Patti: i Carabinieri e la Procura sequestrano le somme del reddito di cittadinanza, percepite indebitamente da nove persone
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Scritto da Massimo Natoli   
Venerdì 01 Ottobre 2021 10:13
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I carabinieri del comando provinciale di Messina e il nucleo carabinieri dell’ispettorato del lavoro di Messina hanno denunciato nove persone per aver percepito indebitamente il reddito di cittadinanza, così come erogato dall’Inps.
Al termine delle indagini, i carabinieri, coordinati dalla procura della repubblica di Patti, diretta dal procuratore capo Angelo Cavallo, hanno eseguito un decreto di sequestro finalizzato alla confisca delle somme per oltre 31 mila euro.
Il sequestro è stato disposto dal gip del tribunale di Patti Ugo Molina, su richiesta del sostituto procuratore della repubblica di Patti Andrea Apollonio. Il reddito di cittadinanza è stato autorizzato per fornire un sussidio economico, aiutando il beneficiario nella ricerca di uno stabile impiego.
La normativa, in particolare, prevede che i richiedenti, al momento della presentazione della documentazione, siano comunque obbligati a comunicare all’Inps l’eventuale presenza di cause impeditive oppure, dopo l’erogazione del sussidio, a comunicare eventuali cause ostative sopravvenute, come per esempio l’irrogazione nei loro confronti di misure cautelari personali, oppure le variazioni della propria condizione economica.
Nello specifico, i carabinieri del comando provinciale insieme a quelli delle compagnie di Patti, Barcellona Pozzo di Gotto, Sant’Agata Militello e Mistretta, hanno proceduto al sequestro delle somme nei confronti di un 53enne di Patti che aveva omesso di comunicare le variazioni reddituali rilevanti ai fini della revoca o riduzione del beneficio percepito, avendo nel frattempo avviato un’autonoma attività lavorativa, così percependo indebitamente la somma di circa 4.500 euro.
I carabinieri, inoltre, hanno proceduto al sequestro nei confronti di due donne – una rumena ed una polacca, rispettivamente di 38 e 21 anni, che avevano dichiarato falsamente di risiedere da più di 10 anni in Italia; dagli accertamenti effettuati si è invece compreso che non era vero, recuperando cinque mensilità indebitamente percepite da una delle donne – pari a 2.500 euro, nonché due mensilità dall’altra  – pari a 1.200 euro.
I Carabinieri, infine, hanno proceduto al sequestro nei confronti di ben sei soggetti – una donna e cinque uomini – che avevano omesso di comunicare all’Inps la sopravvenuta irrogazione nei loro confronti di misure cautelari personali per reati di vario genere.
Fra questi, i carabinieri, in particolare, hanno accertato come un uomo di 49 anni di Patti, avesse omesso di comunicare all’ente erogatore la sottoposizione alla misura cautelare personale coercitiva dell’obbligo di dimora per il delitto di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, così percependo indebitamente la somma di oltre 14.000 euro, somma che è stata parimenti sottoposta a sequestro e dunque recuperata.
Il sequestro per equivalente delle somme indebitamente percepite, in definitiva, oltre alla denuncia penale, appare lo strumento più idoneo per contrastare questo fenomeno. I controlli dei militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro e del Comando Provinciale Carabinieri di Messina proseguiranno in provincia di Messina, con il coordinamento delle varie procure, per contrastare l’indebito percepimento del Reddito di Cittadinanza.



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