Patti: riparte "La Macchina dei sogni", laboratorio teatrale diretto da Stefano Molica
Scritto da Redazione   
Venerdì 05 Ottobre 2018 12:49
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È ripartita La Macchina dei Sogni. Anche quest’anno Stefano Molica ha dato il via ad un altro anno accademico all’insegna del teatro e del divertimento.
Dal 2004 infatti, l’associazione Nuovi Teatri organizza i corsi di teatro La Macchina dei Sogni, differenziati in base all’età degli allievi. Il teatro diventa un mezzo per imparare a conoscersi meglio, abbattere quei confini che costruiamo tra noi e l’altro, scoprire la bellezza di una bellissima disciplina attraverso personaggi, testi e giochi.
Il gioco del teatro infatti, è uno strumento per apprendere le principali tecniche teatrali, considerare il proprio corpo come macchina dei sogni capace di emozionarsi ed emozionare, conoscere, stare insieme agli altri, non solo sul palcoscenico. A fine anno infatti, il saggio non è altro che il frutto di un lavoro collettivo.
I saggi finali vanno in scena al Teatro Comunale Beniamino Joppolo e, quelli degli allievi più grandi, al Teatro Antico di Tindari.
Negli ultimi anni, La Macchina dei Sogni ha fatto tappa a San Piero Patti e Capo d’Orlando, scoprendo un territorio ricco di talenti e personalità disposte all’incontro e alla collaborazione. I saggi finali sono andati in scena rispettivamente all’Auditorium Francesca Manetti Carrara e al Teatro Comunale Rosso di San Secondo.
Grazie alla collaborazione con il comune di Patti, negli anni gli allievi di Stefano Molica e Valentina Martino hanno avuto l’opportunità di conoscere e lavorare con attori professionisti, tra i quali Caterina Vertova, Edoardo Siravo, Renato Campese, Tindaro Granata, e tanti altri. Inoltre, non sono mancati incontri e scambi con altre realtà teatrali, come Il Piccolo Teatro della Versilia di Federico Barsanti.
Sulla scia di queste attività e dello scambio culturale, si apre questo nuovo anno accademico, carico di entusiasmo e positività.
«Il movimento teatrale a Patti è vivo – afferma Stefano Molica – e ciò è possibile anche grazie alle famiglie dei nostri allievi che, ogni anno, ci sostengono e ci dimostrano il loro affetto e la loro fiducia. Il teatro è educazione alla bellezza di condividere. Non vediamo l’ora di ricominciare alla grande».




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