NOTIZIE DI ATTUALITA'
Oggi, 27 Dicembre, la Chiesa celebra la festa di San Giovanni, Apostolo ed Evangelista PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Sabato 27 Dicembre 2025 07:15

Giovanni l'evangelista, Giovanni il mistico, il discepolo che Gesù amava, l'aquila che è volata più in alto di tutti per penetrare il mistero: è lui che oggi celebriamo, è a lui che ci affidiamo per capire il mistero del Natale, è lui che è riuscito - più di tutti - a vedere in fondo ciò che altri non sono riusciti a vedere. Di nuovo nella logica dello stridore, mentre a pochi giorni dalla magica notte di Natale ci aspetteremmo angeli musicanti e fiocchi di neve, in maniera inattesa e sconcertante leggiamo il vangelo della resurrezione in Giovanni, l'affannosa corsa al sepolcro trovato vuoto, la domanda che sgorga dal cuore del discepolo che Gesù amava, che vede delle bende e crede. L'autore del quarto Vangelo e dell'Apocalisse, figlio di Zebedeo e fratello di Giacomo maggiore, venne considerato dal Sinedrio un «incolto». In realtà i suoi scritti sono una vetta della teologia cristiana. La sua propensione più alla contemplazione che all'azione non deve farlo credere, però, una figura "eterea". Si pensi al soprannome con cui Gesù - di cui fu discepolo tra i Dodici - chiamò lui e il fratello: «figli del tuono». Lui si definisce semplicemente «il discepolo che Gesù amava». Assistette alla Passione con Maria. E con lei, dice la tradizione, visse a Efeso. Qui morì tra fine del I e inizio del II secolo, dopo l'esilio a Patmos. Per Paolo era una «colonna» della Chiesa, con Pietro e Giacomo.
 

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Prima lettura

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo          1, 1-4 


Quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi.

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Salmo responsoriale

Rit. Gioite, giusti, nel Signore.            dal salmo  96 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Giovanni        20, 2-8


L’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.  

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Meditiamo insieme


L'apostolo Giovanni, di cui oggi celebriamo la festa, che ha intravisto le profondità del mistero di Gesù, non è un mistico che ha divagato dentro visioni notturne o diurne, ma è un uomo concreto che ci riferisce la sua esperienza, un uomo che ha visto e udito e ha toccato con le proprie mani. Il prologo della sua prima lettera esprime l'esperienza del discepolo-testimone con il ritmo di un duetto musicale, dove i termini binari si inseguono per confermarsi a vicenda: udito e veduto, contemplato e toccato; la vita visibile e l'abbiamo veduta; rendiamo testimonianza e annunciamo... Quanto lo stesso Giovanni ha espresso nella profondità del prologo del Vangelo, egli ha avuto modo di verificarlo con la percezione dei sensi. Gesù è oggetto di una realtà sperimentabile; incontrandolo si riconosce non soltanto l'uomo, ma il Verbo stesso di Dio. Per questo, l'annuncio cristiano non si limita a una proposta verbale, ma diventa un invito a coinvolgersi con noi che abbiamo visto e udito, non perché i nostri interlocutori vengano condotti al nostro livello, ma perché possano sperimentare insieme con noi la comunione con Padre e il suo Figlio Gesù. Questo testo riceve conferma dal racconto del Vangelo, intensamente descrittivo: la corsa dei due apostoli al sepolcro; la discrezione di Giovanni che lascia entrare per primo nel sepolcro il capo degli Apostoli, Pietro; e il suo sguardo acuto, che esamina con precisa attenzione la postura delle bende e del sudario sulla pietra del sepolcro, dove non si nota alcun trafugamento, come è stato recentemente rilevato dopo un esame attento dei verbi impiegati dall'evangelista. Ecco dunque che cos'è la fede: si crede non per un impulso o una suggestione interiore, ma in forza di quel che si è visto e udito, trascinati dalla grazia a riconoscere il segno del Dio presente.

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Preghiamo insieme

Nella festa dell'apostolo Giovanni, presentiamo con fede a Dio Padre le nostre suppliche per la Chiesa e per il mondo. Diciamo insieme: Insegnaci l'amore, o Signore.

Perchè per mezzo dei pastori della Chiesa, il mondo creda che il Signore è presente e ama ogni uomo con amore infinito. Preghiamo:

Perchè nella Chiesa i sacerdoti e i diaconi rispondano con gioia, come il discepolo Giovanni, all'appello d'amore di Cristo. Preghiamo:

Perchè le comunità cristiane non si stanchino di costruire la pace dove trionfa la guerra, di vivere la condivisione dove c'è la fame, di proclamare la giustizia secondo lo spirito del vangelo dove il forte minaccia il debole. Preghiamo:

Perchè come Giovanni ci lasciamo guidare dalla Parola di Cristo per crescere nell'amore verso Dio, riconoscendolo nel volto del fratello. Preghiamo:

Perchè il vangelo di Giovanni sia per la nostra comunità un valido confronto, per un incontro personale e comunitario con Cristo. Preghiamo:

O Dio, che continuamente ci inviti all'ascolto della tua Parola, fà che sull'esempio di san Giovanni, tuo apostolo ed evangelista, ti possiamo seguire con umiltà di cuore e sincerità di vita. Te lo chiediamo per cristo nostro Signore. Amen.
 

LITURGIA DELLE ORE - Volume I

 Prima Lettura

Dalla prima lettera di san Giovanni, apostolo  (1, 1 - 2, 3)

Il Verbo della vita e la luce di Dio

Seconda Lettura

Dai «Trattati sulla prima Lettera di Giovanni» di sant'Agostino, vescovo   (Tratt. 1, 1. 3; Pl 35, 1978. 1980)

La Vita si è manifestata nella carne

Ufficio della festa (fino all'Ora Nona). Te Deum. All'Ora media antifona del tempo di Natale e salmi del sabato della IV settimana. Primi Vespri della festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe. Compieta I della domenica.

 

Impegno di vita

Dio viene tra i suoi, dice Giovanni, ma i suoi non l'hanno accolto; la luce viene ma le tenebre non l'hanno accolta. E io, da che parte mi schiererò?

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO

Per tutti i credenti, perchè a somiglianza dell'apostolo Giovanni, che reclinò il capo sul petto di Cristo, possano stabilire un rapporto di intimità e di affetto col Signore    

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

Il Bambino che veneriamo è già il crocefisso e il risorto! L'Apostolo Giovanni ci insegna a superare l'emotività per andare all'essenziale, per diventare finalmente credenti. Gesù bambino non intenerisce come fanno i neonati ma ci obbliga a chiederci se davvero crediamo un Dio che si fa uomo, che diventa uno di noi. Paolo Curtaz

 

 


 

 

Sabato 27 Dicembre 2025


- Papa Leone ieri sera, in occasione delle festività natalizie, si è recato a Castel Gandolfo e ha trascorso la notte a Villa Barberini, residenza pontificia dove rimarrà fino al tardo pomeriggio; oggi non sono previste udienze e in serata rientra in Vaticano.


 

 

Sabato 27 Dicembre 2025



Oggi, 26 dicembre, la Chiesa celebra la festa di Santo Stefano, primo martire PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Venerdì 26 Dicembre 2025 07:22

   

La celebrazione liturgica di santo Stefano è stata da sempre fissata al 26 dicembre, subito dopo il Natale, perché nei giorni seguenti alla manifestazione del Figlio di Dio, furono posti i “comites Christi”, cioè i più vicini nel suo percorso terreno e primi a renderne testimonianza con il martirio. Così al 26 dicembre c’è s. Stefano primo martire della cristianità, segue al 27 san Giovanni Evangelista, il prediletto da Gesù, autore del Vangelo dell’amore, poi il 28 i ss. Innocenti, bambini uccisi da Erode con la speranza di eliminare anche il Bambino di Betlemme. Primo martire cristiano, e proprio per questo viene celebrato subito dopo la nascita di Gesù. Fu arrestato nel periodo dopo la Pentecoste, e morì lapidato. In lui si realizza in modo esemplare la figura del martire come imitatore di Cristo; egli contempla la gloria del Risorto, ne proclama la divinità, gli affida il suo spirito, perdona ai suoi uccisori. Saulo testimone della sua lapidazione ne raccoglierà l'eredità spirituale diventando Apostolo delle genti.

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Prima lettura

Dagli Atti degli Apostoli          6,8-12;7,54-60

Ecco, contemplo i cieli aperti.

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Salmo responsoriale

Rit. Alle tue mani, Signore, affido il mio spirito.             dal salmo 30 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Matteo              10, 17-22

Non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro.

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Meditiamo insieme

Le feste che seguono immediatamente il Natale hanno un nesso evidente con la nascita del Cristo: oggi la lapidazione del Diacono Stefano, primo martire e dopodomani la strage dei Santi bambini Innocenti, ci parlano in modo evidente della sorte che toccherà al Figlio di Dio, nato bambino. Ci parlano del prezzo del nostro riscatto, ci parlano delle trame oscure che gli uomini vanno ordendo da sempre contro di lui. Ci descrivono in anticipo una storia assurda, che si snoda nei secoli. Ci parlano del peccato del mondo e della storia vera della chiesa di Cristo. Si snoda già da oggi quel mirabile ed incessante duello tra le forze del male che vorrebbero chiudere definitivamente in un sepolcro di morte prima il Cristo e poi i suoi seguaci. Tutti i persecutori della chiesa dovrebbero finalmente capire che il sangue dei martiri, da Santo Stefano fino a quello dei nostri giorni, è stato sempre il seme che l'ha fecondata di nuovi figli e l'ha resa sempre più sposa degna del martire divino. Il martirio di santo Stefano ricalca fedelmente, nei suoi tratti essenziali, quello di Cristo. Ancora una volta viene condannato un innocente, che si "vendica" con il suo perdono. Così egli diventa il vero vincitore e i cieli si aprono su di lui.

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Preghiamo insieme

 

Preghiamo e ringraziamo il Signore per la testimonianza di santo Stefano primo martire, che come Cristo morì perdonando i suoi uccisori. Diciamo insieme: Rendici testimoni della tua Parola, o Signore.

Perchè la Chiesa testimoni la sua fedeltà a Cristo, anche tra le persecuzioni, le lotte e le sfide cui oggi è sottoposta. Preghiamo:

Perchè i diaconi, sull'esempio di santo Stefano, annuncino al mondo che in mezzo alla morte persiste la vita, in mezzo alla menzogna la verità, in mezzo alle tenebre la luce. Preghiamo:

Perchè ogni uomo che cerca e soffre per la verità, possa, come Stefano, sentire la presenza e la vicinanza di Dio e del suo Spirito. Preghiamo:

Perchè la speranza della risurrezione rafforzi i fratelli provati dal dolore e dalla malattia. Preghiamo:

Per noi, perchè prendiamo coscienza di essere membra vive del Corpo di Cristo che è la Chiesa. Preghiamo:

O Dio, che in santo Stefano ci hai dato un segno della tua misericordia, trasforma la nostra vita, perchè possiamo essere nel mondo costruttori di fraternità e di pace. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Amen.

 

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LITURGIA DELLE ORE - Volume I

 

 Prima Lettura

Dagli Atti degli Apostoli   (6, 8 - 7, 2a. 44-59)

Il martirio di Stefano

Seconda Lettura

Dai «Discorsi» di san Fulgenzio di Ruspe, vescovo   (Disc. 3, 1-3. 5-6; CCL 91 A, 905-909)

Le due armi della carità

Ufficio della festa. Te Deum. All'Ora media antifona del tempo di Natale e salmi del martedì della IV settimana. Vespri di Natale con le parti proprie del 26 dicembre. Compieta I o II della domenica con l'orazione Visita.

Impegno di vita

 

Il Natale mi aiuti a fare un passo verso chi ho escluso dalla mia vita e a perdonare eventuali mancanze nei miei confronti: il mio cuore, sull'esempio di Santo Stefano, non si chiuda nel rancore che paralizza.

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO

Signore, che in Santo Stefano primo martire della Chiesa ci offri una testimonianza di fedeltà a te e di perdono verso i nemici, donaci una capacità di amare che ci renda forti nelle prove e perseveranti nella fede.

MESSAGGIO DEL GIORNO

L'unica colpa del diacono Stefano è stata quella di rimanere fedele a Gesù, nonostante il rifiuto da parte dei sapienti del popolo. Quando si annuncia il Vangelo, in un mondo che lo rifiuta, non ci si può esimere dalle ingiurie, perchè l'annuncio evangelico agli occhi di molti è scomodo. Ma la fede ci permette di continuare ad andare avanti nella testimonianza, percorrendo la strada tracciata da Gesù. Francesco Verzini

  


 

Venerdì 26 Dicembre 2025

 

- Alle ore 12 il Santo Padre Leone XIV recita la preghiera mariana dell'Angelus dalla finestra del Palazzo Apostolico.

Nel pomeriggio Papa Leone si reca a Castel Gandolfo e trascorrerà a Villa Barberini, residenza pontificia, la notte e poi la giornata di domani per fare poi rientro in serata in Vaticano. Domani, sabato, non sono infatti previste udienze.

 

 

 

 

Venerdì 26 Dicembre 2025


 

Oggi, 25 Dicembre, la Chiesa celebra la solennità del Natale del Signore PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Giovedì 25 Dicembre 2025 07:45

È Natale anche quest'anno. L'attesa festa della nascita del Signore invade i nostri cuori. Oggi siamo particolarmente felici e grati a Dio per il dono natalizio della pace e della gioia che ci dona la nascita di Cristo, nostro salvatore. Questa festa tanto cara e sentita dai bambini, dai giovani, dalla famiglia, da tutti noi, ci invita a vivere questo giorno profondamente immersi in quell'amore, che trova la sua sorgente nel Redentore, venuto al mondo a Betlemme, 2025 anni fa.
Quella venuta ha cambiato la storia dell'umanità, ma non sempre cambia il cuore di tanti uomini che di questa umanità fanno parte. Natale è festa dell'amore, ma quanto è difficile vivere il Natale sotto questa prospettiva.
 

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Prima lettura

Dal libro del profeta Isaia          52, 7-10


Tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio.

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Salmo responsoriale

Rit. Tutta la terra ha veduto la salvezza del nostro Dio.       dal salmo  97 

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Seconda lettura

Dalla lettera agli Ebrei          1, 1-6


Dio ha parlato a noi per mezzo del Figlio.
 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Giovanni        1, 1-18


Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi. 

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Meditiamo insieme


La lunga attesa di un salvatore, l'attesa che ha attraversato nel Popolo eletto tutta la storia dell'umanità e che abbiamo celebrato nel tempo liturgico dell'Avvento, è ormai compiuta; le antiche profezie si son realizzate; le parole del Profeta che annunciavano: "La vergine concepirà e partorirà un figlio che chiamerà Emmanuele.." (Is.7,14) son diventate realtà visibile nella grotta di Betlemme.
L'Emmanuele, Dio-con-noi, è apparso nel mondo; l'uomo non è più solo, il corso della Storia è ormai cambiato e va verso la salvezza; agli uomini è offerta la vita eterna, che è partecipazione della stessa vita divina; infatti, Dio, in Gesù di Nazareth, il Cristo, si è fatto uomo, e parla a noi da uomo.
"Il Verbo si è fatto carne" proclama oggi la Chiesa, riproponendo alla nostra contemplazione quello stupendo inno Cristologico che è il Prologo del Vangelo di Giovanni. "Il Verbo si è fatto carne", e in Lui Dio ha assunto, mediante un corpo nato da donna, tutta la realtà fragile dell'uomo, quella realtà limitata e vulnerabile, bella, gioiosa e tragica, insieme, che sperimentiamo nella nostra persona e conosciamo attraverso la storia degli uomini di ogni tempo e di ogni latitudine.
Quel Verbo, che è, fin da principio, eterno, luminoso e beato, si immerge nella miseria umana e con essa vive, per riportarla al suo splendore originario.

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Preghiamo insieme

Come i pastori, anche noi ci siamo messi in viaggio per giungere in questo tempio benedetto, nel quale si rinnova il mistero della presenza reale di Gesù. Grati di poter incontrare ancora una volta il Signore della vita, eleviamo al Padre, in quanto figli, le nostre sincere preghiere.
Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci Signore.

Signore, che hai sperimentato le dolcezze di una famiglia umana, rendi le nostre famiglie unite, salde nella fede, generose nella carità, laboratori di comunione. Preghiamo.

Insegnaci, Signore, ad apprezzare i fratelli, anche quelli che secondo i nostri criteri valgono poco. Insegnaci a riconoscere in ciascuno di loro una persona speciale, che tu ami in modo unico, singolare. Preghiamo.

Il Natale, Signore, rivela che il tuo amore generoso e fedele ci accompagna e ci custodisce. Con questa consapevolezza donaci la pace nell’affrontare gli affanni e le preoccupazioni della vita. Preghiamo.

Signore, che ti sei fatto uomo per amore degli uomini, ispira nei nostri cuori la passione per la verità, per la giustizia, per il bene. Preghiamo.

Rendi la nostra comunità parrocchiale, o Signore, una famiglia di famiglie, attenta in modo particolare ai più piccoli, affinché essi possano respirare l’atmosfera della fede. Preghiamo.

Ti rivolgiamo le nostre preghiere, o Padre, sicuri di essere ascoltati e confidiamo nel tuo aiuto, perché ogni nostro pensiero abbia da te il suo inizio e in te il suo compimento. Per Cristo nostro Signore.
 

LITURGIA DELLE ORE - Volume I

 Prima Lettura

Dal libro del profeta Isaia   (11, 1-10)

La radice di Iesse e la pace messianica

Seconda Lettura


Dai «Discorsi» di san Leone Magno, papa
  (Disc. 1 per il Natale, 1-3; Pl 54, 190-193)

Riconosci, cristiano, la tua dignità

Ufficio della  solennità. Te Deum. 

 

Impegno di vita

Davvero, in questo giorno di Natale, nella mia pausa contemplativa, mi è di grande giovamento non lasciarmi fagocitare  dai preparativi dei regali o del pranzo e cose simili. Sì, anche una letizia che dia colore al nostro stare insieme è significativa a Natale, ma la gioia di fondo è lasciarsi coinvolgere dal mistero di una SALVEZZA POTENTE che è Gesù, il Verbo incarnato.  

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO

Per tutta la Chiesa di Dio, sparsa nel mondo, perché la gioia della nascita del Cristo diffonda la felicità, che discende dalla proclamazione della Buona Notizia della salvezza.

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

È Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano. È Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza. È Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri.  Santa Teresa di Calcutta

 


 


Giovedì 25 Dicembre 2025


Alle ore 10, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Leone XIV presiede la Messa del Giorno della solennità del Natale del Signore.


- Alle ore 12, dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana, Messaggio natalizio del Santo Padre Leone XIV e Benedizione «Urbi et Orbi».

 

 

Giovedì 25 Dicembre 2025


- Alle ore 10,30 nella Chiesa Concattedrale di Patti il Vescovo Guglielmo presiede la solenne Santa Messa Pontificale del Giorno del Natale del Signore.
 

Oggi, 24 Dicembre, la Chiesa ricorda Sant'Adele - Vigilia di Natale PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Mercoledì 24 Dicembre 2025 07:10


Fondatrice e prima abbadessa del monastero benedettino di Pfalzel (Treviri), che aveva la stessa regola dei monasteri di Ohren e di Nivelles; nonna ed educatrice di san Gregorio di Utrecht. Morì intorno al 730. Santa Adele di Pfalzel è legata al nome di un altro grande apostolo della Germania, l'inglese san Bonifacio che predicò il vangelo in Frisia, nella prima metà del secolo VIII. Durante uno dei suoi frequenti viaggi dalla Frisia alla Renania l'instancabile missionario fu ospite del monastero di cui era badessa Adele. La tradizione vuole che questa santa, rimasta vedova, entrasse nel monastero da lei stessa fondato, portandosi dietro il nipotino Gregorio. Durante la sosta nel monastero Bonifacio parlò così bene delle verità evangeliche che il ragazzo, ammirato, volle seguirlo. Divenne uno dei più zelanti discepoli del grande missionario. È uno degli episodi senza dubbio più significativi di questa santa il cui ricordo si confonde con quello più vivido di S. Irmina, accomunate dalla santità se non dalla parentela. La memoria di sant'Adele è ricordata il 18 e, per lo più, il 24 dicembre, insieme con quella di santa Irmina. Ha culto locale e popolare.

 

 

 

 

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Prima lettura                                                                 MESSA DEL MATTINO

Dal secondo libro di Samuele           3,1-4.23-24

Il regno di Davide durerà in eterno.

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Salmo responsoriale

Rit. Canterò per sempre l’amore del Signore.             dal salmo 88 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca              1, 67-79

Ci visiterà un sole che sorge dall’alto.

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Meditiamo insieme

Zaccaria ora parla: le sue parole sono benedizione e lode, sono stupore e meraviglia dinnanzi alla volontà salvifica e prodigiosa di Dio. Il grande silenzio di Zaccaria ha impreziosito la sua voce, ha spalancato la sua mente, ora vede, ora capisce, ora legge nelle pieghe della storia una storia alternativa che si sta svolgendo lì, proprio sotto i suoi occhi... E' quasi Natale, amici. Festa ambigua il Natale, forse un po' rovinata dal mare di melassa - un po' interessata - che gli si è versato addosso. Fa tenerezza vedere tutti questi spot infarciti di famiglie sorridenti, di nonni sereni, di splendidi tavoli addobbati e imbanditi. Fa tristezza sapere di quanta malinconia susciti il Natale nelle persone sole, negli anziani che non riceveranno nessun regalo, nelle famiglie separate. Fa tristezza vedere quante persone la notte di Natale andranno a dormire presto e presto si sveglieranno, cercando di non pensare a ciò che la loro vita avrebbe potuto diventare. Non vi scoraggiate, amici. Come Zaccaria alla fine della sua lunga e tribolata vita, anche voi aspettate di vedere una salvezza, innalzate lo sguardo al grande progetto di Dio, al grande sogno, che forse non ha visto realizzare e fiorire la vostra vita, ma che - certamente - la vostra vita può attraversare.

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Preghiamo insieme

 

Giunti al termine del periodo di Avvento, mentre già pregustiamo la gioia della sua nascita, invochiamo Gesù nostro Salvatore, e diciamo: O Emmanuele, vieni a salvarci!

Verbo eterno, il tuo popolo ti ha atteso per lunghi secoli, ma alla tua venuta molti non ti hanno riconosciuto: concedi alla Chiesa, tuo nuovo popolo, di riconoscerti nell'umiltà delle tue manifestazioni quotidiane. Preghiamo:

Sole di giustizia, tu vieni a rischiare quelli che stanno nelle tenebre; concedi luce a chi cerca la verità, e ravvedimento a chi ostinatamente la rifiuta. Preghiamo:

Principe della pace, tu porti l'amore nei cuori bruciati dall'odio: soccorri questa nostra umanità oppressa dalla violenza, dall'ingiustizia e dalla guerra. Preghiamo:

Medico buono, tu vieni a farti carico di tutta la sofferenza umana: dona forza e pazienza a quanti chiami, attraverso la malattia e il dolore, a collaborare alla tua opera di redenzione. Preghiamo:

Figlio di Maria, hai scelto, per nascere, il grembo di una madre: aiuta le donne incinte a non tradire la vita che è iniziata in loro. Preghiamo:

Accogli, Signore Gesù, le preghiere del tuo popolo che attende con gioia il mistero della tua nascita, e per la partecipazione a questa eucaristia rendilo capace di testimoniare la tua presenza di Salvatore. Tu sei Dio e vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
   

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Prima lettura                                                                 MESSA VESPERTINA DELLA VIGILIA

Dal libro del profeta Isaia           62, 1-5

Il Signore troverà in te la sua delizia.

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Salmo responsoriale

Rit. Canterò per sempre l’amore del Signore.             dal salmo 88  

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Seconda lettura

Dagli Atti degli Apostoli              13,16-17.22-25

Testimonianza di Paolo a Cristo, figlio di Davide.

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Matteo              1, 1-25

Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide.

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LITURGIA DELLE ORE - Volume I

 Prima Lettura

Dal libro del profeta Isaia   (51, 17 - 52, 2. 7-10)

A Gerusalemme è annunziata la salvezza

Seconda Lettura

Dai «Discorsi» di sant'Agostino, vescovo   (Disc. 185; Pl 38, 997-999)

La verità è germogliata dalla terra e la giustizia si è affacciata dal cielo

 

Mercoledì della IV settimana, ufficio della feria con le parti proprie del 24 dicembre (fino all’Ora Nona). Con l’Ora Nona termina il tempo di Avvento. Primi Vespri di Natale. Omettono Compieta coloro che partecipano alla celebrazione comunitaria dell’Ufficio delle Letture e della Messa della Notte.

 

 

Novena di Natale - ultimo giorno

Questa settimana di preparazione imminente alla celebrazione del Natale è scandita dal canto delle grandi antifone, testi che fin dall'VII secolo gradualmente ci dischiudono alcuni tratti del Cristo che viene. Le invocazioni concise, che attingono ampiamente sia dall'Antico che dal Nuovo Testamento, offrono dei ricchi spunti per la meditazione, per la preghiera, per un concreto allenamento quotidiano sulla strada che conduce alla grotta di Betlemme.

Nella novena del Natale, tra le antifone maggiori, la Chiesa il 24 dicembre invoca il Messia con il nome di Emmanuele.

O Emmanuele, nostro re e legislatore,
speranza e salvezza dei popoli:
vieni a salvarci, o Signore nostro Dio.


Questa antifona richiama in primo luogo la nota profezia di Isaia: “Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che chiamerà Emmanuele” (Is 7,14), un nome simbolico che, secondo la tradizione biblica, esprime un’identità e una missione: Dio con noi e per noi. Questa speranza, che è per Israele e per tutti i popoli e pervade ogni pagina profetica dell’Antico Testamento, il profeta Zaccaria la dà come parola certa del Signore: “Gioisci, esulta, figlia di Sion, perché, ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te” (2,14). La prima comunità apostolica ha visto realizzata tale profezia in carne e ossa nel Verbo fatto uomo e nato in Betlehem di Giuda (cfr. Mt 1,23).
Il Natale è pertanto motivo di autentica gioia perché manifesta la presenza di Dio nel no-stro cammino quotidiano, nella nostra storia. La nostra vita non è un errare senza meta e senza speranza, abbandonati su questo piccolo pianeta sperduto in un universo di cui noi non vediamo i confini. Essa partecipa del mistero di Dio, anzi, si fonda sulla certezza che Dio cammina con noi. Questo vuole dirci il mistero del Natale.

Rit. Vieni a salvarci, Signore, Dio nostro.

1. O Emanuele (Is 7,14) che sei stato concepito e partorito dalla Vergine Maria; tu che sei la dimora di Dio con gli uomini, che dimori tra di loro perché essi saranno tuo po-polo e tu il Dio-con-noi (Ap 21,2-4): tergi ogni lacrima dai nostri occhi, perché non ci sia più la morte del peccato nei nostri cuori.


Rit. Vieni a salvarci, Signore, Dio nostro.


2. O Redentore, nostro re e legislatore (Is 33,22), che ci guarisci dalle nostre infermità, e ci assolvi dalle nostre colpe (Is 33,24); tu che sei l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo, il Principio e la Fine (Ap 22,13): vieni presto per rendere a ciascuno secondo le sue opere, per saziare la nostra sete alla sorgente gratuita dell’acqua della vita (Ap 22,17).


Rit. Vieni a salvarci, Signore, Dio nostro.


3. O Cristo, speranza e salvezza dei popoli (Gn 49,10), a te è dovuta la loro obbedien-za. Tu che ci hai usato misericordia per la disobbedienza del tuo popolo Israele, da te amato a causa dei loro padri, perché i tuoi doni e la tua chiamata sono irrevocabili; tu che hai permesso che questo tuo popolo eletto sia divenuto disobbediente in vista del-la misericordia usata verso di noi, perché anch’esso ottenga misericordia (Rm 11,28-32), fa’ risplendere la luce del tuo vangelo a tutte le genti, eredi delle promesse fatte ad Abramo e alla sua discendenza, per il compimento del tuo disegno di amore.

Rit. Vieni a salvarci, Signore, Dio nostro.


O Emmanuele, nostro re e legislatore,
speranza e salvezza dei popoli:
vieni a salvarci, o Signore nostro Dio.

 

Vieni, Signore Gesù.

 

Perché comprendiamo con quale amore Dio ci ha amati e ci ha resi suoi figli
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

Perché la pigrizia e la viltà non ci impediscano di professare apertamente la nostra fede in Cristo e nel Vangelo
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

Perché i predicatori e i catechisti, come Giovanni Battista, mostrino con efficacia agli uomini Cristo Salvatore
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

Perché tutti gli uomini del nostro tempo riconoscano che non è possibile costruire un mondo buono e giusto senza fondarlo su Cristo, uomo perfetto e Figlio di Dio
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

O Cristo Signore, Tu sei l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo: aiutaci a riconoscere i nostri limiti e la nostra miseria, perché solo così possiamo ottenere la salvezza. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Impegno personale: Mi preparo alla celebrazione della S. Messa di Natale, perché ricevendo Gesù nella santa comunione, io sia per Lui qualcosa di caldo, vivo e purificato dal suo amore: non una grotta, ma un cuore, appunto un cuore dove la fedeltà di Dio diviene fuoco e luce e grazia e gioia per tutti.a, mi è di grande giovamento non lasciarmi fagocitare dall'ansia delle compere e dai preparativi dei regali o del pranzo e cose simili
   

Mi preparo alla celebrazione della Santa Messa di Natale, perché ricevendo Gesù nella santa comunione, io sia per Lui qualcosa di caldo, vivo e purificato dal suo amore: non una grotta, ma un cuore, appunto un cuore dove la fedeltà di Dio diviene fuoco e luce e grazia e gioia per tuttiDavvero, in questa vigilivvero, in questa vigilia di Natale, nella mia pausa contemplativa, mi è di grande giovamento non lasciarmi fagocitare dall'ansia delle compere e dai preparativi dei regali o del pranzo e cose simili.
Davvero, in questa vigilia di Natale, nella mia pausa contemplativa, mi è di grande giovamento non lasciarmi fagocitare dall'ansia delle compere e dai preparativi dei regali o del pranzo e cose simili. Sì, anche una letizia che dia colore al nostro stare insieme è significativa a Natale, ma la gioia di fondo è lasciarsi coinvolgere dal mistero di una SALVEZZA POTENTE che è Gesù, il Verbo incarnato


 

Impegno di vita

Oggi organizzo con cura la giornata per ritagliarmi un piccolo tempo di riposo, in modo da arrivare alla Messa della notte di Natale con le giuste disposizioni fisiche e interiori.   

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO

Perchè queste ore di vigilia non siano turbate dall'ansia per i preparativi esteriori ma siano dominate dall'attesa del Salvatore ormai alle porte.

MESSAGGIO DEL GIORNO

Domani avverrà che come lo sposo gioisce per la sposa, così il mio Dio gioirà per me. Devo però permettere al Signore che viene che rimodelli il mio cuore, lo renda vitale e di carne, lo irrori col suo sangue. E' necessario che da domani, visto che ho camminato come un cieco, Gesù nascendo, porti in me la sua rivoluzione di pace e mi renda docile e umile. Mario Simula  

 


 


 

 

Mercoledì 24 Dicembre 2025


Alle ore 22, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Leone XIV presiede la Messa nella notte della solennità del Natale del Signore. La Celebrazione Eucaristica sarà preceduta dalla preparazione, che inizierà alle ore 21.40, e dal canto della Kalenda.

 

 

 

 

Mercoledì 24 Dicembre 2025


- Il Vescovo Guglielmo riceve in Episcopio fedeli, gruppi, movimenti e associazioni per gli auguri natalizi.


- Alle ore 23.30 il Vescovo Guglielmo presiede nella Chiesa Concattedrale la Veglia di Natale e la Santa Messa della Notte.

Oggi, 23 Dicembre, la Chiesa commemora San Giovanni da Kety - ottavo giorno della Novena di Natale PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Martedì 23 Dicembre 2025 07:44

«All'Ateneo da me tanto amato auguro la benedizione della Santissima Trinità e la perpetua protezione di Maria, Sede della Sapienza, come anche il patrocinio fedele di san Giovanni da Kety, suo professore più di 500 anni fa». Così durante la visita a Cracovia del 9 giugno 1979, Giovanni Paolo II ricordò il professore santo di quell'Università. Nato a Kety cittadina polacca a sud ovest di Cracovia nel 1390, Giovanni intraprese gli studi con risultati subito brillanti. Docente di filosofia a 27 anni, a 34 fu ordinato sacerdote, continuando a insegnare per alcuni anni. Ricevuto l'incarico di parroco a Olkusz, si fece ammirare come modello di pietà e carità verso il prossimo. Nel 1440 riprese la docenza a Cracovia contribuendo all'educazione del principe Casimiro. Morì durante la Messa della vigilia di Natale del 1473. Docente e amico degli ultimi, la gente prese subito a considerarlo santo ricordando le sue lezioni di amore tra i malnutriti e i malati. È stato canonizzato da Clemente XIII nel 1767.

 

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Prima lettura

Dal libro del profeta Malachia          3,1-4.23-24


Prima del giorno del Signore manderò il profeta Elìa.

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Salmo responsoriale

Rit. Leviamo il capo: è vicina la nostra salvezza.           dal salmo  24
 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca        1, 57-66


Nascita di Giovanni Battista.
 

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Meditiamo insieme


Nasce Giovanni, il figlio del prodigio, della gioia donata a due genitori rattristati dalla loro sterilità. Nasce come un'aurora che lascia intuire una giornata luminosa e radiosa, come anticipo della venuta del Messia. Al momento della circoncisione tutti suggeriscono al povero Zaccaria di usare un nome proveniente dalla famiglia, Elisabetta, ora non più timida e vergognosa, alza la voce e chiede di mettere al bimbo il nome assegnatogli dall'angelo. Sconcerto, imbarazzo: da quando le donne parlano e impongono un nome? Zaccaria obbedisce, finalmente. Non alla moglie, ma all'angelo di Dio, sovvertendo le regole, lasciando intendere quanto grande e quanto diverso sarà questo bambino, il profeta appassionato, l'austero asceta le cui parole saranno come schiaffi in pieno volto. Dio è sempre così: chiede cambiamenti radicali, prese di posizione inusuali, atteggiamenti che, addirittura, alcuni considerano poco devoti. Prepariamoci al Natale 2022, ormai imminente, in obbedienza, lasciamo che sia il Signore a scegliere quale nome deve avere la nostra vita, quale destino le nostre scelte, quale luce i nostri passi!

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Preghiamo insieme

 

Nell'imminenza delle celebrazioni natalizie intensifichiamo la nostra supplica verso il Salvatore, e in nome di tutti gli uomini, imploriamo:
Vieni, Signore Gesù!

Signore, non sei venuto con il fuoco e la potenza, ma nell'umiltà e nella povertà: concedi alla tua Chiesa di seguirti nella scelta di mezzi poveri e semplici. Preghiamo:

Signore, la tua venuta realizza le promesse dei profeti: fa' che i cristiani riconoscano che questo è l'oggi della salvezza e non si lascino distrarre da desideri mondani. Preghiamo:

Signore, hai dato a Giovanni il compito di prepararti la strada: dona ai missionari forza e speranza di fronte alle difficoltà che incontrano nel preparare i cuori all'incontro con te. Preghiamo:

Signore, la nascita e la crescita di Giovanni lasciarono molti nello sconcerto: fa’ che i genitori accolgano con fiducia e docilità il tuo progetto per la vita dei loro figli. Preghiamo:

Signore, ci hai riuniti attorno alla tua mensa: aiutaci in questi giorni a spendere i soldi con semplicità, liberi da ogni conformismo, per poter soccorrerti nei poveri che incontriamo. Preghiamo:

Signore Gesù, che vieni a sanare i nostri cuori con la misericordia del Padre, ascolta la preghiera di coloro che hai voluto fratelli e, per la forza del tuo sacramento, concedi loro di essere creature nuove. Tu vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
 

LITURGIA DELLE ORE - Volume I

 Prima Lettura

Dal libro del profeta Isaia   (51, 1-11)

Promessa di salvezza ai credenti, figli di Abramo

Seconda Lettura

Dal trattato «Contro Noèto» di sant'Ippolito, sacerdote   (Cap. 9-12; PG 10, 815-819)

Rivelazione di Dio invisibile

Martedì della IV settimana, ufficio della feria di Avvento con le parti proprie del 23 dicembre.

 


 

Novena di Natale - ottavo giorno

Questa settimana di preparazione imminente alla celebrazione del Natale è scandita dal canto delle grandi antifone, testi che fin dall'VII secolo gradualmente ci dischiudono alcuni tratti del Cristo che viene. Le invocazioni concise, che attingono ampiamente sia dall'Antico che dal Nuovo Testamento, offrono dei ricchi spunti per la meditazione, per la preghiera, per un concreto allenamento quotidiano sulla strada che conduce alla grotta di Betlemme.

Nella novena del Natale, tra le antifone maggiori, la Chiesa il 23 dicembre invoca il Messia con il nome di Emmanuele.

O Emmanuele, nostro re e legislatore,
speranza e salvezza dei popoli:
vieni a salvarci, o Signore nostro Dio.


Questa antifona richiama in primo luogo la nota profezia di Isaia: “Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che chiamerà Emmanuele” (Is 7,14), un nome simbolico che, secondo la tradizione biblica, esprime un’identità e una missione: Dio con noi e per noi. Questa speranza, che è per Israele e per tutti i popoli e pervade ogni pagina profetica dell’Antico Testamento, il profeta Zaccaria la dà come parola certa del Signore: “Gioisci, esulta, figlia di Sion, perché, ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te” (2,14). La prima comunità apostolica ha visto realizzata tale profezia in carne e ossa nel Verbo fatto uomo e nato in Betlehem di Giuda (cfr. Mt 1,23).
Il Natale è pertanto motivo di autentica gioia perché manifesta la presenza di Dio nel no-stro cammino quotidiano, nella nostra storia. La nostra vita non è un errare senza meta e senza speranza, abbandonati su questo piccolo pianeta sperduto in un universo di cui noi non vediamo i confini. Essa partecipa del mistero di Dio, anzi, si fonda sulla certezza che Dio cammina con noi. Questo vuole dirci il mistero del Natale.

Rit. Vieni a salvarci, Signore, Dio nostro.

1. O Emanuele (Is 7,14) che sei stato concepito e partorito dalla Vergine Maria; tu che sei la dimora di Dio con gli uomini, che dimori tra di loro perché essi saranno tuo po-polo e tu il Dio-con-noi (Ap 21,2-4): tergi ogni lacrima dai nostri occhi, perché non ci sia più la morte del peccato nei nostri cuori.


Rit. Vieni a salvarci, Signore, Dio nostro.


2. O Redentore, nostro re e legislatore (Is 33,22), che ci guarisci dalle nostre infermità, e ci assolvi dalle nostre colpe (Is 33,24); tu che sei l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo, il Principio e la Fine (Ap 22,13): vieni presto per rendere a ciascuno secondo le sue opere, per saziare la nostra sete alla sorgente gratuita dell’acqua della vita (Ap 22,17).


Rit. Vieni a salvarci, Signore, Dio nostro.


3. O Cristo, speranza e salvezza dei popoli (Gn 49,10), a te è dovuta la loro obbedien-za. Tu che ci hai usato misericordia per la disobbedienza del tuo popolo Israele, da te amato a causa dei loro padri, perché i tuoi doni e la tua chiamata sono irrevocabili; tu che hai permesso che questo tuo popolo eletto sia divenuto disobbediente in vista del-la misericordia usata verso di noi, perché anch’esso ottenga misericordia (Rm 11,28-32), fa’ risplendere la luce del tuo vangelo a tutte le genti, eredi delle promesse fatte ad Abramo e alla sua discendenza, per il compimento del tuo disegno di amore.

Rit. Vieni a salvarci, Signore, Dio nostro.


O Emmanuele, nostro re e legislatore,
speranza e salvezza dei popoli:
vieni a salvarci, o Signore nostro Dio.
 

Vieni, Signore Gesù.

 

Perché comprendiamo con quale amore Dio ci ha amati e ci ha resi suoi figli
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

Perché la pigrizia e la viltà non ci impediscano di professare apertamente la nostra fede in Cristo e nel Vangelo
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

Perché i predicatori e i catechisti, come Giovanni Battista, mostrino con efficacia agli uomini Cristo Salvatore
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

Perché tutti gli uomini del nostro tempo riconoscano che non è possibile costruire un mondo buono e giusto senza fondarlo su Cristo, uomo perfetto e Figlio di Dio
- Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

O Cristo Signore, Tu sei l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo: aiutaci a riconoscere i nostri limiti e la nostra miseria, perché solo così possiamo ottenere la salvezza. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Impegno personale: Dirò un piccolo sì a qualcosa che non è andato secondo la mia volontà. 


 

Impegno di vita

Nella pausa contemplativa sosto a riflettere sul fatto che là dove succedono eventi di vangelo (atti di bontà, di perdono, di coinvolgimento nell'aiutare chi è nel bisogno) non può mancare la gioia. Ed essa rivela la sua autenticità proprio perché è condivisa. 

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO

Perchè non siamo sordi e muti come Zaccaria, davanti alle opere di Dio, ma ascoltiamo con fede la rivelazione della salvezza, e facciamo scaturire dalle nostre labbra la benedizione del Signore.

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

È il tempo del silenzio, della povertà, dell'assenza, dell'umiltà, dell'attesa. E lo scopo di questa solitudine silenziosa è l'ascolto del Signore che parla di nuovo al cuore della sua Sposa: la Chiesa, l'anima nostra. Anna Maria Canopi 

 

 


 

 
Martedì 23 Dicembre 2025 

Ieri pomeriggio il Papa si è trasferito a Villa Barberini a Castel Gandolfo, per trascorrervi la notte e oggi una giornata di relativo riposo, sempre più, quindi un appuntamento fisso per riposare, pregare, meditare e respirare l'aria salubre dei colli con il lago, in vista di una nuova settimana fitta di impegni e celebrazioni natalizie. Il rientro è previsto stasera.

 

 

 

 

Martedì 23 Dicembre 2025


- Alle ore 10 il Vescovo Guglielmo riceve in Episcopio i sacerdoti della Curia ed il Capitolo della Cattedrale per gli auguri natalizi. Il Vescovo Guglielmo riceve in Episcopio fedeli, gruppi, movimenti e associazioni per gli auguri natalizi.

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