Patti: il 5 Gennaio in Cattedrale l'Ordinazione Diaconale di Massimiliano Rondinella
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Scritto da Redazione   
Mercoledì 03 Gennaio 2018 12:10
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Venerdì 5 Gennaio, vigilia della solennità dell'Epifania del Signore, a Patti, nella Basilica Cattedrale di San Bartolomeo, alle ore 18, il Vescovo mons. Guglielmo Giombanco ordinerà diacono l'accolito Massimiliano Rondinella, della comunità parrocchiale di Santo Stefano di Camastra. Pubblichiamo di seguito un articolo, apparso nel numero di Dicembre del nostro giornale, nel quale Massimiliano mette per iscritto i propri sentimenti in vista dell'Ordinazione Diaconale. Tutti i lettori sono invitati ad accompagnarlo nella preghiera.

 

Amare per servire,

servire per amore... e per amare

Il 5 gennaio 2018 per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del nostro Vescovo, Sua Eccellenza Mons. Guglielmo Giombanco, sarò ordinato diacono. Dire “diacono” non è: “finalmente stai arrivando” (come tanti mi dicono). Dire “diacono” è dire: “servizio”, per la Chiesa, per la comunità, per le anime. Qui tralascio i vari compiti importantissimi che il diacono svolge nel ministero dell’altare e della Parola perché vorrei soffermarmi su uno dei Leitmotiv di cui ormai Papa Francesco insiste quasi quotidianamente. Parlo dell’indifferenza. Se c’è una cosa per la quale il diacono è chiamato a svolgere nel proprio ministero è proprio il contrario dell’indifferenza: la passione per qualcosa, l’interessamento. E la passione per qualcosa, deve trasformarsi in passione per Qualcuno. Quel Qualcuno per il quale si è disposti a dare la propria vita e metterla nelle Sue mani. Davanti a certe situazione siamo portati a pensare (e a dire): “Non mi riguarda, non è affar mio, è colpa della società. È girarsi dall’altra parte quando il fratello è nel bisogno, è cambiare canale appena una questione seria ci infastidisce, è anche sdegnarsi di fronte al male senza far nulla” (Papa Francesco). Purtroppo ci cadiamo tutti in questa tentazione. Il diacono (così come ogni  cristiano che vuol vivere, in modo radicale, il vangelo) allora, è chiamato a fare uno sforzo in più, proprio per quel suo Sì a dato a Qualcuno e perché vuole imitarLo. Il diacono dunque è apostolo di Cristo e servitore di ogni fratello, che sia atteso o non previsto; è colui che offre tempo e spazio secondo il modello del Maestro. E “Il discepolo non può andare su una strada diversa da quella del Maestro, ma se vuole annunciarlo deve imitarlo”. E Gesù non si voltava mai dall’altra parte quando incontrava i sofferenti, i lebbrosi, i “lontani”. La bellissima esperienza che sto vivendo, da ottobre, nella parrocchia Santa Lucia di Mistretta, mi riporta quotidianamente sulle orme di Gesù e sul desiderio di seguirlo e provare ad imitarlo. Le occasioni più edificanti sono quelle che mi portano accanto alle sofferenze degli ammalati in ospedale e degli ospiti della Fondazione Maugeri. Lì comprendo meglio la mia vocazione nel seguire Cristo guardando agli altri. “Imitare Dio servendo gli altri: accogliendoli con amore paziente, comprendendoli senza stancarci, facendoli sentire accolti, a casa, nella comunità ecclesiale”, dove è grande colui che serve, in umiltà e mitezza. A voi che leggete allora, chiedo di pregare, insieme a me, perché il servizio, che da gennaio sarò chiamato a svolgere con maggiore impegno e dedizione, sia un servizio che possa far sentire la voce, il cuore e la vicinanza dell’amore del Maestro.

                                                                             Massimiliano Rondinella




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