NOTIZIE DI ATTUALITA'
Oggi, 18 Gennaio, la Chiesa ricorda Santa Margherita d'Ungheria PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Venerdì 18 Gennaio 2019 08:01

Nacque nel 1242 da Bela IV re d'Ungheria e dalla regina Maria di origine bizantina, probabilmente nel castello di Turòc. Nel 1252 fu condotta al monastero delle Domenicane di Santa Maria nell'Isola delle Lepri sul Danubio presso Buda, fondato da suo padre. Qui fa la sua professione religiosa nel 1254 e prende il velo nel 1261. Margherita si faceva leggere le Sacre Scritture e si affidava alla guida spirituale del suo confessore, il domenicano Marcello, già Provinciale d'Ungheria. È stata una delle più grandi mistiche medievali d'Ungheria. Grazie alla sua ascesi ebbe il dono delle visioni. Morì il 18 gennaio 1270 nel suo convento dell'Isola delle Lepri, presso Budapest. La sua tomba divenne presto meta di pellegrinaggi. Il processo canonico per dichiararla santa è incominciato nel 1271, sotto Gregorio X. La canonizzazione è avvenuta nel 1943, con Pio XII. Un iter complessivo di 672 anni.  


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Prima lettura

Dalla lettera agli Ebrei         4, 1-5.11

Affrettiamoci a entrare in quel riposo.

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Salmo responsoriale

Rit. Proclameremo le tue opere, Signore.             dal salmo 77

 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Marco              2, 1-12

Il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra.

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Meditiamo insieme

 No, non abbiamo mai visto nulla di simile, davvero. Al tempo di Gesù (e oggi!) si era convinti che la malattia fosse la conseguenza di una colpa, la punizione per un peccato. Quanto grave doveva essere il peccato del paralitico, allora! Ma i suoi amici non si scoraggiano, superando l'indifferenza (non la compassione!) che la gente provava verso gli ammalati, superano gli ostacoli per portare davanti al misericordioso il loro amico. Che prodigi fa l'amicizia! Gesù perdona i peccati di quest'uomo, e lo guarisce. È vero: Dio solo perdona i peccati, e i farisei si trovano spiazzati davanti a tanta affermazione di autorità da parte del Nazareno. Marco inizia il suo vangelo, e noi il nostro anno, con una notizia straordinaria: Dio perdona i peccati, ogni peccato, non porta il muso, non serba rancore, non esercita il suo potere di veto. Desidera il bene per noi, desidera la nostra libertà interiore. qualunque sia il peso che ci paralizza, una colpa, un dolore, una paura, presentiamoci fiduciosi davanti al Signore sicuri di essere guariti nel profondo per poter consolare gli afflitti della consolazione con cui Dio ci ha consolati, come afferma l'ex fariseo san Paolo, guarito dalla più terribile delle paralisi: lo zelo religioso che si fa intransigente e violento.

 

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Preghiamo insieme

 

Nel profondo di ogni uomo esiste un bisogno radicale di Dio, di comunione con lui, di essere perdonato e guarito. Preghiamo insieme il Padre che ci ha riconciliati inviando Gesù suo Figlio, dicendo insieme:
Noi ti preghiamo, Dio di misericordia.

Affinché il popolo di Dio viva al proprio interno il perdono e la riconciliazione, per diventare annuncio credibile di Cristo, nostra pace. Preghiamo:

Affinché i pastori della Chiesa e i fedeli mantengano vivo nella società di oggi il senso cristiano del peccato, della responsabilità di ciascuno dinanzi a Dio e all'uomo. Preghiamo:

Affinché i ministri del sacramento della riconciliazione siano per tutti strumenti di vera liberazione interiore e segni della paternità di Dio. Preghiamo:

Affinché le istituzioni assistenziali per gli ammalati e gli anziani siano luoghi di servizio all'uomo, nella partecipazione delicata alla sofferenza delle persone. Preghiamo:

Affinché l'Eucaristia, che celebriamo uniti nella fede, diventi forza di riconciliazione nella famiglia e nel lavoro. Preghiamo:



O Dio, padre onnipotente e misericordioso, concedi al tuo popolo di conoscere e professare, nella vera fede dei padri, la divinità del Cristo tuo Figlio, di cui il vescovo sant'Ilario fu tenace assertore e maestro.

 

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LITURGIA DELLE ORE - Volume III

 Prima Lettura

Dal libro del Siracide   (43, 13-33)

La lode di Dio nella creazione

Seconda Lettura

Dal «Discorso contro i pagani» di sant'Atanasio, vescovo   (Nn. 42-43; PG 25, 83-87)

Tutte le cose per mezzo del verbo formano un'armonia divina

Venerdì della I settimana, ufficio della feria del tempo ordinario. 

 

Impegno di vita

Nella mia pausa contemplativa, entro nel mio cuore per ringraziare il Signore per il dono del perdono. Alle volte mi trovo come il paralitico, impotente e avvinto dai lacci del peccato; l'orgoglio e l'egoismo mi convincono che veramente non ho fatto poi tanto male, mentre vorrei fare tanto del bene!

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO 

Per l'unità di tutti i cristiani.

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

 

Il paralitico, portato da Gesù con fede per essere guarito nel corpo, viene risanato anche nell'anima. Quello che chiediamo a Gesù con fede, non solo lo otteniamo, ma ne otteniamo in quella occasione frutti di salvezza al di là delle cose sperate. La fede non solo ottiene, ma dona anche oltre ciò che abbiamo chiesto.  Luciano Sanvito

 


 

 

 

Venerdì 18 Gennaio 2019

 

Alle ore 17,30 il Santo Padre Francesco presiede nella Basilica di San Paolo fuori le Mura la celebrazione dei Vespri della I settimana del tempo ordinario, all'inizio della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani sul tema: "Cercate di essere veramente giusti" (cfr. Dt 16, 18-20).

 

 

 

 

Venerdì 18 Gennaio 2019


- Incontro di Vicariato.

 

Oggi, 17 Gennaio, la Chiesa celebra la memoria di Sant'Antonio, abate PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Giovedì 17 Gennaio 2019 07:46

Antonio abate è uno dei più illustri eremiti della storia della Chiesa. Nato a Coma, nel cuore dell'Egitto, intorno al 250, a vent'anni abbandonò ogni cosa per vivere dapprima in una plaga deserta e poi sulle rive del Mar Rosso, dove condusse vita anacoretica per più di 80 anni: morì, infatti, ultracentenario nel 356. Già in vita accorrevano da lui, attratti dalla fama di santità, pellegrini e bisognosi di tutto l'Oriente. Anche Costantino e i suoi figli ne cercarono il consiglio. La sua vicenda è raccontata da un discepolo, sant'Atanasio, che contribuì a farne conoscere l'esempio in tutta la Chiesa. Per due volte lasciò il suo romitaggio. La prima per confortare i cristiani di Alessandria perseguitati da Massimino Daia. La seconda, su invito di Atanasio, per esortarli alla fedeltà verso il Concilio di Nicea. Nell'iconografia è raffigurato circondato da donne procaci (simbolo delle tentazioni) o animali domestici (come il maiale), di cui è popolare protettore.


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Prima lettura

Dalla lettera agli Ebrei         3, 7-14

Esortatevi a vicenda, finché dura questo oggi.

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Salmo responsoriale

Rit. Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore.        dal salmo 94

 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Marco              1, 40-45

La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.

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Meditiamo insieme

 Gesù ha compassione del lebbroso, lo guarisce, toccandolo. Nessuno poteva anche solo sfiorare un lebbroso: si contraeva l'impurità che impediva ogni approccio agli altri e al culto. Non ha paura delle regole di purità, il Signore, che mette sempre prima la persona e il suo dolore al centro. Ma tanta compassione viene mal ripagata: il lebbroso, guarito, invece di dar retta al Maestro che gli chiede di tacere, di non divulgare la notizia della sua guarigione, grida ai quattro venti quanto gli è successo, mettendolo in gravissima difficoltà. Il progetto di andare per altri villaggi ad annunciare il Regno è fallito a causa dell'improvvida gratitudine del lebbroso. Gesù non vuole essere scambiato per un guru, non desidera che la sua fama dipenda dalle guarigioni e dai miracoli. Sa bene che le persone possono diventare fanatiche, mettendo la guarigione al centro, non il messaggio portato dal Maestro. La guarigione, nei vangeli, è segno della venuta del Regno, dell'arretramento del Maligno. Cercare Dio per un miracolo, ignorando la sua Parola, glissando sulla necessità di una reale conversione è tradire la missione del Signore, ancora oggi. 

 

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Preghiamo insieme

 

Con grande fede, rivolgiamo oggi la nostra preghiera a Dio Padre, perché la memoria di sant'Antonio abate, padre dei monaci, ci ricordi il primato assoluto di Dio nella nostra vita. Diciamo insieme:
Sii tu, Signore, la nostra gioia.

Perché la Chiesa, tempio del Dio vivente, sia segno per tutto il mondo della trascendenza di Dio. Preghiamo:

Perché nella Chiesa risuoni sempre con vitale freschezza l'appello di Gesù, suscitatore di vocazioni evangeliche radicali. Preghiamo:

Perché i cristiani sappiano presentare al Signore l'offerta di un impegno fattivo per la giustizia. Preghiamo:

Perché chi si sente solo possa imparare, da sant'Antonio abate, la spiritualità di una solitudine che non è isolamento, ma tenerezza e gioia con Dio. Preghiamo:

Perché impariamo a rispettare e stimare le vocazioni eremitiche e contemplative come doni della grazia di Dio per il bene di tutta la Chiesa. Preghiamo:

O Dio, che hai ispirato a sant’Antonio abate di ritirarsi nel deserto, per servirti in un nuovo modello di vita cristiana, concedi anche a noi per sua intercessione di superare i nostri egoismi per amare te sopra ogni cosa.

 

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LITURGIA DELLE ORE - Volume III

Prima Lettura

Dal libro del Siracide   (42, 15 - 43, 12)

Tutta la creazione canta la gloria di Dio

Seconda Lettura

Dalla «Vita di sant'Antonio» scritta da sant'Atanasio, vescovo   (Capp. 24; PG 26, 842-846)

La vocazione di sant'Antonio

Giovedì della I settimana, ufficio della memoria dal Comune dei santi per i religiosi. 

 

Impegno di vita

Gesù non ha avuto paura di usare il contatto fisico per trasmettere la vicinanza e l'amore. Oggi cercherò di manifestare un po' più di calore nel mio rapporto con gli altri, magari anche con qualche abbraccio in più.

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO 

Oggi si celebra la Giornata del dialogo fra ebrei e cristiani; per gli ebrei e tutti i credenti in Dio, affinché incontrino nel segreto del loro cuore la novità di Cristo.

 

MESSAGGIO DEL GIORNO

 

Prendere il vangelo sul serio ha dentro una potenza che cambia il mondo. E tutti quelli che l'hanno preso sul serio e hanno toccato i lebbrosi del loro tempo, tutti testimoniano che fare questo dona una grande felicità.  Ermes Ronchi 


 

 

Giovedì 17 Gennaio 2019

 

 Il Santo Padre Francesco riceve stamane in Udienza:

- S.E. il Sig. Thorbjørn Jagland, Segretario Generale del Consiglio d’Europa;

- S.E. Mons. Giacomo Morandi, Arcivescovo tit. di Cerveteri, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede;

- Il Sig. Luogotenente Generale Roméo Dallaire, Fondatore della The Roméo Dallaire Child Soldiers Initiative;

- Em.mo Card. Beniamino Stella, Prefetto della Congregazione per il Clero;

- Dirigenti e Personale dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano.

 


 

Giovedì 17 Gennaio 2019


- Alle ore 16,30 a Rocca di Capri Leone si tiene il Ritiro spirituale per i Ministri straordinari della Santa Comunione.

 

Oggi, 16 Gennaio, la Chiesa ricorda San Marcello, papa PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Mercoledì 16 Gennaio 2019 07:15

Non si sa molto su di lui perché le fonti sono incerte e a lungo è stato confuso con S. Marcellino, papa morto martire verso il 304. Sembra che suo merito sia stato aver ristrutturato le parrocchie devastate dalla persecuzione di Diocleziano e aver mostrato rigore nei “lapsi” che pretendevano di essere ammessi ai sacramenti senza aver compiuto la prescritta penitenza. Ma il pontificato di Marcello I, dopo alcuni anni oscuri, è bene attestato dalle fonti antiche. E di lui si sottolinea il comportamento nel dopo-persecuzione, verso i cosiddetti lapsi (ossia “caduti”, “scivolati”), come si chiamavano i cristiani che per paura avevano rinnegato la fede. Altrove (in Africa, per esempio) molti vogliono escluderli per sempre dalla Chiesa. Marcello non è così severo: li accoglierà, sì, ma soltanto dopo un periodo di penitenza. A questo proposito si cita l’elogio di Marcello dettato da papa Damaso I (366-384): "Manifestò ai lapsi l’obbligo di espiare il loro delitto con lacrime di penitenza: da quei miserabili fu considerato come un terribile nemico... Per il delitto di uno, che anche durante la pace rinnegò Cristo, Marcello è stato deportato, vittima della crudeltà di un tiranno".

Oggi, 16 Gennaio, la nostra Redazione celebra la festa della sua Celeste Protettrice, la Madonna della Fiducia. La statuetta della Madonna della Fiducia, venerata nell’angolo della preghiera della sede del nostro giornale, apparteneva alla signora Maria Eugenia Johnson, proprietaria del Castello Bastione nel territorio di Capo d’Orlando; la signora Johnson era sposata con il Cav. Uff. Saverio D’Amico, Presidente della Corte di appello di Messina negli anni 1895-1900, bisnonno dell’attuale direttore del nostro giornale. La Madonna della Fiducia era custodita nel Castello Bastione fino alla morte del proprietario avvenuta nel 1907. Da allora il piccolo simulacro non fu più trovato; lo rinvenne Giancarlo D’Amico il 16 gennaio 1980 in una cassa contenente libri in un magazzino di sua proprietà in località Castello Bastione. Restaurata a Messina, la preziosa statuetta è venerata nella sede del giornale «In Cammino» e viene festeggiata ogni anno il 16 gennaio, giorno del ritrovamento. Dal 30 Marzo 1990 - giorno di fondazione del giornale In Cammino - la Madonna della Fiducia protegge tutta la Redazione e il lavoro giornalistico promosso dal periodico pattese d’ispirazione cattolica. 

 

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Prima lettura

Dalla lettera agli Ebrei          2, 14-18


Egli doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare misericordioso.

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Salmo responsoriale

Rit. Il Signore si è sempre ricordato della sua alleanza          dal salmo  104
 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Marco           1, 29-39

Gesù guarì molti che erano afflitti da varie malattie.

 

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Meditiamo insieme


La comunità cristiana, prima di giudicare la fede degli altri, deve guardare al proprio interno, per vedere la tenebra da purificare, in particolare quella di una professione di fede fatta solo di conoscenza e non di vita concreta. Così diceva ieri Marco nel suo vangelo-gioiello che è un capolavoro di sintesi e di intensità. Oggi, invece, ci descrive una giornata-tipo di Gesù, fatta di incontri, di miracoli, di preghiera. L'episodio della guarigione della suocera di Pietro, salvata dalla febbre, che si mette a servire i discepoli, è l'immagine, nuovamente, del discepolo liberato dall'oscurità: se Gesù lo libera interiormente è perché si metta al servizio di chi gli sta attorno. La comunità cristiana non può e non deve essere autoreferenziale, ma, sanata, guarita, illuminata, si mette a servizio del Regno. Non incontriamo Gesù per stare soli con lui, guancia a guancia, ma per diventare suoi testimoni. Gesù attinge la forza della sua predicazione e delle guarigioni che opera dalla preghiera: è impressionante vedere come, nonostante la fatica e le tante cose da fare, egli trovi la forza di alzarsi presto al mattino per pregare e prendere decisioni. Quando gli impegni si moltiplicano abbiamo bisogno di pregare di più!

 

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Preghiamo insieme

Gesù è guaritore dei corpi e salvatore di tutto l'uomo. Egli prega ora con noi il Padre che ci ha dato la vita. e continuamente si prende cura dei suoi figli. Con fiducia preghiamo:
Salvaci, o Signore.

La tua Chiesa, Signore, è lacerata nei cristiani, perseguitata in molti paesi, guastata dai nostri peccati: donale salute e freschezza nuova. Noi ti invochiamo:

Molti popoli, o Padre, non hanno conosciuto l'amore che hai manifestato nel tuo Figlio Gesù, e tuttavia lo cercano con cuore sincero: non abbandonarli. Noi ti invochiamo:

Prima che noi ti cercassimo, tu per primo ci hai chiamato e ci sei venuto vicino per donarci la tua vita: sostienici nel cammino quotidiano. Noi ti invochiamo:

I malati che la scienza umana non può più soccorrere sperano ancora nel tuo aiuto: rafforza il loro animo nella prova. Noi ti invochiamo:

Ricordati dei sofferenti nel corpo e nello spirito che vivono tra noi e che forse ignoriamo: guariscili e illumina la loro pena. Noi ti invochiamo:

Padre nostro, liberaci dal male che abita nel nostro cuore e che distrugge i nostri corpi, e insegnaci ad alleviare la sofferenza del prossimo. Per Gesù Cristo che ha patito ed è morto per noi e ora vive e regna nei secoli eterni. Amen.

 

LITURGIA DELLE ORE - Volume III

 Prima Lettura

Dal libro del Siracide   (24, 1-22)

La sapienza nell'opera della creazione e nella storia d'Israele

Seconda Lettura

Dal trattato «Contro le eresie» di sant'Ireneo, vescovo   (Lib. IV, 6, 3. 5. 6; SC 100, 442. 446. 448. 454)

La manifestazione del Figlio è la conoscenza del Padre  

Mercoledì della I settimana, ufficio della feria del tempo ordinario.

 

Impegno di vita


Gesù è venuto per annunciare il regno di Dio e oggi questo compito è affidato a caiascuno di noi: coglierò l'occasione opportuna per annunciare a qualcuno che mi sta vicino, senza vergogna, l'amore di Dio.

  

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO 

Perchè possiamo individuare una dimensione della nostra vita in cui ci è difficile far emergere la nostra relazione con Dio, provando a compiere un gesto o a pronunciare una parola che la testimoni.


MESSAGGIO DEL GIORNO

Gesù non vuole essere rinchiuso, nemmeno nella sua comunità, e chiede di andare altrove per annunciare il Regno. Che la Chiesa, come il suo Maestro, abbia il coraggio di portare il Vangelo nelle strade! Paolo Curtaz

 

 

 

 

Mercoledì 16 Gennaio 2019

 

 - Alle ore 9.30 Udienza Generale tenuta dal Santo Padre Francesco nell’Aula Paolo VI.


 

 

 

Mercoledì 16 Gennaio 2019

 - Alle ore 16,30 nella Concattedrale di Patti si tiene il Ritiro spirituale per i Ministri straordinari della Santa Comunione.

 

Oggi, 15 Gennaio, la Chiesa ricorda San Mauro, abate PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Martedì 15 Gennaio 2019 07:25

Vissuto nel VI secolo, figlio di un nobile romano, affidato bambino a San Benedetto, ne divenne il discepolo prediletto e quindi fidato collaboratore. L'episodio più noto, riportato anche dalla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, racconta che quando il monaco Placido cadde in un lago vicino al convento, Benedetto, avendo visto ciò che stava accadendo in una visione, esortò Mauro a correre in aiuto del giovane compagno, ed egli lo salvò camminando sulle acque. Mandato in Francia fondò a Granfeul un monastero. Nell’ultimo periodo della sua vita si dedicò alla preghiera e alle letture. La sua vita, oltre che di amore verso Dio, è ancora oggi esempio di obbedienza all’Ordine.

 

 

 

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Prima lettura

Dalla lettera agli Ebrei          2, 5-12


Conveniva infatti che Dio rendesse perfetto per mezzo delle sofferenze il capo che guida alla salvezza.

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Salmo responsoriale

Rit. Hai posto il tuo Figlio sopra ogni cosa.          dal salmo  8
 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Marco           1, 21-28

Gesù insegnava come uno che ha autorità.

 

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Meditiamo insieme


L'evangelista Marco ci presenta Gesù che, entrato nella sinagoga di sabato, insegna. Stranamente, però, non riporta il contenuto di questo insegnamento, ma si sofferma sulla reazione di coloro che lo ascoltano: «erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi». Il fatto di non soffermarsi sul contenuto dell'insegnamento, ma sulla reazione della folla, fa spostare l'attenzione dalla dottrina insegnata alla persona del Maestro: non è il contenuto dell'insegnamento a provocare lo stupore, ma il fatto che provenga da Gesù, a cui è riconosciuta una particolare autorità. Il popolo riconosce che Gesù ha l'autorità, il diritto di parlare, perché egli insegna come chi ha ricevuto da Dio, e non semplicemente dagli uomini, il mandato di farlo. Scopriamo così, che il primo scopo dell'insegnamento di Gesù non è quello di suscitare discussioni, ma di provocare una reazione in coloro che lo ascoltano, farli "uscire da se stessi", per metterli davanti alla sua persona: è questo l'inizio della conversione. Questa sua autorità non suscita solo lo stupore degli uditori, ma provoca anche la reazione di uno spirito immondo che teneva schiavo un uomo. Ed è proprio questo spirito a rivelare ciò su cui si fonda l'autorità di Gesù: «Io so chi tu sei: il santo di Dio». Dopo che Gesù ha scacciato questo spirito, viene nuovamente riportata la reazione della folla: la meraviglia e, stranamente, il riferimento ad un insegnamento nuovo dato con autorità. Il fatto che un esorcismo sia percepito come un insegnamento rivela che quel gesto deve essere accolto come una parola nuova su Gesù: l'invito è, nuovamente, quello di non fermarsi al segno, ma di orientarsi verso il Signore, di scoprire il suo volto per arrivare a scoprire il volto del Padre. La parola odierna è un invito a verificare i frutti del nostro annuncio, della nostra testimonianza. L'invito è quello di pronunciare parole, di compiere gesti che siano capaci di suscitare stupore, meraviglia, diventando testimonianza del nostro essere mandati dal Signore, della profondità della nostra relazione con lui.

 

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Preghiamo insieme

Al Padre, che ci ha donato in Cristo la sua parola che libera e ridà speranza agli umili, rivolgiamo con fede la nostra preghiera. Insieme diciamo: La tua parola, Signore, ci renda liberi.

Preghiamo per la Chiesa, per i ministri mandati ad evangelizzare e per tutta la comunità cristiana, affinché sia fedele e coraggiosa nell'annunciare la Parola divina di salvezza:

Preghiamo per i popoli che la sete di potenza e di benessere dell'occidente cristiano mantiene nell'oppressione, affinché scoprano in Cristo un fratello che li guida alla vera libertà:

Preghiamo per le famiglie devastate dal demone della falsità e della divisione, affinché ritrovino la volontà di dialogare e di perdonare:

Preghiamo per i giovani che, nella loro ricerca di libertà e di un mondo nuovo, hanno trovato invece una schiavitù morale, affinché si aprano al Cristo liberatore dell'uomo:

Preghiamo per la nostra comunità, affinché rigenerandosi sempre nell'ascolto della Parola di Dio, diventi un'espressione visibile dell'amore del Padre verso gli infelici:

Padre buono, a te sale la supplica dei poveri. Convertici e rendici discepoli del tuo Figlio Gesù, perché siamo con lui operatori di pace e fermento di unità. Lui è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

 

LITURGIA DELLE ORE - Volume III

 Prima Lettura

Dal libro del Siracide   (11, 12-28)

La fiducia in Dio

Seconda Lettura

Dalle «Regole più ampie» di san Basilio il Grande, vescovo   (Risp. 2, 1; PG 31, 908-910)

La forza di amare è in noi stessi

Martedì della I settimana, ufficio della feria del tempo ordinario.

 

Impegno di vita


Gesù è venuto per liberarci dal male e ha lasciato alla Chiesa il compito di continuare nel tempo e nello spazio la sua opera di guarigione interiore. Oggi permetterò al Signore di guarire il male che c'è in me e mi accosterò al sacramento della Riconciliazione.

  

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO 

Perchè tutti gli uomini riconoscano in Cristo il maestro unico e sommo e accettino il vangelo come codice supremo di vita.


MESSAGGIO DEL GIORNO

Chiediamo al Signore, in questa giornata che iniziamo alla luce della Parola, di rendere chiari e trasparenti i nostri cuori, di rendere autentiche e discepole le nostre comunità. Gesù Nazareno c'entra molto con noi e il santo di Dio è venuto per salvarci con l'autorevolezza che gli viene dall'amarci.  Paolo Curtaz  

 

 

 

 

Martedì 15 Gennaio 2019

 


 

 

 

Martedì 15 Gennaio 2019

 - Alle ore 18,30 il Vescovo Guglielmo celebra l'Eucaristia nella Chiesa di San Francesco a Marsala in occasione della Novena in onore della Madonna della Cava, patrona della città.

 

Oggi, 14 Gennaio, la Chiesa ricorda San Felice da Nola PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Lunedì 14 Gennaio 2019 07:25

La vita del prete Felice ci è narrata da san Paolino di Nola, a cui si deve anche l'importante complesso di basiliche paleocristiane a Cimitile, a sei chilometri dalla località campana. Qui erano state deposte le spoglie di Felice, morto probabilmente dopo il 313. Nato a Nola nel III secolo da un ricco padre di origini orientali, aveva sofferto le persecuzioni ed era stato imprigionato, torturato e poi liberato miracolosamente da un angelo che lo condusse in un luogo deserto (per questo, pur non essendo stato ucciso è stato venerato come martire). Grazie alla pace costantiniana Felice era rientrato in diocesi. Qui, pur essendo stato indicato come successore dal vescovo Massimo, alla morte di questi rifiutò l'elezione e visse in povertà fino alla fine dei suoi giorni. In suo onore si tengono due feste con processioni dal 5 al 14 gennaio, data della sua memoria liturgica. 

 

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Prima lettura

Dalla lettera agli Ebrei          1, 1-6


Dio ha parlato a noi per mezzo del Figlio.

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Salmo responsoriale

Rit. Adoriamo il Signore insieme ai suoi angeli.           dal salmo  96
 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Marco           1, 14-20

Convertitevi e credete nel Vangelo.

 

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Meditiamo insieme


Inizia il tempo ordinario. Dopo tante feste abbiamo bisogno di una ferialità tranquilla che ci ridia equilibrio e permetta alle buone abitudini di ritrovare il loro tempo! Non per pigrizia o imborghesimento, ma semplicemente perché è il quotidiano il nostro habitat, è nello scorrere dei giorni che sembrano tutti uguali che mette radici lo straordinario racchiuso dal dono dell'Incarnazione che il tempo liturgico appena concluso ci ha regalato e fatto contemplare. La liturgia ci aiuta e ci propone questa settimana i capitoli iniziali del vangelo di Marco. Dopo l'evento speciale del battesimo e il ritiro nel deserto, Gesù inizia il suo camminare per la Galilea. E lì si realizzano decine di incontri, fatti di dialoghi, le cui parole folgoranti scuotono il cuore e la mente di chi le ascolta: un movimento nuovo si riproduce per le strade e per le case di Galilea e dà un orientamento diverso al quotidiano di quella gente. In un'espressione brevissima si condensa un annunzio vivificante: il tempo è compiuto, il regno di Dio è vicino, convertitevi e credete al vangelo. Non dobbiamo correre qua o là: è qui, ora, la novità che desideriamo; basta accorgersene, rivolgersi a lei e darle fiducia. Una novità senza clamore, senza violenza ma penetrante, sicura, stabile. L'impegno è quello di accogliere la persona del Cristo come nostro redentore e salvatore, ascoltare il suo messaggio e convertirsi alle verità che egli ci rivela. È l'impegno della conversione, l'impegno di assumere in noi la grazia per cambiare rotta se ci ritroviamo a muoverci con la nostra vita per strade e direzioni diverse da quelle che lui ci indica. È in questo contesto che Gesù comincia a formare il primo nucleo della sua futura chiesa: i primi a cambiare mestiere e vita, perché chiamati dal Signore sono prima Andrea e Simone, suo fratello e poi i figli di Zebedeo, Giacomo e Giovanni. Da pescatori di pesci dovranno diventare pescatori di uomini, nel mare più vasto del mondo. L'incontro personale con Cristo sconvolge tutti i loro piani: devono lasciare le barche, le reti, i garzoni e tutto ciò che alimentava la loro esistenza. Molto spesso convertirsi significa avere il coraggio di abbandonare o almeno ridimensionare le false sicurezze per scoprire ed attuare un progetto che più direttamente ci conduce a conseguire gli obiettivi primari dell'esistenza umana. Solo con la fede ben alimentata possiamo raggiungere un tale obiettivo.

 

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Preghiamo insieme

Il vangelo predicato da Gesù è un annuncio di gioia per chi si converte e crede. Invochiamo il Padre, origine della vita e di ogni bene, dicendo insieme: Rinnovaci, Signore, con il tuo Santo Spirito.

La tua Chiesa sia un segno vivo di speranza per tutti gli uomini, annunciando un tempo di grazia per convertirsi a te. Noi ti preghiamo:

Il Papa, i vescovi, i sacerdoti seguano il maestro Gesù senza esitazioni né stanchezze, per proclamare il vangelo ai figli di Dio dispersi. Noi ti preghiamo:

I responsabili della società accrescano in quest'anno i loro sforzi per superare le ingiustizie e gli egoismi, e costruire fra gli uomini veri rapporti di pace. Noi ti preghiamo:

Gli ambienti del lavoro e della cultura, dove la parola cristiana risuona a vuoto, comprendano che in Cristo l'uomo trova la sua autentica salvezza. Noi ti preghiamo:

Tutti noi possiamo accogliere con prontezza e generosità la tua Parola, e ciò che ci richiederà per costruire con te il regno. Noi ti preghiamo:

Padre che sei nei cieli, Signore del tempo e dell'eternità: ti ringraziamo per il nuovo tempo che ci offri per la nostra conversione a te e al nostra gioia. Rendici tuoi veri figli: te lo chiediamo per Gesù Cristo nello Spirito Santo. Amen.
 

 

LITURGIA DELLE ORE - Volume III

 Prima Lettura

Dal libro del Siracide   (1, 1-18)

Il mistero della sapienza divina

Seconda Lettura

Dalla «Lettera ai Corinzi» di san Clemente I, papa
  (Capp. 59, 2 - 60, 4; 61, 3; Funk 1, 135-141)

Il Verbo di Dio che abita i cieli altissimi è fonte di sapienza 

Lunedì della I settimana, ufficio della feria del tempo ordinario.

 

Impegno di vita


Cerco di individuare quali dimensioni della mia vita hanno bisogno di conversione, di essere orientate verso Dio.

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO


Perchè i governanti si aprano alla sapienza di Cristo, Signore delle nazioni, e imparino a scorgere nella storia segni di speranza e a promuovere la pace e il rispetto di ogni persona.
 

MESSAGGIO DEL GIORNO

La Chiesa non è la luce, ma riceve la luce di Cristo, la accoglie per esserne illuminata e per diffonderla in tutto il suo splendore. E questo deve avvenire anche nella nostra vita personale. Benedetto XVI 

 

 

 

Lunedì 14 Gennaio 2019

 Il Santo Padre Francesco riceve stamane in Udienza:

- S.E. Mons. Bernardito C. Auza, Arcivescovo tit. di Suacia, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite a New York e presso l’Organizzazione degli Stati Americani;

- S.E. Mons. Ivan Jurkovič, Arcivescovo tit. di Corbavia, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l’Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra e presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio; Rappresentante della Santa Sede presso l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni;

- S.E. Mons. Santiago Jaime Silva Retamales, Ordinario Militare per il Cile; Presidente della Conferenza Episcopale del Cile con:

S.E. Mons. René Osvaldo Rebolledo Salinas, Arcivescovo di La Serena, Vice Presidente;

Em.mo Card. Ricardo Ezzati Andrello, S.D.B., Arcivescovo di Santiago de Chile;

S.E. Mons. Juan Ignacio González Errázuriz, Vescovo di San Bernardo;

S.E. Mons. Luis Fernando Ramos Pérez, Vescovo tit. di Tetci, Amministratore Apostolico “sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis” di Rancagua, Segretario Generale;

- La Senatrice Maria Elisabetta Alberti Casellati, Presidente del Senato Italiano, con il Consorte;


- S.E. il Signor Mehmet Paçaci, Ambasciatore di Turchia, in visita di congedo;

- S.E. Mons. Stefano Russo, Vescovo di Fabriano-Matelica, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana.


 

 

 

Lunedì 14 Gennaio 2019

 

 

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