I Vescovi siciliani ad Agrigento invitano “a deporre le armi della violenza, a rifuggire ogni iniquità, ad abbandonare ogni atteggiamento di illegalità e corruzione”
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Scritto da Redazione   
Giovedì 10 Maggio 2018 09:18
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Ai piedi del Tempio della Concordia, ad Agrigento, i vescovi delle diciotto diocesi di Sicilia hanno concelebrato ieri solennemente la Santa Messa, ricordando il 25° anniversario dall’appello di san Giovanni Paolo II per la conversione dei mafiosi. A presiedere la celebrazione il card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, che ha letto un messaggio da parte della Segreteria di Stato del Vaticano.

A guidare la riflessione, nell’omelia, mons. Salvatore Gristina, arcivescovo di Catania e Presidente della Conferenza episcopale siciliana, che ha ripreso “il forte e diretto monito ai responsabili, ai colpevoli di disturbare la pace e di portare sulle loro coscienze tante vittime umane, quel grido Convertitevi che, come in seguito Egli sottolineò, gli sgorgò dal cuore. Convertitevi è il titolo della lettera che oggi noi vescovi di Sicilia consegniamo alle nostre comunità a 25 anni dall'appello di Giovanni Paolo II. Anche questa Lettera sgorga dal cuore – ha detto il presule -, dal cuore di noi vescovi, a nome dei quali desidero dirvi che, indirizzandovela, vogliamo, come Paolo, essere ‘amorevoli in mezzo a voi come una madre nutre e ha cura delle proprie creature’. Con Giovanni Paolo II vogliamo rinnovare l'invito "Convertitevi" nei riguardi di coloro, uomini e donne, giovani ed adulti, che continuano a violare il diritto santissimo di Dio "non uccidere" e a comportarsi calpestando la dignità, la serenità di tante persone, famiglie e comunità. Preghiamo affinché, con umiltà e coraggio, accolgano l'invito a deporre le armi della violenza, a rifuggire ogni iniquità, ad abbandonare ogni atteggiamento di illegalità e corruzione. E così la loro vita si aprirà a pensieri ed azioni di pentimento e di riprovazione del male commesso ed essi diventeranno operatori di pace nella legalità, nella giustizia e nella solidarietà”.




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