, o Signore, il dono della tua amicizia e l'incrollabile fermezza della fede. Amen. 

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

 Prima Lettura

Dal libro del profeta Michea   (4, 14 - 5, 7)

Il Messia instauratore della pace

Seconda Lettura

Dalle «Lettere» di san Cipriano, vescovo e martire   (Lett. 10, 2-3. 5; CSEL 3, 491-492. 494-495)
 
Fede inespugnabile

Giovedì della III settimana, ufficio della memoria dal Comune di più martiri.


Impegno di vita


Posso cominciare a guardare con lo sguardo di Gesù alcune persone che mi hanno fatto del male, per corrispondere alla misericordia di Dio verso di me.

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO


Perchè impariamo ogni giorno di più a perdonare di cuore al fratello che ha mancato contro di noi, ben coscienti di essere noi i primi ad aver bisogno dell'indulgenza divina.

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

Non andare a letto se prima non hai fatto pace con le persone che ti hanno fatto un torto o alle quali lo hai fatto tu, domani potresti non averne l'opportunità e nel tuo cuore resterebbe per sempre il dolore di non esserti chiarito.  Riccardo Ripoli


 

 

 

Giovedì 13 Agosto 2026

Il Santo Padre Leone XIV riceve questa mattina in Udienza:

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Giovedì 13 Agosto 2026



- Gli uffici della Curia Vescovile rimarranno chiusi dal 10 al 23 Agosto.

Oggi, 12 Agosto, la Chiesa celebra la memoria di Santa Giovanna Francesca de Chantal, religiosa PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Mercoledì 12 Agosto 2026 08:53

La vita di Giovanna Frémiot è legata indissolubilmente alla figura di Francesco di Sales, suo direttore e guida spirituale, e di cui fu seguace e al tempo stesso ispiratrice e collaboratrice. Nata a Digione nel 1572, a vent'anni sposò il barone de Chantal, da cui ebbe numerosi figli. Rimasta vedova, avvertì sempre di più il desiderio di ritirarsi dal mondo e di consacrarsi a Dio. Sotto la guida di Francesco di Sales, diede vita a una nuova fondazione intitolata alla Visitazione e destinata all'assistenza dei malati. L'Istituto si diffuse rapidamente nella Savoia e nella Francia. Ben presto seguirono Giovanna, diventata suor Francesca, numerose ragazze, le Visitandine, come erano chiamate e universalmente note le suore dell'Isituto. Prima della sua morte, avvenuta a Moulins il 13 dicembre del 1641, le case della Visitazione erano 75, quasi tutte fondate da lei. 

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Prima lettura

Dal libro del profeta Ezechiele         9, 1-7; 10, 18-22


Segna un tau sulla fronte degli uomini che piangono per tutti gli abomini che si compiono in Gerusalemme.

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Salmo responsoriale

Rit. Più alta dei cieli è la gloria del Signore.           dal salmo 65

 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Matteo          18, 15-20

 

Se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello.

 

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Meditiamo insieme

 

Il vangelo di oggi ci offre uno spaccato interessante di quella che era la prassi penitenziale delle primissime comunità cristiane. Succedeva, allora come oggi, di doversi confrontare con momenti di tensione all'interno delle comunità, di fratelli e sorelle che, dopo un primo momento di conversione, si allontanavano dalla nuova strada... Come comportarsi in questi casi? Gesù offre un percorso rispettoso e pieno di buon senso: un fratello si fa carico di chi è in difficoltà, gli parla in amicizia, in privato, se non viene ascoltato intervengono altri due fratelli. Se ancora non succede nulla, allora, interviene la comunità. È un meccanismo di gradualità che si fa carico di chi sta sbagliando senza umiliarlo, senza costringerlo, aumentando progressivamente la forza di persuasione. Quanto è diverso da ciò che avviene oggi! Nella maggior parte dei casi a nessuno interessa cosa fanno gli altri, in chiesa nemmeno ci si conosce! Poi se qualcuno sta sbagliando è quasi impossibile che ci sia tra noi chi se ne faccia carico, meglio spettegolare alle spalle, creando danni enormi... Impariamo da questo vangelo a vivere seriamente e cordialmente il nostro essere comunità!

 

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Preghiamo insieme

  

Dio ci chiede di collaborare con lui nel richiamare alla bontà chi si è allontanato. Chiediamo che ci illumini con la sua grazia, pregando insieme e dicendo:
Perdona e ascoltaci, o Signore.

Per tutti i cristiani, perché dopo essere stati perdonati dal tuo amore, perdonino con uguale generosità i fratelli e li aiutino ad avvicinarsi a te. Preghiamo:

Per i nostri pastori, perché con l'esempio e il servizio pastorale, facciano giungere ai vicini e ai lontani la voce del Signore, che ci invita alla conversione. Preghiamo:

Per i coniugi, perché anche con il consiglio e la correzione vicendevole aumentino l'unità e la fedeltà fra di loro. Preghiamo:

Per chi si è pentito del male commesso, perché venga accolto dalla Chiesa e dalla società come uomo nuovo e riscattato dalla fedeltà di Dio. Preghiamo:

Per noi qui riuniti nel nome di Gesù, perché lo Spirito Santo ispiri ogni nostra preghiera e domanda al Padre celeste. Preghiamo:


O Dio, che in santa Giovanna Francesca de Chantal hai dato alla tua Chiesa un luminoso esempio di altissima contemplazione e di fede intrepida, nella vita familiare e monastica, concedi anche a noi di vivere fedelmente la nostra vocazione, perchè risplenda nelle nostre opere la tua luce. Amen.

 

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

 Prima Lettura

Dal libro del profeta Michea   (4, 1-7)

I popoli saliranno al monte del Signore

Seconda Lettura

Dalle «Memorie» della religiosa segretaria di santa Giovanna Francesca   (Da: Francoise-Madeleine de Chaugy, Mémoires sur la vie et les vertus de sainte J.F. de Chantal, III, 3, 3 éedit., Paris, 1842, pp. 314-319)
 
L'amore è forte come la morte


Mercoledì della III settimana, ufficio della memoria dal Comune delle sante religiose.


Impegno di vita


Se oggi vivrò uno screzio con un fratello non mi lamenterò con altri, alimentando la mormorazione, ma chiarirò direttamente con lui.

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO


Perchè chi si è pentito dal male commesso venga accolto dalla società come uomo nuovo e si senta riscattato dall'amore e dalla fedeltà del Padre.

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

Di solito si vede quanto la nostra fede è forte soprattutto nelle avversità e nelle contrarietà: è lì che manifestiamo veramente quanta capacità abbiamo di fidarci di Dio e di abbandonarci fiduciosamente tra le sue braccia amorevoli.  Roberto Fusco


 


 

   
Mercoledì 12 Agosto 2026

 

- Alle ore 10 Udienza Generale tenuta dal Santo Padre Leone XIV nella Basilica Vaticana.

Per la celebrazione della LX Giornata Mondiale della Pace, che si terrà il 1° gennaio 2027, il Santo Padre ha scelto il tema «Disarmare la tecnica, servire la pace. La politica come responsabilità preventiva».

Sua Santità desidera richiamare l’attenzione sulla responsabilità morale di chi è chiamato ad agire nell’ambito politico ed esorta l’intera umanità a promuovere la dignità della persona umana e a contribuire alla costruzione della pace cominciando con il «disarmare la tecnica».

Mentre ricorda che «non esiste algoritmo che possa rendere la guerra moralmente accettabile» (Magnifica humanitas, n. 198) e avverte circa i rischi connessi all’affidare all’intelligenza artificiale le scelte militari, Papa Leone XIV rivolge un accorato appello alla comunità internazionale affinché promuova accordi condivisi capaci di salvaguardare la responsabilità umana e i principi umanitari, nei contesti in cui vengono coinvolte la vita delle persone e la convivenza tra i popoli.

 

 

 

 

 

Mercoledì 12 Agosto 2026


- Alle ore 18, nella Chiesa della Madonna della Catena a Castiglione di Sicilia (diocesi di Acireale) il Vescovo Guglielmo presiede la Celebrazione Eucaristica in occasione dell'eccidio compiuto dai nazisti in cui persero la vita 16 castiglionesi.

- Gli Uffici della Curia Vescovile rimangono chiusi, per la pausa estiva, dal 10 al 23 agosto.

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