5 Gennaio: Gran Concerto di Capodanno al teatro greco di Tindari; nel pomeriggio recital alla Villa Romana di Patti Marina
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Scritto da Comunicato Stampa   
Giovedì 04 Gennaio 2024 19:53
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Per la prima volta in assoluto dalla magica cavea del teatro greco di Tindari risuoneranno le frizzanti melodie del Gran Concerto di Capodanno. L’evento è ideato dal Coro Lirico Siciliano in collaborazione con il Parco archeologico di Tindari per la rassegna Lux in Tenebris, diretta artisticamente da Anna RicciardiIl 5 Gennaio 2024, alle ore 11.30, si inneggerà all’amore e all’eternità nel millenario teatro che si erge sul golfo di Patti. L’Orchestra Filarmonica della Calabria, insieme agli artisti del Coro Lirico Siciliano, eseguirà le musiche di Giuseppe Verdi e Pietro Mascagni. Immancabile nel recital inaugurale del nuovo anno la parte tipicamente “viennese”, con i classici valzer di Johann Strauss, capolavori della tradizione classica. In scaletta anche un omaggio a Giacomo Puccini in occasione del centenario della morte. Ad esibirsi durante l’inedita matinee tindaritana sarà la soprano di origini palermitane Maria Francesca Mazzara, artista ormai affermata a livello internazionale e che vanta prestigiose collaborazioni con i teatri d’opera più blasonati. Con la sua voce duttile, agile e cristallina incanterà il pubblico con arie tratte da La Traviata, La Bohème, Il Pipistrello. Venerdì 5 gennaio la rassegna Lux in Tenebris proporrà un doppio appuntamento. Infatti, oltre al Gran Concerto di Capodanno delle 11.30, nel tardo pomeriggio l’Antiquarium della Villa Romana di Patti Marina farà da cornice al recital “Lux in Tenebris – cantata per due voci”, per la produzione della Proloco di Patti guidata da Nino Milone, (inizio ore 17,30). In scena Elio Crifò e Cinzia Maccagnano, accompagnati ai fiati dal maestro Antonio Putzu. A svelare i contenuti del recital è proprio l’attore e regista Elio Crifò: «Noi, uomini tecnologici, non sprechiamo più tempo nei riti e non abbiamo alcuna relazione col mondo Sacro. I riti sopravvissuti sono ormai vuoti, privi di senso, li eseguiamo stancamente, senza crederci. A Natale mangiamo, beviamo e compriamo regali, ma non sappiamo cosa festeggiamo davvero. Ci siamo spiritualmente e culturalmente abbrutiti. “Lux in Tenebris” vuole riconnetterci al mondo delle tradizioni natalizie rievocando le antiche ritualità, ricordando le narrazioni simboliche contenute al loro interno, riproponendo sonorità arcaiche sia attraverso le parole sia con gli antichi strumenti popolari». Così, invece, l’attrice e regista teatrale Cinzia Maccagnano: «A inizio inverno abbiamo sempre bisogno di buoni auspici, di ricordare a noi stessi di guardare alla luce, salvifica e generatrice, anche mentre trascorre il tempo del buio, pur necessario. Sono molte le forme e i “rimedi” che l'uomo ha sempre ricercato nei secoli per allontanare le ombre da sé, l'oscurità dal mondo, la paura dal proprio tempo. Lo ha fatto esorcizzando, attraverso litanie e preghiere, intrise di credenza e di fede insieme, alla ricerca della guarigione o dell’abbondanza. Lo ha fatto attraverso l’analisi razionale del nostro comportamento di fronte all’incertezza e alla paura, auspicando la saggezza. Lo ha fatto attraverso quella osservazione, attenta e insieme visionaria, della vita contemporanea che consente a chi la fa di profetizzare il futuro indicando la strada più luminosa per un’umanità che sia ancora umana».

 

 




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