Patti: oggi, nella Basilica-Santuario di Tindari don Massimiliano Rondinella sarà ordinato sacerdote
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Scritto da Giancarlo D'Amico   
Giovedì 04 Ottobre 2018 09:30
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Oggi, 4 Ottobre, festa di San Francesco d'Assisi Patrono d'Italia, alle ore 17.30, nella Basilica-Santuario di Tindari, il Vescovo mons. Guglielmo Giombanco ordinerà Presbitero don Massimiliano Rondinella, della comunità parrocchiale di Santo Stefano di Camastra. Di seguito pubblichiamo un articolo scritto da don Massimiliano e pubblicato nel numero di Settembre del nostro giornale. Invitiamo i nostri lettori ad accompagnare con la preghiera don Massimiliano perchè possa essere sacerdote secondo il cuore di Cristo ascoltatore attento della Parola di Dio per diventarne annunziatore credibile, generoso nell'impegno pastorale, lieto e premuroso nel servizio della carità cristiana.

Arriva per tutti la fine di un percorso che, generalmente, chiamiamo traguardo.  E, forse, anche nel caso di un seminarista, diventato diacono a gennaio, arriva il momento che in tanti mi dicono “finalmente hai finito!” In parte certamente  è vero:  il cammino del seminario è finito e il traguardo verso il sacerdozio è a un passo. Ma, a un passo dal “grande passo”, proprio quello dello “sprint finale”, proprio come un atleta che sta per tagliare il traguardo, l’immagine si ferma e QUEL secondo che ti separa dal nastro che, se per tutti è un secondo, per te è eternità.
Mi si chiede cosa c’è nel cuore di chi sta per diventare sacerdote, e nel cuore c’è quel secondo, come un  fermo immagine. E allora tutto si ferma e tu stai lì a guardare cosa e chi c’è davanti. Ma prima ti volti indietro e vedi il passato, gli anni trascorsi in seminario tra lo studio, le amicizie nate tra i banchi della facoltà di teologia e quelle nate all’interno del seminario. Le guardi (comunque) con profondo affetto e gratitudine verso Colui il quale te le ha messe accanto; persone che tu, forse per vari motivi, non avresti mai incontrato. Vedi i “grandi” (i formatori) che ti hanno accompagnato in questo percorso e pensi che in loro si è, in qualche modo ai tuoi occhi, manifestata la volontà di Dio, quella che, a volte, hai faticato a mandare giù. Vedi tutte le persone che ti hanno accompagnato negli anni, non solo con la preghiera ma anche con l’affetto, la stima, l’amicizia, un semplice ma importante sorriso, nonostante le incomprensioni, delle parrocchie a cui sono stato affidato: Case Nuove, San Michele e Sacro Cuore di Patti e Mistretta). Vedi anche quelle della tua parrocchia di origine (Santo Stefano di Camastra) che, sei anni fa, hai lasciato per iniziare un’avventura in Dio, con loro, anche se staccato da loro. Vedi la tua famiglia che ti ha visto partire dalle realtà in cui tu vivevi e che a un dato momento hai dovuto lasciare perché Chi ti chiamava lo aveva fatto con una voce, uno sguardo e un cuore pieno di amore che va oltre l’amore terreno. Vedi anche luoghi, persone, momenti che solo adesso capisci che erano già nel progetto di un Altro. Ma tu non lo sapevi e non lo comprendevi. E poi ti rigiri per vedere il “nastro”, quello che tra un secondo, taglierai. Già, il nastro. È questa la visione dei più. E invece... E invece per te il nastro non vuol dire “arrivare”. Che poi, arrivare dove?! Per te il nastro è solo un passo,  un altro. Un passo però, che ti porterà dritto nelle braccia di Dio, il progettista che ha pensato tutto questo fin dall’Eternità. E non riesci neanche ad immaginare dove ti potranno portare le Sue braccia. Perché ormai ti sei abituato a quelli che tu chiami progetti e che poi, puntualmente, Lui sconvolge. E quindi te ne stai in silenzio, al contrario dell’atleta che gioisce la sua vittoria. Te ne stai in silenzio perché sai solo una cosa: sai che Lui ti chiede di amare e amare ancora di più e sempre meglio. Non quasi ma COME Lui. Sai che Lui ti ha chiamato perché ti vuole mandare; nonostante le tue cadute, nonostante le tue inadempienze, nonostante i tuoi limiti, Lui ti ha chiamato e adesso ti manda “Strada facendo...” (Mt 10, 7-20) ed impregnare, come raccomanda sempre Papa Francesco, il sacerdozio con l’odore delle pecore, ungere con l’olio della gioia del vangelo, consapevole sempre dei propri limiti, degli errori commessi e di quelli possibili. È questa la mia anima, adesso. A voi, amici di «In Cammino», affido questi giorni. E vi chiedo non solo di pregare per me ma di pregare anche per il nostro Vescovo Guglielmo che consacrerà nell’ordine del sacerdozio, il suo “primo figlio” (come spesso mi dice), il 4 ottobre: San Francesco d’Assisi.  Un nome e la vita di un personaggio che è tutto un programma: un programma secondo i piani della volontà di Dio.

                                                                                                        Don Massimiliano Rondinella
 




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