Patti: minidiscariche e maggiori costi di smaltimento, a Palazzo dell’Aquila i conti non tornano
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Scritto da Giuseppe Giarrizzo   
Mercoledì 09 Settembre 2020 10:18
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Bonifiche straordinarie, maggiori spese per gli smaltimenti in discarica e costi di gestione sempre più alti. Il piano Tari approntato nel 2018 in concomitanza con l’avvio del nuovo servizio di raccolta differenziata porta a porta sembrerebbe sottodimensionato rispetto ai costi reali che l’ente di Palazzo dell’Aquila sarebbe costretto a sostenere annualmente. E mentre gli uffici preposti faticano a far quadrare i conti, spunta all’orizzonte l’ipotesi, tutt’altro che remota, di ritoccare al rialzo la tariffa a carico di cittadini e attività commerciali.

Insomma, il piano finanziario approvato dalla giunta potrebbe presto subire un adeguamento a causa della lievitazione dei costi di gestione del servizio. A lasciarlo intendere è l’assessore Giovanni Franchina, secondo cui ci sarebbe una "seria possibilità di dover reperire ulteriori somme per far fronte all’aumento dei costi di conferimento in discarica e alle spese straordinarie dovute alla necessità di predisporre imponenti azioni di bonifica per smaltire le microdiscariche disseminate sul territorio pattese".

A proccupare maggiormente i vertici comunali è proprio quest’ultimo aspetto. L’abbandono indiscrimato di rifiuti continua, infatti, a deturpare intere zone del territorio comunale a causa del comportamento incivile di una piccola fetta della popolazione. Del resto, le immagini che giungono da via Fiume, via Pertini, contrada Cuturi e via Playa ne danno concreta dimostrazione: sacchetti sparsi ai quattro venti e aree verdi massicciamente contaminate da materiale di risulta, vecchi elettrodomestici in disuso, pneumatici, vasellame, amianto, plastiche e ogni altro genere di rifiuto speciale. "Parecchie microdiscariche – riferisce Franchina – erano già state bonificate, ma nell’arco di pochi mesi sono rifiorite a dismisura. È sufficiente che venga abbandonato un solo sacchetto per creare un effetto moltiplicatore e invadere un’intera area". La soluzione? Aumentare i controlli nelle zone più sensibili e intraprendere una seria azione di contrasto ai reati di natura ambientale.

Nel frattempo gli uffici comunali starebbero effettuando le prime verifiche attraverso gli incroci catastali: "Riteniamo – riferisce l’assessore – che la gran parte dei rifiuti abbandonati sul territorio provenga da utenze non registrate e quindi sprovviste dei mastelli per la differenziata. Attraverso i controlli catastali cercheremo di verificare la situazione casa per casa". Contestualmente verrà potenziato il servizio di monitoraggio del territorio attraverso l’ausilio delle fototrappole e di altri sistemi di videosorveglianza: "dispositivi – afferma Franchina – sono nella disponibilità dell’ente, alcuni dei quali già attivi da qualche mese".

Intanto procedono i sopralluoghi nelle frazioni e nelle contrade, tra cui Tindari, Scala e Locanda, con l’obiettivo di acquisire un quadro nitido della situazione e predisporre l’ennesima bonifica da effettuare a partire da metà settembre. Si tratta di pulizie straordinarie non contemplate dal capitolato, per le quali l’ente di Palazzo dell’Aquila dovrà reperire somme aggiuntive non previste nel piano finanziario Tari, alle quali si aggiungono quelle necessarie per far fronte ai maggiori costi di smaltimento in discarica. Da qui l’ipotesi di aumentare la tariffa di igiene ambientale a carico dei cittadini: un’opzione che, come prevedibile, ha scatenato parecchie polemiche soprattutto sulle pagine social dedicate alla città.

 

Minidiscariche e maggiori costi di smaltimento. A Palazzo dell'Aquila i  conti non tornano



 




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