NOTIZIE DI CRONACA
Patti: turni festivi delle farmacie nel mese di Novembre PDF Stampa
Scritto da Redazione   
Sabato 01 Novembre 2025 08:00

 

 

Il turno di apertura domenicale e festivo delle Farmacie di Patti nel mese di Novembre 2025 sarà il seguente:
 

Sabato 1 e domenica 2Farmacia Gugliotta, via XX Settembre - tel. 0941.21127;

Sabato 8 e domenica 9Farmacia Tripodo, lungomare Zuccarello di Patti Marina - tel. 0941.361020;

Sabato 15 e domenica 16Farmacia Paratore-Martino, via Trieste - tel. 0941.328080;

Sabato 22 e domenica 23: Farmacia Gugliotta, via XX Settembre - tel. 0941.21127;

Sabato 29 e domenica 30: Farmacia Tripodo, lungomare Zuccarello di Patti Marina - tel. 0941.361020;

Patti: Andrea Palino vincitore della Borsa di Studio “Antonella Minniti Ajello” XI edizione per il Liceo «Vittorio Emanuele III» PDF Stampa
Scritto da Redazione   
Martedì 28 Ottobre 2025 20:32

Si è svolta il 27 ottobre nell’aula V A del Liceo Statale “Vittorio Emanuele III” di Patti in contrada Acquafico la premiazione del vincitore della Borsa di Studio “Antonella Minniti Ajello”, assegnata a Palino Andrea studente della V B linguistico, selezionato dal Consiglio di classe nello scrutinio di fine anno. Al tavolo dei relatori il Dirigente Scolastico prof. Domenico Maiuri e il marito della dott.ssa Minniti, il dott. Antonino Ajello, in questa edizione erano assenti la prof.ssa Rosetta Vitanza Noto e Fra Felice che fanno parte della commissione del premio unitamente.

Il dottor Antonino Ajello ha voluto intitolare alla moglie una borsa di studio da assegnare a chi nel corso del quinquennio si è distinto non soltanto per il profitto scolastico, ma anche per le doti di dedizione , impegno e solidarietà verso gli altri mostrando altruismo e abnegazione, sia in contesto scolastico che extra scolastico, aspetti che anche il Piano dell’Offerta Formativa dell’Istituto pone al centro per l’attribuzione del voto di comportamento. I vari Consigli di Classe del V° anno segnalano lo studente/la studentessa migliore , quindi la Commissione della Borsa di studio incontra gli studenti selezionati per conoscerne meglio le caratteristiche umane che non sempre sono racchiuse in un voto e fra essi sceglie il vincitore/la vincitrice. Il premio crea così un ideale legame tra i valori che la dottoressa Minniti ha testimoniato con la sua vita in ogni dimensione da Lei vissuta, e quelli che il destinatario del premio ha già manifestato nel percorso di vita liceale con l’augurio che quest’attestazione di riconoscimento, lo fortifichi e lo e incoraggi perché diventino lievito per la sua vita futura. Hanno presenziato alla cerimonia la classe V A del Liceo Classico , fra gli studenti selezionati Giuseppe Buttò della classe V C scientifico ed alcuni familiari. Rivolgendosi a loro il dirigente Scolastico prof. Domenico Maiuri ha ribadito i valori umani a cui il premio si ispira, ed ha altresì ringraziato il dottor Ajello per il valore che l’iniziativa rappresenta per l’Istituto. Ritireranno la targa commemorativa gli altri studenti segnalati ma assenti: Scaffidi Caruso Giusy V A Linguistico, Sanfilippo Alessandra V B Scientifico, Brarberi Frandanisa Marta V A Classico.

Il dottor Ajello ha ricordato la moglie e il suo esempio di moglie, madre e professionista eccellente, caratterizzata da un forte spirito di sacrificio e di responsabilità, che l’ha resa cara in ogni luogo in cui ha operato.

“Questa è una giornata di memoria” – ha detto il dottor Ajello avviando le riflessioni che ogni anno accompagnano la consegna della borsa di studio– , che non rappresenta soltanto un atto formale e meramente celebrativo, ma vuole significare un passaggio di “testimone”, di ideali, di valori. Perciò viene assegnata soprattutto a chi si distingue per qualità umanitarie.

Il dottore Ajello ha incentrato la sua relazione sulla capacità dell’Amore di dare senso alla vita e cambiare il modo di vedere il mondo. Sottolineando che l’Amore vince la morte, le sopravvive. Cristo ha vinto la morte per amore dell’umanità. Oggi, purtroppo, nel mondo c’è una grave “carestia di amore” nell’accezione più ampia del termine. Oggi prevalgono il narcisismo, l’odio, la prevaricazione, l’egoismo, l’indifferenza, l’intolleranza, il ricorrente uso della forza, l’opportunismo. Da questi sentimenti e atteggiamenti mentali scaturiscono fenomeni come il bullismo, le facili separazioni, i sempre più numerosi femminicidi , ed ancor peggio le guerre. “Attenzione, cari ragazzi, - ha continuato il marito della Dottoressa Antonella Minniti Ajello - a non confondere il sesso con l’amore, il primo unisce i corpi, il secondo i corpi e le anime; il primo deperisce con il tempo, il secondo può essere eterno”. Invita quindi i ragazzi a coltivare l’arte della cura, della pazienza, della tolleranza, in uno della carità da intendere nella sua vera e complessa accezione: carità deriva etimologicamente dal latino caritas che significa benevolenza, affetto, amore; il termine ha la medesima radice di carus, caro, prezioso, amato. San Girolamo ( fine del IV sec.) ha usato caritas per tradurre il greco agàpe nella Bibbia Vulgata e che indica un amore altruistico, disinteressato, incondizionato, sublime, universale nei confronti di Dio e del prossimo. Papa Francesco diceva che la carità è l’incontro con Cristo che si manifesta nell’abbraccio agli altri, specialmente i più deboli, nell’amore verso il prossimo e non semplicemente nell’elemosina. Per San Paolo la Carità è la più importante delle tre virtù teologali e nella I Lettera ai Corinzi ne definisce le caratteristiche, facendo una sorta di “inno alla carità”: “è paziente, benevola, magnanima, non è invidiosa, e non si vanta, non è irrispettosa, è disinteressata, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non è vendicativa, non gode dell’ingiustizia ma si compiace della verità, tutto perdona, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta, non avrà mai fine”. E’ questa la rappresentazione dell’AMORE VERO.

Il dottore Ajello ha poi letto la lettera, attribuita, pur con molte perplessità ,ma pur tuttavia valida per il contenuto che suona come monito per i nostri tempi, ad Albert Einstein, indirizzata alla figlia Lieserl e che esprime compiutamente il concetto dell’amore (https://www.lacitta.eu/cronaca/52608-lettera-attribuita-a-albert-einstein-per-la-figlia-liersel-molti-affermano-che-non-sia-sua-ma-e-bellissima-comunque.html), e di seguito quella che Sant’Agostino rivolge all’uomo per amare una donna per sempre (https://www.famigliacristiana.it/articolo/lettera-di-santagostino-alluomo-per-amare-una-donna-in-pienezza-e-per-sempre.aspx ). Ha concluso l’incontro con una frase tratta dal Talmud uno dei testi sacri della religione ebraica : “[...] state molto attenti a far piangere una donna, che poi Dio Conta le sue lacrime! La donna è uscita dalla costola dell'uomo, non dai suoi piedi perché dovesse essere calpestata, né dalla testa per essere superiore, ma dal fianco per essere uguale [...] un po' più in basso del braccio per essere protetta e dal lato del cuore per essere amata [...]”. Il dottore Ajello ha ringraziato tutti per l’attenzione esprimendo la speranza che sia stato offerto agli studenti qualche spunto di riflessione utile a renderli uomini e donne migliori.

Sedici anni fa la prematura scomparsa dell'indimenticato Padre Achille Passalacqua PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Martedì 28 Ottobre 2025 07:45
 

Sedici anni sono trascorsi dalla morte del carissimo padre Achille Passalacqua avvenuta a Firenze il 28 Ottobre 2009 alle ore 11 e la sua figura ingigantisce sempre più. Fu un grande sacerdote, instancabile, energico e forte, determinato e audace, scrupoloso nel suo ministero sacerdotale, buono, umile e colto, apprezzatissima guida spirituale e punto di riferimento per decine di fedeli.

Negli ultimi vent'anni della sua vita ha combattuto contro una rara malattia che però non gli ha mai fatto perdere la forza d'animo. Oltre che prete, padre Achille è stato anche un giornalista: è stato uno dei primi condirettori di radio Tindari ed anche un prezioso e valido collaboratore del nostro giornale. Ha sempre interpretato in modo innovativo la crescita sociale dei suoi fedeli. Nonostante i suoi severi sermoni, i suoi modi diretti, riusciva sempre a riempire la parrocchia e per questo i «bempensanti ecclesiali», i novelli farisei, mormoravano. Chi lo ha conosciuto, lo ha definito «un operaio» che ha lavorato sino all'ultima ora. Gli ultimi anni vissuti sulla terra da padre Achille sono stati un tempo di impegnativa purificazione che Dio gli ha chiesto e che lui ha saputo vivere con spirito di fede e di affidamento, anche trasfigurando la sua sofferenza in offerta per la Chiesa; quasi un ultimo atto dei suoi 25 anni di sacerdozio che lo univa al sacrificio redentore di Cristo. Ha sentito sulle spalle il giogo di Gesù che si chiama croce e lo ha portato, trovando quel ristoro spirituale che Gesù stesso promette a quanti sono affaticati e oppressi e si affidano a Lui. In questa debolezza evangelica padre Achille ha concluso la sua esistenza umana e sacerdotale che lo aveva visto sempre molto vitale e anche originale nel suo modo di proporsi. Aveva ricevuto doni di acutezza intellettuale e di sensibilità per il bello che padre Achille ha sviluppato in modo utile agli altri. Tanti ricordano la sua competenza e passione per la musica; la sua fine capacità critica si è espressa per anni in un’efficace attività di pubblicista, sia nel nostro giornale che in altri quotidiani. Per lunghi anni si è fatto compagno di viaggio e pastore dal cuore grande per tante persone segnate da malattie e da debolezze che minavano la loro autosufficienza e dignità. Veramente ha scelto di stare tra gli ultimi e a loro dedicare le migliori risorse del suo animo e della sua intelligenza sia assicurando l’assistenza spirituale che promuovendo iniziative di animazione di vario genere. Mi legava a lui un rapporto che è nato nel 1980 e ho sempre ammirato la sua straordinaria intelligenza e la sua dedizione di vero apostolo del nostro tempo, innamorato del Vangelo e intenzionato a comunicarlo per le vie e con gli strumenti di oggi. A lui anche personalmente devo molto e perciò mi unisco alla preghiera di quanti gli hanno voluto bene veramente, chiedendo al Signore che lo accolga nel suo amore misericordioso e porti a compimento ciò per cui padre Achille ha speso tutto se stesso fino all’ultimo.

Così lo ricordano alcuni suoi affezionati parrocchiani di Rocca di Capri Leone:

Per parlare di Padre Achille, di ciò che è stato e di ciò che ha fatto, non basterebbe un libro intero. Però oggi, in qualche riga, vogliamo ricordarlo e ricordarci di lui, sempre vivo nei nostri cuori.
Quasi stentiamo a credere che dalla sua morte, il 28 Ottobre 2009, siano passati già 15 anni, perché tutto ciò che lui ha fatto con noi e per noi è ancora fortemente presente nelle nostre vite. Ancora oggi, a distanza di anni facciamo tesoro dei suoi insegnamenti sforzandoci (ma non sempre riuscendoci) di metterli in pratica. Padre Achille è entrato nelle nostre vite in punta di piedi, ci è stato accanto in momenti importanti della nostra vita, in circostanze tristi come in situazioni belle. Purtroppo, ci rimarrà il rammarico di non averlo avuto con noi nel momento in cui abbiamo dato vita alle nostre famiglie, e spesso ci chiediamo come sarebbe stato con i nostri figli, sicuramente li avrebbe amati come ha amato noi… e, sorridendo ci diciamo che ci avrebbe redarguito al momento giusto e siamo certi che da lassù ci guarda, ci sorride e, se serve, ci rimprovera. Ancora oggi vogliamo dire Grazie a padre Achille per averci insegnato a fare del Vangelo il punto di riferimento della nostra vita, per averci fatto sentire la necessità di cibarci sempre di Gesù Eucaristia, e di farci scoprire la bellezza della preghiera silenziosa davanti al Santissimo Sacramento e dell’abbandono filiale alla Vergine Madre.
Oggi siamo in attesa della realizzazione della Chiesa Maria Santissima del Tindari a Rocca di Capri Leone, un sogno che padre Achille aveva, ma che non era semplicemente quello di avere una chiesa di «mattoni» ma di pietre vive... E noi, ci impegniamo a non deluderlo.
I suoi «pargoletti» un po’ cresciuti... 
Catia, Dario, Francesca e Tonino (con la partecipazione di Agnese, Nicolò, Matteo, Ettore e Gianmaria)

Padre Achille oggi sarà ricordato a Mistretta, sua città natale, dove è pure sepolto; alle ore 18 l'Arciprete mons. Michele Giordano presiede l’Eucaristia in suo suffragio, alla presenza dei suoi familiari e della comunità amastratina.

Oggi a Patti, nella Chiesa del Sacro Cuore di Gesù, alle ore 17.30 sarà celebrata la Santa Messa in suffragio della sua anima.
 

L'abbraccio di San Giovanni Paolo II a padre Achille il giorno della sua Ordinazione Sacerdotale

(Basilica Vaticana, 31 Maggio 1984)

Celebrazione del 25° anniversario di Sacerdozio

(Rocca di Capri Leone, 31 Maggio 2009)

Peregrinatio della Madonna di Lourdes e delle Reliquie di Santa Bernadette

(Rocca di Capri Leone, 9-18 Novembre 2008)

S. Messa presieduta da Mons. Carmelo Cuttitta, allora Vescovo Ausiliare di Palermo

e inaugurazione del Monumento a Padre Pino Puglisi

(Rocca di Capri Leone, 16 Novembre 2008)

Funerale di Padre Achille presieduto da Mons. Carmelo Ferraro, vescovo di Patti dal 1978 al 1988

(Mistretta, Chiesa Madre, 30 Ottobre 2009)

Patti: orario autunnale delle Sante Messe PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Domenica 26 Ottobre 2025 08:30

Orario autunnale delle Sante Messe a Patti e nelle Chiese delle frazioni (aggiornato al 26 Ottobre 2025):

1. Basilica Cattedrale San Bartolomeo: dal 27 Gennaio 2025 CHIUSA per lavori di restauro;

1. Chiesa di Sant'Antonio abate: festivo ore 10.30;

1. Chiesa di Santa Rosa: dal lunedì al venerdì ore 19.00;
2. Chiesa Concattedrale: sabato ore 18.00 - festivo ore 12.00 - 19.00;

3. Chiesa di Sant'Ippolito: dal lunedì al venerdì ore 17.00 sabato ore 17.30 - festivo ore 10.00;
4. Chiesa di San Nicolò di Bari: feriale ore 18.00 - festivo ore 8.30 - 11.00 - 18.00
5. Chiesa di San Michele Arcangelo: festivo ore 10.00;
6. Chiesa del Sacro Cuore: feriale ore 17.30 - festivo ore 8.00 - 11.30 - 18.00;
7. Chiesa di Santa Caterina in Marina di Patti: feriale ore 8.30 - 17.30 - festivo ore 8.30 (Istituto Caleca) - 11.00 - 18.00;
8. Chiesa di Ognissanti in Mongiove: lun., mer., ven. ore 18.00 - festivo ore 8.30 - 18.00;

9. Chiesa Santa Febronia - Case Nuove Russo: feriale mar., gio., sab. ore 18.00 - festivo ore 9.45 (Malluzzo) - 11.00;
9. Chiesa Maria SS. del Rosario in Scala: feriale ore 17.00 - festivo ore 10.30;
10. Chiesa San Nicolò in Sorrentini: festivo ore 17.00;
11. Chiesa di San Giorgio in San Giorgio di Gioiosa Marea: feriale ore 17.30 - festivo ore 9.00 - 10.30 - 17.30 (Spirito Santo);
12. Santuario Maria SS. del Tindari: feriale ore 7.30 - 10.00 - 16.30 -  festivo ore 7.30 - 9.00 - 10.30 - 12.00 - 16.30 - 18.00.

Domenica 26 Ottobre la Santa Messa su Raiuno dal Santuario di Tindari PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Sabato 25 Ottobre 2025 12:51
 

Sono 71 anni che la Rai trasmette ogni domenica la Santa Messa, una delle trasmissioni più antiche della televisione. La prima volta andò in onda il 10 gennaio 1954 dalla Basilica di San Simpliciano a Milano, appena sette giorni dopo l’inizio ufficiale delle trasmissioni della Rai. Domenica 26 Ottobre le telecamere di Raiuno, a partire dalle ore 10.55, cureranno le riprese della Santa Messa che sarà trasmessa dalla Basilica Santuario di Tindari (l’ultima volta avvenne il 26 Maggio 2019). Una storia meravigliosa quella della Santa Messa in TV, seguita da tanti ammalati e anziani impediti, ma anche da tanti sani che dopo aver partecipato fisicamente e spiritualmente alla celebrazione in parrocchia o in qualsiasi chiesa, accendono il teleschermo. A presiedere l’Eucaristia sarà il Vescovo di Patti, mons. Guglielmo Giombanco. Invitiamo pertanto tutti i nostri lettori pattesi e non, a segnare nella propria agenda questo importante appuntamento. La Santa Messa in diretta su Rai Uno diventa un momento centrale per la vita spirituale, devozionale e culturale di tutti i devoti della Bruna Madonna del Tindari. Il servizio liturgico è curato dai seminaristi della diocesi, diretti dal cerimoniere Samuel Parrino. Il commento liturgico è curato da Orazio Coclite. Anima la Celebrazione il Coro diocesano diretto dal M° Fabio Catina,; all'organo il M° Salvatore Bonina.

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