NOTIZIE DI CRONACA
Patti: mercoledì 12 agosto interruzione temporanea dell'erogazione idrica PDF Stampa
Scritto da Redazione   
Martedì 11 Agosto 2026 18:23

 

Si informa la cittadinanza che, per un controllo tecnico sull'acquedotto, domani, mercoledì 12 agosto, verrà sospesa l’erogazione idrica a partire dalle ore 6:00 fino al termine dei lavori.
Zone interessate:
Centro storico;
Via Trieste;
Via Gorizia;
Via Mazzini;
Via San Nicola La Mendola;
Via Kennedy;
Via Agliastri;
Via San Nicola La Mendola;
Via Mustazzo;
via Roccone e zone limitrofe.
A dieci anni dalla scomparsa del Vescovo Francesco Sgalambro, sostenitore e benefattore del nostro giornale PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Martedì 11 Agosto 2026 09:30

 

Sono tracorsi dieci anni dalla scomparsa di mons. Francesco Sgalambro, Vescovo emerito di Cefalù che, con i suoi consigli e la sua generosità, ha contribuito alla promozione del nostro giornale; mons. Sgalambro si addormentava nel Signore nella sua abitazione di Messina la mattina dell'11 Agosto 2016, memoria di Santa Chiara d'Assisi.

Dal primo incontro, avvenuto il 5 Aprile 1986, nella sua casa al quartiere Annunziata di Messina, la mattina del giorno della sua ordinazione episcopale, l'amicizia con mons. Sgalambro si era rinsaldata sempre più. Gli avevo fatto visita, l'ultima volta, la mattina del 29 luglio 2016 (le mie visite erano frequenti) e mi era apparso un po' stanco, ma sempre con il sorriso sulle labbra e lo sguardo amorevole e paterno. Sabato 6 agosto 2016, ci eravamo sentiti al telefono, e la nostra conversazione era andata agli anni trascorsi a Cefalù quando, il 6 agosto, mi invitava ai festeggiamenti in onore del Santissimo Salvatore e partecipavo al Pontificale, da lui presieduto nel duomo normanno, al pranzo con il clero e alla processione serale. Mi invitò anche il pomeriggio di sabato 31 ottobre 2009 quando presiedette nel Duomo di Cefalù, sotto lo sguardo benedicente del "Cristo Pantocratore", l'ultima Concelebrazione di saluto alla diocesi. Ritiratosi nella sua abitazione messinese, ci vedevamo ogni mese quando mi recavo a trovarlo e gli consegnavo, puntualmente, la copia de "In Cammino" che lui apprezzava e stimava, complimentandosi sia per i contenuti che per la grafica accattivante.

Alla fine del 2014 mons. Sgalambro fu visitato dalla sofferenza, ed ha vissuto questo tempo della prova, il tempo del limite di ogni creatura, come un tempo nel quale impariamo che siamo immagine di Dio. Fino alla fine sono rimasto profondamente edificato, percependo nel Vescovo Francesco una risorsa e una forza che lo faceva essere testimone privilegiato della passione del Signore.

Mons. Giuseppe Marciante Vescovo di Cefalù,in occasione del Discorso alla Città di Cefalù il 6 agosto scorso, al termine della processione del Santissimo Salvatore, lo ha ricordato con queste parole:

"Rivolgo un ricordo particolare e una preghiera colma di affetto al mio venerato predecessore Mons. Francesco Sgalambro, 72° Vescovo di Cefalù dal 2000 al 2009, le cui spoglie mortali riposano nella cripta della nostra Basilica. Lo ricordo in modo particolare per la sua devozione a Santa Chiara. Infatti, l'11 agosto ricorreranno i dieci anni dal suo transito al cielo. In modo speciale vorrei ricordare Mons. Sgalambro per la sua carità silenziosa. Ha fatto tanta carità alla nostra città, ma l'ha fatta nel silenzio; senza suonare trombe o battere tamburi. L'ha fatto con discrezione, nel silenzio, e senza che nessuno se ne accorgesse. Gli siamo grati per questa sua grande generosità. Della sua presenza in mezzo a noi richiamo oggi davanti a tutta la città, con profonda gratitudine, lo zelo pastorale instancabile, le benedizioni per il bene di questo territorio e, soprattutto, la sua straordinaria e luminosa mitezza e umiltà: un'eredità spirituale e morale che appartiene all'intera comunità diocesana. Egli, che su questa terra ha contemplato con fede viva il volto del Cristo trasfigurato, sono certo che oggi ne contempla la bellezza eterna".

Arrivederci in Paradiso, caro Vescovo Francesco e grazie per il bene che hai voluto a me e al giornale "In Cammino". 

Patti: Curia Vescovile chiusa dal 10 al 23 Agosto PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Lunedì 10 Agosto 2026 09:44

Gli uffici della Curia Vescovile di Patti rimangono chiusi per la pausa estiva da lunedì 10 a lunedì 23 Agosto.

Patti: oggi la carissima Tonina Merlo avrebbe compiuto 58 anni PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Sabato 08 Agosto 2026 10:25

 

Celebrare il compleanno di una persona cara che è tornata alla casa del Padre non significa fermarsi al rimpianto, ma trasformare il ricordo in un atto di comunione, gratitudine e speranza cristiana nella vita eterna.Il significato del ricordoLa nascita al cielo: Nel giorno in cui ricordiamo il 58° compleanno terreno della carissima Tonina Merlo (era l'8 agosto 1968), scomparsa improvvisamente il 25 gennaio scorso, la fede ci ricorda che la vera nascita è il "dies natalis", il passaggio alla vita piena in Dio. L'affetto e l'amore non muoiono con la morte del corpo; continuano nel Corpo mistico di Cristo che unisce la Chiesa terrena e quella celeste. Oggi, 8 agosto, è l'occasione per ringraziare Dio per il tempo donato insieme e per il bene che Tonina ha seminato nella vita di quanti l'hanno conosciuta. Ricordare i giorni passati, i gesti di amore e la storia condivisa, affidando alla misericordia infinita di Dio anche le fatiche o le mancanze umane. La morte non è la fine di tutto, ma una trasformazione. Come recita la liturgia, "ai tuoi fedeli, Signore, la vita non è tolta ma trasformata". La preghiera di suffragio in questo giorno è il regalo più bello che possiamo fare a Tonina: un abbraccio spirituale che supera la soglia dell'invisibile. La figlia Cristina, con il papà Salvatore Laquidara, la mamma Pina Florulli, le sorelle Ketty e Laura e tutti i parenti e gli amici, raccomandano la cara Tonina alla preghiera di quanti l'hanno conosciuta e le hanno voluto bene.

Parcheggi rosa, il grande bluff: multe salate ma in punta di diritto i ricorsi sono aperti PDF Stampa
Scritto da Redazione   
Mercoledì 05 Agosto 2026 11:30

La disciplina dei cosiddetti "parcheggi rosa", introdotta dall'art. 188-bis del Codice della strada, rappresenta uno degli esempi più evidenti delle difficoltà del legislatore italiano nel completare l'attuazione delle proprie riforme. A fronte di una normativa primaria che riconosce la possibilità di riservare aree di sosta alle donne in gravidanza e ai genitori con figli di età inferiore ai due anni, manca ancora un compiuto coordinamento con il Regolamento di esecuzione del Codice della strada. Tale lacuna ha indotto numerosi Comuni ad adottare autonomamente regolamenti, ordinanze e procedure per il rilascio dei cosiddetti "permessi rosa", dando luogo a un quadro applicativo disomogeneo sul territorio nazionale. Ne deriva un dibattito giuridico tuttora aperto circa l'estensione delle competenze comunali, la validità dei contrassegni rilasciati dai singoli enti e la legittimità delle sanzioni elevate in assenza di una disciplina regolamentare nazionale completa. Il decreto-legge 10 settembre 2021, n. 121, convertito dalla legge 9 novembre 2021, n. 156, ha introdotto nel Codice della strada il nuovo art. 188-bis, dedicato alla sosta dei veicoli al servizio delle donne in stato di gravidanza e dei genitori con bambini di età non superiore ai due anni. La novella legislativa ha previsto la possibilità di rilasciare specifiche autorizzazioni, comunemente definite "permessi rosa", attribuendo ai Comuni di residenza la competenza al rilascio e introducendo le relative sanzioni per l'utilizzo abusivo dei contrassegni o per la sosta non autorizzata negli stalli riservati. Tuttavia, la stessa disposizione rinvia espressamente alle modalità stabilite dal Regolamento di esecuzione del Codice della strada, cui è demandata la disciplina tecnica della materia, compresa la definizione della relativa segnaletica. Proprio questo rinvio costituisce il principale elemento di criticità dell'intera disciplina. A distanza di anni dall'introduzione dell'art. 188-bis, il Regolamento di esecuzione del Codice della strada (D.P.R. 495/1992) non risulta ancora integralmente coordinato con la nuova disciplina. Nel 2022 il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili è intervenuto con un decreto volto a disciplinare alcuni aspetti tecnici della segnaletica e a finanziare la realizzazione degli stalli, ma non è stato istituito un contrassegno nazionale unico analogo al contrassegno unificato per le persone con disabilità. La conseguenza è che ogni Comune ha predisposto proprie modalità di rilascio dei permessi e propri criteri applicativi, determinando una significativa frammentazione amministrativa. Per superare l'assenza di una disciplina uniforme, molti enti locali hanno adottato regolamenti, delibere o ordinanze di viabilità disciplinando autonomamente gli stalli rosa e il rilascio dei relativi contrassegni. Su tale prassi si è sviluppato un vivace dibattito dottrinale. Secondo un primo orientamento, il rinvio contenuto nell'art. 188-bis al Regolamento di esecuzione impedirebbe ai Comuni di disciplinare autonomamente la materia, trattandosi di aspetti riservati alla normativa statale. Un diverso orientamento, seguito da numerose amministrazioni comunali, ritiene invece che gli enti proprietari delle strade possano istituire gli stalli mediante ordinanze di regolazione della circolazione, valorizzando il principio secondo cui la segnaletica regolarmente installata deve essere rispettata dagli utenti della strada. In assenza di un intervento chiarificatore del legislatore o della giurisprudenza di legittimità, la questione rimane aperta. La disciplina dei parcheggi rosa nasce con finalità socialmente condivisibili e costituisce un importante strumento di tutela della maternità e della genitorialità. Tuttavia, la mancata definizione di un sistema nazionale pienamente uniforme ha determinato una fase transitoria che si protrae ormai da diversi anni, costringendo i Comuni a colmare autonomamente le lacune applicative e alimentando un contenzioso destinato a permanere. L'istituzione di un contrassegno nazionale unico e il definitivo coordinamento del Regolamento di esecuzione del Codice della strada rappresentano gli interventi necessari per assicurare certezza del diritto, uniformità applicativa e tutela effettiva dei cittadini, evitando che una misura di evidente utilità sociale continui ad essere accompagnata da dubbi interpretativi e disomogeneità territoriali.
 

Giacomo Campisi

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