Ad un anno dalla scomparsa del vescovo Francesco Sgalambro, sostenitore e benefattore del nostro giornale
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Scritto da Giancarlo D'Amico   
Venerdì 11 Agosto 2017 10:04
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È tracorso un anno dalla scomparsa di mons. Francesco Sgalambro, Vescovo emerito di Cefalù che, con i suoi consigli e la sua generosità, ha contribuito alla promozione del nostro giornale; mons. Sgalambro si addormentava nel Signore nella sua abitazione di Messina la mattina dell'11 Agosto 2016, memoria di Santa Chiara d'Assisi.

Dal primo incontro, avvenuto il 5 Aprile 1986, nella sua casa al quartiere Annunziata di Messina, la mattina del giorno della sua ordinazione episcopale, l'amicizia con mons. Sgalambro si era rinsaldata sempre più. Gli avevo fatto visita, l'ultima volta, la mattina del 29 luglio 2016 (le mie visite erano frequenti) e mi era apparso un po' stanco, ma sempre con il sorriso sulle labbra e lo sguardo amorevole e paterno. Sabato 6 agosto 2016, ci eravamo sentiti al telefono, e la nostra conversazione era andata agli anni trascorsi a Cefalù quando, il 6 agosto, mi invitava ai festeggiamenti in onore del Santissimo Salvatore e partecipavo al Pontificale, da lui presieduto nel duomo normanno, al pranzo con il clero e alla processione serale. Mi invitò anche il pomeriggio di sabato 31 ottobre 2009 quando presiedette nel Duomo di Cefalù, sotto lo sguardo benedicente del "Cristo Pantocratore", l'ultima Concelebrazione di saluto alla diocesi. Ritiratosi nella sua abitazione messinese, ci vedevamo ogni mese quando mi recavo a trovarlo e gli consegnavo, puntualmente, la copia de "In Cammino" che lui apprezzava e stimava, complimentandosi sia per i contenuti che per la grafica accattivante.

Alla fine del 2014 mons. Sgalambro fu visitato dalla sofferenza, ed ha vissuto questo tempo della prova, il tempo del limite di ogni creatura, come un tempo nel quale impariamo che siamo immagine di Dio. Fino alla fin sono rimasto profondamente edificato, percependo nel Vescovo Francesco una risorsa e una forza che lo faceva essere testimone privilegiato della passione del Signore.

Arrivederci in Paradiso, caro Vescovo Francesco e grazie per il bene che hai voluto a me e al giornale "In Cammino".

 




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