Tindari: ordinati due diaconi e celebrato il giubileo sacerdotale di don Emanuele Di Santo; guarda le FOTO
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Scritto da Redazione   
Mercoledì 01 Luglio 2026 10:33
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La diocesi di Patti ha vissuto ieri una giornata di festa, preghiera e gratitudine. Nella Basilica Santuario di Tindari, infatti, il Vescovo Guglielmo Giombanco ha ordinato diaconi gli accoliti Giuseppe Orlando, della parrocchia “Sacro Cuore di Gesù” di Patti, e Carmelo Marinaro, della parrocchia “Santa Lucia” di Mistretta; nella stessa celebrazione è stato ricordato anche il 25° anniversario dell’ordinazione sacerdotale di don Emanuele Di Santo, Rettore del Seminario Vescovile. Tanti i fedeli che hanno gremito la Basilica, parecchi provenienti dalle due parrocchie di origine dei due nuovi diaconi, ma tanti pure alle altre comunità della diocesi. Presenti anche mons. Michele Di Tolve, Vescovo ausiliare di Roma, titolare di Orrea, e Rettore del Pontificio Seminario Romano Maggiore, dove Carmelo Marinaro sta svolgendo il cammino di formazione al sacerdozio, don Giulio Barbieri, parroco della comunità “Santa Maria del Redentore” di Roma, dove Carmelo svolge l’esperienza pastorale; gli educatori ed una rappresentanza di alunni del Seminario Romano Maggiore.  

Nella sua omelia, il Vescovo, rivolgendosi a don Emanuele, a Giuseppe e a Carmelo, ha evidenziato che “il Signore conosce le vostre fragilità e la bellezza che portate nel cuore. Attraverso voi desidera dare una carezza di consolazione alla sua Chiesa, orientarla, condurla. A voi che avete detto al Signore il vostro sì, accogliendo l’invito a lettere la vita al servizio di Dio e dei fratelli, la nostra Chiesa di Patti esprime il suo grazie e vi è accanto nel cammino di discepoli di Gesù”. 

“Desidero ricordare a voi ordinandi diaconi – ha proseguito monsignor Giombanco – che c’è una diaconia che nasce dalla fede ed è quella che invita a compiere gesti concreti di umanità e di amore nel servizio e c’è anche una diaconia alla fede che va sempre servita mettendo al centro la presenza di Dio e lasciarlo lavorare nella propria esistenza”.

Il Vescovo si è, quindi, soffermato su tre verbi tratti dal brano del Vangelo di Giovanni: rimanere, amare, portare frutto: “Seguire Gesù significa modellare ogni giorno la propria vita sulla sua, per rimanere sempre discepoli che desiderano fare compagnia al Maestro, nella consapevolezza che tutto è dono e grazia. Seguire Cristo non significa accettare ciò che appare chiaro fino in fondo, ma entrare in una dinamica di continua ricerca e accoglienza di un mistero di amore. Non si finisce mai di lasciare per seguire. Essere discepoli di Gesù non è un ruolo, ma la scelta di un modo di vivere”. “Il vero discepoli – ha aggiunto – non parla mai di ciò che ha lasciato, ma condivide la gioia del nuovo che ha trovato e trasformato la sua vita. Il discepolo porta frutto quando fa conoscere il Signore Gesù, richiamando alla conversione e alla santità”. 

In conclusione il Vescovo, affidandoli alla Bella Maria del Tindari, si è rivolto direttamente prima a don Emanuele (“Grazie per la tua fedeltà, per il tuo spirito di autentico servizio, per la semplicità di vita, per la tua azione discreta, paziente e sempre orientata al bene della Chiesa”) e poi a Giuseppe e Carmelo (“Vogliamo esprimere la gratitudine e il sostegno per la vostra risposta al Signore. Per voi chiediamo a Dio la grazia di essere sempre annunciatori del Vangelo con la vita e rimanga sempre impresso nella vostra vita il gesto di Gesù che lava i piedi ai discepoli, che così dimostra la sua volontà di farsi servo per amore”.




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