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Oggi, 22 Dicembre, la Chiesa ricorda Santa Francesca Cabrini, patrona dei migranti - settimo giorno della Novena di Natale |
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Scritto da Giancarlo D'Amico
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Lunedì 22 Dicembre 2025 07:35 |
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Una fragile quanto straordinaria maestrina di Sant'Angelo Lodigiano. In questo ritratto si colloca la figura di Francesca Saverio Cabrini. Nata nella cittadina lombarda nel 1850 e morta negli Stati Uniti in terra di missione, a Chicago. Orfana di padre e di madre, Francesca avrebbe voluto chiudersi in convento, ma non fu accettata a causa della sua malferma salute. Prese allora l'incarico di accudire a un orfanotrofio, affidatole dal parroco di Codogno. La giovane, da poco diplomata maestra, fece molto di più: invogliò alcune compagne a unirsi a lei, costituendo il primo nucleo delle Suore missionarie del Sacro Cuore, poste sotto la protezione di un intrepido missionario, san Francesco Saverio, di cui ella stessa, pronunciando i voti religiosi, assunse il nome. Portò il suo carisma missionario negli Stati Uniti, tra gli italiani che vi avevano cercato fortuna. Per questo divenne la patrona dei migranti. Nel giorno della morte il suo corpo venne traslato a New York alla «Mother Cabrini High School», vicino ai suoi «figli».
Dal primo libro di Samuele 1, 24-28
Anna ringrazia per la nascita di Samuèle.
Rit. Il mio cuore esulta nel Signore, mio Salvatore. dal salmo 1 Sam 2
Dal Vangelo secondo Luca 1, 46-55
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente.

Arriva il Natale e tutti, più o meno, stiamo preparando gli ultimi regali o gli inviti per la cena. Ma oggi, a pochissimi giorni dalla grande notte in cui chiederemo a Cristo di nascere nei nostri cuori, siamo invitati a gioire, a spalancare il nostro cuore alla gioia e alla danza, come Anna, la madre di Samuele che diventerà un grandissimo profeta, come la piccola Maria di Nazareth, che canta insieme a sua cugina le meraviglie del Signore. Qualcuno, lo so, passerà un Natale orribile. Chi lo vivrà in solitudine o nel letto della propria malattia, chi ha subito un lutto recentemente non potrà fare a meno di dimorare in un clima di penosa riflessione. Allora invito i fratelli e le sorelle provati dalla vita a fare come Maria che, invece di guardare alle sue fatiche e al futuro incerto, guarda al passato e a ciò che Dio ha fatto nella storia dell'umanità. Come ho avuto più volte occasione di scrivere, nella logica del Regno leggiamo la storia come un lento ed inesorabile dispiegamento di luce e di grazia, il progetto di salvezza da parte di un Dio che ama la propria creazione. Forse la mia vita non è stata granché, forse, alla fine, le parti oscure e la mediocrità hanno prevalso. Ma vedere che la tenerezza di Dio si dispiega sull'umanità, fa nascere in me un grido di gioia, come in Maria.

Preghiamo il Signore perchè ci faccia sempre più conoscere il mistero di Maria nella storia della salvezza, per imitare il suo esempio e godere sempre della sua protezione. Diciamo insieme: Vergine santa, intercedi per noi.
Perchè la Chiesa abbia piena fiducia nel suo Signore, il quale opera sempre in maniera silenziosa per preparare gli eventi decisivi della nostra salvezza. Preghiamo:
Perchè ogni nostra famiglia abbia la protezione della vergine Maria, e possa sperimentare la gioia di incontrare la salvezza portata da Cristo. Preghiamo:
Perchè non ci scoraggiamo né ci vergogniamo dei nostri limiti e della nostra povertà, sicuri che Dio si serve delle cose umili per realizzare i suoi disegni di amore. Preghiamo:
Perchè ogni madre sappia attendere il proprio figlio con l'amore e il desiderio con cui Maria ed Elisabetta hanno atteso il frutto del proprio grembo. Preghiamo:
Perchè le giovani generazioni sappiano imitare la sollecita prontezza di Maria nell'assistere e valorizzare le persone più anziane e indifese. Preghiamo:
O Dio di amore, che hai costituito Maria madre di Cristo e madre della Chiesa, concedi a noi, che la invochiamo con fiducia, di essere liberati dai mali che ci affliggono e di incontrare te, eterna carità. Per Cristo nostro Signore. Amen.
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LITURGIA DELLE ORE - Volume I
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Prima Lettura
Dal libro del profeta Isaia (49, 14 - 50, 1)
La restaurazione di Sion
Seconda Lettura
Dal «Commento su san Luca» di san Beda il Venerabile, sacerdote (1, 46-55; CCL 120, 37-39)
Magnificat
Lunedì della IV settimana, ufficio della feria di Avvento con le parti proprie del 22 dicembre.
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Novena di Natale - settimo giorno
Questa settimana di preparazione imminente alla celebrazione del Natale è scandita dal canto delle grandi antifone, testi che fin dall'VII secolo gradualmente ci dischiudono alcuni tratti del Cristo che viene. Le invocazioni concise, che attingono ampiamente sia dall'Antico che dal Nuovo Testamento, offrono dei ricchi spunti per la meditazione, per la preghiera, per un concreto allenamento quotidiano sulla strada che conduce alla grotta di Betlemme.
Nella novena del Natale, tra le antifone maggiori, la Chiesa il 22 dicembre invoca il Messia con il nome di Re delle genti.
O Re delle genti e pietra angolare della Chiesa:
vieni, e salva l’uomo che hai formato dalla terra.
La Bibbia ama presentare il Dio altissimo, il creatore del cielo e della terra, come re di tutte le genti. Ed è con questo stesso titolo divino che alle soglie del Natale la Chiesa invoca il Messia, il Verbo fatto carne, convinta che in lui risiede la pienezza della divinità e in lui si sono realizzate tutte le profezie. In modo particolare in lui si compie quel progetto divino che mira a radunare tutti i popoli affinché con una sola voce rendano lode all’unico Dio.
La presenza dei pastori (ebrei) e dei Magi (pagani) attorno al Bambino Gesù esprime quel disegno di universalità che l’apostolo Paolo proclama nella lettera agli Efesini: “Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due (ebrei e pagani) un popolo solo” (2,14).
L’evento del Natale pertanto è veramente un evento di salvezza per quanti si sforzano di superare le divisioni, gli odi, i risentimenti e sanno farsi strumenti di pace, di perdono, di accoglienza e di comunione.
Rit. Salva l’uomo che hai formato dalla terra (Gn 2,7).
1. O Re delle genti, atteso da tutte le nazioni (cfr. Ag 2,7), che hai scelto Giuda come tua eredità e la nuova Gerusalemme come città prediletta; tu che sei pietra angolare preziosa e saldamente fondata, sulla quale chi crede non vacillerà (Is 28,16): fa’ che ci saldiamo a te pietra viva, per essere impiegati come pietre viventi per la costruzione dell’edificio spirituale della tua Chiesa, per il sacerdozio santo del tuo culto, per offrirti sacrifici spirituali a te graditi (1 Pt 2,4-5).
Rit. Salva l’uomo che hai formato dalla terra.
2. O Salvatore, che riunisci i popoli in uno (Ef 2,14), perché hai abbattuto il muro di separazione che era frammezzo, cioè l’inimicizia, annullando per mezzo della tua carne la legge fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in te stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due in un solo corpo, per mezzo della croce, distruggendo in te stesso l’inimicizia (Ef 2,15-16): salva l’uomo che hai formato dalla terra.
Rit. Salva l’uomo che hai formato dalla terra.
3. O Cristo, che sei la nostra pace; che sei venuto ad annunziare pace a noi che eravamo lontani e pace a coloro che erano vicini; tu che ci hai fatti concittadini dei santi e familiari di Dio, per edificarci sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti: fa’ che possiamo presentarci gli uni agli altri, per mezzo tuo, al Padre in un solo spirito (Ef 2,14-17).
Rit. Salva l’uomo che hai formato dalla terra.
O Re delle genti
e pietra angolare della Chiesa:
vieni, e salva l’uomo
che hai formato dalla terra.
Vieni, Signore Gesù.
Perché comprendiamo con quale amore Dio ci ha amati e ci ha resi suoi figli
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.
Perché la pigrizia e la viltà non ci impediscano di professare apertamente la nostra fede in Cristo e nel Vangelo
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.
Perché i predicatori e i catechisti, come Giovanni Battista, mostrino con efficacia agli uomini Cristo Salvatore
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.
Perché tutti gli uomini del nostro tempo riconoscano che non è possibile costruire un mondo buono e giusto senza fondarlo su Cristo, uomo perfetto e Figlio di Dio
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.
O Cristo Signore, Tu sei l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo: aiutaci a riconoscere i nostri limiti e la nostra miseria, perché solo così possiamo ottenere la salvezza. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
Impegno personale: Cercherò di vedere la presenza di Cristo nei miei fratelli, anche in quelli che non riescono ancora a mostrare anche esternamente questa presenza.
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Impegno di vita
Oggi mediterò il Magnificat e mi soffermerò sul versetto che più mi colpirà, sentendo e gustando interiormente tale Parola di Dio.
INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO
Perchè dalle parole di Maria impariamo a lodare Dio per la gratuità della salvezza che si attua nella storia degli umili e dei poveri.
MESSAGGIO DEL GIORNO
[Maria] non attribuisce niente ai suoi meriti, ma riporta tutta la sua grandezza al dono di colui che, potente e grande per natura, rende i suoi fedeli, da piccoli e deboli, grandi e forti. San Beda il Venerabile

Lunedì 22 Dicembre 2025
Il Santo Padre Leone XIV riceve questa mattina in Udienza:
- Alle ore 10 nell’Aula della Benedizione i Cardinali e i Superiori della Curia Romana per gli auguri natalizi;
- Alle ore 11.30, nell'Aula Paolo VI, i dipendenti della Santa Sede e del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, con i rispettivi familiari, per gli auguri di Natale;
Papa Leone XIV nel pomeriggio si reca a Castel Gandolfo dove trascorrerà la giornata di domani.

Lunedì 22 Dicembre 2025
- Il Vescovo Guglielmo riceve in Episcopio fedeli, gruppi, movimenti e associazioni per gli auguri natalizi.
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Oggi, 21 Dicembre, la Chiesa celebra la IV Domenica di Avvento - sesto giorno della Novena di Natale |
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Scritto da Giancarlo D'Amico
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Domenica 21 Dicembre 2025 07:17 |
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Quarto ed ultimo appuntamento con le domeniche di Avvento. Oggi la parola di Dio ci immerge nel mistero della nascita di Gesù Cristo nel grembo verginale di Maria, di cui ci racconta il testo del Vangelo, presentando la coppia entro la quale Gesù sceglie di venire al mondo: Maria e Giuseppe. Tutti e due sono chiamati in causa con responsabilità diverse e con disponibilità diverse nel progetto di Dio. Maria la piena di grazia, Giuseppe lo sposo castissimo di questa donna scelta da Dio ad essere il suo primo vero tabernacolo nella vita terrena del suo Figlio, fatto carne nel grembo di Maria per opera dello Spirito Santo. I nostri modelli ai quali ispirarci in questi ultimi giorni di Avvento per prepararci degnamente al Santo Natale da un punto di vista spirituale sono Maria e Giuseppe. Si tratta di accogliere Cristo nella nostra vita con la semplicità e la totale disponibilità alla sua volontà come ci attesta il comportamento della Madonna e di San Giuseppe di fronte al grande evento dell'incarnazione del Figlio di Dio. Una preparazione che è contemplazione, preghiera, silenzio, meraviglia, stupore sia per quello che avviene nel grembo purissimo di Maria e sia, in modo speciale, del grande evento della nascita del Redentore, l'atteso messia da Israele e dall'umanità intera.
Dal libro del profeta Isaia 7, 10-14
Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio.
Rit. Ecco, viene il Signore, re della gloria. dal salmo 23
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani 1, 1-7
Gesù Cristo, dal seme di Davide, Figlio di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo 1, 18-24
Gesù nascerà da Maria, sposa di Giuseppe, della stirpe di Davide.

Il vangelo di questa ultima domenica di Avvento ci fa meditare sull'evento fondamentale della storia della salvezza: Gesù si inserisce nella storia umana, nascendo dalla vergine Maria, sposa di Giuseppe. L'evangelista Matteo nei pochi versetti ci fa risalire fino al vero padre di Gesù che è Dio, che coinvolge anche san Giuseppe come il custode di Maria e di Gesù: egli è definito uomo "giusto", e quindi prende una decisione che realizza la sua vocazione e rispetta la dignità di Maria: obbedisce all'angelo e accoglie Maria come sua sposa. Per Giuseppe l'interrogarsi va ben oltre il bisogno di chiarificazione che sorgerebbe spontaneo in noi, magari accompagnato da un'ombra di rammarico o di disappunto. Il suo è l'atteggiamento di chi è abituato a "leggere" in profondità gli eventi per cogliere in essi la chiamata di Dio.
È quanto ciascuno di noi è chiamato a fare nel cammino della fede: sapendo che Dio ci ama ed è Padre, coltivare la certezza che in ogni evento ci rivela qualcosa del suo amore, anche dentro le sconfitte le ansie e i dolori del quotidiano. Egli dirige tutto al nostro bene!
Nel travaglio della fede gli occhi si purificano e il cuore si dispone ad accogliere la Parola che illumina e chiarifica.
"Giuseppe, non temere!" L'ombra del mistero avvolge ancora la sua vita e ve la immergerà sempre di più; ma Giuseppe "crede" e "si abbandona" alla Parola in un silenzio adorante. Qui è tutta la sua grandezza.

Con l’incarnazione di Gesù, Dio si è fatto prossimo agli uomini e si è reso presente nella Storia. Riconosciamolo all’opera nella nostra quotidianità e chiediamogli di aiutarci ad essere come lui ci vuole. Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.
Perché la Chiesa testimoni la fede forte di Maria e Giuseppe, disponibile all’obbedienza della volontà divina e pronta ad accogliere e testimoniare, nello Spirito, Gesù, il Cristo. Preghiamo.
Perché le nostre famiglie, nelle quali si schiude la vita con il suo mistero, cerchino di essere coerenti con la fede che professano, anche di fronte al fascino di stili di vita che disattendono i beni e i valori dello spirito. Preghiamo.
Perché impariamo a leggere negli eventi della storia ed in particolare in quelli della nostra storia la presenza di Dio, che esprime la sua volontà nelle vicende dell’esistenza. Preghiamo.
Perché coloro che stanno per prendere decisioni fondamentali si lascino guidare allo Spirito, riconoscendo Dio, e non le opere ed i progetti umani, come Signore della Storia. Preghiamo.
Per noi, perché possiamo partecipare all'Eucaristia grati del dono che abbiamo ricevuto, uniti nella lode e nell’amore scambievole. Preghiamo.
Rendici capaci, o Padre, di accogliere la tua volontà come Maria, e di acconsentire ai tuoi disegni come Giuseppe. Ma rimani con noi e sostienici, perché da soli non possiamo fare nulla. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
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LITURGIA DELLE ORE - Volume I
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Prima Lettura
Dal libro del profeta Isaia (48, 12-21; 49, 9b-13)
Il nuovo Esodo
Seconda Lettura
Dal «Commento su san Luca» di sant'Ambrogio, vescovo (2, 19. 22-23. 26-27; CCL 14, 39-42)
La visitazione di Maria
Domenica della IV settimana, ufficio della IV Domenica di Avvento, antifone al Benedictus e al Magnificat del 21 Dicembre.
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Novena di Natale - sesto giorno
Questa settimana di preparazione imminente alla celebrazione del Natale è scandita dal canto delle grandi antifone, testi che fin dall'VII secolo gradualmente ci dischiudono alcuni tratti del Cristo che viene. Le invocazioni concise, che attingono ampiamente sia dall'Antico che dal Nuovo Testamento, offrono dei ricchi spunti per la meditazione, per la preghiera, per un concreto allenamento quotidiano sulla strada che conduce alla grotta di Betlemme.
Nella novena del Natale, tra le antifone maggiori, la Chiesa il 21 dicembre invoca il Messia con il nome di Astro.
O Astro che sorgi,
splendore della luce eterna,
sole di giustizia:
vieni, illumina chi giace nelle tenebre
e nell'ombra di morte.
La vita dell’uomo su questa terra, se non è illuminata dalla fede, è assai simile a quel regno delle ombre (lo sheòl per gli Ebrei, l’ade per i Greci, gli inferi per i latini), dove la vita è sol-tanto una parvenza, un’illusione. Nell’originario testo latino questa antifona invoca il Mes-sia chiamandolo Oriens, oriente. Questo termine, che pure è reso bene con “Astro che sorgi”, è assai più ricco di immediati richiami a quella salvezza di Dio che la tradizione bi-blica, facendo proprio un simbolismo naturale di carattere universale, annuncia per tutti i popoli: “Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abi-tavano in terra tenebrosa una luce rifulse” (Is 9,1).
La nascita di Cristo a Betlemme è dunque paragonata al sole che sorge, e pertanto identifi-cata con l’aurora di quel “giorno del Signore” che non conoscerà tramonto. Il riferimento ancor più specifico è al testo di Malachia che annuncia così il giorno del Signore: “Ecco, infatti sta per venire il giorno rovente come un forno. Allora tutti i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia saranno come paglia... Per voi invece, cultori del suo nome, sorge-rà con raggi benefici il sole di giustizia...” (3,19-20). Il Messia fu annunciato come luce del-le nazioni (Is 42,6). Lo stesso Gesù dissipa ogni dubbio sulla sua identità: “Io sono la luce del mondo; chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12). La luce che avvolge i pastori e che guida i Magi si manifesta oggi anche a noi per condurci fuori dalle tenebre della nostra miseria spirituale, della nostra indifferenza, del nostro peccato; si manifesta perché come i Magi e i pastori anche noi diventiamo figli della luce, messaggeri del “sole di giustizia” per tutti i nostri fratelli.
Rit. Vieni e illumina chi giace nelle tenebre e nell’ombra di morte.
1. O Astro che spunti da Giacobbe e possiedi lo scettro di Israele (Nm 24,17): tu sei il sole levante (Zc 3,8) che sei venuto a visitarci; tu sole di giustizia che riscaldi con i raggi benefici il mondo (Ml 3,20); tu che al popolo che camminava nelle tenebre hai fatto vedere la tua grande luce e su noi che abitavamo in terra tenebrosa hai fatto rifulgere il tuo splendore (Is 9,1): illumina chi giace nelle tenebre e nell’ombra di morte (Lc 1,78-79).
Rit. Vieni e illumina chi giace nelle tenebre e nell’ombra di morte.
2. Signore, che hai concesso misericordia ai nostri padri e ti sei ricordato della tua san-ta alleanza; tu che ci hai chiamati per la giustizia e ci hai preso per mano per stabilirci nel mondo come segno di alleanza e luce delle nazioni (Is 42,6-8): fa’ che cooperiamo alla tua opera salvifica di aprire gli occhi ai ciechi all’incredulità e alla indifferenza e di far uscire i prigionieri dalla paura della morte e dalla tirannia della corruzione.
Rit. Vieni e illumina chi giace nelle tenebre e nell’ombra di morte.
3. O Splendore di luce eterna (Eb 1,3), che sei l’impronta della sostanza del Padre, che tutto sostieni con la potenza della tua parola; tu che sei l’Amen e il testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio (Ap 3,14), Tu che scruti gli affetti e i pensieri degli uomini e dai a ciascuno secondo le proprie opere (Ap 2,23); tu che sei degno di ricevere la gloria, l’onore e la potenza (Ap 4,11): vieni e illumina chi giace nelle tenebre e nell’ombra della morte.
Rit. Vieni e illumina chi giace nelle tenebre e nell’ombra di morte.
O Astro che sorgi,
splendore della luce eterna,
sole di giustizia:
vieni, illumina chi giace nelle tenebre
e nell'ombra di morte.
Vieni, Signore Gesù.
Perché comprendiamo con quale amore Dio ci ha amati e ci ha resi suoi figli
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.
Perché la pigrizia e la viltà non ci impediscano di professare apertamente la nostra fede in Cristo e nel Vangelo
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.
Perché i predicatori e i catechisti, come Giovanni Battista, mostrino con efficacia agli uomini Cristo Salvatore
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.
Perché tutti gli uomini del nostro tempo riconoscano che non è possibile costruire un mondo buono e giusto senza fondarlo su Cristo, uomo perfetto e Figlio di Dio
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.
O Cristo Signore, Tu sei l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo: aiutaci a riconoscere i nostri limiti e la nostra miseria, perché solo così possiamo ottenere la salvezza. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
Impegno personale: Cercherò di vedere la presenza di Cristo nei miei fratelli, anche in quelli che non riescono ancora a mostrare anche esternamente questa presenza.
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Impegno di vita
Vivere il Natale è vivere il dialogo. Forse è da tempo che non parlo con qualcuno che ni è vicino (fidanzato, coniuge, genitore, figlio, amico...). Oggi proverò a farci una bella chiacchierata.
INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO
Per la nostra comunità diocesana che celebra oggi la Giornata per il Seminario, perché intensifichi la sua preghiera per le vocazioni sacerdotali, accompagnandola con una vita cristiana coerente e fedele agli impegni del Battesimo.
MESSAGGIO DEL GIORNO
Il sogno dell'angelo offre a Giuseppe una chiave interpretativa che ribalta la tragica situazione. Grande Giuseppe che, una volta svegliatosi, prende con sé Maria! Sia lui ad insegnarci a credere nel Dio dell'impossibile! Paolo Curtaz

Domenica 21 Dicembre 2025
- Alle ore 12 il Santo Padre Leone XIV recita la preghiera mariana dell'Angelus dalla finestra del Palazzo Apostolico. A conclusione dell’Angelus, benedirà le statuine di Gesù che gli oratori ma anche moltissimi fedeli porteranno in Piazza San Pietro per vivere un momento di preghiera, di comunione ecclesiale e di festa.

Domenica 21 Dicembre 2025
Oggi nella Diocesi di Patti si celebra la Giornata Pro Seminario.
- Alle ore 13, in occasione delle festività natalizie, il Vescovo Guglielmo pranza con i poveri presso l'Istituto «Sacra Famiglia - Mons. Previtera» di Patti.
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Oggi, 20 Dicembre, la Chiesa ricorda San Domenico di Silos - quinto giorno della Novena di Natale |
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Scritto da Giancarlo D'Amico
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Sabato 20 Dicembre 2025 07:35 |
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Negli anni scorsi i monaci benedettini di San Domenico di Silos - vicino Burgos, in Spagna - sono assurti a notorietà per l'exploit di vendite dei loro cd di gregoriano. A dar lustro, e il nome, al monastero, era stato l'abate Domenico. Nato nell'anno Mille in Navarra, ne era stato cacciato dal re, al quale - già abate - non pagò un ingiusto tributo. Ferdinando il Grande di Castiglia gli donò l'antica, ma cadente Silos, che riportò a splendore. L'opera più bella di San Domenico di Silos fu il riscatto dei cristiani, caduti in mano ai Saraceni e fatti schiavi.
Era uno dei problemi più dolorosi di quel tempo, nella penisola parzialmente occupata dagli Arabi, e quasi tutti i maggiori Santi spagnoli di quel periodo dedicarono molte delle loro energie e dei loro mezzi all'opera dei riscatto dei cristiani schiavi, contro il pagamento di una mercede, o talvolta consegnandosi essi stessi in cambio dei prigionieri.
La popolarità di San Domenico di Silos fu talmente vasta che, dopo la sua morte, il nome dell'Abate fu scritto accanto a quello del Cid Campeador, il liberatore della Spagna dagli infedeli.
Lo invocarono soccorritore e liberatore anche le donne nel parto, e più di una Regina di Spagna chiese di avere accanto, durante il travaglio, il pastorale dell'Abate benedettino, il soccorrevole San Domenico di Silos.
Dal libro del profeta Isaia 7, 10 -14
Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio.
Rit. Ecco, viene il Signore, re della gloria. dal salmo 23
Dal Vangelo secondo Luca 1, 26-38
Ecco, concepirai e darai alla luce un figlio.

Eccoli di fronte. Un arcangelo, il più potente, l'angelo speciale che Dio usa per inviare i suoi messaggi più scottanti, l'arcangelo che suscita timore e la ragazzina, l'acerba adolescente di Nazareth, Mariam la bella. Eccoli: nulla avrebbe potuto metterli insieme, solo la follia di Dio. Perché Dio ha scelto lei, la ragazzina promessa sposa al falegname del paese, per chiederle un corpo. Non una donna eroica come Ester, o una combattiva come Giuditta, o una delle mogli dei patriarchi come Rebecca o Sara. No, Mariam la bella ha scelto Dio. E ha fatto benissimo: solo la follia dell'adolescente può assecondare la follia di Dio. Nei giorni scorsi dicevamo che Dio ha bisogno di noi per costruire il Regno, chiede le nostre vite, le nostre capacità, le nostre forze per entrare nella storia degli uomini. Con Maria accade qualcosa di più grande, di più forte: egli ha ora bisogno del suo corpo per nascere. Maria diventa la porta del cielo, la ianua coeli, Dio passa attraverso di lei per diventare uomo. Grande Dio, grande Maria! E la ragazzina non trema davanti all'angelo, discute, propone, cerca di capire, cerca di conoscere l'inconoscibile. E l'angelo la rassicura: fidati, Maria. Fidiamoci, fratelli, sorelle, fidiamoci del Dio che chiede a una quattordicenne di aiutarlo a salvare l'umanità.

La liturgia di questo giorno sottolinea la presenza di Maria nel grande evento dell'incarnazione. Uniti a lei presentiamo al Padre le nostre invocazioni e diciamo: O Padre, interceda per noi la Madre del tuo Figlio.
Per la santa Chiesa, vergine e madre, che nel tempo continua a generare a Cristo moltitudini di figli, perchè si conservi pura da ogni peccato e raggiunga quella santità che in Maria già risplende in modo perfetto. Preghiamo:
Per i fedeli che si preparano alla festa del Natale, perchè a imitazione di Maria, vivano in atteggiamento di silenzio interiore per l'ascolto della Parola di Dio. Preghiamo:
Per quanti operano nella pastorale, perchè abbiano sempre presente che Dio è l'artefice principale di ogni conversione e che egli si serve di mezzi umili, per compiere i suoi prodigi di salvezza. Preghiamo:
Per i poveri che, come Maria, pongono la loro fiducia solo in Dio, perchè abbiano a sperimentare che proprio per loro Gesù è nato come fratello e salvatore. Preghiamo:
Per la nostra comunità, perchè la sua fede diventi salda e matura come quella di Maria, che ha creduto senza avere prove e si è abbandonata in Dio senza esitare. Preghiamo:
Padre santo, che nel tuo libero progetto di amore verso gli uomini hai voluto unire indissolubilmente Maria all'incarnazione del Verbo, ascolta le nostre preghiere e concedici di ricevere per la fede lo stesso Gesù che la Vergine santissima ha concepito nella carne e ora vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
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LITURGIA DELLE ORE - Volume I
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Prima Lettura
Dal libro del profeta Isaia (48, 1-11)
Dio è il solo Signore del tempo futuro
Seconda Lettura
Dalle «Omelie sulla Madonna» di san Bernardo, abate (Om. 4, 8-9; Opera omnia, ed. Cisterc. 4, 1966, 53-54)
Tutto il mondo attende la risposta di Maria
Sabato della III settimana, ufficio della feria di Avvento con le parti proprie del 20 dicembre. Primi Vespri della IV Domenica di Avvento, antifona al Magnificat del 20 Dicembre
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Novena di Natale - quinto giorno
Questa settimana di preparazione imminente alla celebrazione del Natale è scandita dal canto delle grandi antifone, testi che fin dall'VII secolo gradualmente ci dischiudono alcuni tratti del Cristo che viene. Le invocazioni concise, che attingono ampiamente sia dall'Antico che dal Nuovo Testamento, offrono dei ricchi spunti per la meditazione, per la preghiera, per un concreto allenamento quotidiano sulla strada che conduce alla grotta di Betlemme.
Nella novena del Natale, tra le antifone maggiori, la Chiesa il 20 dicembre invoca il Messia con il nome di Chiave.
O Chiave di Davide,
che apri le porte del Regno dei cieli:
vieni, e libera l’uomo prigioniero
che giace nelle tenebre.
E’ interessante: Gesù è chiamato chiave. Uno dei titoli con cui chiamiamo Gesù nella novena di Natale è chiave: vieni chiave! Non abbiamo mai chiamato Gesù chiave e la liturgia ci insegna chiamarlo chiave. La chiave è per aprire o chiudere,e chi ha le chiavi è il padrone, oppure è uno di cui il padrone si fida, Gesù da le chiavi a Pietro: fai le mie veci, è come lo facessi Io quello che fai tu Pietro, quello che fai tu Chiesa è come lo facessi Io. Quindi aver le chiavi è segno di potere. La parola che apre e nessuno chiude, chiudi e nessuno apre, anche questa è una parola biblica, è tratto da Is 22,15, dove si parla di un certo Sebna, maggiordomo di Ezechia che viene destituito per il suo arrivismo sfacciato, al suo posto viene messo un certo Eliachim e tutto questo è presentato dall’autore biblico come una manovra di Dio.
Rit. Vieni, libera l’uomo prigioniero che giace nelle tenebre (Sal 106,14).
1. O Chiave di Davide, scettro della casa di Israele che apri e nessuno può chiudere, e chiudi e nessuno può aprire (Is 22,22; Ap 3,7). Tu che conosci le nostre opere e hai aperto davanti a noi la porta del bene che nessuno può chiudere, eccetto il maligno da te sottomesso al tuo potere: preservaci nell’ora della tentazione che viene continua-mente sul mondo per metterci alla prova; fortificaci perché teniamo saldo quello che abbiamo per la tua bontà, perché nessuno ci tolga la corona che ci hai preparata se abbiamo osservato con costanza la tua parola. Tu che ci hai promesso di porre il vinci-tore come una colonna del tuo tempio, senza farlo uscire mai più; e di incidere su di lui il nome di Dio e della nuova Gerusalemme che discende dal cielo, da presso Dio, insieme con il tuo nome nuovo (Ap 3,8-13): donaci di ascoltare la tua voce, perché possa aprirci la tua porta e venire a noi, cenare con noi e noi con te. Rendici vincitori per sederci presso di te, sul tuo trono, come tu hai vinto e ti sei assiso presso il Padre tuo sul suo trono.
Rit. Vieni, libera l’uomo prigioniero che giace nelle tenebre.
2. Vieni, libera l’uomo prigioniero che giace nell’ombra di morte. Eravamo, come il tuo popolo errante nel deserto, che non trovava il cammino per una città dove abitare, affamati e assetati, e veniva meno la nostra vita. Ma nell’angoscia, abbiamo gridato a te, Signore, e tu ci hai liberati dalle nostre angustie; ci hai condotti sulla via retta per-ché camminassimo verso una città dove abitare.
Rit. Vieni, libera l’uomo prigioniero che giace nelle tenebre.
3. Ti ringraziamo per la tua misericordia, per i tuoi prodigi a favore degli uomini, per-ché hai saziato il desiderio dell’assetato e hai ricolmato di beni l’affamato. Abitavamo nelle tenebre e nell’ombra di morte, prigionieri della miseria e dei ceppi, perché ci e-ravamo ribellati alla tua parola e avevamo disprezzato il disegno dell’Altissimo. Ma tu ci hai fatto uscire dalle tenebre e dall’ombra di morte e hai spezzato le nostre catene (Sal 106,6-14).
Rit. Vieni, libera l’uomo prigioniero che giace nelle tenebre.
O Chiave di Davide,
che apri le porte del Regno dei cieli:
vieni, e libera l’uomo prigioniero
che giace nelle tenebre.
Vieni, Signore Gesù.
Perché comprendiamo con quale amore Dio ci ha amati e ci ha resi suoi figli
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.
Perché la pigrizia e la viltà non ci impediscano di professare apertamente la nostra fede in Cristo e nel Vangelo
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.
Perché i predicatori e i catechisti, come Giovanni Battista, mostrino con efficacia agli uomini Cristo Salvatore
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.
Perché tutti gli uomini del nostro tempo riconoscano che non è possibile costruire un mondo buono e giusto senza fondarlo su Cristo, uomo perfetto e Figlio di Dio
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.
O Cristo Signore, Tu sei l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo: aiutaci a riconoscere i nostri limiti e la nostra miseria, perché solo così possiamo ottenere la salvezza. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
Impegno personale: Cristo è la chiave di lettura della mia vita. Oggi cerco di leggere gli eventi della giornata con i suoi occhi e, sull'esempio di Maria, la vergine del «sì», mi propongo di fare tutto ciò che è nelle mie possibilità, lasciando allo Spirito Santo l'impossibile.
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Impegno di vita
Voglio vivere la giornata di oggi con fiducia nell'opera di Dio e nella sua iniziativa. Nel vivere la mia vocazione, nello stabilire i programmi della mia vita e persino della mia giornata, riconosco che la mia speranza è il Signore, grande protagonista della storia.
INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO
Perchè in questi ultimi giorni che ci separano dalla festa del Natale di Gesù, fissiamo lo sguardo su Maria, imitandone l'umiltà, la disponibilità e il filiale abbandono.
MESSAGGIO DEL GIORNO
Ogni volta che ascoltiamo la Parola di Dio, lo Spirito Santo la rende feconda nel nostro cuore, ce la fa concepire, la fa diventare la nostra vita. Dovremmo avere la gioiosa consapevolezza che, come Maria all'annunzio dell'angelo concepì per opera dello Spirito santo, così anche in noi, nella nostra anima, se ascoltiamo con fede, avviene il miracolo della nuova creazione. Anna Maria Canopi

Sabato 20 Dicembre 2025
- Alle ore 10 in Piazza San Pietro Udienza Giubilare tenuta dal Santo Padre Leone XIV.
Il Santo Padre riceve questa mattina in Udienza:
- Em.mo Card. Gianfranco Ghirlanda, S.I.;
- Il Signor Leyde Ernesto Rodríguez Hernández, Ambasciatore di Cuba, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali di S.E.;
- Il Signor Koji Abe, Ambasciatore del Giappone, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali di S.E.

Sabato 20 Dicembre 2025
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Oggi, 19 Dicembre, la Chiesa ricorda San Dario - quarto giorno della Novena di Natale |
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Scritto da Giancarlo D'Amico
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Venerdì 19 Dicembre 2025 07:25 |
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Le notizie su Dario sono alquanto scarne, e non vi sono tracce di tradizioni risalenti ad epoca posteriore alla sua martirizzazione.
I martirologi ne ricordano semplicemente il nome, insieme ad altri tre compagni di martirio: Zosimo, Paolo e Secondo. Sono commemorati nel Martirologio Romano il 19 dicembre.
Non si sa di preciso né quando, né dove avvenne il martirio, anche se secondo la tradizione sarebbe avvenuto nella città di Nicea, in Bitinia.
Dal libro dei Giudici 13,2-7.24-25
La nascita di Sansone è annunciata dall’angelo.
Rit. Canterò senza fine la tua gloria, Signore. dal salmo 70
Dal Vangelo secondo Luca 1, 5-25
La nascita di Giovanni Battista è annunziata dall'angelo.

Accogliere il progetto di Dio, accogliere il volto inatteso di Dio, dicevamo. E così, avvicinandoci a gran passi verso il Natale, incontriamo altre persone che hanno collaborato alla salvezza: la madre di Sansone e la simpatica coppia Elisabetta e Zaccaria. La sterilità caratterizza le storie di queste persone, sterilità fisica vissuta, allora come oggi, come una menomazione, come una disgrazia. Ma anche sterilità interiore, ben più diffusa di quanto si immagini, sterilità e asciuttezza dello spirito, aridità interiore. Quante persone incontriamo che non hanno nessuna fecondità spirituale, che si accontentano di sopravvivere! Dio interviene in entrambi i casi, usa la sterilità di queste donne come opportunità per svelare la sua potenza, la sua forza, per fecondare il grembo e la vita di queste persone. Sansone e Giovanni saranno i figli della fecondità, la loro presenza sarà un vera benedizione per il popolo. La Scrittura ci dice che i loro genitori erano "giusti", nel caso di Zaccaria che prestava un servizio al tempio. Il loro dolore non li ha allontanati da Dio, anzi li ha avvicinati, li ha messi alla prova ma non hanno mollato. Prego, oggi, per quelli che tra noi vivono una sterilità del corpo e dello spirito: che non si scoraggino, ma che credano che la loro fedeltà porta fecondità al mondo.

Illuminati dalla Parola della liturgia odierna, facciamo nostra l'invocazione dei profeti e ci uniamo al grido di quanti sono in attesa di salvezza, dicendo: Vieni, Signore, non tardare.
Con l’annuncio del Precursore hai esaudito la preghiera di secoli: donaci di non pensare mai che le nostre invocazioni restino inascoltate. Preghiamo:
Ci fai vivere ogni giorno l'esperienza del nostro limite:
aprici alla fiducia che in quel momento incomincia la tua potenza. Preghiamo:
Ti sei fatto precedere da Giovanni, per ricondurre il cuore dei padri verso i figli: concedi alle nostre famiglie il dono del dialogo e della concordia. Preghiamo:
Per la tua venuta nel mondo anche la sterilità di Elisabetta sbocciò nella maternità: dona la gioia della fecondità agli sposi che attendono con ansia la nascita di un figlio. Preghiamo:
Hai affondato la tue radici nella nostra storia di debolezza e di peccato: per il pane di questa eucaristia liberarci dal male e poni in noi la novità della tua vita di Figlio. Preghiamo:
Signore Gesù, che ti sei fatto nostro fratello, accogli la nostra preghiera e presentala, assieme al tuo sacrificio, al Padre che sempre ti ascolta. Tu vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
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LITURGIA DELLE ORE - Volume I
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Prima Lettura
Dal libro del profeta Isaia (47, 1. 3b-15)
Lamento su Babilonia
Seconda Lettura
Dal trattato «Contro le eresie» di sant'Ireneo, vescovo (Cap. 8, 5 - 9, 6; Funk 1, 325-327)
L'incarnazione che ci ha redenti
Venerdì della III settimana, ufficio della feria con le parti proprie del 19 dicembre.
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Novena di Natale - quarto giorno

Questa settimana di preparazione imminente alla celebrazione del Natale è scandita dal canto delle grandi antifone, testi che fin dall'VII secolo gradualmente ci dischiudono alcuni tratti del Cristo che viene. Le invocazioni concise, che attingono ampiamente sia dall'Antico che dal Nuovo Testamento, offrono dei ricchi spunti per la meditazione, per la preghiera, per un concreto allenamento quotidiano sulla strada che conduce alla grotta di Betlemme.
Nella novena del Natale, tra le antifone maggiori, la Chiesa il 19 dicembre invoca il Messia con il nome di Germoglio della Radice di Jesse.
O Radice di Iesse,
che t’innalzi come segno per i popoli:
vieni a liberarci, non tardare.
Eccoti dunque in cammino, o Figlio di Iesse, verso la città dei tuoi avi. L'Arca del Signore s'è levata ed avanza, con il Signore che è in essa, verso il luogo del suo riposo. "Quanto sono belli i tuoi passi, o Figlia del Re, nello splendore dei tuoi calzari" (Cant 7,1), quando vieni a portare la salvezza alle città di Giuda! Gli Angeli ti scortano, il tuo fedele Sposo ti circonda di tutta la sua tenerezza, il cielo si compiace in te, e la terra trasalisce sotto il dolce peso del suo Creatore e della sua augusta Regina. Avanza, o Madre di Dio e degli uomini, Propiziatorio onnipotente in cui è racchiusa la divina Manna che preserva l'uomo dalla morte! I nostri cuori ti seguono e ti accompagnano, e al seguito del tuo Regale antenato, giuriamo "di non entrare nella nostra casa, di non salire sul nostro letto, di non chiudere le nostre palpebre e di non concederci riposo fino a quando non abbiamo trovato nei nostri cuori una dimora per il Signore che tu porti, una tenda per il Dio di Giacobbe". Vieni dunque, così velato sotto i purissimi fianchi dell'Arca santa, o rampollo di Iesse, finché ne uscirai per risplendere agli occhi del popolo, come uno stendardo di vittoria. Allora i re vinti taceranno dinanzi a te, e le genti ti rivolgeranno i loro omaggi. Affrettati, o Messia; vieni a vincere tutti i nostri nemici e liberaci!.
O Radice di Iesse,
che t’innalzi come segno per i popoli:
vieni a liberarci, non tardare.
Vieni, Signore Gesù.
Perché comprendiamo con quale amore Dio ci ha amati e ci ha resi suoi figli
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.
Perché la pigrizia e la viltà non ci impediscano di professare apertamente la nostra fede in Cristo e nel Vangelo
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.
Perché i predicatori e i catechisti, come Giovanni Battista, mostrino con efficacia agli uomini Cristo Salvatore
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.
Perché tutti gli uomini del nostro tempo riconoscano che non è possibile costruire un mondo buono e giusto senza fondarlo su Cristo, uomo perfetto e Figlio di Dio
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.
O Cristo Signore, Tu sei l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo: aiutaci a riconoscere i nostri limiti e la nostra miseria, perché solo così possiamo ottenere la salvezza. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
Impegno personale: se ne ho la possibilità, parteciperò oggi alla S. Messa e riceverò l'Eucaristia, facendo nascere Gesù dentro di me. Stasera nell'esame di coscienza metterò di fronte al Signore l'obbedienza ai miei impegni di fede.
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Impegno di vita
Oggi, nella mia pausa contemplativa, mi pongo dinanzi a queste due figure: Zaccaria e Maria, che mi illuminano sull'importanza della Parola per la mia vita e l'esigenza di coglierla e farla fruttificare perché è di Dio. Forse mi trovo più vicino alla posizione di Zaccaria il più delle volte, ma il punto di arrivo è quello di Maria, che credendo, diventa dimora di Dio.
INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO
Perchè l'incredulità che minaccia sempre l'esistenza del cristiano, sia superata dalla sorpresa delle meraviglie operate dal Signore.
MESSAGGIO DEL GIORNO
Costante nell'azione di Dio è agire in base alla sua fedeltà e al suo amore verso di noi, non in base alla nostra fedeltà e al nostro ricordo. Lui porta a compimento la sua promessa non i nostri tentativi. La sterilità di questi serve a rivelare il carattere assoluto di dono. Silvano Fausti

Venerdì 19 Dicembre 2025
- Alle ore 9, nell'Aula Paolo VI il Santo Padre Leone XIV partecipa alla Terza ed ultima Predica di Avvento tenuta da Padre Roberto Pasolini, O.F.M. Capp., Predicatore della Casa Pontificia, sul tema: “Attendendo e affrettando la venuta del giorno di Dio” (2 Pt 3, 12). Alle prediche di Avvento sono invitati i cardinali, gli arcivescovi e i vescovi, i segretari delle congregazioni, i prelati della Curia romana e del Vicariato di Roma, i superiori generali e i procuratori degli ordini religiosi facenti parte della Cappella pontificia.
Il Santo Padre riceve questa mattina in Udienza:
- - Em.mo Card. Luis Antonio G. Tagle, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione (Sezione per la Prima Evangelizzazione e le Nuove Chiese Particolari);
- Il Rev.do Don Fabio Attard, Rettor Maggiore della Società Salesiana di San Giovanni Bosco (Salesiani);
- L’Onorevole Lorenzo Fontana, Presidente della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana;
- S.E. il Signor Hyung Sik Shin, Ambasciatore di Corea, in occasione della Presentazione delle Lettere Credenziali;
- Ragazzi dell’Azione Cattolica Italiana.

Venerdì 19 Dicembre 2025
Alle ore 10 il Vescovo Guglielmo si reca alla Residenza Esecuzione Misure di Sicurezza di Naso e visita i malati; quindi presiede la Celebrazione Eucaristica. Al termine porge gli auguri natalizi al dirigente sanitario, ai medici ed agli operatori sanitari.
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Oggi, 18 Dicembre, la Chiesa ricorda San Graziano - terzo giorno della Novena di Natale |
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Scritto da Giancarlo D'Amico
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Giovedì 18 Dicembre 2025 07:36 |
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Tutto ciò che sappiamo su Graziano risale all’ Historia Francorum scritta da san Gregorio di Tours nel VI secolo. Questi riferisce che attorno alla metà del III secolo san Dionigi di Parigi partì da Roma, assieme ad altri sei missionari per portare il Vangelo nelle Gallie. Graziano o Catianus era uno di questi. Una tradizione più antica, che però non ha riscontri, sostiene che i sette missionari furono mandati da San Pietro stesso. Graziano si fermò nella Gallia lugdunense e predicò la fede cristiana a Tours per circa cinquant’anni, fondando la diocesi di Tours. Inizialmente incontrò una grande ostilità da parte degli abitanti di Tours, tanto da essere costretto a celebrare i riti nelle catacombe. Quando morì fu sepolto in un cimitero cristiano nelle vicinanze di Tours. Gregorio riferisce: “in ipsius vici cimiterio, qui erat christianorum”. Un secolo dopo, San Martino di Tours, che fu il terzo vescovo di Tours, traslò le sue spoglie nella chiesa costruita dal secondo vescovo San Lidorico o Litoricus. Sulla quale venne poi costruita la cattedrale di Tours, che, inizialmente dedicata a San Maurizio, dal 1357 è dedicata a Graziano e viene soprannominata “La Gatianne”.
Dal libro del profeta Geremia 23, 5-8
Susciterò a Davide un germoglio giusto.
Rit. Nei suoi giorni fioriranno giustizia e pace. dal salmo 71
Dal Vangelo secondo Matteo 1, 18-24
Gesù nascerà da Maria, sposa di Giuseppe, figlio di Davide.

Nel grande progetto che Dio ha in mente sull'umanità, progetto di salvezza e di bene, troviamo delle singole vite che collaborano a costruire questo progetto, a scapito della propria vita e della propria realizzazione. Leggendo la bella pagina di Geremia, piena di parole di consolazione e di bene per il suo popolo, non emerge il fatto che il povero Geremia, profeta di Gerusalemme poco prima della catastrofe della deportazione, era odiatissimo dai suoi per le sue profezie piuttosto controcorrente... Geremia è il profeta rifiutato, osteggiato, mal visto anche dai suoi famigliari. Eppure, divorato dal fuoco, non può che mettere la propria scomoda vita a servizio della Parola. Così Giuseppe, giovane falegname, deve completamente cambiare i suoi progetti per fare spazio a Dio che gli ha ...soffiato la ragazza! Eppure entrambi, con le proprie qualità, la franchezza per Geremia, l'essere "giusto" per Giuseppe che non giudica secondo le apparenze, metteranno la propria vita a servizio dell'opera misteriosa di Dio. Chiediamo a Giuseppe il sognatore di aiutarci a vivere come lui, ad avere il coraggio di mettere da parte i nostri desideri e sogni per accogliere quelli di Dio. Dio ha bisogno di noi per rendersi presente, ha bisogno della nostra vita per incontrare la vita degli altri.

Il Signore viene a redimerci con la forza della debolezza e della povertà. Affidandoci a lui e al suo misterioso modo di operare, preghiamo insieme e diciamo: Vieni in nostro aiuto, Signore.
Per la Chiesa, perchè come san Giuseppe sia pronta a dire il suo sì anche quando le richieste del Signore le rimangono oscure. Preghiamo:
Per il Papa Leone XIV e i vescovi, perchè nel loro servizio alla Chiesa siano confortati dalla sollecita adesione di tutti i fedeli. Preghiamo:
Per quanti sono chiamati alla consacrazione religiosa, perchè con generosità rispondano all'invito del Signore e gli diano testimonianza con la loro vita casta, povera e pienamente docile alla sua volontà. Preghiamo:
Per i poveri, gli anziani e coloro che soffrono la solitudine, perchè attraverso il nostro amore e la nostra attenzione operosa facciano esperienza che Dio è davvero l'Emmanuele, il Dio con noi. Preghiamo:
Per noi che oggi partecipiamo all'Eucaristia, perchè possiamo accorgerci che Dio continua a compiere meraviglie di grazia per noi e in noi. Preghiamo:
O Padre, che nell'Eucaristia continui a donarci il tuo Figlio, l'Emmanuele, ascolta con paterna benevolenza la preghiera della tua Chiesa, corpo mistico di Cristo, e falle sperimentate ancora i prodigi del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen.
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LITURGIA DELLE ORE - Volume I
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Prima Lettura
Dal libro del profeta Isaia (46, 1-13)
Contro gli idoli di Babilonia
Seconda Lettura
Dalla «Lettera a Diognèto» (Cap. 8, 5 - 9, 6; Funk 1, 325-327)
Dio rivelò il suo amore per mezzo del Figlio
Mercoledì della III settimana, ufficio della feria di Avvento con le parti proprie del 18 Dicembre.
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Novena di Natale - terzo giorno
Nella novena del Natale, tra le antifone maggiori, la Chiesa il 18 dicembre invoca il Messia con il nome di Adonai. Il Bambino di Betlemme avrà un nome. Il nome che è al di sopra di ogni altro, per cui quella parola : “Gesù” , per noi è Adonai.
O Adonai, Signore, capo della casa d'Israele, che sei apparso a Mosè nella fiamma del roveto ardente e gli hai dato la legge sul Sinai, vieni a ricattarci nella forza del tuo braccio.
O Supremo Signore, Adonai, vieni a riscattarci, non più nella tua potenza, ma nella tua umiltà. Una volta ti sei manifestato a Mosè, tuo servo, in mezzo ad una divina fiamma; hai dato la Legge al tuo popolo tra fulmini e lampi. Ora non è più tempo di spaventare, ma di salvare. Per questo la tua purissima Madre Maria, conosciuto, al pari dello sposo Giuseppe, l'editto dell'Imperatore che li obbligherà ad intraprendere il viaggio di Betlemme, si occupa dei preparativi della tua prossima nascita. Dispone per te, o divino Sole, gli umili panni che copriranno la tua nudità, e ti ripareranno dal freddo in questo mondo che tu hai fatto, nell'ora in cui apparirai nel profondo della notte e del silenzio. Così ci libererai dalla servitù dei nostro orgoglio, e il tuo braccio si farà sentire più potente quando sembrerà più debole e più immobile agli occhi degli uomini. Tutto è pronto, o Gesù! I tuoi panni ti attendono. Parti dunque presto e vieni a Betlemme, a riscattarci dalle mani del nostro nemico.
O Adonai, Signore, capo della casa d'Israele,
che sei apparso a Mosè nella fiamma del roveto ardente
e gli hai dato la legge sul Sinai,
vieni a ricattarci nella forza del tuo braccio.
Cristo Gesù, ascoltaci.
Perché comprendiamo con tutti i Santi il mistero del Regno al quale siamo chiamati
- Noi Ti preghiamo, Cristo Gesù ascoltaci.
Perché possiamo comprendere che in Te formiamo il popolo grande e ricco di ogni benedizione promessa al nostro padre Abramo
- Noi Ti preghiamo, Cristo Gesù ascoltaci.
Affinché tutte le famiglie della terra siano benedette in Te
- Noi Ti preghiamo, Cristo Gesù ascoltaci.
Perché tutti i popoli vengano dall'Oriente e dall'Occidente e siedano a mensa nel Regno dei Cieli
- Noi Ti preghiamo, Cristo Gesù ascoltaci.
Il tuo aiuto, Signore, ci renda perseveranti nel bene in attesa del Cristo, tuo Figlio; quando Egli verrà e busserà alla porta ci trovi vigilanti nella preghiera ed esultanti nella lode. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Impegno personale: Oggi contemplerò il mistero di Giuseppe nel suo umanissimo dolore, ma anche la sua pronta adesione al volere di Dio. Chiederò di non irrigidirmi nella prova, di non chiudermi nell'amarezza.
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Impegno di vita
Oggi, nella mia pausa contemplativa, lascerò risuonare dentro di me "Non temere". E sul ritmo di questa parola ringrazierò il Signore per tutti i suoi paterni e amorosi interventi nella mia vita.
INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO
Perchè nelle perplessità e nei momenti oscuri della nostra vita ci abbandoniamo con fiducia a Dio, sull'esempio di Giuseppe, uomo giusto.
MESSAGGIO DEL GIORNO
Dio, vedendo il mondo sconvolto dalla paura, interviene sollecitamente per richiamarlo con l'amore, invitarlo con la grazia, trattenerlo con la carità, stringerlo a se con l'affetto. San Pietro Crisologo

Giovedì 18 Dicembre 2025
Il Santo Padre riceve questa mattina in Udienza:
-S.E. Mons. Athanasius Schneider, Vescovo tit. di Celerina, Ausiliare di Maria Santissima in Astana (Kazakhstan);
- Em.mo Card. Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi;
- Em.mo Card. Reinhard Marx, Arcivescovo Metropolita di München und Freising (Repubblica Federale di Germania), Coordinatore del Consiglio per l’Economia;
- La Dottoressa Mouna Maroun, Rettore Magnifico dell’Università di Haifa (Israele);
- S.E. Mons. Giuseppe Laterza, Arcivescovo tit. di Polignano, Nunzio Apostolico nella Repubblica Centrafricana e in Ciad;
- Il Reverendo Fr. Gerard Francisco Timoner III, O.P., Maestro dell’Ordine dei Frati Predicatori (Domenicani);
- Em.mo Card. Claudio Gugerotti, Prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali
- Consulenti del Lavoro.

Giovedì 18 Dicembre 2025
- Alle ore 10 il Vescovo Guglielmo visita l'Ospedale «Barone Romeo» di Patti e porge gli auguri natalizi ai malati, al personale medico e paramedico; al termine presiede la Celebrazione Eucaristica nella Cappella del nosocomio pattese.
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