Patti: la nostra comunità piange la scomparsa del carissimo Pippo Brancato
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Martedì 26 Febbraio 2019 20:00
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Una notizia che la sera di lunedì 25 febbraio ha scosso la nostra comunità pattese: il sig. Giuseppe Brancato, Pippo per familiari ed amici, non ce l'ha fatta e dopo meno di un anno, da quando gli era stato diagnosticato un male che non perdona, ha concluso, all'età di 66 anni, la sua esistenza terrena. Non si può dimenticare come la moglie, i figli, e tutti i congiunti si siano prodigati fino all'ultimo affinché Pippo si sentisse amato, confortato ed accudito. In questi ultimi mesi la famiglia Brancato ha assistito alla vita che combatteva contro la malattia, a questo grande mostro che vorrebbe sempre vincere sulla vita, ad una malattia inesorabile che qualche volta anche ti illude e ti fa credere di dormire, che ti lascia tranquillo e sereno per un po’ di giorni, ma che poi riesplode con più forza e più cattiva di prima. Qualche momento di speranza ma attacchi continui di una malattia che da subito ha dato la sua atroce sentenza di voler vincere. E fino all’ultimo, quando era evidente la fatica del respiro e tutto ormai remava contro, Pippo non solo non si è mai lamentato, ma ha insegnato a tutti i suoi cari la dignità di una persona davanti al dolore, ha insegnato come si vive, come si soffre e infine anche come si muore da uomini e da cristiani. Non posso dimenticare la commozione della moglie, la signora Giovanna, quando la sera dell'Epifania, nella Chiesa del Sacro Cuore a Patti, nel sorteggio natalizio, vinse la statua di Gesù Bambino e con gli occhi lucidi, stringendola a sé, ripeteva: "Gesù Bambino ha fatto un regalo a Pippo". Come dimenticare l'affetto che il caro Pippo aveva per tutta la famiglia, per i figli verso i quali rappresentava un porto sicuro dove approdare nei momenti di difficoltà e per chiedere consiglio su tutto, per gli amati nipotini che incoraggiava sempre con il suo sorriso e con la sua voglia di vivere.
Una vita bella, onesta e laboriosa, fondata su cose semplici e mai sui compromessi, quella di Pippo, che teneva molto all’amicizia e alla solidarietà, che cercava sempre il positivo nelle cose che gli succedevano ogni giorno: Pippo sorrideva spesso e credo sia riuscito a trasmettere gioia e serenità a tutti quelli che lo hanno conosciuto, anche i tanti che, nel corso di questi anni, hanno frequentato i "campetti della Playa”, da lui gestiti, per disputarne tornei sportivi. Ogni anno, sia in occasione della Settimana Eucaristica, nell'ottava del Corpus Domini, promossa dalla sua parrocchia, sia per i festeggiamenti in onore del Sacro Cuore di Gesù, nella terza settimana di luglio, metteva a disposizione quei campetti e tutto l'occorrente per fare partecipare bene i fedeli di quella zona pastorale che lì accorrevano per la celebrazione della Messa e la successiva processione.

Come ha scritto la figlia Lucia in un post sui social questi sono stati “Mesi intensi di lotta, di rabbia, di dolore, di speranza, di pianti soffocati e pianti a dirotto lontano da tutti, mesi di coraggio, di fragilità, di sguardi dolci e carezze mai date prima. Mesi di sconforto, di paure, di ansie, di voglia di lottare con tutte le proprie forze. Tutti messi a dura prova, tirando fuori energie inaspettate, mettendo a nudo emozioni e sentimenti smisurati, lottando insieme verso un'unica direzione. E alla fine… ALLA FINE HAI VINTO TU. Hai vinto tu PAPÀ, ha vinto il sorriso che tutti ricordano, hanno vinto i tuoi valori trasmessi, ha vinto tutto ciò che hai costruito, ha vinto il tuo amore smisurato per la mamma, per i tuoi figli, per i tuoi nipoti, hanno vinto le lacrime di tutti quelli che oggi ti ricordano, ha vinto il numero incontrollato di gente che oggi si stringe intorno a noi. ABBIAMO VINTO PAPÀ. A modo nostro ma abbiamo vinto”.

Sì, cari familiari e congiunti di Pippo, avete vinto, abbiamo vinto, ma soprattutto ha vinto “il Signore della vita che era morto, ma ora, vivo, trionfa”, in quanto la morte non ha mai l'ultima parola sulla vita. Tutte queste parole non vogliono celebrare il carissimo Pippo Brancato, ma diventare per ognuno di noi testimonianza e lezione per la vita, la nostra vita qui sulla terra ogni giorno, per prepararci alla Vita che non ha fine. E noi crediamo che Pippo abbia raggiunto quella Vita nella gioia sconfinata del Regno di Dio, che adesso può toccare con i suoi piedi la riva del Paradiso, dove il suo Signore e i suoi cari lo hanno accolto a braccia aperte.

L'ultimo saluto a Pippo avverrà mercoledì 27 febbraio, alle ore 15,30 con la Messa esequiale celebrata nella sua amata Chiesa del Sacro Cuore di Patti.




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