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Oggi, 17 Gennaio, la Chiesa celebra la memoria di Sant'Antonio abate |
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Scritto da Giancarlo D'Amico
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Sabato 17 Gennaio 2026 07:33 |
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Antonio abate è uno dei più illustri eremiti della storia della Chiesa. Nato a Coma, nel cuore dell'Egitto, intorno al 250, a vent'anni abbandonò ogni cosa per vivere dapprima in una plaga deserta e poi sulle rive del Mar Rosso, dove condusse vita anacoretica per più di 80 anni: morì, infatti, ultracentenario nel 356. Già in vita accorrevano da lui, attratti dalla fama di santità, pellegrini e bisognosi di tutto l'Oriente. Anche Costantino e i suoi figli ne cercarono il consiglio. La sua vicenda è raccontata da un discepolo, sant'Atanasio, che contribuì a farne conoscere l'esempio in tutta la Chiesa. Per due volte lasciò il suo romitaggio. La prima per confortare i cristiani di Alessandria perseguitati da Massimino Daia. La seconda, su invito di Atanasio, per esortarli alla fedeltà verso il Concilio di Nicea. Nell'iconografia è raffigurato circondato da donne procaci (simbolo delle tentazioni) o animali domestici (come il maiale), di cui è popolare protettore.
Oggi si celebra la Giornata per il dialogo fra ebrei e cristiani che quest'anno ha per tema: «In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra (Gen 12,3). Sessant’anni di Nostra Aetate». Sarà l’occasione per riflettere sul concetto di benedizione sulla famiglia umana, sulla fratellanza, e per ricordare i grandi passi fatti in questi sessant’anni dalla pubblicazione del documento “Nostra Aetate”, e dei documenti che da lì sono stati sviluppati e ampliati.
Dal primo libro di Samuele 9,1-4.10.17-19; 10,1
Ecco l’uomo di cui il Signore ha detto: costui reggerà il mio popolo.
Rit. Signore, il re gioisce della tua potenza! dal salmo 20
Dal Vangelo secondo Marco 2, 13-17
Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.

Il vangelo di Marco mette in crisi i pregiudizi religiosi di ieri e di oggi: Gesù guarisce un indemoniato in sinagoga (!), guarisce la comunità perché si metta a servizio del Regno, amministra il perdono e, oggi, scandalizza i benpensanti (categoria sempre molto diffusa) prendendo con sé un pubblicano come Levi. I pubblicani erano ebrei collaborazionisti dei romani da cui appaltavano la riscossione delle tasse. Odiati e temutissimi, erano considerati pubblici peccatori e segretamente disprezzati. Gesù non ha paura di chiamare Levi durante il suo lavoro, di prenderlo con sé, fra i suoi. La Chiesa non è il club dei bravi ragazzi, ma la comunità di coloro che, perdonati, annunciano la misericordia del Signore. E spiega la sua scelta: i sani non sanno che farsene del medico! Se imparassimo, nella Chiesa, questa lezione fondamentale! Che ce ne facciamo di benpensanti che credono sempre di essere nel giusto? Che ce ne facciamo di persone che passano il tempo a pesare il peccato degli altri senza riconoscere il proprio? Osiamo, come Gesù, annunciare la buona notizia: proprio perché siamo fragili e peccatori accogliamo il vangelo del Signore!
Con grande fede, rivolgiamo oggi la nostra preghiera a Dio Padre, perché la memoria di sant'Antonio abate, padre dei monaci, ci ricordi il primato assoluto di Dio nella nostra vita. Diciamo insieme:
Sii tu, Signore, la nostra gioia.
Perché la Chiesa, tempio del Dio vivente, sia segno per tutto il mondo della trascendenza di Dio. Preghiamo:
Perché nella Chiesa risuoni sempre con vitale freschezza l'appello di Gesù, suscitatore di vocazioni evangeliche radicali. Preghiamo:
Perché i cristiani sappiano presentare al Signore l'offerta di un impegno fattivo per la giustizia. Preghiamo:
Perché chi si sente solo possa imparare, da sant'Antonio abate, la spiritualità di una solitudine che non è isolamento, ma tenerezza e gioia con Dio. Preghiamo:
Perché impariamo a rispettare e stimare le vocazioni eremitiche e contemplative come doni della grazia di Dio per il bene di tutta la Chiesa. Preghiamo:
O Dio, che hai ispirato a sant’Antonio abate di ritirarsi nel deserto, per servirti in un nuovo modello di vita cristiana, concedi anche a noi per sua intercessione di superare i nostri egoismi per amare te sopra ogni cosa.
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LITURGIA DELLE ORE - Inizia il III Volume
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Prima Lettura
Dal libro del Siracide (44, 1-2. 16 - 45, 5)
Elogio dei Padri: da Enoch a Mosè
Seconda Lettura
Dalla «Vita di sant'Antonio» scritta da sant'Atanasio, vescovo (Capp. 24; PG 26, 842-846)
La vocazione di sant'Antonio
Sabato della I settimana, ufficio della memoria dal Comune dei santi per i religiosi. (fino all'Ora Nona); Primi Vespri della II Domenica del tempo ordinario, antifona al Magnificat anno A.
Impegno di vita
Gesù non ha condannato i peccatori, ma li ha incontrati e ha vissuto con loro momenti di intensa comunione. Oggi mi impegnerò a vivere anche io l'accoglienza e la pazienza nei confronti delle persone con cui ho più difficoltà di relazione.
INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO
Per gli ebrei e tutti i credenti in Dio, affinché incontrino nel segreto del loro cuore la novità di Cristo.
MESSAGGIO DEL GIORNO
Anche la vocazione di Matteo (Levi) è inserita nell'orizzonte della misericordia. Passando davanti al banco delle imposte gli occhi di Gesù fissarono quelli di Matteo. Era uno sguardo carico di misericordia che perdonava i peccati di quell'uomo e, vincendo le resistenze degli altri discepoli, scelse lui, il peccatore e il pubblicano, per diventare uno dei Dodici. San Beda il Venerabile, commentando questa scena del Vangelo, ha scritto che Gesù guardò Matteo con amore misericordioso e lo scelse: miserando atque eligendo. Mi ha sempre impressionato questa espressione, tanto da farla diventare il mio motto. Papa Francesco

Sabato 17 Gennaio 2026
Il Santo Padre Leone XIV riceve questa mattina in Udienza:
- S. E. Mons. Filippo Iannone, O. Carm., Prefetto del Dicastero per i Vescovi;
- La Signora Kristalina Georgieva, Managing Director del Fondo Monetario Internazionale (FMI);
- S.E. Mons. Ariel Edgardo Torrado Mosconi, Vescovo di Nueve de Julio (Argentina);
- Sua Altezza Serenissima il Principe Alberto II di Monaco, e Seguito;
- Membri della Presidenza del Symposium of Episcopal Conferences of Africa and Madagascar (SECAM);
- S.E. Mons. Nikola Eterović, Arcivescovo tit. di Cibale, Nunzio Apostolico nella Repubblica Federale di Germania;
- S.E. Mons. Jorge Ignacio García Cuerva, Arcivescovo Metropolita di Buenos Aires (Argentina).

Sabato 17 Gennaio 2026
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Oggi, 16 Gennaio, si celebra la festa della Madonna della Fiducia, patrona della nostra Redazione |
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Scritto da Giancarlo D'Amico
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Venerdì 16 Gennaio 2026 07:14 |
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Oggi, 16 Gennaio, la nostra Redazione celebra la festa della sua Celeste Protettrice, la Madonna della Fiducia. La statuetta della Madonna della Fiducia, venerata nella cappellina della sede del nostro giornale (nella foto), apparteneva alla signora Maria Eugenia Johnson, proprietaria del Castello Bastione nel territorio di Capo d’Orlando; la signora Johnson era sposata con il Cav. Uff. Saverio D’Amico, Presidente della Corte di appello di Messina negli anni 1895-1900, bisnonno dell’attuale direttore del nostro giornale. La Madonna della Fiducia era custodita nel Castello Bastione fino alla morte della proprietaria avvenuta il 30 agosto 1927. Da allora il piccolo simulacro non fu più trovato; lo rinvenne Giancarlo D’Amico il 16 gennaio 1980 in una cassa contenente libri in un magazzino di sua proprietà in località Castello Bastione. Restaurata a Messina, la preziosa statuetta è venerata nella sede del giornale «In Cammino» e viene festeggiata ogni anno il 16 gennaio, giorno del ritrovamento. Dal 30 Marzo 1990 - giorno di fondazione del giornale In Cammino - la Madonna della Fiducia protegge tutta la Redazione e il lavoro giornalistico promosso dal periodico pattese d’ispirazione cattolica. Per una felice coincidenza la Messa propria della Madonna della Fiducia, richiesta dal Pontificio Seminario Romano Maggiore (dove è particolarmente venerata e festeggiata il sabato prima del mercoledì delle ceneri), è stata approvata dalla Sacra Congregazione dei Sacramenti e del Culto Divino il 6 febbraio 1980, 21 giorni dopo il ritrovamento della statuetta. In questo giorno, la statuetta della Madonna viene portata nella Chiesa parrocchiale di San Giuseppe in Capo d'Orlando, nel cui territorio ricade Castello Bastione, per la celebrazione della Santa Messa, l'Atto di Affidamento e la venerazione da parte dei fedeli.
Dal primo libro di Samuele 8, 4-7.10-22
Griderete a causa del re che avrete voluto eleggere, ma il Signore non vi ascolterà.
Rit. Canterò in eterno l’amore del Signore. dal salmo 88
Dal Vangelo secondo Marco 2, 1-12
Il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra.

No, non abbiamo mai visto nulla di simile, davvero. Al tempo di Gesù (e oggi!) si era convinti che la malattia fosse la conseguenza di una colpa, la punizione per un peccato. Quanto grave doveva essere il peccato del paralitico, allora! Ma i suoi amici non si scoraggiano, superando l'indifferenza (non la compassione!) che la gente provava verso gli ammalati, superano gli ostacoli per portare davanti al misericordioso il loro amico. Che prodigi fa l'amicizia! Gesù perdona i peccati di quest'uomo, e lo guarisce. È vero: Dio solo perdona i peccati, e i farisei si trovano spiazzati davanti a tanta affermazione di autorità da parte del Nazareno. Marco inizia il suo vangelo, e noi il nostro anno, con una notizia straordinaria: Dio perdona i peccati, ogni peccato, non porta il muso, non serba rancore, non esercita il suo potere di veto. Desidera il bene per noi, desidera la nostra libertà interiore. qualunque sia il peso che ci paralizza, una colpa, un dolore, una paura, presentiamoci fiduciosi davanti al Signore sicuri di essere guariti nel profondo per poter consolare gli afflitti della consolazione con cui Dio ci ha consolati, come afferma l'ex fariseo san Paolo, guarito dalla più terribile delle paralisi: lo zelo religioso che si fa intransigente e violento.
Nel profondo di ogni uomo esiste un bisogno radicale di Dio, di comunione con lui, di essere perdonato e guarito. Preghiamo insieme il Padre che ci ha riconciliati inviando Gesù suo Figlio, dicendo insieme:
Noi ti preghiamo, Dio di misericordia.
Affinché il popolo di Dio viva al proprio interno il perdono e la riconciliazione, per diventare annuncio credibile di Cristo, nostra pace. Preghiamo:
Affinché i pastori della Chiesa e i fedeli mantengano vivo nella società di oggi il senso cristiano del peccato, della responsabilità di ciascuno dinanzi a Dio e all'uomo. Preghiamo:
Affinché i ministri del sacramento della riconciliazione siano per tutti strumenti di vera liberazione interiore e segni della paternità di Dio. Preghiamo:
Affinché le istituzioni assistenziali per gli ammalati e gli anziani siano luoghi di servizio all'uomo, nella partecipazione delicata alla sofferenza delle persone. Preghiamo:
Affinché l'Eucaristia, che celebriamo uniti nella fede, diventi forza di riconciliazione nella famiglia e nel lavoro. Preghiamo:
Padre buono, a te sale la supplica dei poveri. Convertici e rendici discepoli del tuo Figlio Gesù, perché siamo con lui operatori di pace e fermento di unità. Lui è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
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LITURGIA DELLE ORE - Volume III
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Prima Lettura
Dal libro del Siracide (43, 13-33)
La lode di Dio nella creazione
Seconda Lettura
Dal «Discorso contro i pagani» di sant'Atanasio, vescovo (Nn. 42-43; PG 25, 83-87)
Tutte le cose per mezzo del verbo formano un'armonia divina
Venerdì della I settimana, ufficio della feria del tempo ordinario.
Impegno di vita
Nella mia pausa contemplativa, entro nel mio cuore per ringraziare il Signore per il dono del perdono. Alle volte mi trovo come il paralitico, impotente e avvinto dai lacci del peccato; l'orgoglio e l'egoismo mi convincono che veramente non ho fatto poi tanto male, mentre vorrei fare tanto del bene!
INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO
Perchè tutti gli uomini riconoscano in Cristo il maestro unico e sommo e accettino il vangelo come codice supremo di vita.
MESSAGGIO DEL GIORNO
Il paralitico, portato da Gesù con fede per essere guarito nel corpo, viene risanato anche nell'anima. Quello che chiediamo a Gesù con fede, non solo lo otteniamo, ma ne otteniamo in quella occasione frutti di salvezza al di là delle cose sperate. La fede non solo ottiene, ma dona anche oltre ciò che abbiamo chiesto. Luciano Sanvito

Venerdì 16 Gennaio 2026
Il Santo Padre Leone XIV riceve questa mattina in Udienza:
- Vescovi della Slovenia in Visita "ad Limina Apostolorum".

Venerdì 16 Gennaio 2026
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Oggi, 15 Gennaio, la Chiesa ricorda San Mauro, abate |
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Scritto da Giancarlo D'Amico
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Giovedì 15 Gennaio 2026 07:19 |
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Vissuto nel VI secolo, figlio di un nobile romano, affidato bambino a San Benedetto, ne divenne il discepolo prediletto e quindi fidato collaboratore. L'episodio più noto, riportato anche dalla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, racconta che quando il monaco Placido cadde in un lago vicino al convento, Benedetto, avendo visto ciò che stava accadendo in una visione, esortò Mauro a correre in aiuto del giovane compagno, ed egli lo salvò camminando sulle acque. Mandato in Francia fondò a Granfeul un monastero. Nell’ultimo periodo della sua vita si dedicò alla preghiera e alle letture. La sua vita, oltre che di amore verso Dio, è ancora oggi esempio di obbedienza all’Ordine.
Dal primo libro di Samuele 4, 1-11
Israele fu sconfitto e l’arca di Dio fu presa.
Rit. Salvaci, Signore, per la tua misericordia. dal salmo 43
Dal Vangelo secondo Marco 1, 40-45
La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.

«Lo voglio!», l'annotazione, perentoria, dell'affermazione di Gesù nei confronti di un uomo lebbroso, indica, nel vangelo, la convinzione profonda di Gesù, il compassionevole, ad assolvere la sua missione. La guarigione della lebbra, una malattia che oltre al dolore escludeva dalle relazioni, è il segno che le parole di Gesù sono efficaci. Il Regno avanza e le conseguenze del peccato, la malattia, la morte, retrocedono. È una specie di contagio virtuoso, la guarigione esprime una guarigione più profonda, collettiva, che Gesù viene a portare. Il fatto che Gesù si ritiri in luoghi deserti, fuggendo la fama che rischiava di travolgerlo, e l'ammonizione a tacere che egli fa ai sanati, fanno parte della stessa logica: Gesù non vuole essere scambiato per un maghetto, non vuole ambiguità nella sua missione. Pochi sono stati i guariti durante l'opera di Gesù, guariti per testimoniare la venuta del Regno. Corriamo il rischio, reale, di immaginare una vita sana come una vita necessariamente felice. La salute è importante, lo sanno bene i malati gravi!, ma non è tutto. Succede ancora di avere delle persone che improvvisamente diventano devote alla scoperta di una qualche malattia. Gesù è venuto a portare la salvezza, non la salute, la guarigione interiore dell'uomo. Dio non è un medico particolarmente bravo, ma l'origine del bene.
La parola di Dio proclamata davanti a noi è un annuncio di speranza e un invito a rinnovarci, oggi, finchè dura l'"oggi" della nostra vita. Preghiamo con fede come il lebbroso: Gesù, guariscici.
Gesù Salvatore, guida la tua Chiesa affinché comunichi ai più dimenticati tra gli uomini, agli intoccabili della società, la speranza che viene da te. Noi ti invochiamo:
Gesù Salvatore, sveglia le coscienze dei cristiani perché si oppongano ad ogni forma di corruzione e siano strumenti di pace fra gli uomini. Noi ti invochiamo:
Gesù Salvatore, dona energia e perseveranza a coloro che faticano per eliminare le emarginazioni e i pregiudizi tra i popoli e nelle comunità. Noi ti invochiamo:
Gesù Salvatore, continua a guarire oggi i lebbrosi e insegnaci la solidarietà attiva verso ogni bisognoso. Noi ti invochiamo:
Gesù Salvatore, guarisci questa nostra comunità dalla lebbra dell'egoismo, dell'impurità e della insensibilità. Noi ti invochiamo:
Padre nostro, liberaci dal male che abita nel nostro cuore e che distrugge i nostri corpi, e insegnaci ad alleviare la sofferenza del prossimo. Per Gesù Cristo che ha patito ed è morto per noi e ora vive e regna nei secoli eterni. Amen.
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LITURGIA DELLE ORE - Volume III
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Prima Lettura
Dal libro del Siracide (42, 15 - 43, 12)
Tutta la creazione canta la gloria di Dio
Seconda Lettura
Dal «Discorso contro i pagani» di sant'Atanasio, vescovo (Nn. 40-42; PG 25, 79-83)
Il Verbo del Padre tutto abbellisce, dispone e contiene
Giovedì della I settimana, ufficio della feria del tempo ordinario.
Impegno di vita
Gesù non ha avuto paura di usare il contatto fisico per trasmettere la vicinanza e l'amore. Oggi cercherò di manifestare un po' più di calore nel mio rapporto con gli altri, magari anche con qualche abbraccio in più.
INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO
Per i nostri malati: sappiamo vedere in loro i nostri fratelli che soffrono, cercando di essere loro vicini con amore e sacrificio.
MESSAGGIO DEL GIORNO
Prendere il vangelo sul serio ha dentro una potenza che cambia il mondo. E tutti quelli che l'hanno preso sul serio e hanno toccato i lebbrosi del loro tempo, tutti testimoniano che fare questo dona una grande felicità. Ermes Ronchi

Giovedì 15 Gennaio 2026
Il Santo Padre Leone XIV riceve questa mattina in Udienza:
- S.E. Mons. Giordano Piccinotti, S.D.B., Arcivescovo tit. di Gradisca, Presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica; con la Reverenda Suora Raffaella Petrini, F.S.E., Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano;
- Il Dottor Alvaro Lario, Presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD);
- Em.mo Card. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo Metropolita di Bologna, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana;
- S.E. Mons. Giuseppe Andrea Salvatore Baturi, Arcivescovo Metropolita di Cagliari, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana;
- Em.mo Card. Kevin Joseph Farrell, Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita;
- Il Professor Tiziano Onesti, Presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma;
- Familiari dei Ragazzi deceduti a Crans-Montana (Svizzera).

Giovedì 15 Gennaio 2026
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Oggi, 14 Gennaio, la Chiesa ricorda San Felice da Nola |
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Scritto da Giancarlo D'Amico
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Mercoledì 14 Gennaio 2026 07:30 |
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La vita del prete Felice ci è narrata da san Paolino di Nola, a cui si deve anche l'importante complesso di basiliche paleocristiane a Cimitile, a sei chilometri dalla località campana. Qui erano state deposte le spoglie di Felice, morto probabilmente dopo il 313. Nato a Nola nel III secolo da un ricco padre di origini orientali, aveva sofferto le persecuzioni ed era stato imprigionato, torturato e poi liberato miracolosamente da un angelo che lo condusse in un luogo deserto (per questo, pur non essendo stato ucciso è stato venerato come martire). Grazie alla pace costantiniana Felice era rientrato in diocesi. Qui, pur essendo stato indicato come successore dal vescovo Massimo, alla morte di questi rifiutò l'elezione e visse in povertà fino alla fine dei suoi giorni. In suo onore si tengono due feste con processioni dal 5 al 14 gennaio, data della sua memoria liturgica.
Dal primo libro di Samuele 3,1-10.19-20
Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta.
Rit. Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà. dal salmo 39
Dal Vangelo secondo Marco 1, 29-39
Gesù guarì molti che erano afflitti da varie malattie.

La comunità cristiana, prima di giudicare la fede degli altri, deve guardare al proprio interno, per vedere la tenebra da purificare, in particolare quella di una professione di fede fatta solo di conoscenza e non di vita concreta. Così diceva ieri Marco nel suo vangelo-gioiello che è un capolavoro di sintesi e di intensità. Oggi, invece, ci descrive una giornata-tipo di Gesù, fatta di incontri, di miracoli, di preghiera. L'episodio della guarigione della suocera di Pietro, salvata dalla febbre, che si mette a servire i discepoli, è l'immagine, nuovamente, del discepolo liberato dall'oscurità: se Gesù lo libera interiormente è perché si metta al servizio di chi gli sta attorno. La comunità cristiana non può e non deve essere autoreferenziale, ma, sanata, guarita, illuminata, si mette a servizio del Regno. Non incontriamo Gesù per stare soli con lui, guancia a guancia, ma per diventare suoi testimoni. Gesù attinge la forza della sua predicazione e delle guarigioni che opera dalla preghiera: è impressionante vedere come, nonostante la fatica e le tante cose da fare, egli trovi la forza di alzarsi presto al mattino per pregare e prendere decisioni. Quando gli impegni si moltiplicano abbiamo bisogno di pregare di più!
Gesù è guaritore dei corpi e salvatore di tutto l'uomo. Egli prega ora con noi il Padre che ci ha dato la vita. e continuamente si prende cura dei suoi figli. Con fiducia preghiamo:
Salvaci, o Signore.
La tua Chiesa, Signore, è lacerata nei cristiani, perseguitata in molti paesi, guastata dai nostri peccati: donale salute e freschezza nuova. Noi ti invochiamo:
Molti popoli, o Padre, non hanno conosciuto l'amore che hai manifestato nel tuo Figlio Gesù, e tuttavia lo cercano con cuore sincero: non abbandonarli. Noi ti invochiamo:
Prima che noi ti cercassimo, tu per primo ci hai chiamato e ci sei venuto vicino per donarci la tua vita: sostienici nel cammino quotidiano. Noi ti invochiamo:
I malati che la scienza umana non può più soccorrere sperano ancora nel tuo aiuto: rafforza il loro animo nella prova. Noi ti invochiamo:
Ricordati dei sofferenti nel corpo e nello spirito che vivono tra noi e che forse ignoriamo: guariscili e illumina la loro pena. Noi ti invochiamo:
Padre nostro, liberaci dal male che abita nel nostro cuore e che distrugge i nostri corpi, e insegnaci ad alleviare la sofferenza del prossimo. Per Gesù Cristo che ha patito ed è morto per noi e ora vive e regna nei secoli eterni. Amen.
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LITURGIA DELLE ORE - Volume III
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Prima Lettura
Dal libro del Siracide (24, 1-22)
La sapienza nell'opera della creazione e nella storia d'Israele
Seconda Lettura
Dal trattato «Contro le eresie» di sant'Ireneo, vescovo (Lib. IV, 6, 3. 5. 6; SC 100, 442. 446. 448. 454)
La manifestazione del Figlio è la conoscenza del Padre
Mercoledì della I settimana, ufficio della feria del tempo ordinario.
Impegno di vita
Gesù è venuto per annunciare il regno di Dio e oggi questo compito è affidato a caiascuno di noi: coglierò l'occasione opportuna per annunciare a qualcuno che mi sta vicino, senza vergogna, l'amore di Dio.
INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO
Perchè possiamo individuare una dimensione della nostra vita in cui ci è difficile far emergere la nostra relazione con Dio, provando a compiere un gesto o a pronunciare una parola che la testimoni.
MESSAGGIO DEL GIORNO
Gesù non vuole essere rinchiuso, nemmeno nella sua comunità, e chiede di andare altrove per annunciare il Regno. Che la Chiesa, come il suo Maestro, abbia il coraggio di portare il Vangelo nelle strade! Paolo Curtaz

Mercoledì 14 Gennaio 2026
- Alle ore 10 Udienza Generale tenuta dal Santo Padre Leone XIV nell’Aula Paolo VI.
Il Santo Padre Leone XIV riceve questa mattina in Udienza:
- Em.mo Card. Carlos Aguiar Retes, Arcivescovo Metropolita di México (Messico);
- S.E. Mons. Santiago Ignacio De Wit Guzmán, Arcivescovo tit. di Gabala, Nunzio Apostolico in Trinidad e Tobago, Antigua e Barbuda, Belize, Grenada, Repubblica Cooperativistica della Guyana, Saint Kitts e Nevis, San Vincenzo e Grenadine, Suriname; Bahamas, Barbados, Dominica, Giamaica, Santa Lucia; Delegato Apostolico nelle Antille; Rappresentante Plenipotenziario della Santa Sede presso la Caribbean Community.

Mercoledì 14 Gennaio 2026
- Il Vescovo Guglielmo, insieme agli altri Vescovi di Sicilia, partecipa a Palermo alla conclusione dei lavori della sessione invernale della Conferenza Episcopale Siciliana.
A conclusione dei lavori, nel pomeriggio, si terrà una Concelebrazione Eucaristica per il 3° anniversario (14 gennaio 2023) della morte di Fratel Biagio Conte presso la “Casa di preghiera per tutti i popoli – Missione “Speranza e Carità”, di Via Decollati a Palermo. |
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Oggi, 13 Gennaio, si celebra la memoria di Sant'Ilario, vescovo e dottore della Chiesa |
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Scritto da Giancarlo D'Amico
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Martedì 13 Gennaio 2026 07:42 |
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Ilario nacque agli inizi del secolo IV a Poitiers, in seno al paganesimo, da una delle più illustri famiglie di Francia. Fu uno dei grandi campioni della fede cattolica nella difesa della divinità di Cristo. Eletto vescovo verso il 350 combatté coraggiosamente contro gli Ariani. Per ordine dell'imperatrice Costanza, venne mandato in esilio, in Frigia. Scrisse opere piene di sapienza e di dottrina in difesa della fede cattolica e opere di esegesi biblica. Egli ambiva il titolo di discepolo della verità e non ebbe altro fine che di far conoscere il nome di Dio, ed infuocare tutti i cuori della sacra fiamma del suo amore. Il Signore lo chiamò al premio dei giusti nell'anno 367.
Dal primo libro di Samuele 1, 9-20
Il Signore si ricordò di Anna ed ella partorì Samuèle.
Rit. Il mio cuore esulta nel Signore, mio salvatore. dal salmo 1 Sam 2, 1.4-8
Dal Vangelo secondo Marco 1, 21-28
Gesù insegnava come uno che ha autorità.

L'evangelista Marco ci presenta Gesù che, entrato nella sinagoga di sabato, insegna. Stranamente, però, non riporta il contenuto di questo insegnamento, ma si sofferma sulla reazione di coloro che lo ascoltano: «erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi». Il fatto di non soffermarsi sul contenuto dell'insegnamento, ma sulla reazione della folla, fa spostare l'attenzione dalla dottrina insegnata alla persona del Maestro: non è il contenuto dell'insegnamento a provocare lo stupore, ma il fatto che provenga da Gesù, a cui è riconosciuta una particolare autorità. Il popolo riconosce che Gesù ha l'autorità, il diritto di parlare, perché egli insegna come chi ha ricevuto da Dio, e non semplicemente dagli uomini, il mandato di farlo. Scopriamo così, che il primo scopo dell'insegnamento di Gesù non è quello di suscitare discussioni, ma di provocare una reazione in coloro che lo ascoltano, farli "uscire da se stessi", per metterli davanti alla sua persona: è questo l'inizio della conversione. Questa sua autorità non suscita solo lo stupore degli uditori, ma provoca anche la reazione di uno spirito immondo che teneva schiavo un uomo. Ed è proprio questo spirito a rivelare ciò su cui si fonda l'autorità di Gesù: «Io so chi tu sei: il santo di Dio». Dopo che Gesù ha scacciato questo spirito, viene nuovamente riportata la reazione della folla: la meraviglia e, stranamente, il riferimento ad un insegnamento nuovo dato con autorità. Il fatto che un esorcismo sia percepito come un insegnamento rivela che quel gesto deve essere accolto come una parola nuova su Gesù: l'invito è, nuovamente, quello di non fermarsi al segno, ma di orientarsi verso il Signore, di scoprire il suo volto per arrivare a scoprire il volto del Padre. La parola odierna è un invito a verificare i frutti del nostro annuncio, della nostra testimonianza. L'invito è quello di pronunciare parole, di compiere gesti che siano capaci di suscitare stupore, meraviglia, diventando testimonianza del nostro essere mandati dal Signore, della profondità della nostra relazione con lui.
Al Padre, che ci ha donato in Cristo la sua parola che libera e ridà speranza agli umili, rivolgiamo con fede la nostra preghiera. Insieme diciamo:
La tua parola, Signore, ci renda liberi.
Preghiamo per la Chiesa, per i ministri mandati ad evangelizzare e per tutta la comunità cristiana, affinché sia fedele e coraggiosa nell'annunciare la Parola divina di salvezza:
Preghiamo per i popoli che la sete di potenza e di benessere dell'occidente cristiano mantiene nell'oppressione, affinché scoprano in Cristo un fratello che li guida alla vera libertà:
Preghiamo per le famiglie devastate dal demone della falsità e della divisione, affinché ritrovino la volontà di dialogare e di perdonare:
Preghiamo per i giovani che, nella loro ricerca di libertà e di un mondo nuovo, hanno trovato invece una schiavitù morale, affinché si aprano al Cristo liberatore dell'uomo:
Preghiamo per la nostra comunità, affinché rigenerandosi sempre nell'ascolto della Parola di Dio, diventi un'espressione visibile dell'amore del Padre verso gli infelici:
O Dio, padre onnipotente e misericordioso, concedi al tuo popolo di conoscere e professare, nella vera fede dei padri, la divinità del Cristo tuo Figlio, di cui il vescovo sant'Ilario fu tenace assertore e maestro.
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LITURGIA DELLE ORE - III Volume
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Prima Lettura
Dal libro del Siracide (11, 12-28)
La fiducia in Dio
Seconda Lettura
Dal «Trattato sulla Trinità» di sant'Ilario, vescovo (Lib. 1, 37-38; Pl 10, 48-49)
Ti servirò col predicarti
Martedì della I settimana, ufficio della memoria dal Comune dei dottori della Chiesa.
Impegno di vita
Gesù è venuto per liberarci dal male e ha lasciato alla Chiesa il compito di continuare nel tempo e nello spazio la sua opera di guarigione interiore. Oggi permetterò al Signore di guarire il male che c'è in me e mi accosterò al sacramento della Riconciliazione.
INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO
Perchè tutti gli uomini riconoscano in Cristo il maestro unico e sommo e accettino il vangelo come codice supremo di vita.
MESSAGGIO DEL GIORNO
Chiediamo al Signore, in questa giornata che iniziamo alla luce della Parola, di rendere chiari e trasparenti i nostri cuori, di rendere autentiche e discepole le nostre comunità. Gesù Nazareno c'entra molto con noi e il santo di Dio è venuto per salvarci con l'autorevolezza che gli viene dall'amarci. Paolo Curtaz

Martedì 13 Gennaio 2026
Nel pomeriggio di ieri Papa Leone XIV si è trasferito nel Palazzo Barberini di Castel Gandolfo dove rimarrà sino a stasera.

Martedì 13 Gennaio 2026
- Il Vescovo Guglielmo partecipa a Palermo ai lavori della sessione invernale della Conferenza Episcopale Siciliana.
Diversi i punti all’ordine del giorno, tra i quali l’attuazione del Documento finale del Cammino sinodale in Sicilia “Lievito di pace e di speranza”. Di esso relazioneranno mons. Antonino Raspanti, mons. Corrado Lorefice e mons. Guglielmo Giombanco, questi ultimi tra i sei vescovi italiani designati che lavoreranno per tradurre il testo in indicazioni operative per le diocesi d’Italia.
Parteciperanno all’incontro anche i Direttori degli Uffici pastorali regionali.
Il vescovo delegato per la pastorale scolastica e l’insegnamento della religione cattolica, mons. Giuseppe Schillaci, vescovo di Nicosia, terrà una comunicazione sul Documento CEI “L’insegnamento della Religione Cattolica: laboratorio di cultura e dialogo”.
Inoltre, verrà presentato ai vescovi l’esito del convegno celebrato a Catania su: «Per dare speranza alle Emergenze della Sicilia, partecipazione e corresponsabilità: un esercizio di Democrazia partecipata» da parte di mons. Giuseppe Marciante, vescovo di Cefalù e delegato per la Pastorale sociale e il Lavoro, mentre mons. Luigi Renna, arcivescovo di Catania, terrà una comunicazione sul Documento CEI “Educare alla Pace – Per una pace disarmata e disarmante”.
La sessione si concluderà nel pomeriggio di mercoledì 14 gennaio con una Concelebrazione eucaristica per il 3° anniversario (14 gennaio 2023) della morte di Fratel Biagio Conte presso la “Casa di preghiera per tutti i popoli – Missione “Speranza e Carità”, di Via Decollati a Palermo. |
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