Messina: oggi in Duomo l'ordinazione episcopale del vescovo Cesare Di Pietro
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Scritto da Giancarlo D'Amico   
Lunedì 02 Luglio 2018 12:50
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Oggi, alle 17, nel Duomo di Messina, l’arcivescovo metropolita, mons. Giovanni Accolla, presiederà la cerimonia per l'ordinazione episcopale di mons. Cesare Di Pietro, fraterno amico de "In Cammino". Vescovi conconsacranti saranno due Vescovi messinesi: il Cardinale Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento (già Vescovo Ausiliare di Messina) e mons. Vittorio Mondello, Arcivescovo emerito di Reggio Calabria (anche lui già Vescovo Ausiliare di Messina). Alla cerimonia, alla quale sarà presente anche il Cardinale Paolo Romeo, Arcivescovo emerito di Palermo, saranno presenti gli Arcivescovi e i Vescovi di Sicilia, i sacerdoti dell’Arcidiocesi peloritana, i diaconi, i religiosi, le religiose, il Seminario Arcivescovile e tanti fedeli laici delle varie comunità ecclesiali.

Cristo Buon Pastore e la Vergine Santissima della Lettera, la «Veloce Ascoltatrice», accompagni i passi del Vescovo Cesare e lo sostengano con il loro amore perchè fedele alla sua missione, edifichi la Chiesa, sacramento universale di salvezza.

LO STEMMA DEL NUOVO VESCOVO

Lo stemma araldico, con le sue regole e i suoi simboli, è un modo per comunicare attraverso le immagini alcuni messaggi precisi: questo vale soprattutto per gli stemmi ecclesiastici, e in modo particolare per quelli scelti dai vescovi, spesso ricchi di simbologie che necessitano di essere interpretate secondo quella speciale scienza storica che si chiama per l’appunto araldica. Nel caso dello stemma di mons. Di Pietro, lo scudo è diviso in due campiture: la prima di colore rosso e la seconda d’azzurro. Il rosso è il colore della carità, dell’amore e del sangue: l’amore intenso e assoluto del Padre che invia il Figlio a versare il proprio sangue per noi tutti privilegiando i più bisognosi, i cosiddetti ultimi, i poveri e gli emarginati dalle realtà opulente che poco si curano di chi sta ai margini della società; il rosso fa anche riferimento allo stemma della città di Messina (croce d’oro in campo rosso), con la croce radiosa,  a significare la centralità del sacrificio di Cristo nella storia della salvezza e, quindi, dell’annuncio del Vangelo, compito precipuo del vescovo ma anche come riferimento all’Azione Cattolica da cui mons. Di Pietro proviene. I rami d’ulivo riconducono al Getsemani e il rametto di nocciolo fa riferimento alle radici familiari del Vescovo a Fondachelli Fantina, nel cui territorio sono presenti noccioleti. Nella seconda parte dello stemma il neo Presule ha voluto rappresentare le onde che sono un riferimento a Messina, città di mare, a cui la Vergine Santissima scrive la sua Lettera, lettera che congiunge la M di Maria col mare che bagna la città peloritana, da dove il vescovo proviene e dove svolgerà il Suo Ministero di Pastore. Il motto, “Vigilate Mecum, Vegliate con Me”riprodotto nel cartiglio, è tratto dal vangelo di Matteo, nell’episodio di Gesù con i discepoli nel Getsemani, la vigilia della sua passione.




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