Patti: regolamento tributi, chiesto parere all’Assessorato
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Scritto da Gabriele Villa   
Martedì 07 Gennaio 2020 09:10
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Rinviato, di fatto, a data da destinarsi la discussione sul regolamento comunale della città di Patti disciplinante misure preventive per sostenere il contrasto dell’evasione dei tributi locali. Il documento è voluto dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mauro Aquino ma non è condiviso dall’intera coalizione.

Per la prima volta a proporre il rinvio era stato il gruppo consiliare legato a “Diventerà bellissima” rappresentato dai consiglieri Francesco Arrigo e Giusy Cannata. I due esponenti della maggioranza avevano manifestano perplessità in ordine alla proposta di regolamento presentata dal sindaco Mauro Aquino ed avevano proposto delle modifiche correttive al testo, nell’intento di renderlo meno incisivo e ostativo per gli operatori commerciali, seppur nella consapevolezza dell’obbligo di versamento dei tributi.

Anche i consiglieri comunali Luca Musmeci e Placido Salvo avevano espresso perplessità sulla questione predisponendo anche alcune modifiche da portate all’attenzione dell’amministrazione per giungere alla stesura di un testo condiviso che consenta a tutti di sanare le proprie posizioni debitorie.

Ma, nel frattempo, era stata avanzata l’ipotesi della possibile sussistenza di incompatibilità o conflitto di interesse per alcuni consiglieri titolari di attività direttamente o da parte di parenti fino al quarto grado. Ufficialmente era stato richiesto un parere dal presidente del consiglio Nicola Molica al segretario comunale Pietro Manganaro nel corso del consiglio comunale del 26 novembre scorso. Sulla base di quanto riferito dal dirigente, sulla base della sua valutazione, esisterebbe l’incompatibilità per cui i consiglieri titolari di ditte o con parenti imprenditori fino al quarto grado non potrebbero prendere parte alla discussione ed alla votazione sul punto.

In precedenza, i consiglieri Musmeci e Salvo avevano posto un’altro quesito circa l’immediata applicabilità nella Regione Siciliana della normativa nazionale a cui fa riferimento il regolamento redatto dall’amministrazione Aquino. La questione pregiudiziale avanzata dai due esponenti del civico consesso prende posizione dal fatto che sulle questioni inerenti il commercio e le attività produttive vi sarebbe una competenza esclusiva della Regione Siciliana.

Di fronte a questi due aspetti da chiarire prima di poter procedere alla votazione, al fine di garantire la città e l’intero consiglio comunale, sono stati richiesti, agli assessorati competenti, due distinti pareri. Il primo riguarda le presunte incompatibilità, mentre il secondo la possibile non applicabilità in Sicilia della normativa nazionale a cui fa riferimento il regolamento.

Con molta probabilità i tempi di risposta da Palermo non saranno brevi, per cui, di fatto, il regolamento potrebbe non essere riportato in consiglio comunale entro la fine della sindacatura in corso.




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