Patti: regolamento tributi, consiglieri in conflitto di interesse
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Scritto da Gabriele Villa   
Lunedì 17 Febbraio 2020 09:01
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I consiglieri ed i loro parenti fino al quarto grado titolari di attività commerciali nel caso in cui si rileva una correlazione immediata tra l’atto deliberativo e l’interesse di un soggetto terzo antagonista sono tenuti all’obbligo di astensione. E’ questo il senso del parere rilasciato dall’assessorato regionale agli Rnti locali firmato dal dirigente del servizio Dott. Vincenzo Fugaldi e dal funzionario direttivo Dott.ssa Daniela Leonelli.

A richiedere il parere era stato, per conto del civico consesso, il segretario comunale del Comune di Patti, dott. Pietro Manganaro, in relazione al regolamento disciplinante misure preventive per sostenere il contrasto dell’evasione dei tributi locali. Il documento era stato presentato dall’amministrazione guidata dal sindaco Mauro Aquino ma non è stato condiviso dall’intera coalizione. Poi era stata avanzata l’ipotesi della possibile sussistenza di incompatibilità o conflitto di interesse per alcuni consiglieri titolari di attività direttamente o da parte di parenti fino al quarto grado. Ufficialmente era stato richiesto un parere dal presidente del consiglio Nicola Molica al segretario comunale Pietro Manganaro nel corso del consiglio comunale del 26 novembre scorso. Sulla base di quanto riferito dal dirigente, sulla base della sua valutazione, esisteva l’incompatibilità per cui i consiglieri titolari di ditte o con parenti imprenditori fino al quarto grado non potrebbero prendere parte alla discussione ed alla votazione sul punto. Per una maggiore chiarezza era stato chiesto una conferma anche all’assessorato regionale che oggi ha dato ragione al segretario comunale.

Adesso, prima di poter riportare in aula il regolamento, si dovrà attendere che venga fornito anche un secondo parere in merito ad un’altra questione emersa durante i lavori d’aula degli scorsi mesi. A porre il quesito erano stati i consiglieri Musmeci e Salvo che avevano prospettato l’ipotesi della non immediata applicabilità nella Regione Siciliana della normativa nazionale a cui fa riferimento il regolamento redatto dall’amministrazione Aquino. La questione pregiudiziale avanzata dai due esponenti del civico consesso prende posizione dal fatto che sulle questioni inerenti il commercio e le attività produttive vi sarebbe una competenza esclusiva della Regione Siciliana.

Ma l’esito del parere espresso dall’Assessorato regionale agli Enti locali in merito all’incompatibilità o conflitto di interesse per consiglieri titolari di attività direttamente o da parte di parenti fino al quarto grado apre adesso anche un’altra questione. Infatti ci sarebbe il rischio di non poter fare discutere in aula il regolamento in quanto diversi consiglieri potrebbero essere costretti ad astenersi tanto che venga meno il numero legale anche nella eventuale seconda convocazione.