NOTIZIE DI ATTUALITA'
Oggi, 19 Gennaio, la Chiesa celebra la Seconda Domenica del tempo ordinario PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Domenica 19 Gennaio 2020 07:20

La seconda domenica del tempo ordinario ci offre nuovamente come spunto di meditazione e riflessione la figura di Giovanni il Battista. Potremmo dire che tutto il tempo di Avvento, del Natale e queste prime domeniche del nuovo il protagonista principale del Vangelo è Giovanni il Battista. Egli è il testimone diretto, immediato e credibile della presenza del Messia e salvatore del mondo in mezzo al suo popolo. Nel brano del Vangelo di questa domenica, infatti, Giovanni Battista indica in Gesù l'unico salvatore del mondo, senza confusioni di ruolo e di missione. Egli è semplicemente colui che indica Gesù Cristo come il vero centro di tutta la storia e della salvezza. Anche i termini utilizzati in questo brano del Vangelo di Giovanni precisano appunto la vera natura del Cristo e della sua missione nel mondo: Agnello di Dio, il Figlio di Dio.

Stiamo celebrando la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, incentrata sul tema: “Ci trattarono con gentilezza” (Atti degli Apostoli 28, 2). “Anche quest’anno siamo chiamati a pregare, affinché tutti i cristiani tornino ad essere un’unica famiglia, coerenti con la volontà divina che vuole «che tutti siano una sola cosa» (Gv 17, 21). L’ecumenismo non è una cosa opzionale. L’intenzione sarà quella di maturare una comune e concorde testimonianza nell’affermazione della vera giustizia e nel sostegno dei più deboli, mediante risposte concrete, appropriate ed efficaci”. Una storia di divina provvidenza e al tempo stesso di umana accoglienza: è quella che ci propongono le Chiese cristiane di Malta e Gozo, che hanno preparato il materiale della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani di quest’anno, una storia riportata alla fine del libro degli Atti degli Apostoli e ambientata proprio a Malta e sul mare tempestoso che la circonda. Ci auguriamo che la Settimana di preghiera del 2020 possa rafforzare in tutti i credenti e in tutte le chiese la determinazione a vivere l’accoglienza, e preghiamo che cresca anche la comunione fra di noi, alla gloria di Dio. 

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Prima lettura

Dal libro del profeta Isaia         49, 3.5-6

Ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza.

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Salmo responsoriale

Rit. Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.             dal salmo 39

 

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Seconda lettura

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi         1, 1-3

Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo.

 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Giovanni              1, 29-34

Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo.

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Meditiamo insieme

«Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!». E le folle sono consegnate a lui, l'Atteso, senza ombra di rammarico, senza un tentativo di trattenerle a sé.
Quel dito puntato, quell'affermazione ci interpellano in quanto cristiani. Oggi siamo noi i battistrada di Dio. La gente attende da noi la luce, la conferma che Egli è veramente presente nella nostra storia per salvarla.
È in fondo questa la consegna del Natale: non il ricordo sfocato e ovattato di un evento, ma la testimonianza che Egli è presente e noi l'abbiamo incontrato.
Riconoscere Gesù nella storia non permette di vedere il Regno di Dio, anzi, rischia di considerare Gesù stesso in se stesso, con tutte le sue caratteristiche di positività e bontà personali, ma legate alla persona.
Solo il riconoscerlo nello Spirito ci permette di aprirci al piano del Regno che in Gesù si fa progetto vivente.
Allora anche la persona di Gesù non è più vincolata alla sua e alla nostra storia, ma le trapassa, in quell'avvenimento unico e irripetibile che è la Risurrezione. Dovremmo imparare a rivolgerci a Gesù non come ce la sentiamo, con i nostri modi, ma illuminando e percependo i nostri modi di incontrarlo con l'aiuto e la forza dello Spirito, riferendoci anzitutto attraverso di Lui a Gesù. Avremmo la visione non solo del nostro Gesù, ma del Cristo vero Dio!
 

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Preghiamo insieme

 

Più che offerte e sacrifici, Dio vuole da noi l’obbedienza alla sua volontà. Disponiamo il nostro animo alla preghiera, affinché possiamo domandargli ciò che è conforme ai suoi disegni d’amore. Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

Perché la Chiesa sappia annunciare a tutti gli uomini che Gesù è l’Agnello che toglie i peccati dal mondo e che in lui soltanto c’è la salvezza. Preghiamo.

Per i predicatori, i catechisti, gli educatori, perché siano consapevoli dell’importanza del compito che è stato loro affidato, di essere cioè instancabili annunciatori del Signore. Preghiamo.

Per i cristiani che si trovano in situazioni di peccato, perché riscoprano la loro chiamata alla santità e si aprano alla consolazione e all’aiuto dello Spirito Santo nel cercare e vivere la volontà di Dio. Preghiamo.

Per coloro che sono impegnati nel dialogo interreligioso, perché sappiano individuare tutto ciò che unisce e rende possibile l’incontro tra gli uomini, resi in Cristo fratelli. Preghiamo.

Per noi, convocati a celebrare l’Eucaristia, perché il saperci salvati nel sangue dell’Agnello ci ispiri comportamenti di perdono e fraternità fondati sulla fede, nell’impegno ad edificare il Regno di Dio. Preghiamo.

O Dio, che ti fai chiamare Padre, ti rendiamo grazie per averci salvati nel sacrificio in croce del tuo Figlio, Gesù. Aiutaci a comprendere i nostri limiti e rendici capaci di orientare al bene le nostre azioni. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

 

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LITURGIA DELLE ORE - Volume III

 Prima Lettura

Dal libro del Deuteronomio   (1, 1. 6-18)

L'ultimo discorso di Mosè in Moab

Seconda Lettura

Dalla «Lettera agli Efesini» di sant'Ignazio di Antiochia, vescovo e martire
  (Capp. 2, 2 - 5, 2; Funk 1, 175-177)

La perfetta armonia frutto della concordia

Domenica della II settimana, ufficio della II Domenica del tempo ordinario; Te Deum. Antifone al Benedictus e a al Magnificat anno A.

 

Impegno di vita

Individuo una dimensione della mia vita in cui non riesco a testimoniare il mio essere stato santificato da Cristo e, se possibile, compio un gesto che riveli la mia vera identità.

   

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO  

Per i cristiani: perché in questa Giornata del Migrante e del Rifugiato, sempre di più siamo motivati ad accogliere, aiutare queste persone spesso perseguitate per la loro fede, a livello personale e comunitario.

MESSAGGIO DEL GIORNO

La parola di Gesù è sempre una e sempre la stessa e, tuttavia, è sempre nuova e diversa. Ci dice: Tu stai sotto l'amore di Dio, Dio è santo e anche voi dovete essere santi; Dio vuole darvi lo Spirito Santo affinché siate santi. Dietrich Bonhoeffer


 

 

Domenica 19 Gennaio 2020

- Alle ore 12 Angelus recitato dal Santo Padre Francesco in Piazza San  Pietro.

 

 

Domenica 19 Gennaio 2020


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Oggi, 18 Gennaio, la Chiesa ricorda Santa Margherita d'Ungheria PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Sabato 18 Gennaio 2020 07:18

Nacque nel 1242 da Bela IV re d'Ungheria e dalla regina Maria di origine bizantina, probabilmente nel castello di Turòc. Nel 1252 fu condotta al monastero delle Domenicane di Santa Maria nell'Isola delle Lepri sul Danubio presso Buda, fondato da suo padre. Qui fa la sua professione religiosa nel 1254 e prende il velo nel 1261. Margherita si faceva leggere le Sacre Scritture e si affidava alla guida spirituale del suo confessore, il domenicano Marcello, già Provinciale d'Ungheria. È stata una delle più grandi mistiche medievali d'Ungheria. Grazie alla sua ascesi ebbe il dono delle visioni. Morì il 18 gennaio 1270 nel suo convento dell'Isola delle Lepri, presso Budapest. La sua tomba divenne presto meta di pellegrinaggi. Il processo canonico per dichiararla santa è incominciato nel 1271, sotto Gregorio X. La canonizzazione è avvenuta nel 1943, con Pio XII. Un iter complessivo di 672 anni. 

Oggi inizia la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, incentrata sul tema: “Ci trattarono con gentilezza” (Atti degli Apostoli 28, 2). “Anche quest’anno siamo chiamati a pregare, affinché tutti i cristiani tornino ad essere un’unica famiglia, coerenti con la volontà divina che vuole «che tutti siano una sola cosa» (Gv 17, 21). L’ecumenismo non è una cosa opzionale. L’intenzione sarà quella di maturare una comune e concorde testimonianza nell’affermazione della vera giustizia e nel sostegno dei più deboli, mediante risposte concrete, appropriate ed efficaci”. Una storia di divina provvidenza e al tempo stesso di umana accoglienza: è quella che ci propongono le Chiese cristiane di Malta e Gozo, che hanno preparato il materiale della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani di quest’anno, una storia riportata alla fine del libro degli Atti degli Apostoli e ambientata proprio a Malta e sul mare tempestoso che la circonda. Ci auguriamo che la Settimana di preghiera del 2020 possa rafforzare in tutti i credenti e in tutte le chiese la determinazione a vivere l’accoglienza, e preghiamo che cresca anche la comunione fra di noi, alla gloria di Dio.

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Prima lettura

Dal primo libro di Samuele          9,1-4.10.17-19; 10,1

Ecco l’uomo di cui il Signore ha detto: costui reggerà il mio popolo.

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Salmo responsoriale

Rit. Signore, il re gioisce della tua potenza!             dal salmo 20

 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Marco              2, 13-17

Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.

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Meditiamo insieme

 Il vangelo di Marco mette in crisi i pregiudizi religiosi di ieri e di oggi: Gesù guarisce un indemoniato in sinagoga (!), guarisce la comunità perché si metta a servizio del Regno, amministra il perdono e, oggi, scandalizza i benpensanti (categoria sempre molto diffusa) prendendo con sé un pubblicano come Levi. I pubblicani erano ebrei collaborazionisti dei romani da cui appaltavano la riscossione delle tasse. Odiati e temutissimi, erano considerati pubblici peccatori e segretamente disprezzati. Gesù non ha paura di chiamare Levi durante il suo lavoro, di prenderlo con sé, fra i suoi. La Chiesa non è il club dei bravi ragazzi, ma la comunità di coloro che, perdonati, annunciano la misericordia del Signore. E spiega la sua scelta: i sani non sanno che farsene del medico! Se imparassimo, nella Chiesa, questa lezione fondamentale! Che ce ne facciamo di benpensanti che credono sempre di essere nel giusto? Che ce ne facciamo di persone che passano il tempo a pesare il peccato degli altri senza riconoscere il proprio? Osiamo, come Gesù, annunciare la buona notizia: proprio perché siamo fragili e peccatori accogliamo il vangelo del Signore!

 

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Preghiamo insieme

 

Con una preghiera concorde ringraziamo il Padre celeste per averci donato Cristo e lo Spirito, e per ogni dono della sua misericordia che ricordiamo nell'Eucaristia. Ripetiamo insieme:
Salvaci, o Signore.

Per Gesù, venuto a chiamare non i giusti, ma i peccatori. Noi ti preghiamo:
Per Gesù che anche oggi si dona come cibo a noi peccatori. Noi ti preghiamo:
Per Gesù, parola divina che penetra fino in fondo all'anima per la sua conversione. Noi ti preghiamo:
Per Gesù che chiama continuamente gli uomini alla sua sequela. Noi ti preghiamo:
Per lo Spirito Santo che ci guida alla verità intera di Gesù. Noi ti preghiamo:
Per lo Spirito Santo, fuoco che purifica e forza di risurrezione. Noi ti preghiamo:
Per lo Spirito Santo che rinnova il cuore dell'uomo. Noi ti preghiamo:
Per la Vergine Maria, segno gioioso dell'umanità liberata dal male. Noi ti preghiamo:


O Dio, Padre di tutti gli uomini, tu hai voluto la salvezza di tutti nel Signore Gesù; ti chiediamo oggi che le nostre labbra e i nostri cuori siano uniti nel pentimento per i nostri egoismi e le tragiche divisioni, affinchè un giorno possiamo camminare tutti insieme verso il tuo regno senza fine. Amen.

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LITURGIA DELLE ORE - Volume III

 Prima Lettura

Dal libro del Siracide   (44, 1-2. 16 - 45, 5)

Elogio dei Padri: da Enoch a Mosè
 

Seconda Lettura

Dal «Trattato sulla Trinità» di sant'Ilario, vescovo   (Lib. 1, 37-38; Pl 10, 48-49)

Ti servirò col predicarti

Sabato della I settimana, ufficio della memoria dal Comune dei dottori della Chiesa (fino all'Ora Nona); Primi Vespri della II Domenica del tempo ordinario, antifona al Magnificat anno A.

 

Impegno di vita

Gesù non ha condannato i peccatori, ma li ha incontrati e ha vissuto con loro momenti di intensa comunione. Oggi mi impegnerò a vivere anche io l'accoglienza e la pazienza nei confronti delle persone con cui ho più difficoltà di relazione.

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO 

Per l'unità di tutti i cristiani.

 


MESSAGGIO DEL GIORNO

Anche la vocazione di Matteo (Levi) è inserita nell'orizzonte della misericordia. Passando davanti al banco delle imposte gli occhi di Gesù fissarono quelli di Matteo. Era uno sguardo carico di misericordia che perdonava i peccati di quell'uomo e, vincendo le resistenze degli altri discepoli, scelse lui, il peccatore e il pubblicano, per diventare uno dei Dodici. San Beda il Venerabile, commentando questa scena del Vangelo, ha scritto che Gesù guardò Matteo con amore misericordioso e lo scelse: miserando atque eligendo. Mi ha sempre impressionato questa espressione, tanto da farla diventare il mio mottoPapa Francesco


 

 

Sabato 18 Gennaio 2020

 Il Santo Padre Francesco riceve questa mattina in Udienza:

- Em.mo Card. Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi;

- L’Onorevole Virginia Raggi, Sindaco di Roma;

- L’Onorevole Martin Schulz;

- S.E. Mons. Franz-Peter Tebartz-van Elst, Delegato per la Catechesi del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione;

- S.E. Mons. Cyril Vasil’, S.I., Arcivescovo tit. di Tolemaide di Libia, Segretario della Congregazione per le Chiese Orientali;

Il Papa riceve questo pomeriggio in Udienza:

- Delegazione di Pescatori da San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno).

 

 

Sabato 18 Gennaio 2020


- In mattinata il Vescovo Guglielmo, a Castelbuono, presiede nel Seminario estivo San Guglielmo (della diocesi di Cefalù) l'incontro dei Rettori dei Seminari della Sicilia.  

- Alle ore 18, nella Chiesa Madonna del Buon Consiglio nella frazione Cresta del comune di Naso, il Vescovo Guglielmo presiede la Concelebrazione Eucaristica in occasione del XXV dell'ordinazione sacerdotale del Parroco don Salvatore Canciglia.

Oggi, 17 Gennaio, la Chiesa celebra la memoria di Sant'Antonio abate PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Venerdì 17 Gennaio 2020 07:10

Antonio abate è uno dei più illustri eremiti della storia della Chiesa. Nato a Coma, nel cuore dell'Egitto, intorno al 250, a vent'anni abbandonò ogni cosa per vivere dapprima in una plaga deserta e poi sulle rive del Mar Rosso, dove condusse vita anacoretica per più di 80 anni: morì, infatti, ultracentenario nel 356. Già in vita accorrevano da lui, attratti dalla fama di santità, pellegrini e bisognosi di tutto l'Oriente. Anche Costantino e i suoi figli ne cercarono il consiglio. La sua vicenda è raccontata da un discepolo, sant'Atanasio, che contribuì a farne conoscere l'esempio in tutta la Chiesa. Per due volte lasciò il suo romitaggio. La prima per confortare i cristiani di Alessandria perseguitati da Massimino Daia. La seconda, su invito di Atanasio, per esortarli alla fedeltà verso il Concilio di Nicea. Nell'iconografia è raffigurato circondato da donne procaci (simbolo delle tentazioni) o animali domestici (come il maiale), di cui è popolare protettore.


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Prima lettura

Dal primo libro di Samuele         8, 4-7.10-22

Griderete a causa del re che avrete voluto eleggere, ma il Signore non vi ascolterà.

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Salmo responsoriale

Rit. Canterò in eterno l’amore del Signore.             dal salmo 88

 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Marco              2, 1-12

Il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra.

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Meditiamo insieme

 No, non abbiamo mai visto nulla di simile, davvero. Al tempo di Gesù (e oggi!) si era convinti che la malattia fosse la conseguenza di una colpa, la punizione per un peccato. Quanto grave doveva essere il peccato del paralitico, allora! Ma i suoi amici non si scoraggiano, superando l'indifferenza (non la compassione!) che la gente provava verso gli ammalati, superano gli ostacoli per portare davanti al misericordioso il loro amico. Che prodigi fa l'amicizia! Gesù perdona i peccati di quest'uomo, e lo guarisce. È vero: Dio solo perdona i peccati, e i farisei si trovano spiazzati davanti a tanta affermazione di autorità da parte del Nazareno. Marco inizia il suo vangelo, e noi il nostro anno, con una notizia straordinaria: Dio perdona i peccati, ogni peccato, non porta il muso, non serba rancore, non esercita il suo potere di veto. Desidera il bene per noi, desidera la nostra libertà interiore. qualunque sia il peso che ci paralizza, una colpa, un dolore, una paura, presentiamoci fiduciosi davanti al Signore sicuri di essere guariti nel profondo per poter consolare gli afflitti della consolazione con cui Dio ci ha consolati, come afferma l'ex fariseo san Paolo, guarito dalla più terribile delle paralisi: lo zelo religioso che si fa intransigente e violento.

 

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Preghiamo insieme

 

Con grande fede, rivolgiamo oggi la nostra preghiera a Dio Padre, perché la memoria di sant'Antonio abate, padre dei monaci, ci ricordi il primato assoluto di Dio nella nostra vita. Diciamo insieme:
Sii tu, Signore, la nostra gioia.

Perché la Chiesa, tempio del Dio vivente, sia segno per tutto il mondo della trascendenza di Dio. Preghiamo:

Perché nella Chiesa risuoni sempre con vitale freschezza l'appello di Gesù, suscitatore di vocazioni evangeliche radicali. Preghiamo:

Perché i cristiani sappiano presentare al Signore l'offerta di un impegno fattivo per la giustizia. Preghiamo:

Perché chi si sente solo possa imparare, da sant'Antonio abate, la spiritualità di una solitudine che non è isolamento, ma tenerezza e gioia con Dio. Preghiamo:

Perché impariamo a rispettare e stimare le vocazioni eremitiche e contemplative come doni della grazia di Dio per il bene di tutta la Chiesa. Preghiamo:

O Dio, che hai ispirato a sant’Antonio abate di ritirarsi nel deserto, per servirti in un nuovo modello di vita cristiana, concedi anche a noi per sua intercessione di superare i nostri egoismi per amare te sopra ogni cosa.   

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LITURGIA DELLE ORE - Volume III

 Prima Lettura

Dal libro del Siracide   (43, 13-33)

La lode di Dio nella creazione
 

Seconda Lettura

Dalla «Vita di sant'Antonio» scritta da sant'Atanasio, vescovo   (Capp. 24; PG 26, 842-846)

La vocazione di sant'Antonio

Venerdì della I settimana, ufficio della memoria dal Comune dei santi per i religiosi.

Impegno di vita

Nella mia pausa contemplativa, entro nel mio cuore per ringraziare il Signore per il dono del perdono. Alle volte mi trovo come il paralitico, impotente e avvinto dai lacci del peccato; l'orgoglio e l'egoismo mi convincono che veramente non ho fatto poi tanto male, mentre vorrei fare tanto del bene!

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO 

Per gli ebrei e tutti i credenti in Dio, affinché incontrino nel segreto del loro cuore la novità di Cristo.


MESSAGGIO DEL GIORNO

Il paralitico, portato da Gesù con fede per essere guarito nel corpo, viene risanato anche nell'anima. Quello che chiediamo a Gesù con fede, non solo lo otteniamo, ma ne otteniamo in quella occasione frutti di salvezza al di là delle cose sperate. La fede non solo ottiene, ma dona anche oltre ciò che abbiamo chiesto.  Luciano Sanvito


 

 

Venerdì 17 Gennaio 2020

 Il Santo Padre Francesco riceve questa mattina in Udienza:

- S.E. il Signor Félix Antoine Tshisekedi Tshilombo, Presidente della Repubblica Democratica del Congo, e Seguito;

- Delegazione Ecumenica della Chiesa Luterana di Finlandia;

- S.E. Mons. Ivan Jurkovič, Arcivescovo tit. di Corbavia, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l’Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra e presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio; Rappresentante della Santa Sede presso l’Organizzazione Internazionale per le Migrazion;

- S.E. il Signor Víctor Manuel Grimaldi Céspedes, Ambasciatore della Repubblica Dominicana, in visita di congedo.

 

 

Venerdì 17 Gennaio 2020


- Il Vescovo Guglielmo, a Castelbuono, presiede nel Seminario estivo San Guglielmo (della diocesi di Cefalù) l'incontro dei Rettori dei Seminari della Sicilia.

 

Oggi, 16 Gennaio, la Chiesa ricorda San Marcello, papa PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Giovedì 16 Gennaio 2020 07:08

Non si sa molto su di lui perché le fonti sono incerte e a lungo è stato confuso con S. Marcellino, papa morto martire verso il 304. Sembra che suo merito sia stato aver ristrutturato le parrocchie devastate dalla persecuzione di Diocleziano e aver mostrato rigore nei “lapsi” che pretendevano di essere ammessi ai sacramenti senza aver compiuto la prescritta penitenza. Ma il pontificato di Marcello I, dopo alcuni anni oscuri, è bene attestato dalle fonti antiche. E di lui si sottolinea il comportamento nel dopo-persecuzione, verso i cosiddetti lapsi (ossia “caduti”, “scivolati”), come si chiamavano i cristiani che per paura avevano rinnegato la fede. Altrove (in Africa, per esempio) molti vogliono escluderli per sempre dalla Chiesa. Marcello non è così severo: li accoglierà, sì, ma soltanto dopo un periodo di penitenza. A questo proposito si cita l’elogio di Marcello dettato da papa Damaso I (366-384): "Manifestò ai lapsi l’obbligo di espiare il loro delitto con lacrime di penitenza: da quei miserabili fu considerato come un terribile nemico... Per il delitto di uno, che anche durante la pace rinnegò Cristo, Marcello è stato deportato, vittima della crudeltà di un tiranno".

Oggi, 16 Gennaio, la nostra Redazione celebra la festa della sua Celeste Protettrice, la Madonna della Fiducia. La statuetta della Madonna della Fiducia, venerata nell’angolo della preghiera della sede del nostro giornale, apparteneva alla signora Maria Eugenia Johnson, proprietaria del Castello Bastione in località Malvicino di Capo d’Orlando; la signora Johnson era sposata con il Cav. Uff. Saverio D’Amico, Presidente della Corte di appello di Messina negli anni 1895-1900, bisnonno dell’attuale direttore del nostro giornale. La Madonna della Fiducia era custodita nel Castello Bastione fino alla morte del proprietario avvenuta nel 1907. Da allora il piccolo simulacro non fu più trovato; lo rinvenne Giancarlo D’Amico il 16 gennaio 1980 in una cassa contenente libri in un magazzino di sua proprietà in località Castello Bastione. Restaurata a Messina, la preziosa statuetta è venerata nella sede del giornale «In Cammino» e viene festeggiata ogni anno il 16 gennaio, giorno del ritrovamento. Dal 30 Marzo 1990 - giorno di fondazione del giornale In Cammino - la Madonna della Fiducia protegge tutta la Redazione e il lavoro giornalistico promosso dal periodico pattese d’ispirazione cattolica.

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Prima lettura

Dal primo libro di Samuele         4, 1-11

Israele fu sconfitto e l’arca di Dio fu presa.

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Salmo responsoriale

Rit. Salvaci, Signore, per la tua misericordia.             dal salmo 43

 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Marco              1, 40-45

La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.

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Meditiamo insieme

 «Lo voglio!», l'annotazione, perentoria, dell'affermazione di Gesù nei confronti di un uomo lebbroso, indica, nel vangelo, la convinzione profonda di Gesù, il compassionevole, ad assolvere la sua missione. La guarigione della lebbra, una malattia che oltre al dolore escludeva dalle relazioni, è il segno che le parole di Gesù sono efficaci. Il Regno avanza e le conseguenze del peccato, la malattia, la morte, retrocedono. È una specie di contagio virtuoso, la guarigione esprime una guarigione più profonda, collettiva, che Gesù viene a portare. Il fatto che Gesù si ritiri in luoghi deserti, fuggendo la fama che rischiava di travolgerlo, e l'ammonizione a tacere che egli fa ai sanati, fanno parte della stessa logica: Gesù non vuole essere scambiato per un maghetto, non vuole ambiguità nella sua missione. Pochi sono stati i guariti durante l'opera di Gesù, guariti per testimoniare la venuta del Regno. Corriamo il rischio, reale, di immaginare una vita sana come una vita necessariamente felice. La salute è importante, lo sanno bene i malati gravi!, ma non è tutto. Succede ancora di avere delle persone che improvvisamente diventano devote alla scoperta di una qualche malattia. Gesù è venuto a portare la salvezza, non la salute, la guarigione interiore dell'uomo. Dio non è un medico particolarmente bravo, ma l'origine del bene.

 

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Preghiamo insieme

 

La parola di Dio proclamata davanti a noi è un annuncio di speranza e un invito a rinnovarci, oggi, finchè dura l'"oggi" della nostra vita. Preghiamo con fede come il lebbroso: Gesù, guariscici.

Gesù Salvatore, guida la tua Chiesa affinché comunichi ai più dimenticati tra gli uomini, agli intoccabili della società, la speranza che viene da te. Noi ti invochiamo:

Gesù Salvatore, sveglia le coscienze dei cristiani perché si oppongano ad ogni forma di corruzione e siano strumenti di pace fra gli uomini. Noi ti invochiamo:

Gesù Salvatore, dona energia e perseveranza a coloro che faticano per eliminare le emarginazioni e i pregiudizi tra i popoli e nelle comunità. Noi ti invochiamo:

Gesù Salvatore, continua a guarire oggi i lebbrosi e insegnaci la solidarietà attiva verso ogni bisognoso. Noi ti invochiamo:

Gesù Salvatore, guarisci questa nostra comunità dalla lebbra dell'egoismo, dell'impurità e della insensibilità. Noi ti invochiamo:


Padre nostro, liberaci dal male che abita nel nostro cuore e che distrugge i nostri corpi, e insegnaci ad alleviare la sofferenza del prossimo. Per Gesù Cristo che ha patito ed è morto per noi e ora vive e regna nei secoli eterni. Amen.

 

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LITURGIA DELLE ORE - Volume III

 Prima Lettura

Dal libro del Siracide   (42, 15 - 43, 12)

Tutta la creazione canta la gloria di Dio

Seconda Lettura

Dal «Discorso contro i pagani» di sant'Atanasio, vescovo   (Nn. 40-42; PG 25, 79-83)

Il Verbo del Padre tutto abbellisce, dispone e contiene

Giovedì della I settimana, ufficio della feria del tempo ordinario.

Impegno di vita

Gesù non ha avuto paura di usare il contatto fisico per trasmettere la vicinanza e l'amore. Oggi cercherò di manifestare un po' più di calore nel mio rapporto con gli altri, magari anche con qualche abbraccio in più.

 

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO 

Per i nostri malati: sappiamo vedere in loro i nostri fratelli che soffrono, cercando di essere loro vicini con amore e sacrificio.


MESSAGGIO DEL GIORNO

Prendere il vangelo sul serio ha dentro una potenza che cambia il mondo. E tutti quelli che l'hanno preso sul serio e hanno toccato i lebbrosi del loro tempo, tutti testimoniano che fare questo dona una grande felicità.  Ermes Ronchi


 

 

Giovedì 16 Gennaio 2020

 

Il Santo Padre Francesco riceve questa mattina in Udienza:

- S.E. Mons. Hugo Manuel Salaberry Goyeneche, S.I., Vescovo di Azul (Argentina).

- Ecc.mi Presuli della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d’America (Regione IX), in Visita “ad Limina Apostolorum”.

 

 

Giovedì 16 Gennaio 2020


- Alle ore 17,30 il Vescovo Guglielmo, accolto dal Parroco don Calogero Tascone, presiede la Celebrazione Eucaristica vigiliare nella Chiesa di Sant'Antonio abate a Naso.

 

Oggi, 15 Gennaio, la Chiesa ricorda San Mauro abate PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Mercoledì 15 Gennaio 2020 07:22

Vissuto nel VI secolo, figlio di un nobile romano, affidato bambino a San Benedetto, ne divenne il discepolo prediletto e quindi fidato collaboratore. L'episodio più noto, riportato anche dalla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, racconta che quando il monaco Placido cadde in un lago vicino al convento, Benedetto, avendo visto ciò che stava accadendo in una visione, esortò Mauro a correre in aiuto del giovane compagno, ed egli lo salvò camminando sulle acque. Mandato in Francia fondò a Granfeul un monastero. Nell’ultimo periodo della sua vita si dedicò alla preghiera e alle letture. La sua vita, oltre che di amore verso Dio, è ancora oggi esempio di obbedienza all’Ordine.

 

 

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Prima lettura

Dal primo libro di Samuele         3,1-10.19-20

Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta.

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Salmo responsoriale

Rit. Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.             dal salmo 39

 

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Vangelo

Dal Vangelo secondo Marco              1, 29-39

Gesù guarì molti che erano afflitti da varie malattie.

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Meditiamo insieme

 La comunità cristiana, prima di giudicare la fede degli altri, deve guardare al proprio interno, per vedere la tenebra da purificare, in particolare quella di una professione di fede fatta solo di conoscenza e non di vita concreta. Così diceva ieri Marco nel suo vangelo-gioiello che è un capolavoro di sintesi e di intensità. Oggi, invece, ci descrive una giornata-tipo di Gesù, fatta di incontri, di miracoli, di preghiera. L'episodio della guarigione della suocera di Pietro, salvata dalla febbre, che si mette a servire i discepoli, è l'immagine, nuovamente, del discepolo liberato dall'oscurità: se Gesù lo libera interiormente è perché si metta al servizio di chi gli sta attorno. La comunità cristiana non può e non deve essere autoreferenziale, ma, sanata, guarita, illuminata, si mette a servizio del Regno. Non incontriamo Gesù per stare soli con lui, guancia a guancia, ma per diventare suoi testimoni. Gesù attinge la forza della sua predicazione e delle guarigioni che opera dalla preghiera: è impressionante vedere come, nonostante la fatica e le tante cose da fare, egli trovi la forza di alzarsi presto al mattino per pregare e prendere decisioni. Quando gli impegni si moltiplicano abbiamo bisogno di pregare di più!

 

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Preghiamo insieme

 

Gesù è guaritore dei corpi e salvatore di tutto l'uomo. Egli prega ora con noi il Padre che ci ha dato la vita. e continuamente si prende cura dei suoi figli. Con fiducia preghiamo:
Salvaci, o Signore.

La tua Chiesa, Signore, è lacerata nei cristiani, perseguitata in molti paesi, guastata dai nostri peccati: donale salute e freschezza nuova. Noi ti invochiamo:

Molti popoli, o Padre, non hanno conosciuto l'amore che hai manifestato nel tuo Figlio Gesù, e tuttavia lo cercano con cuore sincero: non abbandonarli. Noi ti invochiamo:

Prima che noi ti cercassimo, tu per primo ci hai chiamato e ci sei venuto vicino per donarci la tua vita: sostienici nel cammino quotidiano. Noi ti invochiamo:

I malati che la scienza umana non può più soccorrere sperano ancora nel tuo aiuto: rafforza il loro animo nella prova. Noi ti invochiamo:

Ricordati dei sofferenti nel corpo e nello spirito che vivono tra noi e che forse ignoriamo: guariscili e illumina la loro pena. Noi ti invochiamo:

Padre nostro, liberaci dal male che abita nel nostro cuore e che distrugge i nostri corpi, e insegnaci ad alleviare la sofferenza del prossimo. Per Gesù Cristo che ha patito ed è morto per noi e ora vive e regna nei secoli eterni. Amen.
 

 

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LITURGIA DELLE ORE - Volume III

 Prima Lettura

Dal libro del Siracide   (24, 1-22)

La sapienza nell'opera della creazione e nella storia d'Israele

Seconda Lettura

Dal trattato «Contro le eresie» di sant'Ireneo, vescovo   (Lib. IV, 6, 3. 5. 6; SC 100, 442. 446. 448. 454)

La manifestazione del Figlio è la conoscenza del Padre  

Mercoledì della I settimana, ufficio della feria del tempo ordinario.

 

Impegno di vita

Gesù è venuto per annunciare il regno di Dio e oggi questo compito è affidato a caiascuno di noi: coglierò l'occasione opportuna per annunciare a qualcuno che mi sta vicino, senza vergogna, l'amore di Dio.

  

INTENZIONE DI PREGHIERA DEL GIORNO 

Perchè possiamo individuare una dimensione della nostra vita in cui ci è difficile far emergere la nostra relazione con Dio, provando a compiere un gesto o a pronunciare una parola che la testimoni.


MESSAGGIO DEL GIORNO

Gesù non vuole essere rinchiuso, nemmeno nella sua comunità, e chiede di andare altrove per annunciare il Regno. Che la Chiesa, come il suo Maestro, abbia il coraggio di portare il Vangelo nelle strade! Paolo Curtaz  


 

 

Mercoledì 15 Gennaio 2020


- Alle ore 9.15 Udienza Generale tenuta dal Santo Padre Francesco nell’Aula Paolo VI.

 

 

Mercoledì 15 Gennaio 2020


- Il Vescovo Guglielmo, insieme agli altri Vescovi di Sicilia, partecipa a Palermo alla conclusione dei lavori della sessione invernale della Conferenza Episcopale Siciliana. Diversi i punti all’ordine del giorno sui i quali i vescovi si sono confrontati. Anzitutto l’approvazione del Regolamento del Servizio regionale tutela minori e delle persone vulnerabili, istituito di recente sia a livello regionale che diocesano, in seguito all’approvazione delle Linee guida da parte della Conferenza Episcopale Italiana e della Conferenza Italiana dei Superiori Maggiori (24 giugno 2019); è seguita la nomina del Coordinatore regionale. Fatto proprio dalla Commissione presbiterale siciliana è stato affrontato il fenomeno della emigrazione giovanile in Sicilia con la presenza di don Antonio Garau, fondatore del Movimento delle Valigie di cartone, il quale ha evidenziato gli effetti sociali e le provocazioni che il fenomeno pone alla comunità ecclesiale. Altri temiaffrontati in questi giorni hanno riguardato la revisione del Calendario delle Chiese di Sicilia in fase di avanzata lavorazione da parte dell’Ufficio regionale per la Liturgia; una verifica sulla pastorale scolastica e universitaria nelle diocesi e la presentazione del Vedemecum dell’Ufficio scolastico nazionale; la presentazione delle iniziative formative del clero da parte del Centro Madre del Buon Pastore per l’anno 2020; la relazione annuale della Facoltà Teologica di Sicilia e del Tribunale Ecclesiastico Regionale.

 

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