NOTIZIE DI ATTUALITA'
Oggi, 23 Settembre, la Chiesa celebra la memoria di San Pio da Pietrelcina PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Mercoledì 23 Settembre 2020 07:19

Francesco Forgione nasce a Pietrelcina, provincia di Benevento, il 25 maggio 1887. Il 22 gennaio 1903, a sedici anni, entra in convento e da francescano cappuccino prende il nome di fra Pio da Pietrelcina. Diventa sacerdote sette anni dopo, il 10 agosto 1910. Nel 1916 i superiori pensano di trasferirlo a San Giovanni Rotondo, sul Gargano, e qui, nel convento di S. Maria delle Grazie, ha inizio per Padre Pio una straordinaria avventura di taumaturgo e apostolo del confessionale. Il 20 settembre 1918 il cappuccino riceve le stimmate della Passione di Cristo che resteranno aperte, dolorose e sanguinanti per ben cinquant’anni. Muore il 23 settembre 1968, a 81 anni. Dichiarato venerabile nel 1997, fu beatificato dal Papa Giovanni Paolo II il 2 maggio 1999 e canonizzato il 16 giugno 2002. 

 

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Prima lettura

Dal libro dei Proverbi        30, 5-9


Non darmi né povertà né ricchezza, ma fammi avere il mio pezzo di pane.

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Salmo responsoriale

Rit. Lampada per i miei passi, Signore, è la tua parola           dal salmo 118
 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca        9, 1-6


Li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi.
 

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Meditiamo insieme

Vi siete mai chiesti a cosa serve la Chiesa? Restiamo perplessi, a volte, davanti alla manifestazione storica della Chiesa, di certi limiti anche evidenti, di certe pesantezze che sembrano negare la novità del vangelo. La struttura, l'organizzazione, inevitabilmente, rischiano di complicare la semplicità dell'annuncio diventando ostacolo all'incontro con Dio e non trasparenza. Luca, allora, ricorda ai primi discepoli, e a noi, qual è il compito della Chiesa: annunciare il Regno e guarire gli infermi. Annunciare il Regno, non sostituirlo, non manipolarlo, non credere di averlo realizzato. Ma essere a servizio del Regno che Dio costruisce, anche nella Chiesa e attraverso la Chiesa. E guarire gli infermi: non arrabbiarsi con essi, né limitare l'accesso all'ospedale mettendo una soglia di ingresso. La bellissima e drammatica immagine dell'ospedale da campo, usata da Papa Francesco, ci orienta nella direzione giusta. Abbiamo Cristo, farmaco di immortalità, che può guarire l'anima del mondo, a noi di renderlo accessibile, accogliendo tutti coloro che chiedono aiuto. Annunciare e guarire, il il resto viene dopo.  

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Preghiamo insieme

Inviando il suo Unigenito nel mondo, Dio ci ha liberato dalla schiavitù del peccato e ha inaugurato la grande festa della redenzione per tutti gli uomini. Animati dallo spirito del Risorto, invochiamolo dicendo: Venga il tuo regno, Signore.

Per la Chiesa tutta, perché viva con libertà e umile dedizione il suo compito missionario. Preghiamo:

Per la Chiesa che è in Italia, perché la sua scelta di povertà l'avvicini sempre più alla purezza evangelica e sia di stimolo alla carità fraterna. Preghiamo:

Per i responsabili della comunicazione sociale, perché collaborino a creare una rete di rapporti cordiali tra gli uomini, nella conoscenza e nel rispetto reciproco. Preghiamo:

Per i missionari, perché intrecciando un dialogo con popoli tanto lontani, contribuiscano a far convergere verso Cristo i sentieri degli uomini. Preghiamo:

Per quest'assemblea, perché la parola di Dio ci ispiri gesti di solidarietà verso il prossimo, allargando il nostro cuore alla fratellanza universale. Preghiamo:


Dio onnipotente ed eterno, per grazia singolare hai concesso al sacerdote san Pio da Pietrelcina di partecipare alla croce del tuo Figlio, e per mezzo del suo ministero hai rinnovato le meraviglie della tua misericordia; per sua intercessione, concedi a noi, uniti costantemente alla passione di Cristo, di giungere felicemente alla gloria della risurrezione.

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

 Prima Lettura

Dal libro del profeta Ezechiele                   (37, 1-14)

La risurrezione del popolo di Dio, visione delle ossa vivificate  

Seconda Lettura

Dalle «Lettere» di san Pio da Pietrelcina, sacerdote  (Edizione 1994; II, 87-90, n. 8)
 

Pietre dell'eterno edificio

Mercoledì della I settimana, ufficio della memoria dal Comune dei santi religiosi (vedi Supplemento alla Liturgia delle Ore pag. 89). 

 

Impegno di vita

 

Accolgo l'invito di Gesù all'austerità di vita e mi libero di qualcosa che scopro essere superfluo.

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO


Perchè il nostro cuore, come quello di san Pio da Pietrelcina, sappia accogliere, custodire e meditare ogni gesto e parola del suo Signore, così da produrre frutti di santità.

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

L'interesse per gli ammalati non è, nell'apostolo ecclesiale, un gesto di supplenza, ma è parte integrante dell'annunzio del Regno di Dio, un modo per rendere visibile, presente Gesù tra i suoi. L'apostolo deve presentarsi come si è presentato Gesù. Mario Galizzi

 

 

 

Mercoledì 23 Settembre 2020

- Alle ore 9,30 Udienza Generale tenuta dal Santo Padre Francesco nel Cortile di San Damaso del Palazzo Apostolico.

 

 

Mercoledì 23 Settembre 2020

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Oggi, 22 Settembre, la Chiesa ricorda San Maurizio PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Martedì 22 Settembre 2020 08:07

Il Martyrologium Romanum cita in data odierna i santi Maurizio, Candido, Essuperio, che con i soldati loro compagni ed il veterano Vittore affrontarono il martirio in odio alla loro fede. Per meglio comprendere l’origine del culto di questi intrepidi testimoni della fede cristiana, occorre però ripercorrere brevemente la vicenda della celebre Legione Tebea, alla quale la pietà popolare ha sempre riservato una particolare devozione. 

 

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Prima lettura

Dal libro dei Proverbi        21,1-6.10-13


Proverbi di carattere vario.

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Salmo responsoriale

Rit. Guidami, Signore, sul sentiero dei tuoi comandi.           dal salmo 118

 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca        8, 19-21


Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica.

 

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Meditiamo insieme

Oggi essere luce è difficile e, spesso, la lampada della fede è coperta dal vaso della nostra tiepidezza. Finché restiamo in ambito cristiano, finché sto in oratorio o con amici dopo la Messa è relativamente semplice essere discepoli, professare le proprie convinzioni, condividere le proprie scelte? ma appena usciti dal recinto sicuro delle nostre comunità, ecco che le cose si complicano. È difficile essere cristiani in ufficio, quasi impossibile in Università o nello sport. Appena si inizia una qualsiasi discussione o si affronta un tema si viene aggrediti da un anticlericalismo rabbioso, e tutti sono prontissimi ad elencare gli sconfinati crimini di cui i cristiani si sono tacciati e che ancora compiono. No, non è facile essere cristiani, ci si rende ridicoli, si perde anche la faccia. Finché la fede resta relegata negli atteggiamenti e nelle buone intenzioni di qualche vecchia devozione passi, ma se la fede vuole illuminare la vita e la storia iniziano i malumori. Guardate il nostro vecchio Papa: se difende la vita è di destra, se difende la pace è di sinistra e invece lui sta semplicemente con il vangelo. Ma il Vangelo non è né di destra, né di sinistra. E neanche di centro. È di dentro. Animo, amici: oggi siamo chiamati ad essere luce, a testimoniare il Signore, senza fanatismi ma con fermezza e trasparenza evangelica, a metterlo sul lucenrniere, il Cristo che ci ha cambiato la vita.

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Preghiamo insieme

 

 

Per il Signore non c'è amico più grande di colui che ascolta e vive la sua parola. Invochiamo fiduciosi lo Spirito di Dio, che solo può allargare a tale misura il nostro cuore, dicendo:

Signore, insegnaci ad essere tuoi amici.

Perché attraverso la Chiesa, frutto del sacrificio amoroso di Cristo, giunga un forte annuncio di speranza agli uomini del nostro tempo. Preghiamo:

Perché calma e saggezza rivestano coloro che guidano le sorti della politica mondiale. Preghiamo:


Perché di fronte ai progetti non conclusi, lasciamo che Dio prenda in mano il nostro cuore e lo diriga nel tessuto paziente dei giorni. Preghiamo:

Perché la parola che è stata proclamata, fecondi la nostra vita e faccia di noi tutti la famiglia di Cristo. Preghiamo:


Siamo qui, Signore Gesù, felici e meravigliati di poter essere tuoi familiari. Nella Tua Chiesa tutte le nostre diversità esprimono la legge della comunione: la pluriformità nell'unità. Fa' che il nostro essere sorelle e fratelli nella fede prevalga e diventiamo capaci di costruire comunità che - nel tuo nome - sono luoghi di inclusione solidale e di accoglienza fraterna, di armonia e di esperienza dell'amore.

 

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

 Prima Lettura

Dal libro del profeta Ezechiele   (36, 16-36)

Futuro rinnovamento del popolo di Dio: il cuore nuovo e lo spirito nuovo

Seconda Lettura

Dal «Discorso sui pastori» di sant'Agostino, vescovo
  (Disc. 46, 18-19; CCL 41, 544-546)
 


La Chiesa, come una vite, crescendo si è diffusa in ogni luogo

Martedì della I settimana, ufficio della feria del tempo ordinario.

 

Impegno di vita 


Cercherò di relazionarmi con gli altri in modo nuovo, testimoniando nel mio agire concreto la relazione di intimità che vivo con Gesù.
 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO



Perchè genitori ed educatori sappiano rivestirsi di sentimenti di umiltà, pazienza, fiducia e nelle famiglie si impari a fare spazio alla Parola di Dio.

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

Quella volta che fu annunciato a Gesù che c'erano fuori la madre e i fratelli suoi, egli disse: Chi è la madre mia, e chi sono i miei fratelli? E, protesa la mano verso i suoi discepoli, disse: Ecco qua i fratelli miei; poiché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, quegli mi è fratello, sorella e madre (Mt 12,46-50). Anche Maria, dunque, perché fece la volontà del Padre. Questo, Dio lodò in lei, non cioè il fatto di aver generato dalla sua carne la carne del Figlio, quanto l'aver fatto la volontà del Padre.  Sant'Agostino


 

 

 

Martedì 22 Settembre 2020

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Martedì 22 Settembre 2020

- Alle ore 9.30, a Tindari, il Vescovo Guglielmo presiede l'annuale Pellegrinaggio del Presbiterio diocesano; il programma prevede la recita del Santo Rosario nella villetta dell'Immacolata, la meditazione del Vescovo e, alle ore 11.30, la Solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da S. E. Mons. Giuseppe Leanza (originario della nostra diocesi), Nunzio Apostolico emerito, ordinato Vescovo il 22 Settembre 1990 proprio nel Santuario di Tindari.

 

Oggi, 21 Settembre, la Chiesa celebra la festa di San Matteo, Apostolo ed Evangelista PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Lunedì 21 Settembre 2020 08:14

Matteo, chiamato anche Levi, viveva a Cafarnao ed era pubblicano, cioè esattore delle tasse. Seguì Gesù con grande entusiasmo, come ricorda San Luca, liberandosi dei beni terreni. Ed è Matteo che nel suo vangelo riporta le parole Gesù:"Quando tu dai elemosina, non deve sapere la tua sinistra quello che fa la destra, affinché la tua elemosina rimanga nel segreto... ". Dopo la Pentecoste egli scrisse il suo vangelo, rivolto agli Ebrei, per supplire, come dice Eusebio, alla sua assenza quando si recò presso altre genti. Il suo vangelo vuole prima di tutto dimostrare che Gesù è il Messia che realizza le promesse dell'Antico Testamento, ed è caratterizzato da cinque importanti discorsi di Gesù sul regno di Dio. Probabilmente la sua morte fu naturale, anche se fonti poco attendibili lo vogliono martire di Etiopia. E' patrono della città di Salerno, dove è particolarmente venerato, e del corpo della Guardia di Finanza.
 

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Prima lettura

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo agli Efesini          4, 1-7.11-13


Cristo ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere evangelisti.

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Salmo responsoriale

Rit. Per tutta la terra si diffonde il loro annuncio.           dal salmo 18
 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Matteo           9, 9-13


Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.

 

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Meditiamo insieme


 La durezza di Levi, l'alto muro eretto per difendere la propria vita si schianta in un attimo, si sbriciola quando vede nello sguardo del Nazareno amore, rispetto, verità. Matteo era abituato agli insulti di chi pagava, attraverso di lui, l'iniqua tassa imposta da Roma imperiale. Collaborazionista e ladro, non temeva lo sprezzo dei suoi amici. No, non meritava alcuna compassione. E, invece, ne riceve. E l'inatteso, e l'inaudito, come sempre, scatena la gioia, produce il brivido: Matteo si scioglie, lascia tutto, fa festa; come Abramo rischia tutto, ma sa di scommettere sul giusto. Troppe volte ci avviciniamo a Dio come quando compiliamo la dichiarazione dei redditi: meno si dichiara e meno si paga! No, amici, qui è di luce che si parla, di tenerezza e di serenità, di pace e di conversione. Questo Dio che ci viene a stanare per offrirci amore, questo Dio che soffre come un amante ferito quando non viene ricambiato, è lì che ci aspetta. Per quanto tempo fuggiremo l'unica cosa che davvero ci può rendere felici? San Matteo - di cui oggi ricordiamo la festa - ci insegni cosa significa ottenere una misericordia bruciante, che ti fa alzare e lasciare tutto ciò che credevi essenziali alla tua vita!


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Preghiamo insieme

 

Per noi ogni giorno può essere il momento della chiamata e della conversione, in cui cominciamo davvero a seguire il Signore. Con fede viva, quindi, preghiamo dicendo:
Fa' che ascoltiamo la tua voce, Signore.

Per il Papa Francesco, i patriarchi, i vescovi e i sacerdoti, perchè annuncino la salvezza, vivendo davanti a tutto il popolo il vangelo delle beatitudini. Preghiamo:

Per le autorità civili, perchè siano esempio di onestà e rettitudine nell'amministrazione e nell'esercizio delle cariche pubbliche. Preghiamo: 

Per gli uomini e le donne che il Signore chiama alla vita religiosa e sacerdotale, perchè sappiano seguirlo ponendo nelle sue mani il loro futuro. Preghiamo:

Per quelli che vivono lontani da Cristo, perchè sentano che Gesù è venuto per loro ed è loro vicino nell'amore e nell'attesa. Preghiamo:  

Per noi, perchè ci asteniamo dal giudicare e impariamo a sentirci tutti fratelli nella debolezza e salvati dalla misericordia di Dio. Preghiamo:

O Dio, che nel disegno della tua misericordia, hai scelto Matteo il pubblicano e lo hai costituito apostolo del Vangelo, concedi anche a noi, per il suo esempio e la sua intercessione, di corrispondere alla vocazione cristiana e di seguirti fedelmente in tutti i giorni della nostra vita.
 

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

 Prima Lettura

Dalla lettera agli Efesini di san Paolo apostolo   (4, 1-16)

Varietà dei carismi distribuiti in un solo corpo

Seconda Lettura

Dalle «Omelie» di san Beda il Venerabile, sacerdote
  (Om. 21; CCL 122, 149-151)
 

Gesù lo guardò con sentimento di pietà e lo scelse

Ufficio della festa. Te Deum. Antifone proprie al Benedictus e al Magnificat.  


Impegno di vita

 

Nella mia pausa contemplativa, oggi focalizzo l'immagine di Matteo il pubblicano e chiedo al Signore la forza di alzarmi come Lui, con agilità e prontezza, per corrergli incontro e seguirlo in novità di vita.

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO


Per la nostra comunità, perchè senta la grave responsabilità di evangelizzare, con la parola e con la testimonianza, il proprio ambiente.


 

MESSAGGIO DEL GIORNO

Matteo, da peccatore che era, diviene un esempio di come si segue il Signore. Anzi, ancor di più, con il Vangelo che porta il suo nome è divenuto guida di tanti. Anche noi, oggi, poveramente seguiamo questo antico pubblicano e peccatore che ci conduce verso la conoscenza e l'amore del Signore Gesù. Il pubblicano è diventato discepolo e guida. Vincenzo Paglia

 

 

 

Lunedì 21 Settembre 2020


Il Santo Padre Francesco riceve questa mattina in Udienza:

- L’Onorevole Rik Deams, Presidente dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa;

- S.E. Mons. Bruno Musarò, Arcivescovo tit. di Abari, Nunzio Apostolico in Costa Rica;

- S.E. il Signor Dejan Šahović, Ambasciatore di Serbia presso la Santa Sede, in visita di congedo;

- Bambini autistici dell’Ambulatorio Sonnenschein (Austria).

 

 

Lunedì 21 Settembre 2020

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Oggi, 20 Settembre, la Chiesa celebra la XXV Domenica del tempo ordinario PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Domenica 20 Settembre 2020 07:21


Celebriamo oggi la XXV Domenica del tempo ordinario e la parola di Dio ci offre l'opportunità di meditare sulla chiamata di ciascuno di noi al servizio del Regno di Dio. Una chiamata che può arrivare in qualsiasi momento della nostra vita: all'inizio della nostra giornata terrena (infanzia) alla conclusione della nostra giornata (l'età matura). Dio chiama sempre e comunque a servirlo nel vasto campo della sua vigna, ove ognuno ha un suo ruolo, un suo carisma e una sua funzione. Nessuno è escluso da questo lavoro per guadagnarsi l'accesso alla gioia dell?incontro con il Signore e al premio che meritiamo e che Dio stesso ci ha assegnato nel momento in cui accetta per buona la nostra personale adesione a Lui. Ogni tempo è buono e per il Signore il tempo, poco o molto che sia, è secondario ai fini della valutazione e del giudizio che Lui solo può esprimere sul nostro conto, in modo completo ed oggettivo, senza far torto a nessuno.

 

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Prima lettura

Dal libro del profeta Isaia          15, 12-20


I miei pensieri non sono i vostri pensieri.

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Salmo responsoriale

Rit. Il Signore è vicino a chi lo invoca.           dal salmo 144

 

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Seconda lettura

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi        1, 20-24.27


Per me vivere è Cristo.
 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Matteo           20, 1-16


Sei invidioso perché io sono buono?  

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Meditiamo insieme


  La liturgia della parola di Dio odierna ci mette in crisi da un punto di vista umano e secondo la logica degli esseri umani che valutano le cose in ragione alla quantità e non alla qualità, all'efficienza e alla produttività e non alla logica della passione e dell'amore. Il Vangelo di oggi, in particolare, circa la chiamata degli operai nella vigna del Signore, a qualsiasi ora del giorno, e che alla fine ricevono la stessa ricompensa da parte del padrone, sembra minare il diritto del lavoro, del merito, e della giustizia sociale. Potremmo dire che in questo caso il padrone è ingiusto, quando ingiusto non lo è affatto, perché non viene meno ai suoi patti con i primi e si sente generoso nel dare la stessa ricompensa agli ultimi. Ma qui non sono in gioco gli interessi umani, qui è al centro dell'insegnamento di Cristo la passione per la diffusione del suo Regno e diciamolo, pure, anche la conquista della salvezza eterna. Perché si tratta di conquistare un premio, anzi di avere un riconoscimento in base al lavoro che si è prodotto personalmente in vista di questo importante traguardo della vita. Forse alla fine, chi è stato chiamato per primo ed aveva davanti a sé tanto tempo per lavorare non ha fatto più di tanto, cullandosi sulla sua condizione di lavoratore assunto dalla prima ora. E' quello che capita anche nella vita, chi ha una sicurezza economica, chi ha un lavoro stabile e sicuro e che è impegnato in tale settore da sempre, può lasciarsi andare e godersi di quanto già dato. Poi magari arriva la crisi ed anche chi stava apparentemente al sicuro incomincia a traballare ed avere paura. Chi arriva all'ultimo momento, sarà per l'entusiasmo, sarà per aver realizzato una sua aspettativa di vita è più generoso nel servizio, più entusiasta e più innovativo. I primi e gli ultimi a volte entrano in conflitto anche in tanti ambiti ecclesiali, parrocchiali, religiosi, umani. 

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Preghiamo insieme

 

O Padre, le tue vie sovrastano le nostre vie e i tuoi pensieri i nostri pensieri: irrompi nei nostri cuori e ispira le nostre preghiere, perché possiamo accogliere e comprendere la tua logica d’amore. Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

Perché tutti i battezzati si sentano amati e prescelti per una missione da svolgere nella Chiesa, impegnandosi a riconoscere il progetto che il Signore ha per ciascuno di loro. Preghiamo.

Perché l’uomo del nostro tempo, che insegue sensazioni e novità, scopra la bellezza e la grandezza della fede e dunque àncori sempre più la sua vita in Cristo. Preghiamo.

Per gli anziani, perché orientino la loro esistenza verso i valori eterni, vivendo con sollecitudine e zelo la dimensione della preghiera. Preghiamo.

Per chi ha vissuto nella dissipatezza, sciupando il suo tempo e le sue qualità, perché si ravveda e sperimenti la gioia di essere accolto dal Signore come un operaio dell’ultima ora. Preghiamo.

Perché nella nostra comunità non ci sia indifferenza o pigrizia, ma vengano valorizzati i carismi di ciascuno per il bene comune. Preghiamo.

Ascolta, o Padre, le nostre preghiere, che rivolgiamo a te per collaborare al tuo disegno di salvezza, come operai nella vigna del mondo. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
 

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

 Prima Lettura

Dal libro del profeta Ezechiele   (24, 15-27)

La vita del profeta è «segno» per il popolo

Seconda Lettura

Dal «Discorso sui pastori» di sant'Agostino, vescovo
  (Disc. 46, 13; CCL 41, 539-540)
 

I cristiani deboli

Domenica della I settimana, ufficio della XXV Domenica del tempo ordinario; Te Deum. Antifone al Benedictus e al Magnificat anno A.

 

Impegno di vita

 

Oggi chiedo al Signore che mi aiuti ad entrare nella logica del suo Amore infinitamente buono liberandomi da quell'invidia sottile che s'insidia tra le pieghe del cuore quando non accetto il suo voler amare a tutti i costi anche i cattivi, gli sviati, i tiepidi.

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO


Per quanti sono chiamati a lavorare nella “vigna del Signore”: perché si considerino davvero partecipi di un servizio che li onora.


 

MESSAGGIO DEL GIORNO

Non si deve essere invidiosi, vedendo che Dio elargisce i suoi doni secondo la SUA generosità e secondo il SUO gratuito e insindacabile disegno di salvezza. Dovremmo piuttosto essere contenti e godere dell'elargizione che Dio fa della sua grazia. Siamo capaci di gioire insieme con chi gioisce...?  Monaci Benedettini Silvestrini

 

 

 

Domenica 20 Settembre 2020

- Alle ore 12 Angelus recitato dal Santo Padre Francesco in Piazza San Pietro.
 

 

 

Domenica 20 Settembre 2020

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Oggi, 19 Settembre, la Chiesa celebra la memoria di San Gennaro, vescovo e martire, patrono di Napoli PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Sabato 19 Settembre 2020 07:30

Gennaro era nato a Napoli, nella seconda metà del III secolo, e fu eletto vescovo di Benevento, dove svolse il suo apostolato, amato dalla comunità cristiana e rispettato anche dai pagani. Nel contesto delle persecuzioni di Diocleziano si inserisce la storia del suo martirio. Egli conosceva il diacono Sosso (o Sossio) che guidava la comunità cristiana di Miseno e che fu incarcerato dal giudice Dragonio, proconsole della Campania. Gennaro saputo dell'arresto di Sosso, volle recarsi insieme a due compagni, Festo e Desiderio a portargli il suo conforto in carcere. Dragonio informato della sua presenza e intromissione, fece arrestare anche loro tre, provocando le proteste di Procolo, diacono di Pozzuoli e di due fedeli cristiani della stessa città, Eutiche ed Acuzio. Anche questi tre furono arrestati e condannati insieme agli altri a morire nell'anfiteatro, ancora oggi esistente, per essere sbranati dagli orsi. Ma durante i preparativi il proconsole Dragonio, si accorse che il popolo dimostrava simpatia verso i prigionieri e quindi prevedendo disordini durante i cosiddetti giochi, cambiò decisione e il 19 settembre del 305 fece decapitare i prigionieri.

 

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Prima lettura

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi        15,35-37.42-49


È seminato nella corruzione, risorge nell’incorruttibilità.

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Salmo responsoriale

Rit. Camminerò davanti a Dio nella luce dei viventi.           dal salmo 55
 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca        8, 4-15


Il seme caduto sul terreno buono sono coloro che custodiscono la Parola e producono frutto con perseveranza.

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Meditiamo insieme

 

 Dio continua a seminare con abbondanza la sua Parola nelle nostre vite, col gesto ampio e generoso del seminatore della parabola. È un seme, la Parola, se non viene accolto e coltivato secca nella terra o fra le pietre. Non basta ascoltare per farla germogliare ma occorre coltivarla, capirla, studiarla, amarla, meditarla, pregarla. Una volta attecchita, la Parola può incorrere in diversi pericoli. Il primo è il fatto di essere semplicemente portata via dall'avversario. È una lotta anche solo ricordarsi qual era il Vangelo della scorsa domenica! Ma i pericoli sono molti: le troppe cose da fare, le preoccupazioni, possono impedirci di dedicarle il tempo necessario o possono farcela mettere in secondo piano, come se non avesse nulla a che vedere con le nostre vite. Se però perseveriamo con costanza, facendoci aiutare, celebrando la Parola alla domenica, ritagliandoci magari un incontro d'ogni tanto per meditarla, allora porta frutto. Ma qual è il terreno che porta frutto? Credo lo sia chi si è riconosciuto nei primi terreni infruttuosi, chi con umiltà, ha ammesso di dedicare poco tempo e poca attenzione alla meditazione della Parola.

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Preghiamo insieme

 

Dio ha donato per la nostra salvezza il suo Verbo Gesù, che ha seminato nei nostri cuori la buona semente del vangelo. Con fiducia, invochiamolo dicendo: Aiutaci, o Dio, a custodire la fede!

Quando il corpo della Chiesa è lacerato e la carità è offesa. Noi ti invochiamo:

Quando l'opinione pubblica è più allettante della parola di Cristo. Noi ti invochiamo:

Quando è difficile chiedere o dare perdono per ricostruire il tessuto comunitario nella famiglia, nei
gruppi, nelle nostre città. Noi ti invochiamo:

Quando i cristiani sono chiamati a dare testimonianza della tua parola. Noi ti invochiamo:

Quando le nostre buone intenzioni non sono gratificate dal successo e ci sembra che il nostro operare, sperare e amare non dia frutto. Noi ti invochiamo:

Quando il Maligno sembra prevalere sul mondo. Noi ti invochiamo:

Quando nelle difficoltà di ogni giorno non riusciamo a testimoniare il vangelo con limpidezza. Noi ti invochiamo:

Quando il tuo regno è confuso tra le opere dell'uomo. Noi ti invochiamo:

Quando la sofferenza ci raggiunge in profondità. Noi ti invochiamo:

O Signore, concedi al tuo popolo che si allieta nel ricordo del martire san Gennaro, di godere in terra della sua protezione e di condividere il suo trionfo nel cielo. Amen.  

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

 Prima Lettura

Dal libro del profeta Ezechiele   (18, 1-13. 20-32)

Ciascuno sarà giudicato in base alle proprie azioni  

Seconda Lettura

Dai «Discorsi» di sant'Agostino, vescovo  (Disc. 340, 1; PL 38, 1483-1484)
 

Per voi sono vescovo, con voi sono cristiano

Sabato della IV settimana, ufficio della memoria dal Comune di un martire (fino all'Ora Nona); Primi Vespri della XXV Domenica del tempo ordinario, antifona al Magnificat anno A.

 

Impegno di vita

 

Non mi arrenderò di fronte alle difficoltà, ma insisterò con perseveranza nella certezza che il Signore sosterrà i miei sforzi.

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO


Perchè il nostro cuore, come quello di Maria, sappia accogliere, custodire e meditare ogni gesto e parola del suo Signore, così da produrre frutti di santità.

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

Nella parabola del seminatore, il Cristo ci mostra che la sua parola si rivolge a tutti indistintamente. Come, infatti, il seminatore [del Vangelo] non fa distinzione tra i terreni, ma semina in tutte le direzioni, così il Signore non distingue tra il ricco e il povero, il saggio e lo sciocco, il negligente e l'impegnato, il coraggioso e il pavido, ma si indirizza a tutti.  San Giovanni Crisostomo

 

 

Sabato 19 Settembre 2020

 

Il Santo Padre Francesco riceve questa mattina in Udienza:

- Em.mo Card. Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi;

- Em.mo Card. Juan José Omella Omella, Arcivescovo di Barcelona (Spagna), Presidente della Conferenza Episcopale Spagnola,

con:

Em.mo Card. Carlos Osoro Sierra, Arcivescovo di Madrid, Vice Presidente;

S.E. Mons. Luis Javier Argüello García, Vescovo tit. di Ipagro, Ausiliare di Valladolid, Segretario Generale;

- S.E. Mons. Flaviano Rami Al-Kabalan, Vescovo tit. di Aretusa dei Siri, Visitatore Apostolico per i fedeli Siri in Europa Occidentale e Procuratore a Roma di Antiochia dei Siri; con i familiari;

- Membri della Fondazione “Banco Farmaceutico”.

 

 

Sabato 19 Settembre 2020

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