Patti Marina: per la Fornace di via Pacini il proprietario s’impegna ad eseguire i lavori di messa in sicurezza dopo il crollo
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Scritto da Giuseppe Giarrizzo   
Venerdì 12 Febbraio 2021 09:55
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In attesa che la Soprintendenza dei Beni culturali di Messina trasmetta all’Assessorato regionale la relazione sullo stato di fatto dell’antica Fornace di via Pacini – largo Pioppo  e sui potenziali interventi da mettere in atto dopo il recente crollo di uno dei muri perimetrali, il proprietario del bene ha finalmente risposto alla diffida dei vertici di Palazzo dell’Aquila, impegnandosi ad eseguire i lavori di messa in sicurezza delle parti di mura crollate insieme alla recinzione perimetrale dello stesso edificio. «Il ritardo – si giustifica il proprietario della fornace, oggi residente a Sant’Angelo di Brolo – è stato determinato a causa del Covid e delle precipitazioni atmosferiche dei giorni passati».
Nell’ordinanza a firma Aquino, emessa il 21 gennaio scorso, si invitava il proprietario del bene ad eliminare le parti pericolanti e a mettere in sicurezza lo stabile entro dieci giorni dal ricevimento della comunicazione, tenendo ben presente il rispetto del vincolo architettonico imposto dalla Soprintendenza e risalente agli anni 80 del secolo scorso. Il provvedimento del primo cittadino era stato emanato pochi giorni dopo il crollo di parte delle mura perimetrali della Fornace e successivamente al sopralluogo effettuato dagli agenti della Polizia municipale in collaborazione con il personale del distaccamento di Patti dei Vigili del fuoco, dal quale era emersa la necessità di provvedere tempestivamente alla messa in sicurezza del rudere per scongiurare eventuali danni a cose e persone. L’area adiacente all’antica Fornace era già stata transennata anni addietro a causa di piccoli crolli e del frequente distacco di intonaci, al fine di prevenire pericoli per l’incolumità pubblica e privata.

Nel frattempo il Presidio Nebrodi dell’associazione Italia Nostra, presieduto dalla dott. Angela Pipitò, ha raggiunto il traguardo delle mille firme sulla petizione di salvaguardia del bene, lanciata sulle piattaforme web nelle scorse settimane. «Siamo arrivati al traguardo che ci eravamo prefissati, ma – è il commento del presidente – lasceremo aperta la petizione che può continuare ad essere firmata e sostenuta in tutto il territorio nazionale per sollecitare gli Enti preposti ad effettuare gli interventi necessari per l’acquisto, il recupero e la fruizione dell’antica Fornace. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno sostenuto firmando la petizione online, perché hanno dimostrato di avere a cuore la salvaguardia e il recupero dei nostri beni culturali, soprattutto quando questi costituiscono preziose testimonianze della nostra storia e della nostra identità. Italia Nostra Presidio Nebrodi – conclude Pipitò – invierà le firme all’assessore regionale dei Beni Culturali, Alberto Samonà, per chiedere con forza il recupero dell’antica Fornace. Noi abbiamo fatto la nostra parte, ora spetta alle istituzioni dare delle risposte».




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