Sono 35 le persone rinviate a giudizio per l'inchiesta coordinata dalla Procura di Patti, per la gestione dello smaltimento delle acque fognarie a Capo d’Orlando e nei comuni del comprensorio dei nebrodi, 72 denunce a piede libero. E’ caduta l’associazione a delinquere, contestata inizialmente a cinque indagati mentre numerosi sindaci ed ex amministratori comunali sono stati prosciolti. Restano in piedi i reati ambientali e per questo 35 persone sono state rinviate a giudizio per il prossimo 2 luglio 2010, tra di loro anche il sindaco di Patti, Giuseppe Venuto,  con un proscioglimento e una prescrizione. Rito abbreviato per Vincenzo Lenzo, imprenditore di Brolo e gestore del depuratore di Capo d’Orlando al tempo dei fatti, condannato ad 1 anno e 4 mesi e Paolo Rienzi, di Capo d’Orlando, condannato a 4 mesi per un singolo caso di smaltimento di reflui. Per entrambi la pena è sospesa. Nutrito il collegio dei difensori, composto dagli avvocati Manfredi Gigliotti, Bernadette Grasso, Nino Favazzo, Rosario Ventimiglia, Giuseppe Mancuso, Alessandro Nespola, Decimo Lo Presti, Giuseppe Mormino, Carmelo Occhiuto, Michele e Cristina, Alvaro Riolo e Alberto Gullino. I 74 indagati comparsi a conclusione, nella terza seduta, dell’udienza preliminare e la decisione assunta dal Gup Scolaro nei loro confronti. Sarino Galipò, di Capo d’Orlando, titolare dell’impresa di autoespurgo “La Dinamica”: Rinviato a giudizio; Basilio Lima, di Capo d’Orlando, titolare della società “Piemme”, gestore del depuratore comunale, rinviato a giudizio per tre capi d’imputazione ma prosciolto per altri nove, tra cui il capo 2 che tanto clamore suscitò all’epoca dei fatti; Alfredo Gugliotta, di Capo d’Orlando, funzionario dell’Ufficio Tecnico comunale di Capo d’Orlando: rinviato a giudizio; Vincenzo Lenzo, di Brolo, precedente gestore del depuratore comunale di Capo d’Orlando, condannato con il rito abbreviato (pena sospesa); Basilio Lazzaro, di Rocca di Caprileone, ragioniere de “La Dinamica”: rinviato a giudizio; Massimo Lazzaro, di Rocca di Caprileone: rinviato a giudizio; Salvatore Calanni, di Capo d’Orlando: rinviato a giudizio; Cono Scafidi, di Capo d’Orlando: rinviato a giudizio; Paolo Rienzi, di Capo d’Orlando (condannato con il rito abbreviato, pena sospesa); Francesco Galipò, di Capo d’Orlando, de “La Dinamica”: rinviato a giudizio; Giuseppe Calantoni, di Tusa: rinviato a giudizio; Vincenzo Maturi, di Ucria: rinviato a giudizio; Carmelo Maturi, di Ucria: rinviato a giudizio; Salvatore Paladina, di Ucria: prosciolto; Giuseppe Giovanni Lembo, di Ucria: prosciolto; Giuseppe Leopoldo Iannì, (al tempo dei fatti sindaco di Galati Mamertino): prosciolto; Pietro Paolo Vicario (al tempo dei fatti vice-sindaco di Galati  Mamertino): prosciolto; Giacomo Russo, di Galati Mamertino: prosciolto; Sebastiano Montagno, di Galati Mamertino: prosciolto; Francesco Cappotto, di Ficarra: prosciolto; Michelangelo Di Nunzio di Sant'Angelo di Brolo (attuale presidente del consiglio comunale, al tempo dei fatti sindaco del centro santangiolese): rinviato a giudizio; Basilio Astone, di Sant'Angelo di Brolo: rinviato a giudizio; Gaetano Migliastro di Sant'Angelo di Brolo: rinviato a giudizio; Giuseppe Musarra, Aldo Bartolo e Gaetano Giuffrè di Capri Leone tutti prosciolti; Antonio Fabrizio Pidalà, di Messina, prosciolto; Marisa Rosa Lucchino, di Capo d’Orlando, nelle sue funzioni di segretaria generale del Comune di San Salvatore di Fitalia: prosciolta; Basilio Ridolfo, di Ficarra (attuale sindaco ma l’accusa lo ha contestato per il ruolo di professionista, essendo ingegnere e non primo cittadino ai tempi in cui ricopriva la funzione di capo dell’Ufficio Tecnico del Comune di Galati Mamertino): prosciolto; Claudia Cantarella di Sant'Agata Militello: prosciolta; Corrado Galati Casimiro, di Alcara Li Fusi, all’epoca dei fatti assessore del comune nebroideo: prosciolto; Salvatore Lionetto di Torrenova, capo dell’Ufficio Tecnico del Comune di San Salvatore di Fitalia: prosciolto; Antonino Bruno, di Motta S.Anastasia (Catania): prosciolto; Antonia Capolingua, di San Piero Patti: prosciolto; Salvatore Parrinelli di Capo d’Orlando, nella sua qualità di funzionario dell’Ufficio Tecnico del  Comune di Frazzanò: rinviato a giudizio; Tindaro Falliano di Librizzi: prosciolto; Salvatore Ettore Lo Cicero di San Fratello: rinviato a giudizio; Antonino Sapone ex sindaco del Comune di Mirto dove risiede: rinviato a giudizio; Giuseppe Nastasi di Mirto: prosciolto; Vittorio Emanuele ex sindaco del Comune di Naso: prosciolto; Vladimiro Paparone di Capo d’Orlando, al tempo dei fatti segretario generale del Comune di Frazzanò e di altri centri nebroidei a scavalco: prisciolto; Roberto Di Stefano ex sindaco del Comune di Ucria: prosciolto; Alessandro Sardi di Ucria: prosciolto; Tindaro Triscari di Patti: prosciolto; Alfonso Schepisi di San Piero Patti: prosciolto: Giuseppe Frontino di Ucria: prosciolto; Maria Rita Orifici di Ucria: prosciolta; Giuseppe Venuto sindaco del Comune di Patti: rinviato a giudizio (prosciolto per 3 capi di imputazione); Giuseppe Ricca ex sindaco del Comune di San Fratello, oggi segretario comunale: prosciolto; Salvatore Vieni di San Fratello: rinviato a giudizio; Carmelo Versaci di San Fratello: rinviato a  giudizio; Antonino Vasi ex sindaco del Comune di Alcara Li Fusi, oggi libero professionista: prosciolto; Mario Favazzi di Caprileone: rinviato a giudizio; Basilio Castrovinci ex sindaco del Comune di Torrenova, oggi imprenditore: prosciolto; Domenico Reitano di Torrenova: prosciolto; Pietro Giovanni Ferraloro di Torrenova: prosciolto; Aldo Scarcina di Mirto: rinviato a giudizio; Alessio Botta di Mirto: rinviato a giudizio; Giovanni Nastasi di Mirto: rinviato a giudizio; Donatella Calà Lesina, Giuseppe Raffiti, Fedele Fioco, Calogero Miracola e Giuseppe Lanuto ex sindaco ed attuale presidente del consiglio comunale di Mirto: tutti rinviati a giudizio; Antonio Marano, funzionario del Comune di Capo d’Orlando: prosciolto; Alessandro Zizzolfi, contrattista del Comune di Capo  d’Orlando: prosciolto; Luca Mirabito, Stefano Mirabito, Angelo Mirabito di Stromboli: tutti prosciolti; Pasquale Donato di Lipari: prosciolto; Tindaro Merlino di Saponara: rinviato a giudizio; Giuseppe Bontempo di Capo d’Orlando: prosciolto; Enrico Merlino Lipari di Caronia: rinviato a giudizio. L’inchiesta riguardava il periodo compreso tra il 2000 e il 2007. Le ditte coinvolte erano tutte della provincia di Messina, dove oltre che a Salina hanno operato anche nel capoluogo e a Capo d’Orlando, Rocca di Caprileone, Naso, Ficarra, Piraino, Tusa, Caronia, Ucria, Frazzanò, Torrenova, Gioiosa Marea, Sant'Angelo di Brolo, Longi, Galati Mamertino, San Salvatore di Fitalia, Floresta, Librizzi, Acquedolci, Mirto, Patti, San Fratello e Alcara Li Fusi. Agli indagati veniva contestata una reiterata attività di traffico di rifiuti speciali, in particolare liquami che sarebbero stati poi smaltiti abusivamente in luoghi non idonei, come il mare e presso depuratori senza le prescritte autorizzazioni, nonostante si trattasse di rifiuti provenienti da comuni diversi con conseguenti falsi e frodi nelle pubbliche forniture. Il pm, all'epoca dei fatti Gaetano Scollo, agli amministratori delle ditte aveva contestato anche il concorso al fine di conseguire un ingiusto profitto.