NOTIZIE DI CRONACA
Patti: Placido Salvo e Luca Musmeci per la tutela del “Barone Romeo” PDF Stampa
Scritto da Gabriele Villa   
Sabato 21 Settembre 2019 11:18

Non bisogna abbassare la guardia per la tutela dell’ospedale “Barone Romeo” di Patti. E’ questo il messaggio lanciato dai consiglieri comunali Placido Salvo e Luca Musmeci, che in una nota stampa hanno voluto, ancora una volta, sollecitare l’attenzione sulle vicende legate al nosocomio pattese. “In questi giorni – si legge nel documento – i vertici dell’ASP di Messina stanno lavorando alla definizione del nuovo atto aziendale, il quale certamente ha importanti ricadute sul presidio ospedaliero della nostra comunità. Ribadiamo che la classificazione di ospedale di base confermata nella nuova rete ospedaliera non può certo soddisfare, ma oggi si deve lavorare affinchè con l’atto aziendale si possano creare le condizioni per il riconoscimento nel prossimo futuro della qualifica di ospedale di primo livello stante l’incontestabile centralità del Barone Romeo nella geografia sanitaria della costa tirrenica siciliana”.

I due esponenti del civico consesso pattese elogiano il nuovo direttore generale, ma allo stesso tempo lo invitano ad attenzionare alcune criticità. “In questi mesi trascorsi dal suo insediamento, il nuovo direttore generale ha avuto il merito di concludere il lunghissimo iter per l’assunzione del primario di chirurgia, in servizio dall’inizio di settembre, nonché di estendere l’operatività dell’emodinamica ad h24. Restano tante problematiche, che in parte forse potranno trovare risposte nel redigendo atto aziendale”.

Salvo e Musmeci evidenziano la situazione del reparto di ortopedia, previsto nella rete ospedaliere quale unità complessa. “La divisione – hanno scritto – è carente da anni del primario, nonché dei necessari dirigenti medici che ne possano garantire la funzionalità. Inoltre dal maggio 2018 è chiuso ai ricoveri. Proprio le carenze del reparto di ortopedia rendono necessario un altissimo numero di trasferimento dal Barone Romeo ad altri presidi ospedalieri”.

Altra questione su cui i due consiglieri puntano i riflettori è quella relativa alla carenza del numero di anestesisti. “In questo momento – si legge nella nota – sono in servizio 12 anestesisti, a fronte dei 22 necessari e previsti in pianta organica. Questo, unito alla contestuale carenza dei dirigenti medici di chirurgia generale tende a dimezzare le potenzialità della struttura a discapito delle esigenze dei pazienti”.

Ancora Salvo e Musmeci sottolinenano la carenza di tre medici nel reparto di cardiologia e di uno nella divisione di chirurgia vascolare. Inoltre evidenziano la mancanza di circa 20 20 unità di personale infermieristico.

“Con l’atto aziendale – hanno scritto – si potrebbe anche riconoscere la giusta dignità di unità dipartimentali ai servizi di nefrologia, emodialisi ed otorino da sempre organicamente presenti nel presidio ospedaliero pattese ed oggi molto ridimensionati, nonché anche in forza degli incontestabili ed importanti numeri riconoscere la classificazione di unità operativa semplice dipartimentale ad oculistica. Dal punto di vista strutturale e logistico si rileva che all’interno della struttura ospedaliera è presente una cucina per preparare i pasti per i degenti utilizzata sino al dicembre 2018, oggi chiusa, la cui riapertura può garantire uno standard qualitativo potenzialmente maggiore rispetto ai pasti trasportati da altri luoghi nonché una più pronta risposta alle esigenze dei reparti”.

“Pur consapevoli delle difficoltà esistenti – hanno affermato Musmeci e Salvo – è urgente l’assunzione dei dirigenti medici anestesisti per poter garantire la corretta funzionalità delle sale operatori. Pertanto invitiamo i sindaci del nostro distretto a vigilare ed a intervenire a tutela del futuro del “Barone Romeo”. A tal proposito i due consiglieri hanno inviato la lettera a tutti i primi cittadini del Distretto D30 per chiedere uno loro interessamento per la tutela del “Barone Romeo”.

A20: rimosso il doppio senso di circolazione in corrispondenza della Galleria Montagnareale; riaperta la rampa d’uscita (da Messina) dello Svincolo Pollina-Castelbuono PDF Stampa
Scritto da Comunicato Stampa   
Martedì 17 Settembre 2019 12:46

È stato rimosso il doppio senso di circolazione (circa 2 km) istituito nella carreggiata autostradale di valle (direzione Palermo) in corrispondenza della Galleria Montagnareale e, nel contempo, è stata ristabilita la regolare viabilità nella carreggiata monte (direzione per Messina). La riapertura al traffico della tratta autostradale è stata subordinata al nulla osta (ai fini statici) dal collaudatore nominato da RFI. La circolazione era stata rimodulata per dare la possibilità alla Società RFI di potere eseguire i necessari lavori di consolidamento della galleria ferroviaria “Montagnareale”. Riaperta – pure – la rampa d’uscita (per gli utenti provenienti da Messina) dello Svincolo Pollina–Castelbuono che era stata provvisoriamente chiusa per alcuni giorni per un collaudo (come dispone la normativa degli appalti) a seguito conclusione dei lavori, a cura del CAS, di stabilizzazione dei luoghi per il dissesto verificatosi negli anni scorso per un violento nubifragio abbattutosi nel territorio.

 

Patti: la nostra comunità piange la scomparsa del carissimo Turi Benedetti PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Lunedì 16 Settembre 2019 22:14

Una notizia che la sera di domenica 15 Settembre, festa della Madonna Addolorata, ha scosso la nostra comunità pattese: il carissimo Turi Benedetti, non ce l'ha fatta e dopo poco più di un mese da quando gli era stato diagnosticato un male che non perdona, ha concluso, la sua esistenza terrena all'età di 73 anni. Si è congedato da noi, come era suo carattere, in silenzio, come se non volesse disturbare nessuno, circondato dall'affetto dei suoi familiari che lo hanno immensamente amato, specialmente le sorelle Nunzia, Anna e Caterina, i fratelli Tindaro, Pippo e Giovannino, il cognato Gianni Milone, gli adorati nipoti Alessia, Francesca, Silvia e Francesco e i pronipoti. Turi aveva una spiccata sensibilità per le ferite dell’umanità, soprattutto per quelle che lui definiva le nuove povertà, e quindi le disabilità fisiche e psichiche, quel che rimane è il suo spendersi per gli altri senza pensare a se stesso. Turi è stato un uomo tenace e audace, ha sempre trovato il coraggio di osare, anche nella ribellione, nella non-conformità al modo comune di pensare e di agire. E la tenacia è stata in lui virtù di perseveranza, perché ha sempre saputo raggiungere gli obiettivi che si prefiggeva. Come non ricordare gli anni trascorsi nel volontariato Avulss e specialmente il suo servizio alla Caritas della diocesi di Patti; proprio in quell'incarico di collaboratore fu audace nella progettazione del bene e delle vie per operare il bene, e tenace nel modo di perseguirlo, premurandosi a servire, a cercare contributi e collaborazioni per le opere caritative. Sobrio ed essenziale nel portamento; scevro da formalismi, originale nello stile, ma soprattutto di indole buona e discreta. Saggio ed arguto nell’interpretare situazioni e cose, disponibile. Parole opportune al tempo giusto, a volte anche forti quando doveva spronare i vertici della struttura caritativa per essere sempre al passo con i tempi ed a fianco dei sofferenti. Bastava uno sguardo per comunicare quanto era nel suo cuore; il sorriso ironico e la giovialità, le battute, i lunghi silenzi. Custodiva tutto dentro e non si dava mai per vinto: perfino davanti alla breve malattia, vivendo quest'ultima prova della sofferenza e del dolore come sanno viverla solo pochi: ora in silenzio, ora nel pianto, ma anche nell'invocazione fiduciosa e piena di speranza. Turi della Chiesa amava parlare con il cuore di un uomo lealmente e spontaneamente: la voleva incarnata, estroversa, meno ripiegata su se stessa. Ma pur amandola non mancava di esprimere osservazioni sofferte proprie di chi ne ha sposato la causa. La serviva e nello stesso tempo l’amava. L’amava, perché amava Gesù Cristo. Tutto accettava per amore suo ed i tanti sacerdoti che sono venuti in contatto con lui lo possono testimoniare senza ombra dii dubbio. Turi è stato un uomo capace di trattenersi anche a lungo nella camera del suo cuore, in dialogo con il suo Signore. Quante volte lo si vedeva nella Chiesetta di Santa Rosa per il turno di Adorazione Eucaristica settimanale, per sostituirsi ad altri fedeli che, a volte, erano impediti ad ottemperare il proprio turno, oppure al di là della tabella programmata, amava cercare il Signore nella preghiera e nei più poveri, negli ultimi e nei bisognosi. Così Turi ha vissuto. Così è ritornato a Dio. Senza forzature, con una voglia di riscatto, ma anche di abbandono, fiducioso nel suo Signore, sempre desideroso di nutrirsi del suo Corpo fino all’ultimo. Credo che tutti nella vita abbiamo avuto la fortuna di incontrare persone buone come Turi, con le quali si sta volentieri, accoglienti, che, se possono farti un favore te lo fanno, anche a costo di sacrifici, rinunciando anche ad ore di riposo. Per nostra fortuna in Paradiso non entrano le cose che solitamente quaggiù si pensa facciano grande una vita. Di là porteremo solo il bene compiuto, fosse anche un bicchiere di acqua fresca dato ad un fratello – dice il Signore – “te lo restituirò”. E di qua, saremo ricordati per il bene che abbiamo voluto. Per il bene che Turi ha compiuto, specie quello rimasto nascosto agli occhi degli uomini, il Signore, giusto e misericordioso gradisce, gli doni la ricompensa e lo accolga nella sua casa. E così, la sera di domenica 15 settembre, mentre a Patti Marina si concludeva la processione della Madonna Addolorata, Turi (anche se ha aspettato, ma inutilmente, il gesto di riconciliazione da parte di qualcuno che, in questo particolare momento, non ha recepito la necessità di "correre" al suo capezzale per abbracciarlo) si è spento serenamente nelle braccia del Padre delle misericordie. E quando il Cristo Crocifisso e Risorto, mostrandogli le sue piaghe, gli dirà: «Avevo fame, avevo sete, ero nudo, malato, carcerato, straniero», troverà in lui la pronta risposta: «Te Signore ho cercato, Te Signore ho servito, Te Signore ho amato in questi poveri nostri fratelli». Ciao, carissimo amico fraterno Turi; la nostra comunità pattese, civile ed ecclesiale, perde un punto di riferimento, umanamente parlando, ma "guadagna" un intercessore in Cielo che dinanzi al Signore ed a Santa Febronia (verso la quale nutriva una devozione specialissima) prega per la sua amata Patti.

I funerali di Turi saranno celebrati nella Basilica Cattedrale di Patti martedì 17 settembre alle ore 10. Nel numero di Ottobre de "In Cammino", in edicola sabato 12, ricorderemo l'amico Turi.

Patti: tanti cari auguri al Vescovo Guglielmo per il suo 53° compleanno PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Domenica 15 Settembre 2019 07:30

Oggi, domenica 15 Settembre, il nostro Vescovo Guglielmo Giombanco festeggia il suo 53° compleanno.

Ogni compleanno è un ringraziamento al dono della vita, e viene spontaneo aggiungere un grazie al Signore per il dono che ci ha voluto fare scegliendo il vescovo Guglielmo, Pastore della nostra diocesi, testimone di Dio in mezzo a noi.

Il ministero apostolico che il nostro Vescovo svolge nella nostra diocesi è molto impegnativo, è per questo che insieme a filiali AUGURI, desideriamo che sappia che li accompagniamo con la quotidiana preghiera al Signore affinché l’accompagni e lo sostenga.

Il nostro, caro Vescovo Guglielmo, vuole essere un Augurio semplice, che proviene dal cuore. Ed in questo, siamo certi di interpretare i sentimenti di tutti i diocesani.

Tindari: stasera al Teatro Greco l'oratorio "Nigra sum", composto e diretto da Mons. Marco Frisina PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Sabato 14 Settembre 2019 11:38

Nigra Sum, omaggio di Marco Frisina alla Vergine nera del Tindari il 14 settembre 2019 Eventi a Messina
Si inserisce all’interno del Festival Teatri di pietra  il concerto in programma  oggi, sabato 14 settembre, alle ore 20  al teatro Greco di Tindari “ Nigra sum” oratorio per soli, coro e orchestra. Uno straordinario galà lirico che omaggerà la Vergine Nera del Tindari  sotto la direzione di mons. Marco Frisina. Ad esibirsi: mons. Marco Frisina, compositore e direttore d’orchestra, il Coro Lirico Siciliano, l’Orchestra in recidence. Drammaturgia a cura di Daniela Cori In collaborazione con la Diocesi  di Patti. Al concerto assisterà anche mons. Guglielmo Giombanco, vescovo di Patti. Durante la serata ad emozionare il pubblico anche le composizioni del Maestro Frisina eseguite dal Coro Lirico Siciliano e dall’Orchestra. Marco Frisina è un sacerdote, compositore e direttore di coro italiano, fondatore del Coro della diocesi di Roma. Tra le sue composizioni anche colonne sonore di molti film  storici e religiosi realizzati per​ Rai e Mediaset, ricordiamo  Michele Strogoff, Papa Giovanni, Giovanni Paolo II, Edda Ciano, Callas e Onassis e i più recenti​ Pompei, Puccini, Paolo VI. Ha inoltre firmato canti di ispirazione religiosa. I costi per partecipare al concerto: parterre 30 euro, tribunetta parterre 30 euro e cavea non numerata 18 euro.



 

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