Triplice omicidio a Montagnareale: salme ancora sotto sequestro per prendere le impronte digitali; la svolta potrebbe arrivare dalla balistica
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Scritto da Massimo Natoli   
Martedì 03 Febbraio 2026 10:28
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Si infittisce il giallo sulla morte dei tre cacciatori, i cui corpi sono stati ritrovati mercoledì 28 gennaio scorso in un bosco in contrada Caristia a Montagnareale (nella foto da sinistra: Antonio Gatani, 82 anni, residente a Patti, e i fratelli Davis Pino, 26 anni, e Giuseppe Pino, 44 anni, imprenditori edili originari di San Pier Niceto).

Nella giornata di ieri si sarebbero dovuti svolgere i funerali di Antonio Gatani, l’82enne residente a Patti, il più anziano delle tre vittime. Ma la salma non è stata restituita ai familiari per le esequie, già organizzate. Sembra, infatti, che la Procura di Patti abbia stoppato tutto e disposto altri accertamenti sui corpi. Nello specifico si tratterebbe di rilievi dattiloscopici. Accertamento tecnico che potrebbe avere uno scopo ben preciso: incrociare le impronte digitali con le tracce rilevate sulle armi da fuoco o altri elementi rivenuti sui luoghi. Le autopsie, eseguite all’ospedale Papardo di Messina dai medici legali Alessio Asmundo e Giovanni Andò, avrebbero escluso la dinamica dell’omicidio-suicidio, ma resta da chiarire cosa sia accaduto esattamente e se ci possano essere altre persone coinvolte nella vicenda. Secondo l’agenzia di stampa ADN Kronos i tre sarebbero stati trovati a 30 metri di distanza e nessuna delle vittime sarebbe stata colpita alle spalle.

Decisivisi, dunque, potrebbero essere gli accertamenti balistici, affidati al RIS di Messina, e che sono ancora in corso, insieme ad altri accertamenti tecnici e alle indagini tradizionali. La Procura, che indaga a trecentosessanta gradi, avrebbe anche chiesto l’analisi di celle telefoniche e tabulati, per risalire a movimenti e contatti di chi era presente nel bosco di Caristia quella mattina, mentre gli investigatori starebbero continuando a cercare elementi utili nell’area della scena del crimine, ancora presidiata dai carabinieri per evitare contaminazioni.

Sentito a lungo anche un amico di Gatani, con cui era solito andare a caccia. Avrebbe confermato agli inquirenti che quella mattina era partito con l’82enne per andare a caccia, ma che poi si sarebbe allontanato per fare rientro in paese e l’anziano sarebbe rimasto solo. L’uomo non è indagato, secondo l’agenzia di stampa ADN Kronos.

Bocche cucite, ovviamente, da parte di chi indaga, mentre la comunità dei Nebrodi si interroga su quanto accaduto.




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