NOTIZIE DI CRONACA
Domenica 26 Maggio su Rai Uno la Santa Messa dal Santuario di Tindari PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Sabato 25 Maggio 2019 09:46

Sono 65 anni che la Rai trasmette ogni domenica la Santa Messa, una delle trasmissioni più antiche della televisione. La prima volta andò in onda il 10 gennaio 1954 dalla basilica di San Simpliciano a Milano, appena sette giorni dopo l’inizio ufficiale delle trasmissione della Rai. Domenica 26 Maggio le telecamere di Raiuno, a partire dalle ore 10,55, cureranno le riprese della Santa Messa che sarà trasmessa dalla Basilica Santuario di Tindari, per la regia di un sacerdote rogazionista, padre Gianni Epifani e con il commento liturgico di Orazio Coclite, storico giornalista della Radio Vaticana. La celebrazione della Messa, nella Sesta Domenica di Pasqua, sarà presieduta dal Vescovo di Patti mons. Guglielmo Giombanco; concelebreranno alcuni Sacerdoti della diocesi, fra i quali il Vicario Generale don Basilio Rinaudo e il Rettore del Santuario don Giuseppe Gaglio. Il servizio liturgico è curato dai Seminaristi del Seminario diocesano di Patti sotto la guida del cerimoniere Antonio Lo Presti. I canti saranno eseguiti dal Coro diocesano diretto dal M° Fabio Catina, all'organo il M° Salvatore Bonina che ha composto la Messa "Sub tuum praesidium". La Prima Lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli sarà proclamata da Mariella Zingales, il Salmo responsoriale da Suor Maria Passarello, delle Suore Speranzine della Madonna del Tindari, la Seconda Lettura, tratta dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo, da Nino Faraci, Presidente dell' Azione Cattolica Diocesana, mentre il Vangelo sarà proclamato dal Diacono Giuseppe Lombardo.

Dalle 7 alle 13 di domenica 26 maggio è disposto divieto di accesso per i pullman nella via Monsignor Pullano; pertanto, tutti i pullman provenienti dalla Statale 113 verranno indirizzati per la sosta al primo parcheggio di Locanda, con accesso predisposto al km 67+200 della 113. La sosta dei pullman sarà regolamentata a pagamento. Dalle 7 alle 13 è disposto divieto di sosta, ambo i lati, lungo la Statale 113, direzione Palermo-Messina, 100 metri prima e 150 dopo l’incrocio bivio Locanda-via Monsignor Pullano.

Dalle 7 alle 13 è disposto divieto di sosta, oltre che nella via Teatro Greco e nella piazza Quasimodo (dove già è vigente e dove si troveranno soltanto i mezzi della Rai) anche nel piazzale antistante il Teatro Greco.

Dalle 7 alle 9,30 l’accesso veicolare alla Z.T.L. di via Monsignor Pullano sarà consentito, fino al Parcheggio degli Ulivi, alle sole categorie autorizzate (munite di pass), compatibilmente con le esigenze di viabilità e sicurezza pubblica. Dalle 9,30 alle 13 è vietato l’accesso alla Z.T.L. di via Monsignor Pullano, fatta eccezione per i mezzi di polizia e per i mezzi di soccorso e di pronto intervento e dei portatori di handicap muniti dell’apposito tagliando.

Per l’occasione sarà intensificato il servizio di navetta dal parcheggio “Locanda 2” al parcheggio degli Ulivi.

Una storia meravigliosa quella della Santa Messa in TV, seguita da tanti ammalati e anziani impediti, ma anche da tanti sani che dopo aver partecipato fisicamente e spiritualmente alla celebrazione in parrocchia o in qualsiasi chiesa, accendono il teleschermo; la Santa Messa in diretta su Rai Uno dalla Basilica Santuario di Tindari diventa un momento centrale per la vita spirituale, devozionale e culturale di tutti i devoti della Bruna Madonna.

Oggi l'ultimo saluto al giovane Michael nella Chiesa dell'Acquasanta PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Venerdì 24 Maggio 2019 11:25

"Se dovessi camminare per una valle oscura, non temerei alcun male, perchè tu, Signore, sei con me". Queste parole del salmo 22 ben si adattano alla profonda tristezza che stiamo vivendo in questi giorni a causa della morte del giovane Michael Bruno che, a soli 16 anni, ha concluso tragicamente la sua esistenza terrena, in un luogo tetro della nostra Patti, abbandonato, luogo di ritrovo per tanti che, magari, preferiscono girare col cappuccio in testa e gli occhiali in faccia, perché forse si vergognano della propria vita, per chi si diverte a imbrattare i muri, a stare insieme, ma tante volte questo stare insieme diventa sballo perché ci si annoia, annoiati della propria vita, annoiati forse anche dalle sofferenze che si vivono e stanchi quindi per questo, che preferiscono fumarsi una canna, che preferiscono ubriacarsi, che preferiscono danneggiare la vita degli altri. Morire a sedici anni: il tempo dei sogni, dell’apertura alla vita, della ricerca del vero amore. Un filo spezzato prima ancora di essere completamente dipanato. Un fiore reciso, prima di essere pienamente sbocciato. Non sembra vero. Ma è la triste realtà. E anche se nella vita di Michael, non lo sappiamo con certezza, c'è stato un momento di cedimento, in cui il suo cuore può non aver retto di fronte a qualche situazione, che può averlo angosciato o spaventato, questo non toglie che la vita fosse da vivere con fedeltà e impegno fino in fondo. Che cosa è successo nei dettagli non lo sappiamo e forse cosa sia successo veramente nella sua vita, nel suo cuore, fino in fondo non lo ha compreso neppure lui, perché la vita è un mistero. La morte di Michael e il dolore dei familiari ci appartengono non solo perché sono il segno della nostra umana e cristiana compassione, ma soprattutto perché sono un pressante invito a porci interrogativi che non possiamo eludere e mettere sotto silenzio. Cosa sta accadendo alla nostra società? Perché noi adulti non sappiamo cogliere il desiderio di vita che è presente nei giovani? Perché sempre più spesso essi si sentono soli e, il più delle volte, non trovano chi ha tempo da dedicare a loro per ascoltarli e dare orientamenti per il loro cammino? Ieri sera, dopo essere stato nella camera mortuaria dell'ospedale "Barone Romeo" di Patti, a pregare dinanzi al corpo di Michael, pensavo fra me e me a quello che lui - se avesse potuto parlare - poteva dire ai suoi compagni, ai suoi amici (quelli veri) venuti, ininterrottamente, a salutarlo per l'ultima volta: "Ragazzi, anche se io non ci sono riuscito, aprite il vostro cuore e svelate i vostri sentimenti ai grandi, ai genitori, agli educatori, a quelli che ci vogliono veramente bene e non a chi ci guarda con disprezzo, con autosufficienza, e non vuole il nostro vero bene. Anche quando sembra che siamo freddi e insensibili, distaccati e incapaci di capirli, non rifugiamoci nella solitudine del nostro "mondo", ma condividiamo l’immenso desiderio di bene che alberga dentro di noi. Affrontiamo con coraggio la vita. Certo, siamo immersi in una società difficile e complessa. Non scoraggiamoci di fronte alle difficoltà e non desistiamo dal nostro impegno. I sacrifici che faremo non saranno vani e infruttuosi. Appoggiamoci al braccio dei nostri familiari e camminiamo insieme. La strada è lunga, ma, camminando mano nella mano, sarà possibile raggiungere la meta".
Caro Michael, ora, hai incontrato il vero amore. Cristo risorto, anche se non eri battezzato, è il tuo amore, la tua gioia, la tua vita eterna. Ed è proprio Lui, come un vero innamorato, a sussurrarti dolcemente al cuore: "Michael - che hai ricevuto come nome quello del glorioso Arcangelo che ha ricevuto il ruolo di combattere contro le forze del male - tu meriti l'amore. Molto amore".
Sì, caro Michael, fidati di Cristo e vivi per sempre con Lui, il tuo eterno e unico amore.

Il rito funebre avrà luogo oggi, venerdì 24 Maggio, alle ore 16 nella Chiesa di Santa Febronia in contrada Acquasanta. Al termine la salma di Michael sarà trasportata al cimitero di Patti per essere tumulata.

Patti: la Polizia di Stato sequestra 50 chili di pesce pericoloso per la salute pubblica PDF Stampa
Scritto da Comunicato Stampa   
Giovedì 23 Maggio 2019 12:23

Gli Agenti del Distaccamento di Polizia Stradale di Barcellona P.G., nell’ambito dell’attività di tutela della salute pubblica, nel corso di specifici servizi mirati al controllo di mezzi adibiti al trasporto di alimenti, hanno sequestrato 50 Kg di prodotto ittico, ritenuto non idoneo al consumo.

Ieri mattina, a Patti, in prossimità dei caselli autostradali, il conducente di un furgone, alla vista degli Agenti, ha invertito repentinamente il senso di marcia, probabilmente per evitare i controlli. La manovra non è passata inosservata agli operatori della Polstrada, i quali, hanno bloccato il veicolo dopo qualche chilometro.

Nel corso del controllo, constatavano che il conducente stava trasportando pesce, sia surgelato sia fresco, che avrebbe dovuto essere consegnato ad esercizi di vendita e ristorazione della zona di Patti. Nel vano carico, infatti, si trovavano alcune cassette di pesce conservato in modo inidoneo, al punto da averne alterato le caratteristiche.

In particolare, gli Agenti hanno richiesto l’intervento del veterinario dell’ASP di Patti, il quale ha appurato che il prodotto ittico era trasportato a una temperatura superiore “più del triplo” rispetto a quella prevista per la tipologia di pescato, in cassette prive del ghiaccio, oltre ad essere privo delle etichette che ne attestassero la provenienza, condizione indispensabile per la messa in commercio.

Al termine del controllo, il pesce veniva posto sotto sequestro; il conducente e il titolare della società di distribuzione venivano denunciati per detenzione ai fini del commercio di alimenti pericolosi per la salute pubblica. A carico degli stessi sono state, altresì, irrogate sanzioni per 1.500,00 euro.

Patti: Veronica Orlando ottiene la medaglia di bronzo al campionato regionale di karate PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Giovedì 23 Maggio 2019 09:39

Si è svolto a Ribera (Agrigento) il Campionato regionale cadetti di karate specialità kumite (combattimento) al quale hanno preso parte 101 atleti in rappresentanza di tutte le province. La Asd Scuola Karate Patti schierava Veronica Orlando che ha ottenuto la medaglia di bronzo nella categoria fino a 62 kg. e conseguentemente la qualificazione alla fase nazionale in programma al centro olimpico federale di Ostia domenica 9 giugno. In dettaglio la pattese ha superato al 1° turno la saccense Beatrice Curreri per 4 a 1 al giudizio arbitrale, poi ha subito una battuta di arresto contro la palermitana Gloria Fantaci per 3 a 2 e infine ha battuto l'amica acquedolcese Sara Salmeri per 1 a 0. L'auspicio e quello di migliorare l'11°posto raggiunto  nelle tre volte a cui ha preso parte al campionato italiano.

Nella foto Veronica con il M° Giuseppe Piccione.

Patti: una dolorosa notizia che ha scosso la nostra comunità; "Scusaci, Signore, per non aver capito"... PDF Stampa
Scritto da Giancarlo D'Amico   
Martedì 21 Maggio 2019 20:32

La giornata di sole, dopo giorni di maltempo, è stata offuscata oggi da una tristissima notizia che ha lasciato senza parole la nostra Patti: l'aver appreso che un ragazzo, di soli quindici anni, ha deciso di farla finita con la vita e come un pugno nello stomaco che ti fa mancare il respiro per alcuni minuti. Per tutta la giornata il mio pensiero è corso a M., questo “povero” ragazzo, che, sulla sua strada, non è riuscito ad incontrare nessuno che gli tendesse la mano e gli chiedesse: che cosa hai? Pensavo a quanta sofferenza M. aveva dentro, tanta da non riuscire ad affrontare i disagi ed i malesseri che costellano le esistenze degli adolescenti dei tempi odierni. Solo un istante o poco più per dare un calcio alla vita. Chissà quanto tempo, invece, per arrivare a quel terribile faccia a faccia, pensare e ripensare a come e quando chiudere la partita mentre il tarlo di quel gesto estremo mangiava la freschezza e la voglia di vivere di un ragazzo di appena 15 anni. Questa morte ci interpella, lo scrivevo qualche tempo fa dopo il suicidio di un giovane trentenne: dovremo imparare con umiltà ad amare bene, a guardare oltre alla corazza. Scusaci, Signore, per non aver capito. Diciamo comunque grazie per la vita di questo ragazzo. Sono convinto che il Signore ha preso nel tuo ultimo istante la tua anima, caro M., per amarti e consolarti. Il Signore ti ha aperto le porte del paradiso, te lo ha offerto nonostante questo tuo gesto che noi non siamo riusciti e non riusciamo a capire. Dio non giudica, non condanna, ama; Dio non respinge, ma accoglie nelle sue braccia tutti i suoi figli. In un momento come questo, davanti ad un fatto grave e violento l’unica via è il silenzio, la preghiera. Nessuno di noi ha il diritto di giudicare. Chi può conoscere cosa avviene in un’anima angosciata? Nessuno. È il mistero dell’uomo di fronte alla morte che solo Dio conosce. L’unica cosa certa è che Dio non ci abbandona perché Lui è amore. Cosa ci insegna ancora la morte di M.? Che ci dobbiamo guardare di più nel volto, essere più attenti gli uni agli altri. La tragica morte di M. è avvenuta nel tempo di Pasqua; credere in Cristo risorto significa assumere con consapevolezza tre precisi impegni:

1) Ai ragazzi, ai compagni, agli amici di M., agli adolescenti, ai giovani tutti: parlate di voi e dei vostri problemi; parlare vuol dire consegnarsi. Consegnarsi vuol dire farsi volere bene così come si è, almeno da qualcuno. Questo è il vero modo per crescere: farsi vedere almeno da qualcuno come si è veramente….è faticoso, a volte imbarazzante…ma solo cosi diventiamo “buona notizia” per gli altri… Ricordate che voi non siete i vostri sbagli; voi siete molto di più: siete le vostre cose belle, le vostre preziosità…ciò che rende unica la vostra vita… questo pensiero vi stia fisso nella mente e vi faccia rifiorire ogni giorno. Preparatevi alle amarezze della vita; ai NO, alle difficoltà, ai dispiaceri che sempre accompagnano il nostro vivere. Alziamo invece lo sguardo, agli ideali più belli. Coltiviamo i SOGNI, i valori, il cuore che tende alle vette. Quelle vette che ti conquistano, prima ancora che tu le conquisti! Oltre i nostri telefonini, che ci imprigionano. Per gustare un fiore, un tramonto, il cielo azzurro di oggi. Senza mai dimenticare che c’è sempre qualcuno che ha bisogno di te, nel volontariato, nel dono del proprio tempo ai più poveri!


2) Agli adulti, agli insegnanti, ai sacerdoti, ai catechisti: accompagniamo i nostri ragazzi. Accompagnare è l’arte dell’adulto. Non per sostituirsi a loro. Non per compiangerli come “poverini”, ma per renderli forti, capaci di camminare con le loro gambe! Pronti alla sfida della vita. Vicini, ma anche rispettosi. Solidali, ma per farli liberi; non dipendenti da noi. Pronti! Con spazi diversi tra le diverse agenzie educative, famiglia, scuola, comunità ecclesiale, facendo capire sempre: “Io ci sono, sono qui! Non avere paura. Non temere!”.

3) Alla nostra comunità pattese. Tutti infatti, oggi, piangiamo questo figlio. Ed una città che perde i suoi ragazzi rischia di diventare uno stagno, dove le cose non si muovono più verso la vita nella loro fioritura. Costruiamo con i giovani luoghi di speranza, ravviviamo le comunità parrocchiali, creiamo spazi di ascolto, creiamo luoghi di vita e non di disperazione, dove si consuma la vita ma non la si gusta. Sentano i nostri ragazzi che per la città sono preziosi. Unici. Vitali. Perché c’è bisogno di parole di amore, ma di vivere con amore, ad iniziare dalla famiglia.

C’è una preghiera di San Vincenzo de’ Paoli che dice “O Signore fa’ che passando accanto agli altri mi preoccupi dei problemi che hanno”. Meno amicizie virtuali e più amicizie vere, meno tecnologia e più volti. Più amore verso quelli che manifestano segni di disagio! Questo deve essere l’impegno di tutti e il modo migliore per onorare la memoria del caro M. che, in tempo così breve, oggi, ha concluso tragicamente la sua giovane esistenza.

 


 

<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 2170
 210 visitatori online
Articoli più visti