NOTIZIE DI ATTUALITA'
Oggi, 30 Aprile, la Chiesa ricorda il Papa San Pio V PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Martedì 30 Aprile 2024 07:00

 
Tra le più grandi glorie del Piemonte rifulge il grande pontefice San Pio V, al secolo Antonio Michele Ghisleri, nativo di Bosco Marengo (Alessandria) ove vide la luce il 27 gennaio 1504 da una nobile famiglia. Per sopravvivere fece il pastore, finché all’età di quattordici anni entrò tra i Domenicani di Voghera. Nel 1519 professò i voti solenni a Vigevano, poi completò gli studi presso l’università di Bologna e nel 1528 ricevette l’ordinazione presbiterale a Genova. Per ben sedici anni insegnò filosofia e teologia e successivamente fu priore nei conventi di Vigevano e di Alba, rigorosissimo con sé stesso e con i confratelli nell’osservanza religiosa. L’episodio più celebre della vita di questo grande pontefice, unico piemontese ad essere stato elevato al soglio di Pietro in duemila anni di cristianesimo, è sicuramente il suo intervento in favore della battaglia di Lepanto. Il fatale scontro con i Turchi, allora all’apogeo della loro potenza, avvenne il 7 ottobre 1571 nel golfo di Lepanto, durò da mezzodì sino alle cinque pomeridiane e terminò con la vittoria dei cristiani. Alla stessa ora Pio V, preso da altri impegni, improvvisamente si affacciò alla finestra, rimase alcuni istanti in estasi con lo sguardo rivolto ad oriente, ed infine esclamò: “Non occupiamoci più di affari. Andiamo a ringraziare Dio perché la flotta veneziana ha riportato vittoria”. A ricordo del felice avvenimento che cambiò il corso della storia, fu introdotta la festa liturgica del Santo Rosario, al 7 ottobre, preghiera alla quale sarebbe stata attribuita dal papa la vittoria. Spirò il 1° maggio 1572. La sua salma riposa ancora oggi nella patriarcale Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma. Papa Clemente X beatificò il suo predecessore cent’anni dopo, il 27 aprile 1672, e solo Clemente XI lo canonizzò poi il 22 maggio 1712.

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Prima lettura

Dagli Atti degli Apostoli         14, 5-18

Il sangue di Gesù ci purifica da ogni peccato.

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Salmo responsoriale

Rit. I tuoi amici, Signore, proclamino la gloria del tuo regno. dal salmo 144

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Giovanni              14, 27-31

Vi do la mia pace. 

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Meditiamo insieme


È diversa la pace che dona il Signore Gesù, non è come la pace che dona questo mondo. Spesso la pace la intendiamo come un'assenza di conflitto. In realtà è impossibile che non avvengano tensioni e conflitti nelle nostre vite. Le grandi guerre non sono che la somma dei piccoli conflitti che ogni giorno sperimentiamo e che possiamo amplificare. Litigi in famiglia, dissidi nel mondo del lavoro, tensioni nel traffico, in un ufficio pubblico... Da dove proviene, allora la vera pace? La pace che sperimentano i discepoli proviene dalla certezza di essere amati, sempre, di essere chiamati a vivere da pacificati per essere pacifisti. Il discepolo sperimenta in sé la lotta fra tenebre e luce e consapevolmente sceglie la luce. La prima battaglia, allora, si combatte nel cuore, contro la parte oscura che abita in ciascuno di noi, contro il piccolo dittatore egoista che vorrebbe imporre la sua logica, la sua prospettiva. Incontrare il Dio di Gesù ci porta alla pacificazione, sempre da coltivare, mai scontata, di chi vede sé e gli altri in una prospettiva diversa. In questo diventiamo discepoli del risorto, in questo diventiamo primizia di una nuova umanità.

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Preghiamo insieme


Il Cristo Gesù ci ha lasciato in dono la sua pace. Invochiamo Dio nel suo nome, dicendo:

Donaci la tua pace, Signore.

Per tutti i pastori posti a capo delle Chiese e comunità locali, perchè siano fedeli al loro mandato di rinsaldare i cristiani nella fede. Preghiamo:

Per i laici impegnati nell'azione sociale e politica della pace, perché si conformino sempre allo spirito cristiano della non violenza e del perdono. Preghiamo:

Per le classi sociali e per le nazioni più in conflitto, perchè promuovano progetti di pacificazione fondati sulla giustizia. Preghiamo:

Per la nostra comunità, perchè sia capace di gesti concreti di riconciliazione e di fraternità. Preghiamo:

Per noi chiamati ad essere pacificatori, perchè non ci lasciamo turbare dalle paure della morte o dell'incertezza del futuro, ma confidiamo nella presenza del Cristo che ci ama. Preghiamo:

O Signore Gesù, che ci hai lasciato in dono la tua pace per vincere ogni turbamento e paura, fa' che diffondiamo attorno a noi la gioia di chi sa che il potere del male non può prevalere su chi confida in te: tu che sei Dio e vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

LITURGIA DELLE ORE - Volume II

 Prima Lettura

Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo    (20, 1-15)

L'ultima lotta del dragone

 Seconda Lettura

Dal «Commento sul vangelo di Giovanni» di san Cirillo d'Alessandria, vescovo
  
(Lib. 10, 2; PG 74, 331-334)

Io sono la vite, voi i tralci


Martedì della I settimana, ufficio della feria del tempo di Pasqua.  

 

Impegno di vita

Mi interrogherò sui casi di non-pace, di cui sono a conoscenza, per portare in essi la pace. 
 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO

Per i Vescovi della Sicilia che si trovano a Roma per la Visita «ad Limina Apostolorum»


MESSAGGIO DEL GIORNO

Non credere alla possibilità di una pace permanente vuol dire non credere alla santità della natura umana. Gandhi


 

 

 

 

Martedì 30 Aprile 2024

 


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Martedì 30 Aprile 2024


Il Vescovo Guglielmo, insieme agli altri Vescovi di Sicilia, sta compiendo a Roma la Visita «ad Limina» con una serie di incontri (che si protrarranno fino al 3 maggio) nei Dicasteri della Curia Romana. Stamattina è prevista la Concelebrazione Eucaristica nelle Grotte Vaticane sulla tomba dell'Apostolo Pietro.

 

Oggi, 29 Aprile, si celebra la festa di Santa Caterina da Siena, dottore della Chiesa, patrona d'Italia e d'Europa PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Lunedì 29 Aprile 2024 07:20

«Niuno Stato si può conservare nella legge civile in stato di grazia senza la santa giustizia»: queste alcune delle parole che hanno reso questa santa, patrona d'Italia, celebre. Nata nel 1347 Caterina non va a scuola, non ha maestri. I suoi avviano discorsi di maritaggio quando lei è sui 12 anni. E lei dice di no, sempre. E la spunta. Del resto chiede solo una stanzetta che sarà la sua cella di terziaria domenicana (o Mantellata, per l'abito bianco e il mantello nero). La stanzetta si fa cenacolo di artisti e di dotti, di religiosi, di processionisti, tutti più istruiti di lei. Li chiameranno "Caterinati". Lei impara a leggere e a scrivere, ma la maggior parte dei suoi messaggi è dettata. Con essi lei parla a papi e re, a donne di casa e a regine, e pure ai detenuti. Va ad Avignone, ambasciatrice dei fiorentini per una non riuscita missione di pace presso papa Gregorio XI. Ma dà al Pontefice la spinta per il ritorno a Roma, nel 1377. Deve poi recarsi a Roma, chiamata da papa Urbano VI dopo la ribellione di una parte dei cardinali che dà inizio allo scisma di Occidente. Ma qui si ammala e muore, a soli 33 anni, il 29 aprile 1380. Sarà canonizzata nel 1461 dal papa senese Pio II. Nel 1939 Pio XII la dichiarerà patrona d'Italia con Francesco d'Assisi. Il suo corpo riposa nella basilica di Santa Maria sopra Minerva a Roma. Oggi ricorre il 644° anniversario della morte.

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Prima lettura

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo         1, 5 - 2, 2
 

Il sangue di Gesù ci purifica da ogni peccato.

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Salmo responsoriale

Rit. Benedici il Signore, anima mia.           dal salmo 102 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Matteo              11, 25-30

Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.

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Meditiamo insieme


Santa Caterina, patrona d'Italia. Una santa lontana nel tempo e nella nostra sensibilità, vissuta in un medioevo pieno di luce e di ombre che ancora molto può dirci. Caterina: donna di religione, cioè consacrata alla preghiera e all'azione nel neonato ordine domenicano, scelta ritenuta sconvenientissima per una così giovane donna. Donna interventista, cosa del tutto inusuale per un'epoca dominata da imperante maschilismo, ha agito nella vita politica del tempo con inattesa efficacia, richiamando tutti (anche il papa!) all'essenzialità. Contro il rischio di una Chiesa troppo compromessa e timorosa nell'agire politico Caterina richiama il papa al suo dovere di restare nella propria Diocesi - Roma - abbandonando la provvisoria anche se più sicura Avignone. Abbiamo bisogno di donne del genere, la Chiesa ha bisogno di lasciare più spazio (e molto!) al carisma femminile della Parola di Dio, di profetesse che richiamino la Chiesa e la nazione italiana alle proprie origini, dicendo ancora e ancora che solo la fede e la preghiera e il silenzio possono plasmare caratteri e situazioni. A lei affidiamo la nostra nazione, un tempo terra di santi poeti e navigatori, oggi sempre più omologata ad un pensiero globale dominante gretto ed egoista. Che Caterina, col suo piglio deciso di donna toscana, ci richiami all'essenziale!

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Preghiamo insieme


Celebriamo la festa di santa Caterina da Siena, una santa mistica di eccezionale sapienza e concretezza. Nel presentare le nostre intenzioni a Dio Padre, chiediamo la sua intercessione per noi e per l'Italia, dicendo:
Ascoltaci, Signore.

Per la Chiesa, perchè seguendo l'esempio delle vergini sagge del Vangelo sia sempre pronta nell'accogliere il Signore che viene. Preghiamo:

Per il dialogo tra gerarchia, teologi e fedeli, perchè nel rispetto dei ruoli, si costruisca nella comunione, il futuro della Chiesa e del mondo. Preghiamo: 


Per gli uomini di fede, perchè non abbiano paura di intervenire nella scena politica italiana e mondiale, portando coraggiosamente il loro contributo. Preghiamo: 
 


Per la nostra nazione, perchè vi siano incrementate le libertà fondamentali dell'uomo e la ricerca della giustizia e della pace. Preghiamo:
 

Per il ruolo della donna nella Chiesa e nella società, perchè siano accolti con serenità e gioia i valori della sua intelligenza e sensibilità. Preghiamo:

O Dio, che in santa Caterina da Siena hai donato alla tua Chiesa un faro di sapienza evangelica e di santità, ascolta le nostre preghiere perchè, sul suo esempio, possiamo crescere nell'amore e nel rispetto dei fratelli. Per Cristo nostro Signore. Amen.
 

LITURGIA DELLE ORE - Volume II

 Prima Lettura

Dal libro della Sapienza    (7, 7-16. 22-30)

I giusti trovano gioia nella conoscenza del Signore

Seconda Lettura

Dal «Dialogo della Divina Provvidenza» di santa Caterina da Siena, vergine
  
(Cap. 167, Ringraziamento alla Trinità; libero adattamento; cfr. ed. I. Taurisano, Firenze, 1928, II, pp. 586-588)

Ho gustato e veduto


Ufficio della festa con parti proprie. Te Deum. All'Ora media antifona del tempo di Pasqua e salmi del lunedì della I settimana.
 

Impegno di vita

Oggi chiedo al Signore di continuare a mandare donne come Caterina da Siena, nel mondo e nella Chiesa, che sappiano rinvigorire la nostra fede annacquata e impoverita. Che il fuoco dell'amore di Cristo torni a divampare nei cuori dei cristiani italiani ed europei.


INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO

Perchè come santa Caterina da Siena, i battezzati vedano nel Papa la presenza del Cristo sulla terra e quindi avvertano l'esigenza di accogliere il suo insegnamento e di seguirlo.


MESSAGGIO DEL GIORNO

Tutti i vizi sono conditi dalla superbia, sì come le virtù sono condite e ricevono vita dalla carità. Santa Caterina da Siena

 

  

 

Lunedì 29 Aprile 2024

 

Il Santo Padre riceve questa mattina in Udienza:

- Vescovi della Sicilia in visita «ad Limina Apostolorum»;

- S.E. Mons. José Horacio Gómez, Arcivescovo di Los Angeles (Stati Uniti d’America);

- S.E. Mons. François Touvet, Vescovo Coadiutore di Fréjus-Toulon (Francia);

- Membri del Consiglio di Sovrintendenza dell’Istituto per le Opere Religiose;

- Partecipanti ai Capitoli Generali dei: Figli della Carità “Canossiani”;

- Fratelli dell’Istruzione Cristiana di San Gabriele.

 

 


 

 

Lunedì 29 Aprile 2024

- Alle ore 9 il Vescovo Guglielmo, in Vaticano, viene ricevuto in Udienza privata dal Papa insieme agli altri Vescovi di Sicilia per la Visita «ad Limina Apostolorum».

- Nel pomeriggio il Vescovo Guglielmo, insieme agli altri Vescovi di Sicilia, inizia la serie di incontri (che si protrarranno fino al 3 maggio) nei Dicasteri della Curia Romana e le celebrazioni nelle Patriarcali Basiliche di San Paolo fuori le Mura, San Pietro in Vaticano, Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano.

Oggi, 28 Aprile, la Chiesa celebra la Quinta Domenica di Pasqua PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Domenica 28 Aprile 2024 07:10

La Parola di Dio della Quinta Domenica di Pasqua ci presenta l'immagine di Gesù vera vite, alla quale rimanere attaccati per non perdere vitalità, consistenza ed esistenza. L'immagine, come quella del pastore, tratta dalla vita del popolo di Israele, era familiare e quindi comprensibile alle persone che ascoltavano Gesù ed in particolare proprio i discepoli, che alla sua scuola avevano imparato qualcosa, anche se non avevano compreso il tutto della sua persona e della sua missione nel mondo. Il testo del Vangelo di Giovanni che leggiiamo in questa domenica ci aiuta a comprendere quanto sia davvero essenziale Gesù nella vita di coloro che si professano suoi discepoli. Non ci si può proclamare cristiani, se poi noi siamo come tralci distaccati dalla vite, senza possibilità di sopravvivenza spirituale e senza quella linfa necessaria per vivere legati alla sorgente della grazia e della felicità che è il Signore.

 

  

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Prima lettura

Dagli Atti degli Apostoli         9, 26-31

Bàrnaba raccontò agli apostoli come durante il viaggio Paolo aveva visto il Signore. 

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Salmo responsoriale

Rit. A te la mia lode, Signore, nella grande assemblea.           dal salmo 21

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Seconda lettura

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo        3, 18-24

Questo è il suo comandamento: che crediamo e amiamo.

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Giovanni              15, 1-8

Chi rimane in me ed io in lui fa molto frutto.   

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Meditiamo insieme


Gesù ci invita a riflettere su di una scomoda verità conosciuta da ogni vignaiolo: affinché la vite porti frutto occorre potarla. L'avete mai vista una vite potata? Quel gesto è davvero necessario e il tralcio, accorciato nel punto giusto, concentra tutte le sue energie nel futuro grappolo d'uva. La vita ci pota in abbondanza: delusioni, fatiche, malattie, periodi "giù"; è piuttosto inevitabile e lo sappiamo anche se - il più delle volte - ci ribelliamo, ci intristiamo. L'uomo non accetta la fatica e il fallimento inevitabili nel nostro essere finiti, limitati, segno questo, della sua dignità, della sua natura che lo spinge ad andare oltre. Lo confesso: non mi umilia il fatto di non trovare in me, da solo, la risposta alle grandi domande della vita. Cerco aiuto e - cercandolo - ho trovato risposte convincenti. In Dio solo possiamo trovare risposte che ci spingono verso l'assoluto e la pienezza (sempre e solo parziale, quaggiù). Come viviamo le potature della vita? Il Signore ci invita a viverle nel positivo, come occasione, come possibilità. L'accettazione serena (mai rassegnata!) delle contraddizioni della vita concentra la linfa vitale della mia vita in luoghi e situazioni inattesi e con risultati - credetemi - davvero sorprendenti. Animo, allora, le potature sono necessarie, così come la grande e dolorosa potatura dei discepoli, ribaltati come guanti, masticati dalla croce, li ha resi davvero apostoli maturi e riflessivi, capaci di annuncio e di martirio e non solo entusiasti e immaturi seguaci di una esperienza nuova.

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Preghiamo insieme

 

Gesù ha detto: «Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto». Su questa parola innalziamo con fiducia la nostra preghiera al Padre.  

Diciamo con fede: Venga il tuo regno, Signore. 

«Io sono la vite, voi i tralci». Perché la Chiesa viva intensamente la comunione con Cristo per essere sempre e dovunque testimonianza credibile dell'amore di Dio per gli uomini, preghiamo.

«Chi rimane in me e io in lui porta molto frutto ». Perché dalle nostre comunità cristiane si diffondano nella società uomini e donne capaci di portare frutti di giustizia, di solidarietà e di evangelica carità, preghiamo.

«Ogni tralcio che porta frutto lo pota perché porti più frutto». Perché quanti soffrono nel corpo e nello spirito trovino luce e conforto nella fede nella consapevolezza di partecipare alle sofferenze di Cristo per la salvezza del mondo, preghiamo.

«In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli». Perché nell'ascolto della Parola e nella condivisione della stessa mensa eucaristica diventiamo ogni giorno di più autentici discepoli di Cristo, preghiamo.

Padre, sorgente della vita, fa' che uniti a Cristo, come i tralci alla vite, portiamo per la Chiesa e per il mondo frutti abbondanti di salvezza, nel tempo e per l'eternità. Per lo stesso Cristo nostro Signore.  

LITURGIA DELLE ORE - Volume II

 Prima Lettura

Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni, apostolo    (18, 21 - 19, 10)

Annunzio delle nozze dell'Agnello

Seconda Lettura

Dai «Discorsi» di san Massimo di Torino, vescovo
  
(Disc. 53, 1-2. 4; CCL 23, 214-216)

Cristo è luce


Domenica della I settimana, ufficio della V Domenica di Pasqua; Te Deum. Antifone al Benedictus e al Magnificat anno B.

 

Impegno di vita

Oggi, nella mia pausa contemplativa, visualizzerò la vite ricca di tralci e di frutti. M'interrogherò: scorre in me la linfa? Com'è la mia vita familiare e professionale? Compio in essa la volontà di Dio? Com'è la mia vita di preghiera e la mia pratica sacramentale? E dunque, porto frutto d'amore nelle mie giornate?

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO  

 

Per i cristiani, perchè l'inserimento in Cristo, come tralci nella vite, attui la comunione reciproca e la dipendenza vitale da Dio.

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

Le sue parole rimangono in noi, quando facciamo quanto ci ha ordinato e desideriamo quanto ci ha promesso; ma quando invece le sue parole restano, sí, nella nostra memoria, ma non se ne trova traccia nella nostra vita e nei nostri costumi, allora il tralcio non fa piú parte della vite, perché non assorbe piú la vita dalla sua radice. Sant'Agostino

 

  


 



Programma


6:30 Decollo dall’eliporto del Vaticano.
8:00 Atterraggio nel Piazzale interno della Casa di Reclusione Donne Venezia, all’Isola della Giudecca.

Il Santo Padre è accolto da:

- S.E. Mons. Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia
- Maria Milano Franco D’Aragona, Provveditore
- Mariagrazia Felicita Bregoli, Direttore
- Lara Boco, Comandante della Polizia Penitenziaria

8:15 Cortile interno della Casa di Reclusione:
INCONTRO CON LE DETENUTE
Discorso del Santo Padre

Sono presenti anche: Personale amministrativo, Agenti della Polizia Penitenziaria, Volontari.

Il Santo Padre saluta personalmente le Detenute (80 circa).

8:45 Terminato l’incontro nel Cortile, il Santo Padre raggiunge la chiesa della Maddalena (Cappella del Carcere), dove è accolto dall’Em.mo Card. José Tolentino de Mendonça, Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, Curatore del Padiglione della Santa Sede alla Biennale d’Arte di Venezia.
9:00 Chiesa della Maddalena:
INCONTRO CON GLI ARTISTI

 

Saluto del Cardinale José Tolentino de Mendonça

Discorso del Santo Padre

Il Santo Padre saluta le Autorità e gli Artisti che partecipano all’Esposizione.
9:30 Il Santo Padre lascia l’Isola della Giudecca e raggiunge in motovedetta la Basilica di Santa Maria della Salute.
10:00 Piazzale antistante la Basilica della Salute:
INCONTRO CON I GIOVANI
Discorso del Santo Padre

Sono presenti giovani di Venezia e delle Diocesi del Veneto.

10:30 Al termine del discorso, accompagnato da una delegazione di giovani, il Santo Padre attraversa il ponte di barche che collega con Piazza San Marco.

 

All’imbocco di Piazza San Marco il Santo Padre è accolto da:

-On. Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto
-Dott. Darco Pellos, Prefetto di Venezia
-Dott. Luigi Brugnaro, Sindaco di Venezia
11:00 Piazza San Marco:
CELEBRAZIONE DELLA SANTA MESSA
Omelia del Santo Padre
 
Regina caeli

Al termine della Santa Messa, ringraziamento di S.E. Mons. Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia.

12:30 Terminata la Celebrazione Eucaristica, il Santo Padre entra in forma privata nella Basilica di San Marco per venerare le Reliquie del Santo; quindi sale sulla motovedetta e raggiunge l’eliporto del Collegio Navale “F. Morosini” a Sant’Elena.

Il Santo Padre si congeda dalle Autorità civili e religiose che Lo hanno accolto.

13:00 Decollo da Venezia
14:30 Atterraggio all’eliporto del Vaticano



 

 

Domenica 28 Aprile 2024


- Il Vescovo Guglielmo continua la Visita pastorale a Tusa con il seguente programma:

Ore  9.00 Celebrazione Eucaristica domenicale nella Chiesa di Santa Caterina;

Ore 11.00 Celebrazione Eucaristica domenicale nella Chiesa Madre.

- Il Vescovo Guglielmo nel pomeriggio parte per Roma dove domani mattina sarà ricevuto in Udienza dal Santo Padre Francesco, insieme agli altri Vescovi di Sicilia, per la Visita «ad Limina Apostolorum».

Oggi, 27 Aprile, la Chiesa ricorda Santa Zita, patrona delle domestiche PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Sabato 27 Aprile 2024 07:14

Nacque da una famiglia molto umile. A 12 anni dovette andare come domestica presso la nobile casa dei Fatinelli, a Lucca. Attenta e puntigliosa nell'attività lavorativa, sopportava angherie e rimproveri dei padroni, che la trattavano come una «serva». Inoltre, spesso doveva coprire con il suo impegno le manchevolezze degli altri domestici. La sua gentilezza d'animo finì per conquistare l'affetto della famiglia che le affidò la direzione della casa. Ne approfittò per aiutare le persone più povere senza mai sottrarre nulla agli altri. Metteva da parte quanto riusciva a risparmiare per soccorrere le persone bisognose. Morì il 27 aprile 1272. La sua fama si diffuse in breve tempo, tanto che i cittadini di Lucca chiesero che venisse sepolta nella Basilica di San Frediano dov'è tuttora custodita. Il suo culto fu approvato nel 1696 da Papa Innocenzo XII. Venne proclamata patrona delle domestiche da Papa Pio XII.

 

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Prima lettura

Dagli Atti degli Apostoli        13, 44-52
 

Noi ci rivolgiamo ai pagani. 

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Salmo responsoriale

Rit. Tutti i confini della terra hanno veduto la vittoria del nostro Dio.           dal salmo 97  

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Giovanni              14, 7-14

Chi ha visto me ha visto il Padre. 

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Meditiamo insieme

Lentamente ma inesorabilmente i discepoli prendono consapevolezza su chi sia veramente Gesù. All'inizio lo hanno seguito per la sua forte personalità carismatica, per la sua forza interiore, poi, frequentandolo, si rendono conto che è un profeta, per la sua predicazione, per i prodigi che accompagnano le sue parole. Pietro va oltre, proclamando Gesù come messia, ed è un salto incredibile, visto che Gesù non sembra in nessun modo il messia atteso da Israele! Ma ora Gesù chiede di più: è ormai alla vigilia del dono di se stesso, sa che ha poco tempo, e si confida con Filippo: chi ha visto lui ha visto il Padre. Gesù si professa uguale al Padre, si proclama manifestazione di Dio, Figlio di Dio. Se non avessimo alla spalle duemila anni di cattolicesimo impallidiremmo ascoltando questa affermazione! Per capire chi è Dio non dobbiamo far altro che guardare a Gesù, alle sue parole, ai suoi gesti, alla sua vita. Troppe volte incontro dei cristiani che sono, in realtà, dei credenti in un Dio generico (spesso piuttosto antipatico!) che poco ha a che vedere col Dio che Gesù è venuto a manifestarci definitivamente. Convertiamoci al Dio di Gesù!

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Preghiamo insieme


Conoscere la verità è penetrare nel mistero di Gesù, come Figlio del Padre. Preghiamo insieme, dicendo: Signore, mostraci il Padre.

Signore, tu sei nel Padre e il Padre è in te: introduci anche noi nel mistero di questo amore. Preghiamo.
Signore, chi vede te vede il Padre: svelaci la presenza amorosa del Padre in ogni avvenimento della vita. Preghiamo.
Signore, chi crede in te compirà le tue stesse opere: concedici di avere il tuo amore verso tutti, in particolare verso i piccoli e gli ultimi. Preghiamo.
Signore, tu sempre esaudisci chi chiede nel tuo nome: ascolta il grido dell'umanità sofferente. Preghiamo.
Signore, tu sei presso il Padre per intercedere per noi: non venga mai meno la nostra fiducia in te. Preghiamo.

O Signore, che conosci le profonde aspirazioni del nostro cuore, Fa' che il nostro desiderio di vederti si sazi in una preghiera più viva come esperienza del tuo mistero personale. Per Cristo nostro Signore. Amen.
 
 

LITURGIA DELLE ORE - Volume II

 Prima Lettura

Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni, apostolo    (18, 1-20)

La caduta di Babilonia

Seconda Lettura  

Dal «Commento sulla lettera ai Romani» di san Cirillo d'Alessandria, vescovo     (Cap. 15, 7; PG 74, 854-855

Il mondo intero è stato salvato per la clemenza superna estesa a tutti


Sabato della IV settimana, ufficio della feria del tempo di Pasqua (fino all'Ora Nona); Primi Vespri della V Domenica di Pasqua, antifona al Magnificat anno B.

 

Impegno di vita

Oggi, nella mia pausa contemplativa rifletto sull'obbedienza che debbo a Dio, cioè, la relazione di base che mi unisce nell'amore con il mio Creatore, relazione nella quale ho sempre la possibilità di crescere.
 


INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO  

Perchè il risveglio religioso nelle comunità ecclesiali alimenti la tensione pasquale dei cristiani verso la carità e la giustizia in un impegno morale rigoroso e coerente.


MESSAGGIO DEL GIORNO

Immolandosi sulla croce per la nostra salvezza, Gesù non cerca la sofferenza né cerca di schivarla: accetta l'inaccettabile, per puro amore, e in perfetta sintonia con la volontà del Padre. È precisamente quell'amore di Gesù che Francesco di Sales vuole che noi tocchiamo. Gilles Jeanguenin

 

 

  

 

Sabato 27 Aprile 2024

  

Il Santo Padre Francesco riceve questa mattina in Udienza:

- Em.mo Card. Robert Francis Prevost, O.S.A., Prefetto del Dicastero per i Vescovi;

- Em.mo Card. Carlos Aguiar Retes, Arcivescovo di México (Messico);

- S.E. Mons. Savio Hon Tai-Fai, S.D.B., Arcivescovo tit. di Sila, Nunzio Apostolico in Malta e in Libia;

- La Signora Dilma Rousseff, già Presidente della Repubblica del Brasile; Presidente della New Development Bank Brics; e Seguito;

- Comunità del Seminario di Burgos (Spagna);

- Nonni, Anziani e Nipoti partecipanti all’Incontro promosso dalla Fondazione Età Grande.

 


 

 

Sabato 27 Aprile 2024


Il Vescovo Guglielmo continua la Visita Pastorale a Tusa con il seguente programma:

Ore  9.00: Visita personale di Halaesa;

Ore  9.30: Incontro al Municipio;

Ore 10.00: Visita alla Caserma dei Carabinieri, alla Caserma del Corpo Forestale e alla sede dell'Associazione Carabinieri in congedo;

Ore 11.00: Visita del paese e delle attività commerciali;

Ore 16.30: Incontro all'Oratorio con i Consigli Parrocchiali, Catechisti, Movimenti e Associazioni;

Ore 18.00: Celebrazione Eucaristica in Chiesa Madre;

Ore 19.00: Momento di fraternità in piazza Mazzini.  

Oggi, 26 Aprile, la Chiesa ricorda San Cleto, papa PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Venerdì 26 Aprile 2024 07:34

Terzo papa dopo Pietro e Lino, Anacleto ebbe un singolare destino: sdoppiato in due persone distinte, Cleto e Anacleto, aveva due feste diverse nel Martirologio Romano, una quella odierna, l'altra il 13 luglio. L'errore sembra sia dovuto a un antico copista che stilando una lista dei papi inserì entrambi i nomi. Cleto in realtà è solo un abbreviativo. Studi moderni, poi, hanno chiarito l'equivoco. Sulla base degli studi del Duchesne, infatti, l'orientamento attuale è che Anacleto e Cleto siano una sola persona: perciò la Congregazione dei riti nel 1960 abolì la festa del 13 luglio, lasciando solo quella del 26 aprile. Pochi i dati biografici di questo pontefice; di origine ateniese, fu papa dal 79 al 90, e si rese benemerito per aver edificato una «memoria», un sepolcro a san Pietro, presso il quale fu poi sepolto egli stesso. Altro personaggio con cui in passato si è confuso Anacleto è anche Marcellino, che però fu papa quasi due secoli più tardi e il cui martirio sembra fu aggiunto per motivi apologetici.


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Prima lettura

Dagli Atti degli Apostoli        13, 26-33


Dio ha compiuto per noi la promessa risuscitando Gesù.
 

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Salmo responsoriale

Rit. Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato.           dal salmo 2  

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Giovanni              13, 16-20

Io sono la via, la verità e la vita. 

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Meditiamo insieme

Bisogna avere fede, lasciar perdere la paura, i dubbi, fidarci di lui perché ci conduce nel Regno del Padre. Insomma, il Signore ci invita ad alzare lo sguardo sull'immortalità, a tirare giù i muri dell'indifferenza. Non si parla più molto dell'immortalità: forse per mancanza di termini adatti all'uomo d'oggi, forse per paura di scivolare nella retorica, forse perché avere troppo insistito su questo tema ha provocato, nel passato, non pochi allontanamenti dalla realtà terrena... Non possiamo però scavalcare a pié pari questo nodo centrale della nostra fede. Siamo immortali, tout-court, e la nostra vita è un cammino di pienezza in pienezza, un addestramento ad accogliere, se lo desideriamo, la totalità di Dio. Il Regno è già in mezzo a noi, come esorta Gesù, ma esiste una dimensione di pienezza del Regno che oltrepassa di molto il nostro desiderio e la nostra conoscenza. Avere fede significa credere che esiste un destino di bene per ciascuno di noi, che esiste un'eternità (che è un modo d'essere, non un noioso tempo  infinito!) dopo questa vita. La vita eterna è già iniziata e la nostra morte non farà che segnare un'evoluzione di questo nostro esistere! Gesù si presenta come la "via, la verità, la vita". Nella mia quotidianità di cristiano, è davvero lui la via? E' davvero lui colui che seguo, a cui mi rivolgo? Una pagina, come vedete, che ci invita ad approfondire la nostra fede, a prendere sul serio il nostro cammino. Solo così potremo arrivare alla gioia della Pasqua, all'atteggiamento interiore che ci porta alla pienezza e alla felicità di vita. Che il Signore ci conceda davvero di credere in Lui.

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Preghiamo insieme


Il Signore Gesù ci rivela il Padre attraverso la sua stessa persona, divenuta per noi verità. Invochiamo Dio con questa supplica:

Aiutaci a camminare sulla tua via, Signore.

Perchè il ritorno di Gesù al Padre non rattristi i cuori dei suoi fedeli per la sua assenza fisica, ma li colmi sempre del suo Spirito. Preghiamo:

Perchè l’evento pasquale della morte e risurrezione sia al centro della fede e della speranza di tutti i credenti. Preghiamo:

Perchè tutti coloro che cercano una via di salvezza nelle varie religioni o filosofie, sappiano scoprire in Cristo l’unica strada che conduce a Dio. Preghiamo:

Perchè coloro che vivono nel dolore sperimentino nella fede e nella solidarietà dei fratelli la presenza di Cristo che conforta. Preghiamo:

Perchè noi, che abbiamo ricevuto l’assicurazione di un posto preparato nella casa del Padre, tendiamo ogni giorno alla piena comunione con Cristo. Preghiamo:

O Padre, che sei la meta finale del nostro cammino, fà che seguiamo la via del tuo Figlio che ci guida verso di te, rivelandoci la pienezza di vita nella tua casa. Per Cristo nostro Signore. Amen.
 
 

LITURGIA DELLE ORE - Volume II

 Prima Lettura

Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo   (17, 1-18) 

Babilonia la grande e condannata

Seconda Lettura  

Dalla «Lettera ai Corinzi» di san Clemente I, papa     (Capp. 36, 1-2; 37-38; Funk, 1, 145-149

Molti sono i sentieri, una la via


Venerdì della IV settimana, ufficio della feria del tempo di Pasqua.

 

Impegno di vita

Oggi chiederò al Signore di parlare anche con me così come ha parlato a Tommaso e di illuminare la mia mente perché le sue risposte siano accolte, comprese e diventino scelte di vita.
 


INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO  

 

Per coloro che sono alla ricerca del volto del Padre, perchè Cristo sia la via che li conduce alla verità e alla pienezza della vita divina.

 


MESSAGGIO DEL GIORNO

Al di sopra di tutte le opinioni e i partiti che gitano e travagliano la società e l'umanità intera, è il vangelo che si leva. San Giovanni XXIII 

 

 

  

 

Venerdì 26 Aprile 2024

  

Il Santo Padre Francesco riceve questa mattina in Udienza:

- Membri della “Fundación Memorial Papa Francisco”;

- S.E. Mons. Pietro Pioppo, Arcivescovo tit. di Torcello, Nunzio Apostolico in Indonesia e presso l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico;

- S.E. Mons. Ángel Javier Pérez Pueyo, Vescovo di Barbastro-Monzón (Spagna);

- S.E. il Signor Emomali Rahmon, Presidente della Repubblica del Tadjikistan, e Seguito;

- Membri della Federazione Italiana Dama;

- Vescovi della Basilicata, in Visita “ad Limina Apostolorum”.

 


 

 

Venerdì 26 Aprile 2024


Il Vescovo Guglielmo inizia la Visita Pastorale a Tusa con il seguente programma:

Ore 17.30: Accoglienza in piazza Mazzini;

Ore 18.00: Celebrazione Eucaristica in Chiesa Madre;

Ore 19.00: Incontro con i Cresimandi e i genitori.

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