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Oggi, 19 Gennaio, la Chiesa celebra la memoria di San Pietro Tommaso, vescovo di Patti |
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Scritto da Giancarlo D'Amico
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Lunedì 19 Gennaio 2026 07:44 |
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Nacque nel Périgord meridionale (Francia) nel 1305 circa. A vent'anni entrò nell'Ordine del Carmelo. Esercitò l'ufficio di Procuratore Generale dell'Ordine presso la Curia papale ad Avignone e quello di predicatore apostolico, fu nominato nel 1354 vescovo di Patti e Lipari. Svolse le funzioni di legato pontificio presso re e imperatori del tempo per consolidare la pace e promuovere l'unione con le Chiese Orientali. Fu trasferito ad altre sedi: Corone (Peloponneso) anche con l'incarico di legato pontificio in Oriente (1363) ed infine Costantinopoli (1364) come patriarca latino. I suoi sforzi per l'unità della Chiesa fanno di questo santo nel secolo XIV un precursore dell'ecumenismo. Morì in Famagosta (Cipro) nel 1366.
Stiamo celebrando la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, incentrata sul tema: «Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito». Per quest’anno, le preghiere e le riflessioni che verranno utilizzate nella settimana di preghiera per l’unità dei cristiani sono state preparate dai fedeli armeni apostolici, in collaborazione con i loro fratelli e le loro sorelle delle Chiese armene cattoliche ed evangeliche. La settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026 invita i fedeli ad attingere a questo patrimonio cristiano condiviso e ad approfondire la comunione in Cristo, che unisce i cristiani di tutto il mondo.
Dal primo libro di Samuele 15, 16-23
L’obbedire è meglio del sacrificio. Poiché hai rigettato la parola del Signore, egli ti ha rigettato come re.
Rit. A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio. dal salmo 49
Dal Vangelo secondo Marco 2, 18-22
Lo sposo è con loro.
Perché i tuoi discepoli non digiunano? La terza domanda posta dai farisei a Gesù nasconde un'accusa di poca devozione da parte di Gesù e dei suoi discepoli, altrove accusati di essere dei mangioni e dei beoni. I farisei, che digiunano spesso, hanno un'idea ben precisa di religiosità: il pio israelita, il devoto, rispetta con puntiglio ogni norma della Legge, vive con timore e rispetto la propria vita e si nega ogni eccesso. Ancora oggi molti hanno questa idea: la persona devota è mortificata e penitente, compassata e seriosa. Gesù, fa ridere la cosa!, è accusato di essere poco devoto, poco religioso, perché non rientra nell'idea di devozione che hanno i farisei. Gesù replica: esiste una dimensione gioiosa e giocosa della fede e della vita, l'incontro con Dio non è la partecipazione ad un funerale ma ad una bella festa di nozze... Se dimentichiamo questa dimensione tradiamo la visione biblica di Dio. Le parole di Gesù sono attuali e vere: stiamo attenti anche noi a non caricarci di inutili devozioni che servono solo a gratificare il nostro orgoglio spirituale. Seguiamo, piuttosto, le equilibrate proposte che ci fa la Chiesa.
Il vangelo di Gesù è vino nuovo, parola divina che spezza sempre i limiti delle attese umane. Preghiamo il Padre di ogni bene, perché diveniamo portatori della novità di Cristo. Insieme preghiamo: Crea in noi uno spirito nuovo.
Per la Chiesa, sposa di Cristo, affinché mostri a chi non crede, la verità gioiosa e liberante di Gesù. Preghiamo:
Per le comunità cristiane divise, affinché rafforzino con la preghiera e con il digiuno la ricerca dell'unità. Preghiamo:
Per gli ebrei e tutti i credenti in Dio, affinché incontrino nel segreto del loro cuore la novità di Cristo. Preghiamo:
Per gli affamati di cibo e di giustizia, affinché siano sostenuti dalla solidarietà dei cristiani e possano scoprire in Cristo la speranza per ogni giorno. Preghiamo:
Per la nostra comunità, affinché non si addormenti nell'abitudine e nella noia, ma si impegni a trovare vie nuove per realizzare oggi il vangelo. Preghiamo:
O Dio nostro Padre, che hai colmato del tuo Spirito san Pietro Tommaso vescovo di Patti e l'hai reso apostolo di pace tra i popoli e di unità tra i cristiani, concedi alla tua Chiesa per sua intercessione di vivere secondo la verità nella carità. Amen.
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LITURGIA DELLE ORE - Volume III
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Prima Lettura
Dal libro del Deuteronomio (4, 1-8. 32-40)
Discorso di Mosè al popolo
Seconda Lettura
Dalla «Lettera a Costanzo» di sant'Ambrogio, vescovo (Lettera 36, 1-7, in Opera omnia di Sant'Ambrogio, 20, 1988, Città Nuova, Roma, pp. 23-27)
I tuoi discorsi siano puri e limpidi
Lunedì della II settimana, ufficio della memoria dal Comune dei pastori e dal Proprio regionale della Liturgia delle Ore, pag. 50. Antifone proprie al Benedictus e al Magnificat.
Impegno di vita
Il digiuno è una pratica importante nel cammino di fede: rafforza la nostra volontà e ci rende più disponibili ad accogliere la Parola di Dio. Oggi «digiunerò» privandomi di qualcosa a cui tengo (cibo o altro: televisione, fumo…).
INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO
Per l'unità di tutti i cristiani.
MESSAGGIO DEL GIORNO
Non va bene combinare vecchio e nuovo, passato e presente, legge e vangelo. Bisogna avere il coraggio di cambiare, non di combinare. Il Vangelo è un'insidia per gli equilibri prestabiliti in noi e fuori di noi. Il vecchio ha avuto la sua utilità, ma ora cede il posto alla novità del presente. L'attesa finisce nell'atteso, il cammino si placa nella mèta, il moto si acquieta nel suo fine. Termina il digiuno e comincia il banchetto. Silvano Fausti

Lunedì 19 Gennaio 2026
Il Santo Padre Leone XIV riceve stamane in Udienza:
- Em.mo Card. Mario Grech, Segretario Generale della Segreteria Generale del Sinodo;
- Delegazione Ecumenica della Finlandia;
- Il Reverendo John Berg, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pietro;
- S.E. il Signor Petr Pavel, Presidente della Repubblica Ceca, con la Consorte, e Seguito;
- S.E. Mons. Carlos José Tissera, Vescovo di Quilmes (Argentina);
- Dirigenti e Agenti dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza “Vaticano”;
- Responsabili del Cammino Neocatecumenale.

Lunedì 19 Gennaio 2026
- Il Vescovo Guglielmo prosegue la Visita Pastorale a Patti Marina; questo il programma odierno:
Ore 10.00: Visita alle attività commerciali e all'Ufficio Postale di via Zuccarello;
Ore 11.00: Visita alla Biblioteca comunale di Villa Pisani; visita alla sede dell'Associazione Nazionale dei Carabinieri; visita alla Delegazione di Spiaggia;
Ore 16.30: Visita ad alcuni ammalati e anziani;
Ore 19.00: Celebrazione Eucaristica nella memoria di San Pietro Tommaso, Vescovo di Patti; si pregherà in particolare per tutti i defunti della comunità.
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Oggi, 18 Gennaio, la Chiesa celebra la Seconda Domenica del tempo ordinario |
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Scritto da Giancarlo D'Amico
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Domenica 18 Gennaio 2026 07:30 |
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La seconda domenica del tempo ordinario ci offre nuovamente come spunto di meditazione e riflessione la figura di Giovanni il Battista. Potremmo dire che tutto il tempo di Avvento, del Natale e queste prime domeniche del nuovo il protagonista principale del Vangelo è Giovanni il Battista. Egli è il testimone diretto, immediato e credibile della presenza del Messia e salvatore del mondo in mezzo al suo popolo. Nel brano del Vangelo di questa domenica, infatti, Giovanni Battista indica in Gesù l'unico salvatore del mondo, senza confusioni di ruolo e di missione. Egli è semplicemente colui che indica Gesù Cristo come il vero centro di tutta la storia e della salvezza. Anche i termini utilizzati in questo brano del Vangelo di Giovanni precisano appunto la vera natura del Cristo e della sua missione nel mondo: Agnello di Dio, il Figlio di Dio.
Oggi inizia la Settimana di preghiera per l'Unità dei Cristiani sul tema: «Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito». Per quest’anno, le preghiere e le riflessioni che verranno utilizzate nella settimana di preghiera per l’unità dei cristiani sono state preparate dai fedeli armeni apostolici, in collaborazione con i loro fratelli e le loro sorelle delle Chiese armene cattoliche ed evangeliche. La settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026 invita i fedeli ad attingere a questo patrimonio cristiano condiviso e ad approfondire la comunione in Cristo, che unisce i cristiani di tutto il mondo.
Dal libro del profeta Isaia 49, 3.5-6
Ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza.
Rit. Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà. dal salmo 39
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 1, 1-3
Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo.
Dal Vangelo secondo Giovanni 1, 29-34
Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo.

«Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!». E le folle sono consegnate a lui, l'Atteso, senza ombra di rammarico, senza un tentativo di trattenerle a sé.
Quel dito puntato, quell'affermazione ci interpellano in quanto cristiani. Oggi siamo noi i battistrada di Dio. La gente attende da noi la luce, la conferma che Egli è veramente presente nella nostra storia per salvarla.
È in fondo questa la consegna del Natale: non il ricordo sfocato e ovattato di un evento, ma la testimonianza che Egli è presente e noi l'abbiamo incontrato. Riconoscere Gesù nella storia non permette di vedere il Regno di Dio, anzi, rischia di considerare Gesù stesso in se stesso, con tutte le sue caratteristiche di positività e bontà personali, ma legate alla persona.
Solo il riconoscerlo nello Spirito ci permette di aprirci al piano del Regno che in Gesù si fa progetto vivente.
Allora anche la persona di Gesù non è più vincolata alla sua e alla nostra storia, ma le trapassa, in quell'avvenimento unico e irripetibile che è la Risurrezione. Dovremmo imparare a rivolgerci a Gesù non come ce la sentiamo, con i nostri modi, ma illuminando e percependo i nostri modi di incontrarlo con l'aiuto e la forza dello Spirito, riferendoci anzitutto attraverso di Lui a Gesù. Avremmo la visione non solo del nostro Gesù, ma del Cristo vero Dio!
Più che offerte e sacrifici, Dio vuole da noi l’obbedienza alla sua volontà. Disponiamo il nostro animo alla preghiera, affinché possiamo domandargli ciò che è conforme ai suoi disegni d’amore. Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.
Perché la Chiesa sappia annunciare a tutti gli uomini che Gesù è l’Agnello che toglie i peccati dal mondo e che in lui soltanto c’è la salvezza. Preghiamo.
Per i predicatori, i catechisti, gli educatori, perché siano consapevoli dell’importanza del compito che è stato loro affidato, di essere cioè instancabili annunciatori del Signore. Preghiamo.
Per i cristiani che si trovano in situazioni di peccato, perché riscoprano la loro chiamata alla santità e si aprano alla consolazione e all’aiuto dello Spirito Santo nel cercare e vivere la volontà di Dio. Preghiamo.
Per coloro che sono impegnati nel dialogo interreligioso, perché sappiano individuare tutto ciò che unisce e rende possibile l’incontro tra gli uomini, resi in Cristo fratelli. Preghiamo.
Per noi, convocati a celebrare l’Eucaristia, perché il saperci salvati nel sangue dell’Agnello ci ispiri comportamenti di perdono e fraternità fondati sulla fede, nell’impegno ad edificare il Regno di Dio. Preghiamo.
O Dio, che ti fai chiamare Padre, ti rendiamo grazie per averci salvati nel sacrificio in croce del tuo Figlio, Gesù. Aiutaci a comprendere i nostri limiti e rendici capaci di orientare al bene le nostre azioni. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
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LITURGIA DELLE ORE - Volume III
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Prima Lettura
Dal libro del Deuteronomio (1, 1. 6-18)
L'ultimo discorso di Mosè in Moab
Seconda Lettura
Dalla «Lettera agli Efesini» di sant'Ignazio di Antiochia, vescovo e martire (Capp. 2, 2 - 5, 2; Funk 1, 175-177)
La perfetta armonia frutto della concordia
Domenica della II settimana, ufficio della II Domenica del tempo ordinario; Te Deum. Antifone al Benedictus e a al Magnificat anno A.
Impegno di vita
Individuo una dimensione della mia vita in cui non riesco a testimoniare il mio essere stato santificato da Cristo e, se possibile, compio un gesto che riveli la mia vera identità.
INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO
Per la Chiesa, chiamata come Giovanni Battista a indicare il Cristo, l'Agnello di Dio al mondo.
MESSAGGIO DEL GIORNO
La parola di Gesù è sempre una e sempre la stessa e, tuttavia, è sempre nuova e diversa. Ci dice: Tu stai sotto l'amore di Dio, Dio è santo e anche voi dovete essere santi; Dio vuole darvi lo Spirito Santo affinché siate santi. Dietrich Bonhoeffer

Domenica 18 Gennaio 2026
- Alle ore 12 il Santo Padre Leone XIV recita la preghiera mariana dell'Angelus dalla finestra del Palazzo Apostolico.

Domenica 18 Gennaio 2026
- Il Vescovo Guglielmo inizia la Visita Pastorale a Patti Marina con il seguente programma:
Ore 17.30: Cerimonia di accoglienza nella Piazzetta dei Marinoti e corteo processionale fino alla Chiesa parrocchiale;
Ore 17.45: nella Chiesa di Santa Caterina saluto del Parroco e del Sindaco;
Ore 18.00: Solenne Celebrazione Eucaristica di apertura della Visita Pastorale;
Ore 19.30: Incontro con gli operatori pastorali, le associazioni e i movimenti parrocchiali.
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Oggi, 17 Gennaio, la Chiesa celebra la memoria di Sant'Antonio abate |
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Scritto da Giancarlo D'Amico
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Sabato 17 Gennaio 2026 07:33 |
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Antonio abate è uno dei più illustri eremiti della storia della Chiesa. Nato a Coma, nel cuore dell'Egitto, intorno al 250, a vent'anni abbandonò ogni cosa per vivere dapprima in una plaga deserta e poi sulle rive del Mar Rosso, dove condusse vita anacoretica per più di 80 anni: morì, infatti, ultracentenario nel 356. Già in vita accorrevano da lui, attratti dalla fama di santità, pellegrini e bisognosi di tutto l'Oriente. Anche Costantino e i suoi figli ne cercarono il consiglio. La sua vicenda è raccontata da un discepolo, sant'Atanasio, che contribuì a farne conoscere l'esempio in tutta la Chiesa. Per due volte lasciò il suo romitaggio. La prima per confortare i cristiani di Alessandria perseguitati da Massimino Daia. La seconda, su invito di Atanasio, per esortarli alla fedeltà verso il Concilio di Nicea. Nell'iconografia è raffigurato circondato da donne procaci (simbolo delle tentazioni) o animali domestici (come il maiale), di cui è popolare protettore.
Oggi si celebra la Giornata per il dialogo fra ebrei e cristiani che quest'anno ha per tema: «In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra (Gen 12,3). Sessant’anni di Nostra Aetate». Sarà l’occasione per riflettere sul concetto di benedizione sulla famiglia umana, sulla fratellanza, e per ricordare i grandi passi fatti in questi sessant’anni dalla pubblicazione del documento “Nostra Aetate”, e dei documenti che da lì sono stati sviluppati e ampliati.
Dal primo libro di Samuele 9,1-4.10.17-19; 10,1
Ecco l’uomo di cui il Signore ha detto: costui reggerà il mio popolo.
Rit. Signore, il re gioisce della tua potenza! dal salmo 20
Dal Vangelo secondo Marco 2, 13-17
Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.

Il vangelo di Marco mette in crisi i pregiudizi religiosi di ieri e di oggi: Gesù guarisce un indemoniato in sinagoga (!), guarisce la comunità perché si metta a servizio del Regno, amministra il perdono e, oggi, scandalizza i benpensanti (categoria sempre molto diffusa) prendendo con sé un pubblicano come Levi. I pubblicani erano ebrei collaborazionisti dei romani da cui appaltavano la riscossione delle tasse. Odiati e temutissimi, erano considerati pubblici peccatori e segretamente disprezzati. Gesù non ha paura di chiamare Levi durante il suo lavoro, di prenderlo con sé, fra i suoi. La Chiesa non è il club dei bravi ragazzi, ma la comunità di coloro che, perdonati, annunciano la misericordia del Signore. E spiega la sua scelta: i sani non sanno che farsene del medico! Se imparassimo, nella Chiesa, questa lezione fondamentale! Che ce ne facciamo di benpensanti che credono sempre di essere nel giusto? Che ce ne facciamo di persone che passano il tempo a pesare il peccato degli altri senza riconoscere il proprio? Osiamo, come Gesù, annunciare la buona notizia: proprio perché siamo fragili e peccatori accogliamo il vangelo del Signore!
Con grande fede, rivolgiamo oggi la nostra preghiera a Dio Padre, perché la memoria di sant'Antonio abate, padre dei monaci, ci ricordi il primato assoluto di Dio nella nostra vita. Diciamo insieme:
Sii tu, Signore, la nostra gioia.
Perché la Chiesa, tempio del Dio vivente, sia segno per tutto il mondo della trascendenza di Dio. Preghiamo:
Perché nella Chiesa risuoni sempre con vitale freschezza l'appello di Gesù, suscitatore di vocazioni evangeliche radicali. Preghiamo:
Perché i cristiani sappiano presentare al Signore l'offerta di un impegno fattivo per la giustizia. Preghiamo:
Perché chi si sente solo possa imparare, da sant'Antonio abate, la spiritualità di una solitudine che non è isolamento, ma tenerezza e gioia con Dio. Preghiamo:
Perché impariamo a rispettare e stimare le vocazioni eremitiche e contemplative come doni della grazia di Dio per il bene di tutta la Chiesa. Preghiamo:
O Dio, che hai ispirato a sant’Antonio abate di ritirarsi nel deserto, per servirti in un nuovo modello di vita cristiana, concedi anche a noi per sua intercessione di superare i nostri egoismi per amare te sopra ogni cosa.
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LITURGIA DELLE ORE - Inizia il III Volume
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Prima Lettura
Dal libro del Siracide (44, 1-2. 16 - 45, 5)
Elogio dei Padri: da Enoch a Mosè
Seconda Lettura
Dalla «Vita di sant'Antonio» scritta da sant'Atanasio, vescovo (Capp. 24; PG 26, 842-846)
La vocazione di sant'Antonio
Sabato della I settimana, ufficio della memoria dal Comune dei santi per i religiosi. (fino all'Ora Nona); Primi Vespri della II Domenica del tempo ordinario, antifona al Magnificat anno A.
Impegno di vita
Gesù non ha condannato i peccatori, ma li ha incontrati e ha vissuto con loro momenti di intensa comunione. Oggi mi impegnerò a vivere anche io l'accoglienza e la pazienza nei confronti delle persone con cui ho più difficoltà di relazione.
INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO
Per gli ebrei e tutti i credenti in Dio, affinché incontrino nel segreto del loro cuore la novità di Cristo.
MESSAGGIO DEL GIORNO
Anche la vocazione di Matteo (Levi) è inserita nell'orizzonte della misericordia. Passando davanti al banco delle imposte gli occhi di Gesù fissarono quelli di Matteo. Era uno sguardo carico di misericordia che perdonava i peccati di quell'uomo e, vincendo le resistenze degli altri discepoli, scelse lui, il peccatore e il pubblicano, per diventare uno dei Dodici. San Beda il Venerabile, commentando questa scena del Vangelo, ha scritto che Gesù guardò Matteo con amore misericordioso e lo scelse: miserando atque eligendo. Mi ha sempre impressionato questa espressione, tanto da farla diventare il mio motto. Papa Francesco

Sabato 17 Gennaio 2026
Il Santo Padre Leone XIV riceve questa mattina in Udienza:
- S. E. Mons. Filippo Iannone, O. Carm., Prefetto del Dicastero per i Vescovi;
- La Signora Kristalina Georgieva, Managing Director del Fondo Monetario Internazionale (FMI);
- S.E. Mons. Ariel Edgardo Torrado Mosconi, Vescovo di Nueve de Julio (Argentina);
- Sua Altezza Serenissima il Principe Alberto II di Monaco, e Seguito;
- Membri della Presidenza del Symposium of Episcopal Conferences of Africa and Madagascar (SECAM);
- S.E. Mons. Nikola Eterović, Arcivescovo tit. di Cibale, Nunzio Apostolico nella Repubblica Federale di Germania;
- S.E. Mons. Jorge Ignacio García Cuerva, Arcivescovo Metropolita di Buenos Aires (Argentina).

Sabato 17 Gennaio 2026
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Oggi, 16 Gennaio, si celebra la festa della Madonna della Fiducia, patrona della nostra Redazione |
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Scritto da Giancarlo D'Amico
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Venerdì 16 Gennaio 2026 07:14 |
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Oggi, 16 Gennaio, la nostra Redazione celebra la festa della sua Celeste Protettrice, la Madonna della Fiducia. La statuetta della Madonna della Fiducia, venerata nella cappellina della sede del nostro giornale (nella foto), apparteneva alla signora Maria Eugenia Johnson, proprietaria del Castello Bastione nel territorio di Capo d’Orlando; la signora Johnson era sposata con il Cav. Uff. Saverio D’Amico, Presidente della Corte di appello di Messina negli anni 1895-1900, bisnonno dell’attuale direttore del nostro giornale. La Madonna della Fiducia era custodita nel Castello Bastione fino alla morte della proprietaria avvenuta il 30 agosto 1927. Da allora il piccolo simulacro non fu più trovato; lo rinvenne Giancarlo D’Amico il 16 gennaio 1980 in una cassa contenente libri in un magazzino di sua proprietà in località Castello Bastione. Restaurata a Messina, la preziosa statuetta è venerata nella sede del giornale «In Cammino» e viene festeggiata ogni anno il 16 gennaio, giorno del ritrovamento. Dal 30 Marzo 1990 - giorno di fondazione del giornale In Cammino - la Madonna della Fiducia protegge tutta la Redazione e il lavoro giornalistico promosso dal periodico pattese d’ispirazione cattolica. Per una felice coincidenza la Messa propria della Madonna della Fiducia, richiesta dal Pontificio Seminario Romano Maggiore (dove è particolarmente venerata e festeggiata il sabato prima del mercoledì delle ceneri), è stata approvata dalla Sacra Congregazione dei Sacramenti e del Culto Divino il 6 febbraio 1980, 21 giorni dopo il ritrovamento della statuetta. In questo giorno, la statuetta della Madonna viene portata nella Chiesa parrocchiale di San Giuseppe in Capo d'Orlando, nel cui territorio ricade Castello Bastione, per la celebrazione della Santa Messa, l'Atto di Affidamento e la venerazione da parte dei fedeli.
Dal primo libro di Samuele 8, 4-7.10-22
Griderete a causa del re che avrete voluto eleggere, ma il Signore non vi ascolterà.
Rit. Canterò in eterno l’amore del Signore. dal salmo 88
Dal Vangelo secondo Marco 2, 1-12
Il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra.

No, non abbiamo mai visto nulla di simile, davvero. Al tempo di Gesù (e oggi!) si era convinti che la malattia fosse la conseguenza di una colpa, la punizione per un peccato. Quanto grave doveva essere il peccato del paralitico, allora! Ma i suoi amici non si scoraggiano, superando l'indifferenza (non la compassione!) che la gente provava verso gli ammalati, superano gli ostacoli per portare davanti al misericordioso il loro amico. Che prodigi fa l'amicizia! Gesù perdona i peccati di quest'uomo, e lo guarisce. È vero: Dio solo perdona i peccati, e i farisei si trovano spiazzati davanti a tanta affermazione di autorità da parte del Nazareno. Marco inizia il suo vangelo, e noi il nostro anno, con una notizia straordinaria: Dio perdona i peccati, ogni peccato, non porta il muso, non serba rancore, non esercita il suo potere di veto. Desidera il bene per noi, desidera la nostra libertà interiore. qualunque sia il peso che ci paralizza, una colpa, un dolore, una paura, presentiamoci fiduciosi davanti al Signore sicuri di essere guariti nel profondo per poter consolare gli afflitti della consolazione con cui Dio ci ha consolati, come afferma l'ex fariseo san Paolo, guarito dalla più terribile delle paralisi: lo zelo religioso che si fa intransigente e violento.
Nel profondo di ogni uomo esiste un bisogno radicale di Dio, di comunione con lui, di essere perdonato e guarito. Preghiamo insieme il Padre che ci ha riconciliati inviando Gesù suo Figlio, dicendo insieme:
Noi ti preghiamo, Dio di misericordia.
Affinché il popolo di Dio viva al proprio interno il perdono e la riconciliazione, per diventare annuncio credibile di Cristo, nostra pace. Preghiamo:
Affinché i pastori della Chiesa e i fedeli mantengano vivo nella società di oggi il senso cristiano del peccato, della responsabilità di ciascuno dinanzi a Dio e all'uomo. Preghiamo:
Affinché i ministri del sacramento della riconciliazione siano per tutti strumenti di vera liberazione interiore e segni della paternità di Dio. Preghiamo:
Affinché le istituzioni assistenziali per gli ammalati e gli anziani siano luoghi di servizio all'uomo, nella partecipazione delicata alla sofferenza delle persone. Preghiamo:
Affinché l'Eucaristia, che celebriamo uniti nella fede, diventi forza di riconciliazione nella famiglia e nel lavoro. Preghiamo:
Padre buono, a te sale la supplica dei poveri. Convertici e rendici discepoli del tuo Figlio Gesù, perché siamo con lui operatori di pace e fermento di unità. Lui è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
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LITURGIA DELLE ORE - Volume III
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Prima Lettura
Dal libro del Siracide (43, 13-33)
La lode di Dio nella creazione
Seconda Lettura
Dal «Discorso contro i pagani» di sant'Atanasio, vescovo (Nn. 42-43; PG 25, 83-87)
Tutte le cose per mezzo del verbo formano un'armonia divina
Venerdì della I settimana, ufficio della feria del tempo ordinario.
Impegno di vita
Nella mia pausa contemplativa, entro nel mio cuore per ringraziare il Signore per il dono del perdono. Alle volte mi trovo come il paralitico, impotente e avvinto dai lacci del peccato; l'orgoglio e l'egoismo mi convincono che veramente non ho fatto poi tanto male, mentre vorrei fare tanto del bene!
INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO
Perchè tutti gli uomini riconoscano in Cristo il maestro unico e sommo e accettino il vangelo come codice supremo di vita.
MESSAGGIO DEL GIORNO
Il paralitico, portato da Gesù con fede per essere guarito nel corpo, viene risanato anche nell'anima. Quello che chiediamo a Gesù con fede, non solo lo otteniamo, ma ne otteniamo in quella occasione frutti di salvezza al di là delle cose sperate. La fede non solo ottiene, ma dona anche oltre ciò che abbiamo chiesto. Luciano Sanvito

Venerdì 16 Gennaio 2026
Il Santo Padre Leone XIV riceve questa mattina in Udienza:
- Vescovi della Slovenia in Visita "ad Limina Apostolorum".

Venerdì 16 Gennaio 2026
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Oggi, 15 Gennaio, la Chiesa ricorda San Mauro, abate |
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Scritto da Giancarlo D'Amico
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Giovedì 15 Gennaio 2026 07:19 |
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Vissuto nel VI secolo, figlio di un nobile romano, affidato bambino a San Benedetto, ne divenne il discepolo prediletto e quindi fidato collaboratore. L'episodio più noto, riportato anche dalla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, racconta che quando il monaco Placido cadde in un lago vicino al convento, Benedetto, avendo visto ciò che stava accadendo in una visione, esortò Mauro a correre in aiuto del giovane compagno, ed egli lo salvò camminando sulle acque. Mandato in Francia fondò a Granfeul un monastero. Nell’ultimo periodo della sua vita si dedicò alla preghiera e alle letture. La sua vita, oltre che di amore verso Dio, è ancora oggi esempio di obbedienza all’Ordine.
Dal primo libro di Samuele 4, 1-11
Israele fu sconfitto e l’arca di Dio fu presa.
Rit. Salvaci, Signore, per la tua misericordia. dal salmo 43
Dal Vangelo secondo Marco 1, 40-45
La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.

«Lo voglio!», l'annotazione, perentoria, dell'affermazione di Gesù nei confronti di un uomo lebbroso, indica, nel vangelo, la convinzione profonda di Gesù, il compassionevole, ad assolvere la sua missione. La guarigione della lebbra, una malattia che oltre al dolore escludeva dalle relazioni, è il segno che le parole di Gesù sono efficaci. Il Regno avanza e le conseguenze del peccato, la malattia, la morte, retrocedono. È una specie di contagio virtuoso, la guarigione esprime una guarigione più profonda, collettiva, che Gesù viene a portare. Il fatto che Gesù si ritiri in luoghi deserti, fuggendo la fama che rischiava di travolgerlo, e l'ammonizione a tacere che egli fa ai sanati, fanno parte della stessa logica: Gesù non vuole essere scambiato per un maghetto, non vuole ambiguità nella sua missione. Pochi sono stati i guariti durante l'opera di Gesù, guariti per testimoniare la venuta del Regno. Corriamo il rischio, reale, di immaginare una vita sana come una vita necessariamente felice. La salute è importante, lo sanno bene i malati gravi!, ma non è tutto. Succede ancora di avere delle persone che improvvisamente diventano devote alla scoperta di una qualche malattia. Gesù è venuto a portare la salvezza, non la salute, la guarigione interiore dell'uomo. Dio non è un medico particolarmente bravo, ma l'origine del bene.
La parola di Dio proclamata davanti a noi è un annuncio di speranza e un invito a rinnovarci, oggi, finchè dura l'"oggi" della nostra vita. Preghiamo con fede come il lebbroso: Gesù, guariscici.
Gesù Salvatore, guida la tua Chiesa affinché comunichi ai più dimenticati tra gli uomini, agli intoccabili della società, la speranza che viene da te. Noi ti invochiamo:
Gesù Salvatore, sveglia le coscienze dei cristiani perché si oppongano ad ogni forma di corruzione e siano strumenti di pace fra gli uomini. Noi ti invochiamo:
Gesù Salvatore, dona energia e perseveranza a coloro che faticano per eliminare le emarginazioni e i pregiudizi tra i popoli e nelle comunità. Noi ti invochiamo:
Gesù Salvatore, continua a guarire oggi i lebbrosi e insegnaci la solidarietà attiva verso ogni bisognoso. Noi ti invochiamo:
Gesù Salvatore, guarisci questa nostra comunità dalla lebbra dell'egoismo, dell'impurità e della insensibilità. Noi ti invochiamo:
Padre nostro, liberaci dal male che abita nel nostro cuore e che distrugge i nostri corpi, e insegnaci ad alleviare la sofferenza del prossimo. Per Gesù Cristo che ha patito ed è morto per noi e ora vive e regna nei secoli eterni. Amen.
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LITURGIA DELLE ORE - Volume III
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Prima Lettura
Dal libro del Siracide (42, 15 - 43, 12)
Tutta la creazione canta la gloria di Dio
Seconda Lettura
Dal «Discorso contro i pagani» di sant'Atanasio, vescovo (Nn. 40-42; PG 25, 79-83)
Il Verbo del Padre tutto abbellisce, dispone e contiene
Giovedì della I settimana, ufficio della feria del tempo ordinario.
Impegno di vita
Gesù non ha avuto paura di usare il contatto fisico per trasmettere la vicinanza e l'amore. Oggi cercherò di manifestare un po' più di calore nel mio rapporto con gli altri, magari anche con qualche abbraccio in più.
INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO
Per i nostri malati: sappiamo vedere in loro i nostri fratelli che soffrono, cercando di essere loro vicini con amore e sacrificio.
MESSAGGIO DEL GIORNO
Prendere il vangelo sul serio ha dentro una potenza che cambia il mondo. E tutti quelli che l'hanno preso sul serio e hanno toccato i lebbrosi del loro tempo, tutti testimoniano che fare questo dona una grande felicità. Ermes Ronchi

Giovedì 15 Gennaio 2026
Il Santo Padre Leone XIV riceve questa mattina in Udienza:
- S.E. Mons. Giordano Piccinotti, S.D.B., Arcivescovo tit. di Gradisca, Presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica; con la Reverenda Suora Raffaella Petrini, F.S.E., Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano;
- Il Dottor Alvaro Lario, Presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD);
- Em.mo Card. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo Metropolita di Bologna, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana;
- S.E. Mons. Giuseppe Andrea Salvatore Baturi, Arcivescovo Metropolita di Cagliari, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana;
- Em.mo Card. Kevin Joseph Farrell, Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita;
- Il Professor Tiziano Onesti, Presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma;
- Familiari dei Ragazzi deceduti a Crans-Montana (Svizzera).

Giovedì 15 Gennaio 2026
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