Montagnareale: il mistero dei tre cacciatori morti, la soluzione è nelle carte del RIS?
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Scritto da Massimo Natoli   
Venerdì 05 Giugno 2026 18:38
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Si sarebbero conclusi i lunghi e complessi accertamenti tecnici dei carabinieri del Ris disposti dalla Procura di Patti. Queste le notizie che si apprendono da Ansa Sicilia, per i fatti accaduti il 28 gennaio scorso poco sopra contrada Caristia di Montagnareale, sito in cui furono trovati morti tre cacciatori: Giuseppe e Devis Pino, fratelli di San Pier Niceto e Antonio Gatani di Patti.

Al momento c’è un solo iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio, che è difeso dagli avvocati Filippo Barbera e Tommaso Calderone. Ansa Sicilia fa delle ipotesi sul ruolo che avrebbero avuto i tre cacciatori  e anche dell’indagato che poi si sarebbe allontanato da quel luogo.

Fu Gatani il primo a sparare? E da li scatenò una reazione che portò alla morte dei tre cacciatori? La persona indagata ha avuto un ruolo in questa vicenda oppure avendo visto cosa stava accadendo, è fuggita via?

Sono domande che ancora attendono una risposta definitiva. Certo è che se i Carabinieri del Ris avrebbero concluso tutti gli accertamenti e si poi sarebbero anche in possesso delle risultanze delle autopsie, degli esami balistici, dattiloscopici e stub, i magistrati della Procura di Patti, a questo punto, potrebbero avere quanto meno un quadro chiaro della situazione e procedere, nel caso abbiano già davvero tutto a disposizione, a chiudere il caso.

Infine una dichiarazione dell’avvocato Filippo Barbera, che è difensore, insieme all’avvocato Calderone, dell’unica persona indagata per questi tragici fatti. “Apprendiamo dalla stampa di presunti approdi investigativi privi di qualunque  ufficialità. Non possiamo che ribadire che non sono i media la sede per l’accertamento della verità. Prenderemo posizione a modo e tempo debiti".




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