NOTIZIE DI ATTUALITA'
Oggi, 17 Novembre, la Chiesa celebra la XXXIII Domenica del tempo ordinario PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Domenica 17 Novembre 2019 07:30

Ci avviamo verso la conclusione dell'anno liturgico e la parola di Dio di questa domenica XXXIII ci invita a riflettere sull'eternità e sul secondo e definitivo avvento di Cristo sulla terra, per giudicare i vivi e i morti. La nostra responsabilità è grande, siamo responsabili delle nostre scelte, che non riguardano solo la nostra attività, il nostro lavoro, ma anche le nostre relazioni, i nostri pensieri, i giudizi che diamo, i nostri desideri, che mettono in moto dinamiche di vita o di morte.
Ci viene detto di non avere paura, di non cedere all'angoscia, proprio perché la novità dev'essere riconosciuta, accolta; invece chi ha paura si aggrappa al passato, si aggrappa a ciò che ha vissuto, che gli ha dato sicurezza. Occorre avere fiducia in Dio, scegliere di credere.
Alla domanda che ci facciamo: "Che cosa dobbiamo fare?"
La risposta è: rinnoviamo il nostro atteggiamento fiducioso in Dio, teniamo fisso lo sguardo su Gesù, sui valori del Vangelo, che sono sempre più necessari, cambiano la vita, ma non sono ancora attuati, oggi tocca a noi!

Si celebra oggi la Terza Giornata Mondiale dei Poveri. In questo giorno sentiamoci tutti debitori nei confronti dei poveri, perchè tendendo reciprocamente le mani l'uno verso l'altro, si realizzi l'incontro salvifico che sostiene la fede, rende fattiva la carità e abilita la speranza a proseguire sicura nel cammino verso il Signore che viene.

 

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Prima lettura

Dal libro del profeta Malachia        3, 19-20


Sorgerà per voi il sole di giustizia.

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Salmo responsoriale

Rit. Il Signore giudicherà il mondo con giustizia.                         dal salmo 97

 

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Seconda lettura

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi        3, 7-12


Chi non vuole lavorare, neppure mangi.
 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca           21, 5-19


Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.

 

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Meditiamo insieme

State sereni, dice il Signore. Non sono questi i segni della fine, come qualche predicatore insiste nel dire. Non sono questi i segnali di un mondo che precipita nel caos. Già il Signore ha dovuto confrontarsi con questa follia, in un mondo - il suo - ben più aggressivo del nostro. E sorridendo, ci dice: cambia il tuo sguardo. Guarda alle cose positive, al tanto amore che l'umanità, nonostante tutto, riesce a produrre, allo stupore che suscita il Creato e che tutto ridimensiona, al Regno che avanza nei cuori, timido, discreto, pacifico, disarmato. Guarda a te stesso, fratello mio, a quanto il Signore è riuscito a compiere in tutti gli anni della tua vita, nonostante tutto. Guarda e non ti scoraggiare. La fatica può essere l'occasione di crescere, di credere. La fede si affina nella prova, diventa più trasparente, il tuo sguardo si rende più trasparente!, diventi testimone di Dio quando ti giudicano, diventi santo davvero (non quelli zuccherosi della nostra malata devozione!) e non te ne accorgi, ti scopri credente. Se il mondo ci critica e ci giudica, se ci attacca, non mettiamoci sulle difensive, non ragioniamo con la logica di questo mondo: affidiamoci allo Spirito. Quando il mondo parla troppo della Chiesa, la Chiesa deve parlare maggiormente di Cristo!

 

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Preghiamo insieme

 

Siamo cittadini della città di Dio, dove per tutti c’è accoglienza, fraternità e giustizia. Il Signore Gesù ci sostenga nella vigilante attesa della sua venuta.

   Preghiamo insieme con fiducia:  Vieni, Signore, nella tua gloria.

Per i pastori della Chiesa, perché sappiano guardare alla storia con speranza, sempre pronti a cogliere i segni dell’azione di Dio che interviene a favore dei suoi figli; preghiamo.

Per i responsabili dei popoli, perché con le loro scelte e azioni collaborino all’edificazione del regno di Dio, in cui tutti possano sentirsi liberi e rispettati nella loro dignità; preghiamo.

Per coloro che soffrono a causa delle ingiustizie, delle persecuzioni e della fragilità delle istituzioni umane, perché perseverino nella speranza e confidino in Dio che ha cura di tutti i suoi figli; preghiamo.

Per i carcerati, perché non perdano la fiducia in se stessi, ma sentano di essere sempre amati da Dio e da tanti fratelli, che non giudicano ma pregano per la loro riabilitazione e reinserimento nella società; preghiamo.

Per noi qui riuniti, perché, facendo nostri i sentimenti di Cristo, mettiamo l’accoglienza e la condivisione prima di ogni giudizio, riconoscendo che se molto abbiamo ricevuto, molto dobbiamo donare ai fratelli; preghiamo.

Signore, ci avverti che il tempo della tua venuta è prossimo. Donaci la grazia di essere sempre vigilanti, in una vita di speranza e di carità, per essere trovati pronti nel giorno dell’incontro con te, che vivi e regni nei secoli dei secoli.
 

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

 Prima Lettura

Dal libro del profeta Gioele   (2, 21 - 3, 5)

Il giorno del Signore

Seconda Lettura

Dal «Commento sui salmi» di sant'Agostino, vescovo
  (Sal 95, 14. 15; CCL 39, 1351-1353)


Non opponiamo resistenza alla prima venuta per non dover poi temere la seconda


Domenica della I settimana, ufficio della XXXIII Domenica del tempo ordinario; Te Deum. Antifone al Beneddictus e al Magnificat anno C.
 

Impegno di vita

Mi impegnerò a far sì che i miei giorni non siano appesantiti da un eccessivo affanno per la vita terrena, ma trascorrano sereni all'insegna della vigilanza e della preghiera.

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO

Per tutti i poveri della terra: perché trovino conforto nella certezza che ogni loro sofferenza per la potenza di Dio si muterà in gloria.

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

La fine del mondo ci sarà certamente, ma noi non sappiamo né quando, né come. Ciò che interessa sapere, è come prepararci a questa fine che per noi coincide con la morte corporale, in attesa poi della risurrezione finale. Antonio Rungi

 

 

 

Domenica 17 Novembre 2019 


- Alle ore 10, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Francesco celebra la Santa Messa in occasione della Giornata Mondiale dei Poveri. Al termine reciterà l'Angelus dalla finestra del Palazzo Apostolico.

Infine 1.500 poveri saranno ospitati in Aula Paolo VI, per prendere parte a un pranzo festivo insieme a papa Francesco. In piazza San Pietro ci saranno anche ospiti e volontari dei centri di accoglienza promossi dalla Caritas di Roma: senza dimora, rifugiati, malati di Aids. Oltre 100 saranno quelli che si fermeranno a pranzo con il Santo Padre. Numerosi saranno inoltre i poveri accompagnati da diverse parrocchie della Capitale.



 

Domenica 17 Novembre 2019


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Oggi, 16 Novembre, la Chiesa celebra la memoria di Santa Geltrude, vergine PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Sabato 16 Novembre 2019 07:15

Nata nel 1256 a Eisleben, in Germania, a 5 anni venne affidata alle monache di Helfta e con loro trascorse il resto della vita. Educata nell’eccellente scuola dell’abbazia, presto rivelò un’intelligenza fuori dal comune. A 26 anni ebbe una visione nella quale si trovò di fronte a una siepe di spine. Il Signore la sollevò e la depose dalla sua parte. «Da allora cominciai a seguire il profumo dei tuoi balsami e appresi in breve che il giogo del tuo amore è mite e leggero». Dei suoi progressi nella vita dello spirito, siamo informati dalla sua opera, 'Rivelazioni', che consta di cinque libri. Solo il secondo, il 'Legatus', un inno alla misericordia di Dio, è scritto di suo pugno. Il primo, una sua biografia, e gli altri vennero composti dopo la sua morte da una consorella, a partire da suoi appunti e racconti. Alla base delle sue esperienze mistiche vi sono le celebrazioni liturgiche, mentre il linguaggio evidenzia una forte impronta biblica. La sua dottrina, infine, è cristocentrica. La misericordia del Salvatore la trasporta nella sua divinità al punto che, come Maria, ella si sente sposa e madre di Gesù.Vivendo costantemente alla presenza di Dio, vede sempre Gesù, il Dio fatto uomo, il Salvatore con il cuore squarciato e vive nella disponibilità a patire ciò che ancora manca alla passione di Cristo. Una delle più grandi mistiche cristiane morì il 16 novembre 1301.

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Prima lettura

Dal libro della Sapienza         18,14-16;19,6-9


Il Mar Rosso divenne una strada senza ostacoli e saltellarono come agnelli esultanti.

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Salmo responsoriale

Rit. Ricordate le meraviglie che il Signore ha compiuto.           dal salmo 104
 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca           18, 1-8


Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui.

 

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Meditiamo insieme


Il giudice della parabola non è Dio, non scherziamo, ma il mondo insensibile alla legittime richieste della vedova, vedova che è la sposa di Cristo, la Chiesa. Luca scrive il suo vangelo quando le comunità cristiane nascenti sono travolte dalla follia dell'Imperatore che chiede di essere venerato come un Dio, e sono sconfortate e scoraggiate. E Gesù dice a loro e a noi: continuate a pregare, tenete legato il filo che vi unisce all'interiorità. E tanto più il mondo sbraita e si agita tanto più siamo chiamati a dimorare, a insistere, a tenere duro. Siamo chiamati a insistere. Non per convincere Dio, ma per convertire il nostro cuore. Insistere per purificare il nostro cuore e scoprire che Dio non è un giudice, né giusto né ingiusto, ma un padre tenerissimo. Insistere non per cambiare radicalmente le cose, neppure per cambiare noi stessi, ma per vedere nel mondo il cuore di Dio che pulsa. Insistere nella battaglia che, quotidianamente, dobbiamo affrontare, come Mosè che prega per vincere. Viviamo in questo mondo anche se non siamo di questo mondo. Teniamo duro, sempre!

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Preghiamo insieme


Dio ci ha dato il dono della fede che portiamo in vasi di creta. Chiediamo al Signore di conservare integra la nostra fiducia in lui. Diciamo insieme: In te crediamo: ascoltaci, o Signore.

Per i battezzati: sappiano custodire e maturare la loro fede, la diffondano nel loro ambiente, la difendano e la onorino con il loro esempio. Preghiamo:

Per quanti credono nell'unico Dio: siano gli uomini di preghiera, puri di cuore, operatori di pace. Preghiamo:

Per chi non crede: lo stile della nostra vita l'aiuti ad aprire gli occhi al volto del Padre. Preghiamo:

Per i cristiani che vivono tra i musulmani: sappiano essere presenza umile e dolce di Cristo in seno all'Islam. Preghiamo:

Per la nostra comunità: voglia trasmettere con intelligenza e convinzione la fede che ha ricevuto. Preghiamo:

O Dio, che ti sei preparato una degna dimora nel cuore di santa Geltrude, vergine, rischiara le nostre tenebre perchè possiamo gustare la gioia della tua viva presenza nel nostro spirito. Amen.

 

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

Prima Lettura

Dal libro del profeta Daniele   (12, 1-13)

Profezia riguardante l'ultimo giorno e la risurrezione


Seconda Lettura

Dalle «Rivelazioni dell'amore divino» di santa Geltrude, vergine   (Lib. 2, 23, 1. 3. 5. 8. 10; SC 139, 330-340)


Tu hai nutrito per me pensieri di pace


Sabato della IV settimana, ufficio della memoria dal Comune delle vergini  (fino all'Ora Nona); Primi Vespri della XXXIII Domenica del tempo ordinario, antifona al Magnificat anno C.

 

Impegno di vita

Mi impegno a pregare non solo per ricevere una particolare grazia, ma soprattutto per riconoscere Colui che la concede

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO


Per chi crede ancora, ma non pratica più.

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

Quelli che si credono molto intelligenti si affanneranno a dimostrarti che Dio non esiste. Tu non rispondere loro, ma va a pregare Lorenzo del Vasto

 

 

Sabato 16 Novembre 2019


 

- Alle ore 12, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Francesco riceve in Udienza la Comunità dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.


 

 

 

Sabato 16 Novembre 2019


- Alle ore 17 il Vescovo Guglielmo, presso la Casa della Vita di Tindari, partecipa alla Festa degli Anziani.

 

 

Oggi, 15 Novembre, la Chiesa celebra la memoria di S. Alberto Magno, vescovo e dottore PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Giovedì 14 Novembre 2019 07:15

Nacque in Germania verso il 1200. Molto giovane venne in Italia per studiare le arti a Padova e forse anche a Bologna e Venezia. Durante il soggiorno nella penisola conobbe i domenicani, dai quali fu inviato a Colonia per la formazione religiosa e per lo studio della teologia. Approdò infine a Parigi dove tenne la cattedra di teologia per tre anni, durante i quali ebbe un allievo d’eccezione: Tommaso d’Aquino. Rimandato dai superiori a Colonia per fondarvi lo studio teologico, portò con sé Tommaso con il quale avviò un progetto molto ambizioso: il commento dell’opera di Dionigi l’Areopagita e degli scritti filosofico ­naturali di Aristotele. Alberto vedeva il punto d’incontro di questi due autori nella dottrina dell’anima. Posta da Dio nell’oscurità dell’essere umano (Dionigi), secondo Aristotele l’anima si esprime nella conoscenza e negli aspetti pratici dell’esistenza umana. In questo agire complesso e meraviglioso, essa svela la sua origine divina. Alberto dava così avvio all’orientamento mistico nel suo ordine che sarà sviluppato da maestro Eckhart, mentre la ricerca filosofico-teologica verrà proseguita da san Tommaso. Grande studioso delle scienze naturali, Alberto non rifuggì dagli incarichi pastorali. Fu provinciale dell’ordine domenicano per il nord della Germania, per breve tempo vescovo di Ratisbona, partecipò al concilio di Lione. Il «dottore universale» morì il 15 novembre 1280.

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Prima lettura

Dal libro della Sapienza        13, 1-9

 


Se sono riusciti a conoscere tanto da poter esplorare il mondo, come mai non ne hanno trovato più facilmente il sovrano?

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Salmo responsoriale

Rit. I cieli narrano la gloria di Dio.           dal salmo 18
 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca           17, 26-37


Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà.

 

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Meditiamo insieme


Stiamo per concludere l'anno liturgico e per iniziare un nuovo percorso a partire dall'avvento, e la Liturgia ci invita a fissare lo sguardo in avanti, a interrogarci sul destino del mondo e sul nostro destino. La Chiesa parla di tre venute di Cristo: quella nella storia, quella nella gloria e quella nella vita di ciascuno di noi. In questo tempo di mezzo che viviamo, aspettando la venuta definitiva del Signore, possiamo farne esperienza attraverso la fede. Questo è il tempo della Chiesa, tempo in cui Gesù affida a noi il compito di annunciare il Vangelo e di rendere presente il Regno, sempre nella logica di una realtà che è già e non ancora. Possiamo realizzare il Vangelo nella nostre comunità, primizia del mondo nuovo. Il ritorno finale del Signore sarà un evento straordinario e positivo, una fine che è una pienezza, non una truce catastrofe! Per noi la venuta finale del Signore è un desiderio di pienezza, di armonia e riconciliazione, non un terribile evento! Le parabole che ascoltiamo in queste settimane ci invitano alla vigilanza e mi piace leggerle per l'oggi: possiamo incontrare il Signore solo se siamo disposti a conoscerlo, solo se lasciamo spazio all'interiorità.

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Preghiamo insieme


Riconoscenti per i doni fin qui ricevuti, manifestiamo al Padre le difficoltà della nostra giornata, nella certezza ch'egli vuole venire incontro a tutti i suoi figli. Diciamo insieme: Ascoltaci, o Signore.

Perché arrivi il giorno in cui non ci saranno più cattolici, ortodossi e protestanti, ma solo cristiani pieni di speranza e carità. Preghiamo:

Perché sappiamo essere attenti al passaggio del Signore, pronti a cogliere ogni sua parola e ispirazione. Preghiamo:

Perché riusciamo a utilizzare bene la salute e l'intelligenza, e a gestirle con santità nel tempo che ancora ci resta. Preghiamo:

Perché la bellezza del creato, la sapienza della natura e la bontà dei cristiani aiuti il mondo a trovare Dio. Preghiamo:

Perché la nostra comunità diventi luce per chi non crede e famiglia di chi non ha casa. Preghiamo:

O Dio, che hai reso grande sant'Alberto, vescovo, nel ricercare l'armonia tra la sapienza umana e la verità rivelata, fa' che illuminati dal suo insegnamento, attraverso il progresso scientifico possiamo crescere nella tua conoscenza e nel tuo amore. Amen.

 

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

Prima Lettura

Dal libro del profeta Daniele   (10, 1-21)

Visione dell'uomo e apparizione dell'angelo


Seconda Lettura

Dal «Commento sul vangelo di Luca» di sant'Alberto Magno, vescovo   (22, 19; Opera omnia, Parigi 1890-1899, 23, 672-674)


Pastore e maestro per l'edificazione del corpo di Cristo

Venerdì della IV settimana, ufficio della memoria dal Comune dei dottori della Chiesa.

 

Impegno di vita

Sarò ottimista e allegro anche nei possibili insuccessi della giornata.

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO


Perché sappiamo essere attenti al passaggio del Signore, pronti a cogliere ogni sua parola e ispirazione.

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

Sconfiggere la morte, la sofferenza è possibile, basta solo volerlo. D'altra parte pensate a quelle cose che appaiono positive, come la vincita ad una lotteria o una grossa eredità. Ti cambiano la vita, ma siamo sicuri che questo avvenga sempre nella giusta direzione? Quanti parenti ed amici scopriamo di avere quando diventiamo ricchi, e come fanno presto a dileguarsi quando abbiamo bisogno di loro.   Riccardo Ripoli

 

 

Venerdì 15 Novembre 2019

 

Il Santo Padre Francesco riceve questa mattina in Udienza:

- Ecc.mi Presuli della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d'America (Regione II), in Visita “ad Limina Apostolorum”;

- Partecipanti al Congresso Mondiale dell'Associazione Internazionale di Diritto penale.

- Il Grande Imam Ahmed Al-Tayeb, Sceicco di Al-Azhar, e Seguito. 

 

 

 

Venerdì 15 Novembre 2019


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Oggi, 14 Novembre, la Chiesa ricorda Santa Veneranda, martire PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Giovedì 14 Novembre 2019 07:11

Il nome è di origine latina e significa «degno di venerazione». Di Veneranda si sa poco, tra l’altro è l’unica santa con questo nome, mentre di Venerando ce ne sono tre.  Nel «Catalogo Sanctorum» redatto negli anni 1369-1372, dal veneziano Pietro de Natalibus, al capitolo 61 è citata s. Veneranda vergine, nata in Gallia (Francia) nel II secolo e martire a Roma durante la persecuzione al tempo dell’imperatore Antonino (138-161). La celebrazione riportata al 14 novembre è stata trasferita alla stessa data nel «Martirologio Romano». Detto questo ritroviamo la santa in certi episodi che riguardano la basilica di S. Maria a Pugliano in Ercolano. Verso la metà del secolo XVII all’epoca di papa Alessandro VII, fu donato, come usanza nei secoli passati, al Procuratore Generale dei Carmelitani Scalzi in Roma, il corpo di san Massimo martire, prelevato dalla catacomba di s. Ciriaca e una reliquia insigne di santa Veneranda martire.

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Prima lettura

Dal libro della Sapienza       7, 22 - 8, 1


La sapienza è riflesso della luce perenne, uno specchio senza macchia dell’attività di Dio.

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Salmo responsoriale

Rit. La tua parola, Signore, è stabile per sempre.               dal salmo 118
 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca        7, 20-25


Il regno di Dio è in mezzo a voi.

 

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Meditiamo insieme

 

È statistico: ogni qualche tempo qualcuno preannuncia la fine dei tempi. Che sia un cattolico millenarista o un Testimone di Geova, un appassionato di antiche civiltà o un ecologista spaventato (c'è di che esserlo!), l'uomo ha bisogno, per vivere, di immaginare una fine precisa, un computo, una data finale. Gesù, invece, sgonfia tali pretese: i cataclismi, le guerre, non sono il segno dell'avvicinarsi della fine del mondo e dobbiamo evitare di correre dietro ai santoni di turno che ci prospettano catastrofi inenarrabili e presunte apparizioni di Gesù (le apparizioni, per i cristiani sono delle eccezioni ed è auspicabile che non avvengano!). Gesù ci chiede di posare i piedi per terra: la sua presenza è discreta, lo raggiungiamo col cuore e la vita interiore, non colpisce i sensi esterni, ma quelli dell'anima, non ama i grandi eventi, ma quelli quotidiani fatti di fatica e di fedeltà. Vigliamo, amici, non lasciamoci travolgere dal catastrofismo imperante: combattiamo l'ingiustizia con le armi della pace e stiamo sempre pronti ad accogliere quando verrà, nella vita personale di ciascuno di noi o alla fine dei tempi.


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Preghiamo insieme

 

Con la sua morte e risurrezione, Cristo fa di noi degli uomini capaci di vivere come lui è vissuto. Domandiamo al Padre la grazia di agire da risorti e diciamo: Vieni, Signore Gesù.

Nelle nostre case, ricche di tutto ma povere di amore e di preghiera, noi ti invochiamo:

Nei nostri ospedali dove il dolore annebbia la fede e spegne la speranza, noi ti invochiamo:

Nelle scuole e nelle fabbriche che programmano un avvenire privo di te, noi ti invochiamo:

In un mondo ancora pieno di infelici, sfruttati e perseguitati, noi ti invochiamo:

Nella gioia e nel dolore, nella vittoria e nel rimorso, noi ti invochiamo:

Nella nostra comunità, quando gli slanci cedono il passo ai tradimenti e ai compromessi, noi ti invochiamo:

Al tramonto della vita, alla sera d'ogni nostra giornata, all'alba d'ogni nostro progetto, noi ti invochiamo:



O Dio, ci proponi di vivere in terra come cittadini del cielo, d'essere nel mondo come lievito che vivifica. Poiché nulla è impossibile a te, donaci l'energia dello Spirito che ci aiuti a conformarci a Cristo nostro Signore.

 

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

Prima Lettura

Dal libro del profeta Daniele   (9, 1-4a. 18-27)

Preghiera e visione di Daniele


Seconda Lettura

Dall'«Omelia» di un autore del secondo secolo  (Capp. 13, 2 - 14, 5; Funk, 1, 159-161)
 

La Chiesa viva è corpo di Cristo

Giovedì della IV settimana, ufficio della feria del tempo ordinario.

  

Impegno di vita 


Sarò ottimista e allegro anche nei possibili insuccessi della giornata.

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO

Perché sappiamo essere attenti al passaggio del Signore, pronti a cogliere ogni sua parola e ispirazione.

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

Avere la disponibilità al Regno che avvenga è la preghiera che Gesù ci insegna a fare ogni giorno: questo avvento, questo avvenire della grazia entra nel nostro vivere quotidiano offrendo un cuore nuovo e uno spirito nuovo all'azione di ogni uomo di buona volontà.  Luciano Sanvito

 

 

Giovedì 14 Novembre 2019

 

 Il Santo Padre Francesco riceve questa mattina in Udienza:

- S.E. il Signor Martin Pascal Tine, Ambasciatore del Senegal presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali;

- Membri della Presidenza della Confederazione Latino-Americana dei Religiosi (C.L.A.R.);

- Partecipanti al Convegno “Promoting Digital Child Dignity”;

- Comunità Accademica dell’Istituto Universitario Sophia di Loppiano;

- Docenti e Studenti della Libera Università Maria Santissima Assunta (LUMSA).

 


 

 

Giovedì 14 Novembre 2019

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Oggi, 13 Novembre, la Chiesa ricorda Sant'Omobono, patrono dei sarti PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Mercoledì 13 Novembre 2019 07:10

Oltre a essere patrono di Cremona, Omobono Tucenghi è protettore di mercanti, lavoratori tessili e sarti. Egli stesso, infatti, fu commerciante di stoffe stimatissimo in città. Era abile negli affari e ricco. Oltretutto viveva solo con la moglie, senza figli. Ma il denaro - nella sua concezione della ricchezza, vista non fine a se stessa - era per i poveri. La sua azione lo portò ad essere un testimone autorevole in tempi di conflitto tra Comuni e Impero (Cremona era con l'imperatore). Quando morì d'improvviso, il 13 novembre del 1197, durante la Messa, subito si diffuse la fama di santità. Innocenzo III lo elevò agli altari già due anni dopo. Ecco perché la sua morte, avvenuta nel momento in cui dall’altare s’intonava il Gloria, ha scosso tutta la città. Non solo. Si sparge una voce insistente: mastro Omobono fa miracoli! Cominciano i pellegrinaggi alla sua tomba, il vescovo Sicardo e una rappresentanza cittadina si rivolgono a papa Innocenzo III. E questi canonizza Omobono già il 13 gennaio 1199, a meno di due anni dalla morte. Il suo corpo si conserva in una cripta della cattedrale di Cremona. 

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Prima lettura

Dal libro della Sapienza        6, 1-11


Ascoltate, o re, perché impariate la sapienza.

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Salmo responsoriale

Rit. Àlzati, o Dio, a giudicare la terra.           dal salmo 81

 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca        17, 11-19


Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero.

 

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Meditiamo insieme

 


Dieci sono stati sanati, uno solo si è salvato. I lebbrosi che urlano la loro disperazione a Gesù hanno la memoria corta. E il cuore piccino. Hanno ottenuto ciò che hanno chiesto e la loro guarigione (come la nostra) avviene progressivamente, mentre obbediscono a Gesù che obbedisce alla prescrizioni della Torah (!) e si incamminano (ancora ammalati) verso il Tempio. Fra di loro scopriamo esserci un samaritano, un nemico di Israele: la malattia toglie le differenze, la salute le rimette in piedi. Non sa dove andare, il samaritano, il "suo" tempio, sul monte Garizim, è raso al suolo. Va da Gesù, il suo nuovo tempio, e lo ringrazia. Gesù è amareggiato: dove sono gli altri nove? È più facile essere guariti dalla lebbra che dall'ingratitudine! Ha ragione Gesù: sono stati sanati, ma la salvezza è un'altra cosa. La salute è un bene prezioso, ma non è vero che "basta la salute": ci occorre molto di più, ci occorre la salvezza, abbiamo bisogno di una felicità che va ben oltre il benessere fisico, che raggiunge e riempie l'anima. Viviamo nella gioia, amici, chiediamo al Signore di essere guariti da ogni lebbra: che non ci accada di essere rimproverati per la nostra poca gratitudine! 

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Preghiamo insieme

 

Eleviamo al Padre la nostra preghiera, chiedendogli che la voglia esaudire perché voce di Cristo suo Figlio. Diciamo insieme: Signore, abbi pietà di noi.

Perché la Chiesa, immacolata nel suo Capo e nei suoi santi, giunga alla purificazione anche di tutti i suoi membri, clero e fedeli. Preghiamo:

Perché siamo docili allo Spirito che ci domanda d'essere come sale che tutto insaporisce, come luce che dona splendore. Preghiamo:

Perché l'umanità riconosca in te colui che può guarirla dalla lebbra della violenza e della vendetta. Preghiamo:

Perché il mondo del lavoro tenda sempre più alla giustizia e all'onestà. Preghiamo:

Perché gli anziani sappiano portare la croce della terza età uniti a Cristo, per la redenzione di chi è nel pieno vigore delle forze. Preghiamo:

Signore nostro Dio, la gioia di cui abbiamo fame, dipende da te e da noi. Il tuo apporto non viene mai a mancare, ma il nostro è soggetto a mille incostanze. Rinvigorisci i nostri propositi e rendici degni di portare il nome di Cristo tuo Figlio e nostro Signore. Amen.

 

LITURGIA DELLE ORE - Volume IV

Prima Lettura

Dal libro del profeta Daniele   (5, 1-2. 5-9. 13-17. 25-31)

Il giudizio divino durante il banchetto di Baldassar


Seconda Lettura

Dall'«Omelia» di un autore del secondo secolo  (Capp. 10, 1 - 12, 1; 13, 1; Funk, 1, 157-159)
 


Attendiamo il premio, pieni di speranza

Mercoledì della IV settimana, ufficio della feria del tempo ordinario.

  

Impegno di vita 


Oggi ringrazierò Dio per i doni che ho ricevuto: è un sacrosanto dovere, perché tutti siamo stati «guariti» e «salvati» da Cristo redentore.

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO

Perché impariamo la difficile arte della riconoscenza.

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

Cerchiamo Dio per trovarlo e, dopo averlo trovato, cerchiamolo ancora. Per trovarlo bisogna cercarlo perché è nascosto; e dopo averlo trovato bisogna cercarlo ancora, perché è immenso. Egli sazia chi lo cerca nella misura in cui riesce a comprenderlo, e dilata la capacità di chi lo trova.  Sant'Agostino

 

 

Mercoledì 13 Novembre 2019

 

 - Alle ore 9,30 Udienza Generale tenuta dal Santo Padre Francesco in Piazza San Pietro.

Il Santo Padre Francesco riceve questo pomeriggio in Udienza Sua Grazia Justin Welby, Arcivescovo di Canterbury, con Sua Grazia Ian Ernest, Arcivescovo Direttore del Centro Anglicano di Roma e Rappresentante presso la Santa Sede.

 


 

 

Mercoledì 13 Novembre 2019

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