NOTIZIE DI ATTUALITA'
Oggi, 10 Novembre, si celebra la memoria di San Leone Magno, papa e dottore della Chiesa PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Lunedì 10 Novembre 2025 07:31

Arcidiacono (430), consigliere di Celestino I e di Sisto III, inviato da Valentino a pacificare le Gallie, venne eletto papa nel 440 circa. Fu un papa energico, avversò le sopravvivenze del paganesimo; combatté manichei e priscillanisti. Intervenne d’autorità nella polemica cristologica che infiammava l’Oriente, convocando il concilio ecumenico di Calcedonia, nel quale si proclamava l’esistenza in Cristo di due nature, nell’unica persona del Verbo. Nel 452 fu designato dal debole imperatore Valentiniano III a guidare l’ambasceria romana inviata ad Attila. I particolari della missione furono oscuri: è solo che il re degli Unni, dopo l’incontro con la delegazione abbandonò l’Italia. Quando Genserico nel 455 entrò in Roma, Leone ottenne dai Vandali il rispetto della vita degli abitanti, ma non poté impedire l’atroce saccheggio dell’Urbe. Dotato di un alto concetto del pontificato romano, fece rispettare ovunque la primazia del vescovo di Roma. Compose anche preghiere contenute nel “Sacramentario Veronese”. Benedetto XIV, nel 1754 lo proclamò dottore della Chiesa, è il primo papa che ebbe il titolo di Magno (Grande).

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Prima lettura

Dal libro della Sapienza        1, 1-7

La sapienza è uno spirito che ama l’uomo. Lo spirito del Signore riempie la terra.

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Salmo responsoriale

Rit. Guidami, Signore, per una via di eternità.            dal salmo  138

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca       17, 1-6


Se sette volte ritornerà a te dicendo: Sono pentito, tu gli perdonerai.  

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Meditiamo insieme

 


Hai ragione, Signore: ci vuole un sacco di fede, molto più di quanta crediamo di avere. Una fede cristallina, robusta per poter accogliere una Parola così esigente, così assurda. Una Parola che ci chiede di perdonare sempre, senza calcolo, senza tirarci indietro, senza accampare mille scuse. Una fede che vede quanto ci è stato perdonato e che, perciò, sa perdonare. Il discepolo perdona perché ha scoperto la misura del perdono del Signore, sa capire perché si sente capito, sa superare ed andare oltre perché ha scoperto che il perdono mette le ali. Il perdono è segno di forza, non di debolezza e il perdono serve a chi lo dà, non a chi lo riceve. Anzi: a volte chi lo riceve non sa neppure di essere stato perdonato... ma il perdono è una cosa seria, non un'emozione fugace, fa leva sulla volontà, non sul sentimento. Decido di perdonare quando scopro che il perdono alla fine mi porta verso la pienezza di Dio, verso il suo sorriso. Hai ragione Signore. È scandaloso che un discepolo provi risentimento, che non sappia offrire un'altra possibilità, che confonda la fermezza con l'intransigenza, che non sia comprensivo verso chi sbaglia. 

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Preghiamo insieme

Con la Chiesa universale, celebrando la memoria del papa san Leone Magno ricordiamo la missione che Gesù Cristo ha conferito a Pietro. Fatti voce di ogni creatura, chiediamo al Padre: Edifica nell'unità la tua Chiesa, o Signore.

Per la santa Chiesa: trovi sempre nel successore di Pietro colui che dà voce alla fede in cristo, Figlio del Dio vivente. Preghiamo:

Per tutti i pastori: uniti al successore di Pietro, siano modelli di vita per il gregge loro affidato. Preghiamo: 

Per il Papa Leone XIV: il suo servizio della carità reso all'uomo, spinga tutti ad impegnarsi fattivamente per la giustizia e la pace nel mondo. Preghiamo:

Per i presbiteri e i diaconi delle nostre comunità: vivano con umiltà e perseveranza il ministero dell'unità della fede e della comunione nella carità. Preghiamo:

Per i seminaristi, perchè guardando all'esempio del papa san Leone Magno, crescano in verità, carità e fraternità, preparandosi a servire senza riserve la Chiesa.

O Dio, che non permetti alle potenze del male di prevalere contro la tua Chiesa, fondata sulla roccia di Pietro, per l’intercessione del papa san Leone Magno fa’ che resti salda nella tua verità e proceda sicura nella pace.

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

 Prima Lettura

Dal libro del profeta Daniele   (2, 26-47)


Sogno della statua frantumata dal sassolino. Il regno eterno di Dio


Seconda Lettura

Dai  «Discorsi» di san Leone Magno, papa   (Disc. 4,1-2; PL 54,148-149)


Il servizio specifico del nostro ministero


Lunedì della IV settimana, ufficio della memoria dal Comune dei pastori. Antifone proprie al Benedictus e al Magnificat.

 

Impegno di vita  


Oggi faccio un passo di riconciliazione verso quell'amico, quel parente, quel collega... con cui non parlo più per un torto che ho subìto.
  

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO

Per la Cattedra di Pietro: superata ogni divisione, per intercessione del papa San Leone Magno, torni ad essere simbolo e fonte di unità fra tutti i cristiani del mondo. 

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

Una vita è veramente realizzata se si rispetta l'altro e lo si accoglie senza la presunzione di essere migliori. Enrico Beraudo

 



 

 

 

Lunedì 10 Novembre 2025

 

 Il Santo Padre Leone XIV riceve questa mattina in Udienza:

- Nella Sala Bologna del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Leone XIV ha presiede questa mattina una riunione dei Capi Dicastero della Curia Romana.

 

 Papa Leone XIV nel pomeriggio si reca a Castel Gandolfo dove trascorrerà la giornata di domani.

 

 


 

Lunedì 10 Novembre 2025

Il Vescovo Guglielmo, insieme ad un folto gruppo di Sacerdoti della diocesi, presso il Centro Pastorale “Maria SS. del Tindari”, Seminario estivo di Castell'Umberto, partecipa agli Esercizi Spirituali del Presbiterio sul tema: «Testimoni della forza rinnovatrice del Vangelo», guidati da S.E. Mons. Giancarlo Maria Bregantini, Arcivescovo emerito di Campobasso-Boiano; gli Esercizi termineranno con il pranzo di venerdì 14 Novembre.

Oggi, 9 Novembre, la Chiesa celebra la festa della Dedicazione della Basilica Lateranense PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Domenica 09 Novembre 2025 07:42

Quando l’imperatore romano Costantino si convertì alla religione cristiana, verso il 312, donò al papa Milziade il palazzo del Laterano, che egli aveva fatto costruire sul Celio per sua moglie Fausta. Verso il 320, vi aggiunse una chiesa, la chiesa del Laterano, la prima, per data e per dignità, di tutte le chiese d’Occidente. Essa è ritenuta madre di tutte le chiese dell’Urbe e dell’Orbe. Consacrata dal papa Silvestro il 9 novembre 324, col nome di basilica del Santo Salvatore, essa fu la prima chiesa in assoluto ad essere pubblicamente consacrata. Nel corso del XII secolo, per via del suo battistero, che è il più antico di Roma, fu dedicata a san Giovanni Battista; donde la sua corrente denominazione di basilica di San Giovanni in Laterano. Per più di dieci secoli, i papi ebbero la loro residenza nelle sue vicinanze e fra le sue mura si tennero duecentocinquanta concili, di cui cinque ecumenici. Semidistrutta dagli incendi, dalle guerre e dall’abbandono, venne ricostruita sotto il pontificato di Benedetto XIII e venne di nuovo consacrata nel 1726. Basilica e Cattedrale di Roma, la prima di tutte le chiese del mondo, essa è il primo segno esteriore e sensibile della vittoria della fede cristiana sul paganesimo occidentale. Durante l’era delle persecuzioni, che si estende ai primi tre secoli della storia della Chiesa, ogni manifestazione di fede si rivelava pericolosa e perciò i cristiani non potevano celebrare il loro Dio apertamente. Per tutti i cristiani reduci dalle “catacombe”, la Basilica del Laterano fu il luogo dove potevano finalmente adorare e celebrare pubblicamente Cristo Salvatore.

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Prima lettura

Dal libro del profeta Ezechiele        47, 1-2.8-9.12

Vidi l’acqua che usciva dal tempio, e a quanti giungeva quest’acqua portò salvezza.

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Salmo responsoriale

Rit. Un fiume rallegra la città di Dio.            dal salmo  45

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Seconda lettura

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi        3,9-11.16-17

Voi siete il tempio di Dio.

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Giovanni        2, 13-22

Parlava del tempio del suo corpo.  

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Meditiamo insieme

 

Tutta la Chiesa, oggi, è invitata a celebrare la consacrazione della prima cattedrale di Roma, che non è san Pietro in Vaticano, come alcuni pensano, ma la basilica di san Giovanni in Laterano: è un segno di unità per tutti i discepoli cattolici. La Basilica Lateranense venne fondata da papa Melchiade (311-314) nelle proprietà donate a questo scopo da Costantino di fianco al Palazzo Lateranense, fino allora residenza imperiale e poi residenza pontificia. Sorgeva così la "chiesa-madre di tutte le chiese dell'Urbe e dell'Orbe", distrutta e ricostruita molte volte. Vennero celebrati nella Basilica o nell'attiguo Palazzo Lateranense ben cinque concili, negli anni 1123, 1139, 1179, 1215 e 1512. Questa festa ci ricorda il ruolo della Chiesa di Roma, che ha avuto l'onore e il privilegio di essere condotta da Pietro e di ospitare i resti di Pietro e Paolo. La Chiesa cattolica è un insieme di chiese locali fondate dagli apostoli e unite fra di loro col vincolo dell'amore. Quando i successori degli apostoli si ritrovano per delle decisioni concernenti la fede, manifestano l'unità della Chiesa voluta da Cristo. Fra le Chiese, il vescovo di Roma, primo fra i pari, è riconosciuto come il garante del deposito della fede, colui, cioè, che conserva, in comunione con tutti i vescovi, l'integrità del vangelo. Fare memoria della Basilica Lateranense non significa, allora, venerare un luogo, ma fare memoria del legame inscindibile che lega cristiani provenienti da luoghi e culture diverse. 

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Preghiamo insieme

 

Nel giorno in cui si festeggia la dedicazione della Basilica Lateranense, madre di tutte le Chiese, chiediamo al Signore che ci edifichi, come Chiesa, per la gloria del suo nome; preghiamo insieme e diciamo: Santifica la tua Chiesa, Signore.

Per il popolo di Dio, perché custodisca la purezza della fede e sappia riconoscere e seguire il Signore nelle situazioni concrete della vita e della storia, preghiamo.

Per il papa Leone, per i vescovi, per i presbiteri e per tutti i ministri del Vangelo, perché siano immagine vivente del Cristo servo e Signore, educatori e guide della loro comunità, preghiamo.

Per la santa Chiesa di Roma, perché la parola seminata con l'abbondanza nel cuore dei credenti porti frutti di rinnovamento e di generosa dedizione verso i fratelli, preghiamo.

Per le comunità religiose, per le associazioni, per i gruppi laicali, perché fedeli al loro carisma, sotto la guida del vescovo, cooperino alla crescita della comunione ecclesiale, preghiamo.

Per tutti noi che oggi ricordiamo la Dedicazione della Basilica di san Giovanni in Laterano, Cattedrale di Roma, perché riscopriamo la nostra vocazione cristiana nel vincolo di carità che scaturisce dalla comune partecipazione alla medesima Parola e alla medesima Eucaristia, preghiamo.

O Dio, nostro Padre, che nel tuo Figlio fatto uomo hai costruito il nuovo tempio della tua gloria, stabilisci in noi la dimora del tuo Spirito e trasforma in sorgente di benedizione la nostra comune preghiera.
 

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

 Prima Lettura

Dalla prima lettera di san Pietro, apostolo   (2, 1-17)

L'edificio spirituale fatto di pietre vive

Seconda Lettura

Dai  «Discorsi» di san Cesario di Arles, vescovo
  (Disc. 229, 1-3; CCL 104,905-908)


Con il battesimo siamo tutti diventati tempio di Dio


Ufficio della festa dal Comune della Dedicazione. Te Deum.

 

Impegno di vita  


«Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi». Come cristiano ho il dovere di costruire il Regno di Dio. Devo avere il coraggio di testimoniare la mia fede nel mio ambiente di vita, di lavoro e anche nel tempo libero.
 
 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO

Per la città di Roma, sede del successore di Pietro: perchè la sua Chiesa e i credenti, i cittadini tutti e l'amministrazione pubblica, possano maturare continuamente nella consapevolezza della responsabilità che il Signore affida a loro come riferimento e guida nella fede per la cristianità, luogo di incontro, di dialogo e confronto aperto con chiunque bussi alle sue porte.

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

È bello oggi dire alla Chiesa: "Ti amo, come casa mia". Ma è giusto anche esortare la Chiesa a non avere porte ermeticamente chiuse, ma a essere, come felicemente esortava Giovanni XXIII, "la fontanella posta al centro della piazza del paese, dove tutti, ma proprio tutti, coloro che hanno sete, senza alcuna distinzione, possano bere. Mons. Antonio Riboldi 



 

 


 

Domenica 9 Novembre 2025

- Alle ore 9,30 il Santo Padre Leone XIV presiede la Celebrazione Eucaristica nella Basilica di San Giovanni in Laterano in occasione della solennità della Dedicazione.

- Alle ore 12 il Santo Padre Leone XIV recita la preghiera dell'Angelus dal Palazzo Apostolico.

 


 

Domenica 9 Novembre 2025

- Il Vescovo Guglielmo, nella festività di San Teodoro, compie la Visita Pastorale nella comunità parrocchiale di Sorrentini, frazione di Patti, con il seguente Programma:

Ore 10.00 - 12.00: Visita ad anziani, ammalati e famiglie;

Ore 16.00: in Chiesa Madre incontro con i Portatori, Consiglio Affari Economici, Consiglio Pastorale Parrocchiale, Confraternita e Operatori pastorali;

Ore 18.00: in Chiesa Madre Solenne Pontificale nella festività di San Teodoro Martire, protettore della frazione e Conclusione della Visita Pastorale.

Oggi, 8 Novembre, la Chiesa ricorda San Goffredo, vescovo PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Sabato 08 Novembre 2025 07:39

 Divenne Abate di un altro monastero, a Nogent, e si distinse non soltanto per la sua preparazione dottrinale e spirituale, ma soprattutto per la sua integrità morale, rara in tempi in cui gran parte dell'alto clero era contaminata dalla simonia. Per i suoi meriti e non - una volta tanto -per tornaconto politico, i feudatari e il Re lo elessero Vescovo di Amiens, dove entrò a piedi nudi, in abito da pellegrino, evitando ogni fasto.
Il nome di Goffredo proviene da una forma più antica, Gottifredo, ed è di origine germanica, composto da due parole che significano, l'una Dio, l'altra pace. Si può dunque tradurre come " pace di Dio ", ed è un nome di significato spirituale, insolito tra i personali germanici, quasi sempre di origine guerresca. Il Vescovo San Goffredo fu veramente degno del suo nome, perché cercò senza riposo di ristabilire nella diocesi quella pace di Dio a cui il suo nome accennava. E poiché erano molti i nemici della pace di Dio - tra i potenti e tra il popolo, tra i feudatari e tra gli stessi religiosi - la sua vita fu difficile e la sua attività di riformatore pacifico ostacolata e denigrata. Si tentò perfino di avvelenarlo, ma il veleno fece morire, al suo posto, un povero cane!

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Prima lettura

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani        16,3-9.16.22-27

Salutatevi gli uni gli altri con il bacio santo.

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Salmo responsoriale

Rit. Ti voglio benedire ogni giorno, Signore        dal salmo  144
 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca        16, 9-15


Se non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? 

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Meditiamo insieme

 

Gesù ha ragione: è impossibile servire a due padroni. Se il possesso, il denaro, il lavoro diventano nostri padroni, non possiamo più occuparci liberamente delle cose di Dio e dello Spirito: nonostante tutta la nostra buona volontà, siamo travolti dalle preoccupazioni. Intendiamoci bene, però: Gesù non è un classista e non condanna, di per sé, la ricchezza. La Bibbia ha le idee molto chiare su questo aspetto: la ricchezza e il benessere sono sempre dono di Dio. La miseria e la povertà sono sempre responsabilità del ricco che non vuole condividere. Gesù ha, fra i suoi discepoli, persone benestanti e poveracci, ma sa che né l'una né l'altra condizione sono, in sé, meritevoli di Dio. Solo avverte i discepoli: la ricchezza può ingannare perché promette ciò che non riesce a mantenere, e proclama beati i miseri, i pitocchi, non perché tali, ma perché la povertà può aprirli alla fiducia verso Dio. Interroghiamoci, oggi, sull'uso che facciamo del denaro, sapendo che la ricchezza è questione di cuore, non di portafoglio, chiediamoci se siamo sufficientemente liberi dalle cose e dal denaro e se c'è, nel nostro cuore, la capacità di condividere il di più che la Provvidenza mette nelle nostre tasche.

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Preghiamo insieme

 

La Parola di Dio è come spada a doppio taglio che penetra nelle pieghe più nascoste delle nostre infermità. Chiediamo al Padre d'essere forti e vigilanti di fronte al male che ci distoglie da lui. Diciamo insieme: Convertici, Signore.


Quando siamo tentati di seguire noi stessi più che la tua parola. Preghiamo:

Quando ci sentiamo a posto perché non facciamo del male a nessuno. Preghiamo:

Quando ci pesa la fedeltà ai piccoli doveri quotidiani. Preghiamo:

Quando salviamo il mondo a parole più che con i fatti. Preghiamo:

Quando la nostra condizione sociale, la cultura e le qualità che ci ha dato, ci servono per guardare gli altri dall'alto. Preghiamo:

Quando, per realizzare noi stessi, calpestiamo la giustizia, l'amicizia, la verità. Preghiamo:

Quando ti riduciamo a un Dio domenicale, riservando la settimana agli idoli del denaro, della carriera e del nostro egoismo. Preghiamo:


O Dio, che sazi la terra con il frutto delle tue opere e gli interventi della tua potenza, non permettere che diventiamo schiavi delle ricchezze terrene; infondi in noi tanta virtù perchè sappiamo cercarti e servirti con cuore indiviso e mani pure.

 

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

Prima Lettura

Dal primo libro dei Maccabei   (9, 1-22)

Giuda Maccabeo muore in battaglia

Seconda Lettura

Dal Trattato  «Sul bene della morte» di sant'Ambrogio, vescovo   (Capp. 3, 9; 4, 15; CSEL 32, 710. 716-717)


Portiamo sempre e dovunque la morte di Cristo


Sabato della III settimana, ufficio della feria del tempo ordinario (fino all'Ora Nona). Primi Vespri della Dedicazione della Basilica Lateranense. 

 

Impegno di vita  


Cercherò di mettere ordine nella mia vita; vedrò sì quello che possiedo, ma cercherò anche di farne parte liberamente e volentieri a chi non ha nulla.

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO

Perchè sappiamo impiegare il denaro come accorti amministratori che un giorno dovranno rendere conto a Dio. 

 

MESSAGGIO DEL GIORNO


Sarebbe bello che chi ha qualcosa distribuisse, e dividesse come fratello, come compagno di mendicità del povero. Tu sei un mendicante. Anche io sono un mendicante; perché ciò che possiedo Dio me lo ha prestato. Nell'ora della morte dovrò restituirlo tutto. San Oscar Romero

 


 

 

Sabato 8 Novembre 2025 

Alle ore 10 Udienza Giubilare tenuta da Papa Leone XIV in Piazza San Pietro.

Il Santo Padre Leone XIV riceve questa mattina in udienza:

- S.E. il Signor Cyril Ramaphosa, Presidente della Repubblica del Sud Africa, e Seguito;

- S.E. Mons. Filippo Iannone, Prefetto del Dicastero per i Vescovi.

 


 

Sabato 8 Novembre 2025

- Alle ore 10 il Vescovo Guglielmo, nella Cattedrale di San Nicola di Mira a Lungro (Cosenza) partecipa all’Ordinazione Episcopale di S. E. Mons. Raffaele De Angelis, Vescovo eletto dell’Eparchia di Piana degli Albanesi.  

Oggi, 7 Novembre, la Chiesa ricorda Sant'Ernesto, abate PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Venerdì 07 Novembre 2025 07:24

 Nel 1140 Ernesto era abate del monastero fondato a Zwiefalten (Wùrttemberg) nel 1089 dai conti Kuno e Liutold von Achalm, ma nel 1146 diede le dimissioni e si unì all'esercito crociato del re Corrado III. Sulla sua attività come abate si sa poco, meno ancora sulla sua fine. Secondo la leggenda cadde nelle mani dei Saraceni e fu crudelmente martirizzato; viene venerato, infatti, nel suo monastero di Zwiefalten come santo martire. La sua festa è celebrata il 7 novembre. Talvolta fu confuso con l'omonimo prevosto di Neresheim, il quale prese parte alla prima crociata. Nella chiesa abbaziale di Zwiefalten si conserva sull'altare di S. Stefano una statua di Ernesto, raffigurato anche in due pitture. 

 

 

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Prima lettura

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani         15, 14-21

Sono ministro di Cristo Gesù tra le genti, perchè esse divengano un'offerta gradita.

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Salmo responsoriale

Rit. Agli occhi delle genti il Signore ha rivelato la sua giustizia.           dal salmo 97

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca        16, 1-8


I figli di questo mondo verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.  

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Meditiamo insieme

 

È furbo l'amministratore della parabola. Disonesto e ladro ma furbo. E Gesù loda la sua astuzia e la sua intraprendenza, non loda certo la sua disonestà ma riconosce, con un sorriso, che quel tale è riuscito a prepararsi la pensione dopo aver capito l'aria che stava tirando. Scoperto ad intrallazzare, ha saputo farsi dei buoni amici con la disonestà a scapito del povero padrone. E Gesù chiosa l'episodio: quanta poca astuzia mettiamo, invece, nelle cose di Dio! Quanta poca attenzione poniamo nelle cose che riguardano l'anima e il suo destino! Tutti presi dai mille affanni della quotidianità, specialmente in un'epoca così fragile, in un momento così difficile, scordiamo l'essenziale, fatichiamo ad investire in ciò che davvero conta. Ma se l'amministratore pensa al suo futuro perché non fare altrettanto nelle uniche cose che restano? Certo: occupiamoci del futuro, del mutuo e del piano pensionistico, fidiamoci della Provvidenza ma non obblighiamola ad occuparsi delle cose che non abbiamo saputo prevedere! E nel contempo, dedichiamo tempo ed energie nella scoperta del bellissimo Dio di Gesù. Ogni minuto speso per il "dentro", nella nostra vita, fruttifica cento volte tanto.

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Preghiamo insieme

 

A Dio che ci ha creati per la gioia e vuole la nostra pace, domandiamo la grazia di organizzare in serenità la nostra vita. Diciamo insieme:
Aiutaci, Signore.

Per i cristiani: siano amministratori accorti dei beni celesti, li facciano fruttificare e valorizzino le occasioni di bene che Dio offre loro. Preghiamo.

Per le giovani chiese dell'Asia e dell'Africa: sappiano conservare l'entusiasmo dei convertiti, l'umiltà degli inizi, la radicalità dei loro martiri. Preghiamo.

Per la pace e la concordia tra gli uomini di ogni razza, religione, classe sociale: il nostro apporto di cristiani aiuti il mondo a guarire dalle sue divisioni. Preghiamo.

Per chi ha perduto la fede e per chi con fatica la sta ricercando: trovi nelle comunità cristiane il luogo dell'incontro con Dio. Preghiamo.

Per chi come Cristo porta la croce dell'ingiustizia e del disprezzo: sappia rispondere al male con il bene. Preghiamo.

O Padre, che in mille modi hai dimostrato la gratuità del tuo amore per noi, donaci la forza di vivere gli uni per gli altri come ha fatto Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, che vive e regna con te per i secoli eterni. Amen.
 

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

 

Prima Lettura

Dal primo libro dei Maccabei   (12, 32-46)

Il sacrificio espiatorio per i morti

Seconda Lettura

Dai «Discorsi» di san Gregorio Nazianzeno, vescovo      (Disc. 7 per il fratello Cesare, 23-24; PG 35, 786-787)


È cosa veramente santa pregare per i morti

Venerdì della III settimana, ufficio della feria del tempo ordinario.

 

Impegno di vita  


Oggi mi ripeterò spesso la frase di Gesù: «I figli di questo mondo, infatti, sono più scaltri dei figli della luce» e mi chiederò: nel mio agire sono figlio delle tenebre o della luce?

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO

Perchè la nostra appartenenza a Cristo, luce del mondo, ci porti a considerare le situazioni del momento con estrema chiarezza e ad affrontare con risolutezza.

 

MESSAGGIO DEL GIORNO


Non è che Gesù esorti a truffare; egli vuole che ciascuno di noi si adoperi in ogni modo per entrare nel regno di Dio. Gesù insomma esorta alla creatività dell'amore, a non rassegnarsi di fronte a nessuna difficoltà e tanto meno ad adagiarsi nella propria pigrizia o nella propria rassegnazione.  Vincenzo Paglia

 


 

 


 

 

Venerdì 7 Novembre 2025 

Il Santo Padre Leone XIV riceve questa mattina in udienza:

- S.E. Mons. José Avelino Bettencourt, Arcivescovo tit. di Cittanova, Nunzio Apostolico in Camerun e in Guinea Equatoriale;

- Membri dell’Advisory Board di RCS Academy;

- Membri della Fondation Internationale Religions et Sociétés;

- S.E. il Signor Khalid Al Ghaith, Segretario Generale dell’“Higher Committee of Human Fraternity”;

- Membri del Sinodo dei Vescovi della Chiesa Romena Greco-Cattolica;

- Partecipanti dell’Assemblea Generale della Conferenza Italiana Superiori Maggiori (CISM);

- Em.mo Card. Luis Antonio G. Tagle, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione (Sezione per la prima Evangelizzazione e le Nuove Chiese Particolari).

 

 

 


 

Venerdì 7 Novembre 2025

- Il Vescovo Guglielmo partecipa a Capo d'Orlando al Corso Regionale di aggiornamento per gli Insegnanti di Religione Cattolica.

Oggi, 6 Novembre, la Chiesa ricorda San Leonardo, abate PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Giovedì 06 Novembre 2025 07:20

Leonardo nacque in Gallia al tempo dell’imperatore Anastasio da nobili franchi, amici del re Clodoveo che volle fargli da padrino al battesimo. In gioventù rifiutò di arruolarsi nell’esercito e si mise al seguito di San Remigio, arcivescovo di Reims. Avendo questi ottenuto dal re di poter chiedere la liberazione dei prigionieri che avesse incontrato, anche Leonardo, acceso di carità, chiese e ottenne lo stesso favore e liberò, di fatto, un gran numero di questi infelici. Diffondendosi la fama della sua santità, egli rifiutata la dignità vescovile offertagli da Clodoveo si diresse a Limoges; attraversando la foresta di Pavum soccorse la Regina sorpresa dalle doglie del parto. La preghiera del santo le concesse di superare i dolori e di dare alla luce un bel bambino. Clodoveo riconoscente gli concesse una parte del bosco per edificarvi un monastero. Il Santo costruì un oratorio in onore della Madonna e dedicò in altare in onore di S. Remigio; scavò poi un pozzo che si riempì miracolosamente d’acqua e al luogo diede il nome di nobiliacum in ricordo della donazione di Clodoveo. Il Santo sarebbe morto il 6 novembre di un anno imprecisato, nella metà del VI secolo. 

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Prima lettura

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani        14, 7-12

Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore.

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Salmo responsoriale

Rit. Contemplerò la bontà del Signore nella terra dei viventi            dal salmo  26
 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca        15, 1-10


Vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte.   

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Meditiamo insieme

 

Eccolo qui il cuore del vangelo di Luca che svela il cuore di Dio! Tre parabole, oggi ne leggiamo due, poste al centro fisico dello scritto lucano, tralasciate dagli altri evangelisti e che hanno scosso in profondità il cuore del discepolo pagano, di Saulo diventato cristiano. Dio è come un pastore che cerca la pecora scappata e fa festa dopo averla ritrovata caricandosela sulle spalle. Non la percuote, stanco e snervato per il tempo perso a cercarla, ma la copre di attenzioni. Dio è come una brava massaia che ha smarrito una moneta e passa il tempo a cercarla finché non la trova e organizza poi una festa con le vicine (costata molto più della moneta ritrovata, immagino!) per manifestare la sua gioia. Dio fa festa, Dio ci cerca, Dio è un generoso. Nulla a che vedere col Dio piccino che portiamo nel cuore, il Dio dagli orizzonti limitati (come i nostri) avaro di emozioni, sempre serioso, custode del diritto e della giustizia. Nulla a che vedere con il Dio delle nostre paure e delle nostre celebrazioni asfittiche, rinsecchite, zoppicanti che manifestano non gioia ma stanca abitudine. Il Dio scoperto da Luca è così. Così è il Dio raccontato da Gesù. Volete ancora tenervi il vostro?  

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Preghiamo insieme

 

Dio è nostra forza e baluardo, difesa nella tentazione, bontà nella sconfitta. A lui ci presentiamo, una volta ancora bisognosi del suo aiuto. Diciamo insieme: Signore, ascolta ed esaudisci.

Perché nessun peccato diminuisca in noi la gioiosa certezza che Cristo è alla nostra ricerca per accoglierci tra le sue braccia, come la pecora smarrita. Preghiamo:

Perché nel nostro paese le risorse che Dio ci ha dato, siano investite nella costruzione di una società attenta agli ultimi e giusta con tutti. Preghiamo:
Perché i genitori e gli educatori sappiano trasmettere alle nuove generazioni il gusto d'una vita in armonia con Dio e con il prossimo. Preghiamo:

Perché i cristiani discriminati o perseguitati a motivo della fede, vivano la loro emarginazione con fortezza, umiltà e senza rancori. Preghiamo:

Perché la nostra comunità riesca a plasmarsi un cuore che non giudica e non cede a grettezze e parzialità. Preghiamo:

Tu conosci, Padre, ciò di cui abbiamo bisogno prima ancora che apriamo la bocca. A quanto qui espresso, aggiungi tu ciò che sai essere buono e utile per ciascuno di noi. Per Cristo Gesù nostro Signore. Amen. 

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

Prima Lettura

Dal libro dei Maccabei                  (4, 36-59)

Purificazione e dedicazione del tempio

Seconda Lettura

Dalle «Catechesi» di san Cirillo di Gerusalemme, vescovo      (Catech. 5 sulla fede opera è il simbolo, 12-13; PG 33, 519-523)


Il simbolo della fede


Giovedì della III settimana, ufficio della feria del tempo ordinario.

Impegno di vita  


Oggi mi metto in contatto con una persona che vive la malattia o la solitudine... facendola sentire importante con la mia presenza...

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO

Perchè possiamo seguire con serena fiducia Cristo, considerando ogni cosa una perdita a motivo del Vangelo, portando frutti di opere buone.

 

MESSAGGIO DEL GIORNO


Dio vede in ogni peccatore il santo che non è ancora, vede brillare la scintilla che gli ha posto nel cuore. Perciò insiste, accoglie, perdona, cerca. Con una libertà interiore e un rispetto assoluti, senza guardare dall'alto chicchessia, senza cedere al compromesso, manifestando l'instancabile volontà salvifica di Dio.  Paolo Curtaz

 

 

 

Giovedì 6 Novembre 2025

 

Il Santo Padre Leone XIV riceve questa mattina in Udienza:

- S.E. il Signor Chiba Akira, Ambasciatore del Giappone, in visita di congedo;

- S.E. Mons. Giordano Piccinotti, S.D.B., Arcivescovo tit. di Gradisca, Presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica; con la Reverenda Suora Raffaella Petrini, F.S.E., Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano;

- Em.mo Card. Mario Grech, Segretario Generale della Segreteria Generale del Sinodo;

- Membri del Comitato Congiunto del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE), della Conferenza delle Chiese europee (CEC), e Rappresentanti delle Chiese Cristiane d’Europa;

- S.E. il Signor Mahmoud Abbas, Presidente dello Stato di Palestina, e Seguito;

- S.E. Mons. Peter Soon-Taick Chung, O.C.D., Arcivescovo di Seoul (Corea);

- Partecipanti ai Capitoli Generali di:

- Religiose di Gesù-Maria

- Suore Missionarie di San Carlo Borromeo (Scalabriniane).


 

Giovedì 6 Novembre 2025

- Alle ore 15, nel Santuario di San Giacomo a Capizzi, il Vescovo Guglielmo presiede la Santa Messa esequiale in suffragio del sedicenne Giuseppe Di Dio, ucciso la sera del 1 Novembre scorso.

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