NOTIZIE DI ATTUALITA'
Oggi, 26 Aprile, la Chiesa ricorda San Cleto, papa PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Venerdì 26 Aprile 2024 07:34

Terzo papa dopo Pietro e Lino, Anacleto ebbe un singolare destino: sdoppiato in due persone distinte, Cleto e Anacleto, aveva due feste diverse nel Martirologio Romano, una quella odierna, l'altra il 13 luglio. L'errore sembra sia dovuto a un antico copista che stilando una lista dei papi inserì entrambi i nomi. Cleto in realtà è solo un abbreviativo. Studi moderni, poi, hanno chiarito l'equivoco. Sulla base degli studi del Duchesne, infatti, l'orientamento attuale è che Anacleto e Cleto siano una sola persona: perciò la Congregazione dei riti nel 1960 abolì la festa del 13 luglio, lasciando solo quella del 26 aprile. Pochi i dati biografici di questo pontefice; di origine ateniese, fu papa dal 79 al 90, e si rese benemerito per aver edificato una «memoria», un sepolcro a san Pietro, presso il quale fu poi sepolto egli stesso. Altro personaggio con cui in passato si è confuso Anacleto è anche Marcellino, che però fu papa quasi due secoli più tardi e il cui martirio sembra fu aggiunto per motivi apologetici.


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Prima lettura

Dagli Atti degli Apostoli        13, 26-33


Dio ha compiuto per noi la promessa risuscitando Gesù.
 

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Salmo responsoriale

Rit. Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato.           dal salmo 2  

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Giovanni              13, 16-20

Io sono la via, la verità e la vita. 

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Meditiamo insieme

Bisogna avere fede, lasciar perdere la paura, i dubbi, fidarci di lui perché ci conduce nel Regno del Padre. Insomma, il Signore ci invita ad alzare lo sguardo sull'immortalità, a tirare giù i muri dell'indifferenza. Non si parla più molto dell'immortalità: forse per mancanza di termini adatti all'uomo d'oggi, forse per paura di scivolare nella retorica, forse perché avere troppo insistito su questo tema ha provocato, nel passato, non pochi allontanamenti dalla realtà terrena... Non possiamo però scavalcare a pié pari questo nodo centrale della nostra fede. Siamo immortali, tout-court, e la nostra vita è un cammino di pienezza in pienezza, un addestramento ad accogliere, se lo desideriamo, la totalità di Dio. Il Regno è già in mezzo a noi, come esorta Gesù, ma esiste una dimensione di pienezza del Regno che oltrepassa di molto il nostro desiderio e la nostra conoscenza. Avere fede significa credere che esiste un destino di bene per ciascuno di noi, che esiste un'eternità (che è un modo d'essere, non un noioso tempo  infinito!) dopo questa vita. La vita eterna è già iniziata e la nostra morte non farà che segnare un'evoluzione di questo nostro esistere! Gesù si presenta come la "via, la verità, la vita". Nella mia quotidianità di cristiano, è davvero lui la via? E' davvero lui colui che seguo, a cui mi rivolgo? Una pagina, come vedete, che ci invita ad approfondire la nostra fede, a prendere sul serio il nostro cammino. Solo così potremo arrivare alla gioia della Pasqua, all'atteggiamento interiore che ci porta alla pienezza e alla felicità di vita. Che il Signore ci conceda davvero di credere in Lui.

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Preghiamo insieme


Il Signore Gesù ci rivela il Padre attraverso la sua stessa persona, divenuta per noi verità. Invochiamo Dio con questa supplica:

Aiutaci a camminare sulla tua via, Signore.

Perchè il ritorno di Gesù al Padre non rattristi i cuori dei suoi fedeli per la sua assenza fisica, ma li colmi sempre del suo Spirito. Preghiamo:

Perchè l’evento pasquale della morte e risurrezione sia al centro della fede e della speranza di tutti i credenti. Preghiamo:

Perchè tutti coloro che cercano una via di salvezza nelle varie religioni o filosofie, sappiano scoprire in Cristo l’unica strada che conduce a Dio. Preghiamo:

Perchè coloro che vivono nel dolore sperimentino nella fede e nella solidarietà dei fratelli la presenza di Cristo che conforta. Preghiamo:

Perchè noi, che abbiamo ricevuto l’assicurazione di un posto preparato nella casa del Padre, tendiamo ogni giorno alla piena comunione con Cristo. Preghiamo:

O Padre, che sei la meta finale del nostro cammino, fà che seguiamo la via del tuo Figlio che ci guida verso di te, rivelandoci la pienezza di vita nella tua casa. Per Cristo nostro Signore. Amen.
 
 

LITURGIA DELLE ORE - Volume II

 Prima Lettura

Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo   (17, 1-18) 

Babilonia la grande e condannata

Seconda Lettura  

Dalla «Lettera ai Corinzi» di san Clemente I, papa     (Capp. 36, 1-2; 37-38; Funk, 1, 145-149

Molti sono i sentieri, una la via


Venerdì della IV settimana, ufficio della feria del tempo di Pasqua.

 

Impegno di vita

Oggi chiederò al Signore di parlare anche con me così come ha parlato a Tommaso e di illuminare la mia mente perché le sue risposte siano accolte, comprese e diventino scelte di vita.
 


INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO  

 

Per coloro che sono alla ricerca del volto del Padre, perchè Cristo sia la via che li conduce alla verità e alla pienezza della vita divina.

 


MESSAGGIO DEL GIORNO

Al di sopra di tutte le opinioni e i partiti che gitano e travagliano la società e l'umanità intera, è il vangelo che si leva. San Giovanni XXIII 

 

 

  

 

Venerdì 26 Aprile 2024

  

Il Santo Padre Francesco riceve questa mattina in Udienza:

- Membri della “Fundación Memorial Papa Francisco”;

- S.E. Mons. Pietro Pioppo, Arcivescovo tit. di Torcello, Nunzio Apostolico in Indonesia e presso l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico;

- S.E. Mons. Ángel Javier Pérez Pueyo, Vescovo di Barbastro-Monzón (Spagna);

- S.E. il Signor Emomali Rahmon, Presidente della Repubblica del Tadjikistan, e Seguito;

- Membri della Federazione Italiana Dama;

- Vescovi della Basilicata, in Visita “ad Limina Apostolorum”.

 


 

 

Venerdì 26 Aprile 2024


Il Vescovo Guglielmo inizia la Visita Pastorale a Tusa con il seguente programma:

Ore 17.30: Accoglienza in piazza Mazzini;

Ore 18.00: Celebrazione Eucaristica in Chiesa Madre;

Ore 19.00: Incontro con i Cresimandi e i genitori.

Oggi, 25 Aprile, la Chiesa celebra la festa di San Marco, Evangelista PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Giovedì 25 Aprile 2024 07:08

 

Ebreo di origine, nacque probabilmente fuori della Palestina, da famiglia benestante. San Pietro, che lo chiama «figlio mio», lo ebbe certamente con sè nei viaggi missionari in Oriente e a Roma, dove avrebbe scritto il Vangelo. Oltre alla familiarità con san Pietro, Marco può vantare una lunga comunità di vita con l'apostolo Paolo, che incontrò nel 44, quando Paolo e Barnaba portarono a Gerusalemme la colletta della comunità di Antiochia. Al ritorno, Barnaba portò con sè il giovane nipote Marco, che più tardi si troverà al fianco di san Paolo a Roma. Nel 66 san Paolo ci dà l'ultima informazione su Marco, scrivendo dalla prigione romana a Timoteo: «Porta con te Marco. Posso bene aver bisogno dei suoi servizi». L'evangelista probabilmente morì nel 68, di morte naturale, secondo una relazione, o secondo un'altra come martire, ad Alessandria d'Egitto. Gli Atti di Marco (IV secolo) riferiscono che il 24 aprile venne trascinato dai pagani per le vie di Alessandria legato con funi al collo. Gettato in carcere, il giorno dopo subì lo stesso atroce tormento e soccombette. Il suo corpo, dato alle fiamme, venne sottratto alla distruzione dai fedeli. Secondo una leggenda due mercanti veneziani avrebbero portato il corpo nell'828 nella città della Venezia.

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Prima lettura

Dalla prima lettera di san Pietro, apostolo        5, 5-14

Terminata la preghiera, tutti furono colmati di Spirito Santo e proclamavano la parola di Dio con franchezza. 

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Salmo responsoriale

Rit. Canterò in eterno l'amore del Signore.           dal salmo 88  

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Marco              16, 15-20

Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo. 

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Meditiamo insieme

In comunione con la Chiesa copta e bizantina, celebriamo oggi la festa di san Marco evangelista, discepolo fedele di Pietro, di cui raccoglie la predicazione sui detti e sui fatti di Gesù. In particolare, del tempo pasquale l'evangelista riferisce l'episodio dell'Ascensione del Signore, preceduta dal mandato missionario rivolto agli Undici: "Andate,...predicate il Vangelo!", cui segue l'elenco dei segni che accompagneranno la loro missione: scacciar demoni, parlare lingue nuove, guarire i malati, essere invulnerabili ai veleni, 'addomesticare' serpenti, per la potenza del Signore crocifisso e risorto. Un elenco emblematico di situazioni irrisolvibili, che ogni epoca potrebbe stendere, anche la nostra.
Il messaggio è chiaro: la presenza efficace del Signore opera in coloro che credono e vanno nel suo nome. Dunque anche in noi che, sulla scia degli Undici, formiamo quella "nuova umanità" che cammina alla sequela di Gesù. Non a caso l'evangelista precisa: "Questi saranno i segni che accompagneranno coloro che credono". Dunque non solo la Chiesa nascente, ma ogni uomo, di ogni tempo e ad ogni latitudine, che crede in Cristo e, in forza di questa fede, si fa corresponsabile alla salvezza del mondo. Quel mondo che - non dimentichiamolo - comincia sempre alle porte di casa nostra
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Preghiamo insieme


In san Marco la Chiesa saluta l'evangelista che raccolse direttamente l'insegnamento di Pietro. Preghiamo Dio Padre per le esigenze missionarie e apostoliche della Chiesa, dicendo insieme: Santifica il tuo popolo, Signore.

Per la Chiesa, perchè senta l'urgenza di andare ad annunziare ad ogni creatura Gesù Figlio di Dio, rivelato dal Padre. Preghiamo:

Per i missionari, perchè abbiano la stessa concretezza ed efficacia di Marco nel proclamare la buona novella. Preghiamo:

Per la Chiesa copta, fondata in Egitto da san Marco, perchè sia fermento evangelico nelle regioni islamiche. Preghiamo:

Per la nostra comunità, perchè senta la grave responsabilità di evangelizzare, con la parola e con la testimonianza, il proprio ambiente. Preghiamo:

Per i gruppi missionari della nostra diocesi, perchè amino la Parola che vogliono contribuire a diffondere nel mondo. Preghiamo:

Ascolta, Padre, le preghiere che ti rivolgiamo nella festa di san Marco: esaudiscile secondo la tua volontà e facci testimoni del Cristo messia e salvatore che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
 

LITURGIA DELLE ORE - Volume II

 Prima Lettura

Dalla lettera agli Efesini di san Paolo, apostolo    (4, 1-16)

La distribuzione dei vari doni nell'unico corpo

Seconda Lettura

Dal trattato «Contro le eresie» di sant'Ireneo, vescovo
  
(Lib. 1, 10, 1-3; PG 7, 550-554)

La proclamazione della verità

Ufficio della festa con parti proprie. Te Deum.

Impegno di vita

Nell'ambiente di vita o di lavoro, con qualche gesto o parola, farò un servizio al Vangelo.


INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO  

 

Perchè ogni battezzato raccolga e dia compimento all'invito di Cristo e si faccia annunciatore del suo messaggio di salvezza.



MESSAGGIO DEL GIORNO

Sii magnanimo, misericordioso, senza malizia, tranquillo, buono e temi sempre le parole che hai udito. Non ti innalzerai, né consegnerai la tua anima all'insolenza.
La tua anima non si unirà agli alteri, ma frequenterai i giusti e gli umili. Accoglierai come beni gli eventi che ti accadono, sapendo che senza Dio non avviene nulla. Didaché

  

 

Giovedì 25 Aprile 2024

  
Il Santo Padre Francesco riceve questa mattina in Udienza:

- Azione Cattolica Italiana in Piazza San Pietro;

- S.E. il Signor Tamás Sulyok, Presidente della Repubblica di Ungheria, con la Consorte, e Seguito;

- Pellegrini dall’Ungheria;

- Em.mo Card. Reinhard Marx, Arcivescovo di München und Freising (Repubblica Federale di Germania), Coordinatore del Consiglio per l’Economia;

- S.E. Mons. Henryk Mieczysław Jagodziński, Arcivescovo tit. di Limosano, Nunzio Apostolico in Ghana.

 

 

 

Giovedì 25 Aprile 2024


- Alle ore 11.30, nella Cappella del Seminario estivo di Castell'Umberto, il Vescovo Guglielmo presiede l'Eucaristia in occasione della Giornata diocesana dei Ministranti.

Oggi, 24 Aprile, la Chiesa ricorda San Fedele da Sigmaringen, sacerdote e martire PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Mercoledì 24 Aprile 2024 07:20

Marco Reyd - il futuro cappuccino fra Fedele - nato a Sigmaringen, in Germania, nel 1578, si era laureato in filosofia e in diritto all'università di Friburgo in Svizzera, e aveva intrapreso la carriera forense a Colmar in Alsazia. Accolse con entusiasmo l'invito del conte di Stotzingen, che gli affidava i figli e un gruppo di giovani perché li avviasse agli studi. Soggiornando per ben sei anni nelle diverse città dell'Italia, della Spagna e della Francia, impartì ai giovani e nobili allievi ammaestramenti che lo fecero ribattezzare col nome di "filosofo cristiano". Poi all'età di 34 anni, abbandonò ogni cosa e tornò a Friburgo, stavolta al convento dei cappuccini. Fu guardiano al convento di Weltkirchen. Dalla Congregazione di Propaganda Fide ebbe l'incarico di recarsi poi nella Rezia, in piena crisi protestante. Le conversioni furono numerose, ma attorno al santo predicatore si creò un'ondata di ostilità. Nel 1622, a Séwis, durante la predica, si udì qualche sparo. Fra Fedele portò ugualmente a termine la predica e poi si riavviò verso casa. All'improvviso gli si fecero attorno una ventina di soldati. Gli intimarono di rinnegare quanto aveva predicato poco prima e, al suo rifiuto, lo uccisero con le spade. 

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Prima lettura

Dagli Atti degli Apostoli         12, 24 - 13, 5

Riservate per me Bàrnaba e Sàulo.

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Salmo responsoriale

Rit. Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti.           dal salmo 66
 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Giovanni              12, 44-50

Io sono venuto nel mondo come luce. 

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Meditiamo insieme


Grida Gesù, urla. Ha capito che non sono bastati i discorsi convincenti, né i gesti eclatanti, né la sua autenticità e il suo amore adulto e passionale a convincere il suo popolo e noi. Grida, perché si accorge di quanto possiamo essere tenaci nel conservare la rassicurante e orribile immagine di un Dio severo e giudice, così drammaticamente simile alle nostre piccinerie, che portiamo nel cuore. Grida, Gesù, stanco, stanco come quando era seduto al pozzo di Sicar ad aspettare la samaritana fragile, stanco di cercare l'uomo che lo fugge, che lo ignora. Grida, Gesù, ad alta voce. Cerca di perforare la nostra sordità, di scuotere le nostre intorpidite coscienze, di farci uscire dalla gabbia mentale in cui abbiamo rinchiuso Dio e il suo volto. Grida e dice che lui solo conosce il Padre, che lui solo sa svelare il vero volto di Dio. Grida Gesù, e dice che non vuole condannare nessuno, che non vuole in alcun modo farci restare in una logica di fede legata alla paura e ai sensi di colpa. Grida, Gesù, e spiega che la sua dedizione al Regno, il suo essere tutto orientato al Padre è il modo che lui ha di rendere testimonianza a Dio. Grida, dopo avere sussurrato. Grida perché è tutto di Dio. Ascolteremo, infine?

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Preghiamo insieme


Il Cristo si presenta a noi come rivelatore del Padre. Invochiamo Dio con fiducia, dicendo: La tua parola, Signore, è luce ai nostri passi.


Perchè coloro che sono inviati ad annunciare il vangelo siano sempre fedeli al loro «mandato», per la crescita del popolo di Dio. Preghiamo:

Perchè nella celebrazione del culto liturgico la comunità cristiana si senta impegnata a partecipare alla missione di Cristo nel mondo. Preghiamo:

Perchè ogni uomo, che vive nelle tenebre dell'incredulità, possa riscoprire la luce della fede nel Cristo-Parola vivente di Dio. Preghiamo:

Perchè i cristiani accostino, conoscano e preghino sempre di più la Sacra Scrittura, Parola perenne del Padre all'umanità. Preghiamo:

Perchè noi credenti possiamo testimoniare a tutti che la nostra fede è la forza che salva il mondo. Preghiamo:

O Dio, che continui a mandare nel mondo i tuoi messaggeri di verità per annunciare la Parola di salvezza che tu hai comunicato al tuo Figlio, fà che nessuno per colpa nostra respinga questo messaggio di vita eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.
 
 

LITURGIA DELLE ORE - Volume II

 Prima Lettura

Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni, apostolo  (14, 14 - 15, 4)

È giunta l'ora di mietere

Seconda Lettura

Dal trattato «Sulla Trinità» di sant'Ilario, vescovo
  
(Lib. 8, 13-16; PL 10, 246-249)

La naturale unità dei fedeli in Dio mediante l'incarnazione del Verbo e il sacramento dell'Eucaristia


Mercoledì della IV settimana, ufficio della feria del tempo di Pasqua.

 

Impegno di vita

Lascerò risuonare nel mio cuore la richiesta di Gesù, che mi invita alla fede in lui. 

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO

Signore, tu ci inviti a perseverare: sostieni il tuo popolo con l'esempio di san Fedele da Sigmaringen e dei martiri, affinchè illumini il mondo con la testimonianza di fede, di speranza e di carità.

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

Sorveglia il tuo cuore con la massima attenzione, in modo da non compiacerti con te stesso. Considerati invece sempre inferiore a tutti e ricorda che qualunque bene la vita ti abbia riservato, devi attribuirlo non a te che lo hai ricevuto, ma a Dio che te lo ha dato. Martino di Braga

 

 

 

 

Mercoledì 24 Aprile 2024



- Alle ore 9 Udienza Generale tenuta dal Santo Padre Francesco in Piazza San Pietro.

 


 

 

Mercoledì 24 Aprile 2024

 

- Alle ore 18 il Vescovo Guglielmo presiede la Celebrazione Eucaristica nella Chiesa di San Pietro a Torrenova e amministra la Cresima ad un gruppo di giovani. 

Oggi, 23 Aprile, la Chiesa ricorda San Giorgio, martire PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Martedì 23 Aprile 2024 07:09

 
Giorgio, originario della Cappadocia, era tribuno militare in Palestina. Convertitosi al cristianesimo, donò ai poveri tutti i suoi averi. Ricevette la profezia di tormenti che sarebbero durati sette anni. Durante la persecuzione dioclezianea fu infatti arrestato e torturato più volte, superando prove inennarabili. Subì quindi il martirio decapitato. Sul luogo della sua tomba a Lydda (Palestina) sorse un santuario già nel IV secolo. Il suo culto, quale patrono dei cavalieri, si sviluppò particolarmente al tempo delle crociate. In questo periodo nacque la leggenda di San Giorgio uccisore del drago, dovuta probabilmente all'errata interpretazione di un'immagine. È patrono dei boy-scouts. Papa Zaccaria (741-752) trasportò a San Giorgio in Velabro, con una solenne processione, la reliquia del capo da lui scoperta in Laterano. L’insigne resto, in un busto d’argento donato dal cardinale Annibaldo de Ceccano (m. 1350), fu però custodito anche a S. Pietro in Vaticano. Il 16 gennaio 1408 venne trasferito nuovamente a San Giorgio in Velabro, dove ancora è visibile il cofanetto che lo contiene nella fenestella confessionis dell’altare maggiore. Nel 1600 fu divisa e una parte donata a Ferrara. I più antichi calendari delle chiese orientali e occidentali fissano la memoria di san Giorgio al 23 aprile, che in diverse diocesi, di cui era patrono, aveva il grado di festa. Tuttavia, in mancanza di notizie certe e comprovate sulla sua vita da inserire nella liturgia, la Congregazione per il Culto Divino, nel 1960, stabilì che dovesse avere il grado di memoria facoltativa. Questo fatto, comunque, non ha impedito i fedeli di tributare al santo la loro devozione.
Enrico Pepe sacerdote, nel suo volume «Martiri e Santi del Calendario Romano», conclude al 23 aprile con questa riflessione: «Forse la funzione storica di questi santi avvolti nella leggenda è di ricordare al mondo una sola idea, molto semplice ma fondamentale, il bene a lungo andare vince sempre il male e la persona saggia, nelle scelte fondamentali della vita, non si lascia mai ingannare dalle apparenze».
  

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Prima lettura

Dagli Atti degli Apostoli        11, 19-26


Cominciarono a parlare anche ai Greci, annunciando che Gesù è il Signore. 

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Salmo responsoriale

Rit. Genti tutte, lodate il Signore.           dal salmo 86  

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Giovanni              10, 22-30

Io e il Padre siamo una cosa sola. 

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Meditiamo insieme

«No, nessuno mi rapirà dalla Sua mano». È una preghiera, un'invocazione che consiglio a chi viene a scaricare la sua angoscia e la sua fatica nelle mie povere mani di prete. Ci sono situazioni, molte, troppe, in cui non si sa più che fare: un matrimonio sbagliato, un figlio con cui non si dialoga, un cancro incurabile, una morte improvvisa. Troppe volte ci scontriamo, nella nostra vita, con la miseria delle situazioni impossibili, insostenibili e, smarriti, rischiamo di scivolare nel profondo baratro dello scoraggiamento e della disperazione. In quei momenti, come una notte del cuore, smarriamo la fiducia in Dio. Allora, proprio in quei momenti, abbiamo bisogni di sederci, con calma, e di riprendere in mano questa pagina piena di tenerezza. Gesù è morto per affermare il volto di Dio e ci svela che il Padre è più grande. È più grande dei nostri sbagli, più grande dei nostri limiti, più grande di ogni malattia, più grande della nostra solitudine, più grande, più grande. Come un Pastore, buono, straordinariamente buono, ci dice, ci garantisce, ci assicura che siamo nella sua mano e non andremo mai perduti, mai rapiti, mai lontano. Restiamo saldamente abbracciati a colui che, solo, ci protegge da ogni pericolo e, nel momento della tribolazione e della disperazione, sentiremo che niente e nessuno potrà mai separarci dalla sua mano...

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Preghiamo insieme


In virtù del nome di cristiani, che indica seguaci di Cristo al di là di ogni barriera nazionale o culturale, possiamo rivolgere a Dio una preghiera veramente universale, dicendo:

Convertici a te, Signore.

Per tutti i credenti in Cristo, perchè si sentano missionari ed evangelizzatori superando ogni pregiudizio culturale o razziale. Preghiamo:

Per tutti i fratelli di fede che portano il nome di cristiani, perchè siano consapevoli del significato e delle esigenze di questo nome missionario. Preghiamo:

Per tutti coloro che in buona fede sono lontani da Cristo, perchè sappiano riconoscere le sue opere compiute nel nome del Padre. Preghiamo:

Per i cristiani soltanto di nome ma non di vita, perchè siano aiutati dalla fede di comunità veramente credenti, a riscoprire la loro vocazione originaria. Preghiamo:

Per noi qui radunati attorno alla mensa del Signore, perchè nell'Eucaristia facciamo esperienza viva di Cristo e siamo pronti a seguirlo nella via dell'obbedienza al Padre e dell'amore ai fratelli. Preghiamo:

O Dio, che attraverso la missione ai pagani hai fatto riscoprire ai credenti l'originalità del loro nome di cristiani, concedi che una rinnovata coscienza missionaria ci apra a nuove esperienze di vita evangelica. Per Cristo nostro Signore. Amen.
 
 

LITURGIA DELLE ORE - Volume II

 Prima Lettura

Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni, apostolo    (14, 1-13)

Il canto nuovo per l'Agnello vittorioso

Seconda Lettura

Dai «Discorsi» di san Pietro Crisologo, vescovo
  
(Disc. 108; PL 52, 499-500)

Sii sacrificio e sacerdote di Dio


Martedì della IV settimana, ufficio della feria del tempo di Pasqua.

 

Impegno di vita

Anche io posso annunciare che Gesù è il Signore, con le parole, ma soprattutto con il mio atteggiamento di cura e attenzione verso il prossimo. Quest'oggi non perderò le occasioni di annuncio.
 


INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO  

 Perchè san Giorgio, vincitore contro «il drago», ci sproni alla lotta quotidiana per non soccombere alle seduzioni del male e ci doni la forza per combattere in difesa dei poveri e degli ultimi.

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

«Quando una persona conosce veramente Gesù Cristo e crede in Lui, sperimenta la sua presenza nella vita e la forza della sua Risurrezione, e non può fare a meno di comunicare questa esperienza. E se questa persona incontra incomprensioni o avversità, si comporta come Gesù nella sua Passione: risponde con l'amore e con la forza della verità».  Papa Francesco

 

  

 

Martedì 23 Aprile 2024

 

Oggi il Santo Padre Francesco (al secolo Jorge Mario) festeggia l'onomastico ed è giorno di vacanza in Vaticano. 

 

 

Martedì 23 Aprile 2024


- Il Vescovo Guglielmo conclude la Visita Pastorale a Pettineo con il seguente programma:

Ore 10.00: Visita al plesso della Scuola Media;

Ore 11.30: Visita al plesso della Scuola Primaria;

Ore 12.30: Visita alla Scuola dell'Infanzia;

Ore 16.00: Visita ad alcune attività produttive (SicilMetal, Fim);

Ore 18.00: Celebrazione Eucaristica conclusiva presso la Chiesa di Sant'Oliva.

Oggi, 22 Aprile, la Chiesa ricorda Sant'Alessandra, martire PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Lunedì 22 Aprile 2024 07:49

 

Secondo una "passio" armena, connessa al ciclo delle storie di s. Giorgio martire, Alessandra, ritenuta moglie leggendaria di Diocleziano, a volte di Daziano re persiano, per aver difeso e perorato con eccessivo zelo la causa dei cristiani, perseguitati per la loro fede, finì per incorrere nelle ire dell’imperatore, il quale dopo averla percossa e torturata di sua mano, la fece decapitare il 18 aprile del 303, primo anno della sua violenta e sanguinaria persecuzione. Uguale sorte subirono nei giorni seguenti, Apollo, Isacco e Codrato, probabilmente domestici o funzionari di Alessandra; sebbene fossero legati da vincoli di varia natura con la Casa imperiale, non fu risparmiato loro il tormento della fame e infine la decapitazione. Le condanne furono eseguite a Nicomedia in Bitinia, dove Diocleziano aveva stabilito la sua residenza imperiale.

 


  

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Prima lettura

Dagli Atti degli Apostoli        11, 1-18


Dio ha concesso anche ai pagani che si convertano perchè abbiano la vita.
 

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Salmo responsoriale

Rit. L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente.           dal salmo 41.42  

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Giovanni              10, 1-10

Io sono la porta delle pecore. 

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Meditiamo insieme

Io sono la porta delle pecore... Così inizia il discorso del Buon Pastore. I profeti lo avevano annunziato, Dio manderà il buon pastore per le sue pecore. Gesù ribalta subito questa aspettativa. Dice di essere la porta per indicare un luogo, una destinazione, una méta per il suo gregge. L'aspettativa messianica non è risolta in una attesa di un evento prodigioso che sconvolge la vita; non è l'attesa di un qualcosa dall'alto che miracolosamente risolve tutti i problemi. L'intervento promesso di Dio si inserisce nella storia ma in modo più profondo; coinvolge tutti. È un cammino, è un programma, è una responsabilità nuova per tutti. È una vera conversione personale e comunitaria che passa attraverso una porta precisa. L'intervento di Dio si apre all'agire umano, chiede collaborazione, chiede un intervento nostro. Non è un muoversi a vuoto; è un agire che è in formato dalla grazia di Dio. È un essere in sintonia con il suo amore. È un realizzare sulla terra il suo disegno che era già iscritto nel dono infinito della creazione. La Porta in Cristo indica il passaggio sicuro nella sua Parola. Con Cristo, in Cristo e per Cristo possiamo realizzare questo passaggio per la nostra vita. Dio si fa presente tra gli uomini per invitare gli uomini ad agire secondo i suoi disegni; ci accompagna con mano delicata, ma ferma e sicura, per i sentieri della vita per arrivare al porto sicuro del suo ovile. È la sicurezza che è la nostra méta e da significato alla nostra vita.

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Preghiamo insieme


I doni di Dio sono offerti a tutti gli uomini di buona volontà che si aprono alla missione della Chiesa. Preghiamo con fede, dicendo:

Manda i tuoi apostoli, Signore.

Perchè la Chiesa diventi la casa della verità, aperta a tutti i popoli. Preghiamo:

Perchè ogni uomo incontri dei fratelli che siano cooperatori di Dio nella chiamata alla fede. Preghiamo:

Perchè l’esperienza dell’incontro con Dio, per gli uomini di oggi passi attraverso le porte della libertà interiore. Preghiamo:

Perchè i sacerdoti nel loro ministero siano guidati soltanto dall’interesse per il bene dei loro fratelli. Preghiamo:

Perchè noi che abbiamo ricevuto la fede nel battesimo da bambini, la sviluppiamo attraverso le tappe della nostra esperienza cristiana, fino alla maturità di una vita sovrabbondante di carità. Preghiamo:


O Dio misericordioso, che non consideri profano tutto quello che hai purificato, fà che accogliamo i doni del tuo Spirito attraverso tutte le vie che predisponi nella tua provvidenza, senza alcuna chiusura o impedimento. Per Cristo nostro Signore. Amen.
 

LITURGIA DELLE ORE - Volume II

 Prima Lettura

Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni, apostolo    (13, 1-18)

Le due bestie

Seconda Lettura

Dal libro «Su lo Spirito Santo» di san Basilio Magno, vescovo
  
(Cap. 15, 35-36; PG 32, 130-131)

Lo Spirito dà la vita


Lunedì della IV settimana, ufficio della feria del tempo di Pasqua.

 

Impegno di vita

Oggi mi interrogherò sull'attenzione che presto all'ascolto della voce del pastore e sull'impegno che metto per non farmi attrarre da quella dell'estraneo.
 


INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO  

 

Per i pastori della Chiesa, perchè passando per la porta che è Cristo, si conformino a lui per il servizio della comunità nella dedizione più generosa.



MESSAGGIO DEL GIORNO

Ho veramente scoperto che Lui è la Via: in Lui trovavo tutto quello che il mio cuore cercava, in Lui trovavo la pace, in Lui trovavo la gioia, in Lui trovavo un senso alla mia esistenza, in Lui trovavo quei colori capaci di riempire, di colorare di cielo la mia piccola vita. Chiara Amirante

 

 

  

 

Lunedì 22 Aprile 2024

 

 Il Santo Padre Francesco riceve questa mattina in Udienza:

- Em.mo Card. Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede;

- Em.mo Card. Pierre Christophe, Nunzio Apostolico negli Stati Uniti d’America;

- S.E. Mons. Giampiero Gloder, Arcivescovo tit. di Telde, Nunzio Apostolico in Romania e Moldova;

- Partecipanti al Capitolo Generale dei Fratelli dell’Istruzione Cristiana;

- Vescovi della Calabria, in Visita “ad Limina Apostolorum”.

 


 

 

Lunedì 22 Aprile 2024


Il Vescovo Guglielmo continua la Visita Pastorale a Pettineo con il seguente programma:

Ore 10.00: Visita alla Stazione dei Carabinieri;

Ore 11.00: Incontro con il Sindaco, con i membri dell'Amministrazione e del Consiglio, con i dipendenti comunali presso l'attuale sede del Municipio;

Ore 16.00: Visita ad acuni ammalati presso le loro abitazioni;

Ore 18.00: Celebrazione Eucaristica nella cappella del Cimitero;

Ore 19.00: Incontro con i membri del Consiglio Pastorale Parrocchiale e con il Consiglio per gli Affari Economici presso il salone parrocchiale.

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